Glossario



Novelletta

Versione per orchestra della Novelletta op. 82 n. 2

Musica:
Giuseppe Martucci
Organico: 2 flauti, oboe, corno inglese, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, timpani, piatti, arpa, archi
Composizione: Napoli, 1907
Prima esecuzione: Milano, Teatro alla Scala, 1 aprile 1908
Edizione: Ricordi, Milano, 1907

Guida all'ascolto (nota 1)

Geniale e generoso pioniere della rinascita sinfonica italiana, Giuseppe Martucci - nato a Capua nel 1856 e scomparso a Napoli nel 1909 - si trovò ad operare in un periodo dominato, da noi, dalla produzione melodrammatica. Ed era quasi inevitabile, allora, che un musicista italiano, desideroso di coltivare il genere sinfonico, fosse suggestionato dai grandi esempi tedeschi, soprattutto di un Brahms, ultimo e celebrato rappresentante di una tradizione illustre. Nella musica di Martucci si rivela, difatti, l'influsso di quegli esempi, sia nel particolare atteggiamento psicologico proprio del tardo romanticismo tedesco, portato, musicalmente, ai modi intimisti di un ripensamento come nostalgico di quella tradizione, sia nelle strutture formali da essa derivanti.

Né, d'altra parte, era allora pensabile che un nostro musicista potesse rifarsi alla sorgente prima del sinfonismo moderno - cioè al Sei-Settecento strumentale italiano -, da cui gli stessi tedeschi, a cominciare da Bach, avevano tratto alimento: troppe nostre musiche giacevano, al tempo di Martucci, ancora dimenticate negli archivi e, peraltro, i tempi non erano maturi per il risorgere in Italia dello spirito sinfonico classico. Tuttavia, pur nel detto ambito di una cultura e di un gusto tedesco-romantico, la personalità di Giuseppe Martucci riesce ad affermare i propri fondamentali ed originali valori, quali si rivelano nella concezione architettonica latinamente chiara ed essenziale del Concerto per pianoforte e della Sinfonia, e nella cantabilità tutta italiana delle idee musicali.

Il Notturno e la Novelletta sono delle trascrizioni orchestrali compiute dallo stesso Autore di pezzi pianistici. Pur appartenendo ad epoche e raccolte differenti - il Notturno in sol bemolle maggiore, del 1891, è il primo dei due che costituiscono l'op. 70, mentre la Novelletta, del 1905, è il secondo dei "Tre pezzi" op. 82 - questi due popolarissimi brani formano come un dittico la cui unità è data dall'atteggiamento intimista del sentimento e dalla progressione dello stato d'animo, che dalla lunare e dolce malinconia del primo modula alla fantasiosa indefinitezza del secondo. Liberato dalle suggestioni formali del sinfonismo romantico tedesco, il Martucci riesce qui a darci un'immagine, seppure meno ambiziosa, forse più spontanea di una nativa, indiscutibilmente autentica musicalità, la quale nella semplicità delle strutture meglio traduce l'immediatezza di un originale lirismo.

Nicola Costarelli


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di viadella Conciliazione, 9 dicembre 1962

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Ultimo aggiornamento 15 gennaio 2016
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