Glossario



Sonata in fa maggiore per violino e pianoforte, senza n. di opus (MWV Q26)

Musica: Felix Mendelssohn-Bartholdy
  1. Allegro vivace
  2. Adagio
  3. Assai vivace
Organico: violino, pianoforte
Composizione: Berlino, 15 giugno 1838
Edizione: Peters, New York, 1953

Guida all'ascolto (nota 1)

La Sonata in fa maggiore per violino e pianoforte di Mendelssohn, che reca in calce la data del 15 giugno 1838, è un prezioso reperto, rinvenuto e restituito alle attività concertistiche dalle attente cure di Yehudi Menuhin, e poi pubblicato per la casa editrice Peters, nel 1953 (l'anno precedente Menuhin aveva meritoriamente pubblicato un'altra opera di Mendelssohn, il Concerto per violino e archi in re minore, del 1822, illuminante sul talento del dodicenne compositore). Peraltro un autorevole biografo di Mendelssohn, Eric Werner, pone in dubbio la piena attendibilità della data della composizione. In ogni caso la Sonata in fa maggiore si configura come un'opera della piena maturità, sia tecnica che espressiva, del suo autore; per le sue doti di equilibrio ed eleganza essa può essere considerata come un felice esempio di quella brillante scrittura violinistica che pochi anni dopo, nel 1844, avrebbe trovato la propria applicazione più alta nel celebre Concerto in mi minore.

Così il primo movimento oppone lo slancio ritmico della prima idea alla tenue cantabilità della seconda servendosi di un rapporto dialettico fra i due strumenti di esuberante vitalità. Per Menuhin «l'Adagio può essere considerato come uno degli esempi più perfetti di romanza mendelssohniana. In esso la melodia sembra librarsi senza alcuno sforzo e senza alcuna interruzione. Si ritrovano qui due qualità tipiche dell'autore: la nostalgia delicata e la tenerezza che non diviene mai sentimentale». Anche il rondò finale si avvicina alle composizioni consimili dell'autore, col suo vorticoso motivo di semicrome che dona all'intero movimento un carattere di trascinante concitazione.

Arrigo Quattrocchi


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 13 marzo 1985

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Ultimo aggiornamento 28 settembre 2016
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