Glossario



Laudate pueri, mottetto per coro femminile e organo, op. 39 n. 2 (MWV B30)

Musica: Felix Mendelssohn-Bartholdy
Organico: coro femminile, pianoforte o organo
Composizione: Roma, 31 Dicembre 1830
Edizione: Simrock, Bonn, 1831

Guida all'ascolto (nota 1)

Il ruolo di Mendelssohn anche per quanto riguarda la rinascita della musica corale tedesca è rilevante ed è ampiamente documentato, oltre che dai suoi oratori Elijah e Paulus, dalla nutrita raccolta di salmi, mottetti e pezzi sacri. In queste composizioni si avverte una perfetta padronanza della polifonia classica e un gusto della elaborazione tematica che si richiama alla lezione di Bach e di Händel. Si sa che Mendelssohn ebbe un vivissimo senso religioso ed espresse in più occasioni una sua visione della musica sacra più rispondente allo spirito dei testi delle Sacre Scritture, anche in polemica con quelle musiche che aveva ascoltato a Roma nella Cappella Sistina e improntate ad una "melodia monotona e senza accento". Per il compositore di Amburgo le voci dovevano avere pari dignità con gli strumenti e contribuire alla definizione più adeguata e completa della religiosità indicata dal testo in latino. In fondo anche l'oratorio mendelssohniano è un vasto affresco sonoro in cui le emozioni e l'elemento espressivo e stilistico sono subordinati al contenuto religioso, considerato l'aspetto sostanziale di questa forma musicale. Non per nulla negli oratori di questo autore la solennità dei cori e la dignità orchestrale contribuiscono a creare un'atmosfera di grande nobiltà evocativa, che attraverso i sorprendenti effetti coloristici e i frequenti cambiamenti di tonalità raggiunge momenti di elevata poesia estetica. Anche nel pezzo oggi in programma, Laudate pueri per coro femminile e organo, che fa parte di uno dei tre mottetti latini scritti nel 1830, si avverte quella semplicità e schiettezza di espressione che ritroviamo in tante pagine cameristiche sia profane che religiose del musicista. Si tratta di un componimento quanto mai lineare e suggestivo (Allegro moderato assai), elaborato nello stile del corale figurato di ascendenza bachiana. Dopo sei misure introduttive dell'organo entrano le voci dei contralti con un fraseggio tematico ripreso in canone dai soprani secondi e primi, alternando una scrittura imitativa ad un'altra accordale, arricchita dal suono dell'organo indicato a sostenere in modo discreto le voci sulle parole: "Laudate pueri Dominum, laudate nomen Domini, sit nomen domini benedictum ex hoc nunc et usque in saecula".

Testo

Laudate pueri Dominum,
laudate nomen Domini,
sit nomen domini benedictum
ex hoc nunc et usque in saecula


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 23 febbraio 1994; Norbert Balatsch direttore

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Ultimo aggiornamento 22 aprile 2011
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