Glossario



Albumblatt in mi minore per pianoforte, op. 117 (MWV U134)

Musica: Felix Mendelssohn-Bartholdy
Organico: pianoforte
Composizione: 1837
Edizione: Kistner, Lipsia, 1872

Guida all'ascolto (nota 1)

Il temperamento artistico di Mendelssohn raggiunse forse una delle punte più alte nella produzione per il solo pianoforte. Non a caso gli otto quaderni dei pianistici Lieder ohne Worte rappresentano le confessioni di una trepida e castigata natura romantica, toccando il vertice di capolavori in miniatura, ricchi di lirismo strumentale, che diedero enorme fama all'autore. C'è in essi il condensato di tutte le conquiste tecniche raggiunte dal pianoforte in quel periodo e il musicista riesce a far cantare lo strumento meglio della voce umana e sa esprimere tutti i sentimenti dell'animo, raffigurati e proiettati su uno sfondo di sognante poesia. Composti in epoche diverse tra il 1829 e il 1845, per oltre un secolo a causa della loro relativa semplicità tecnica ed espressiva queste «romanze» hanno richiamato l'attenzione e suscitato gli entusiasmi dei pianisti dilettanti di ambo i sessi, conquistati dalla varietà delle trovate ritmiche e armoniche dei vari quadretti, concepiti come veri e propri acquarelli dai colori morbidi e pastosi.

Si tratti di componimenti elaborati nella forma del Lied e del duetto, oppure di brani che anche nel titolo (barcarola, ninne-nanne, filatrici, cacce, canti popolari, melodie di stile francese e italiano, ecc.) si inseriscono nella cornice dei «pezzi caratteristici», le Romanze senza parole hanno in comune un affettuoso e cordiale sentimentalismo, che in definitiva è la sigla psicologica di Mendelssohn e il modo con cui egli sente l'intimismo del pianoforte come strumento delle confessioni romantìche. Concezione spesso alternata dall'artista con l'altra, brillante e salottiera, che Mendelssohn, sulla scia del pianismo di Weber, realizzò soprattutto nel Rondò capriccioso n. 14, nella Fantasia op. 15, nel Perpetuum mobile op. 119 e nelle diciassette Variations sérieuses op. 54, la cui struttura melodica, insieme al gioco armonico, prelude a Brahms.

Sempre per restare nell'ambito dei pezzi per pianoforte non vanno dimenticate le tre Sonate: la prima in sol minore op. 105, che reca evidenti gli influssi mozartiani; la seconda in mi maggiore op. 6, dove si può cogliere il gusto per la romanza senza parole; la terza in si bemolle maggiore op. 106, con quel passaggio fluido e scorrevole dei pianissimi e degli staccati appartenente al Mendelssohn più sincero e autentico.

Anche il brano che apre il programma di stasera, Albumblatt (foglio d'album) op. 117, non si discosta dalle regole e dallo stile del pianismo mendelssohniano e rientra nel carattere piacevolmente melodico delle Romanze senza parole. Il pezzo, scritto nel 1837, è un allegro in si minore sempre legato e costruito con varietà di modulazioni tra armonie plasticamente morbide e suadenti.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 27 febbraio 1981

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Ultimo aggiornamento 24 aprile 2013
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