Glossario



La création du monde, op. 81

Balletto in sei movimenti

Musica:
Darius Milhaud
Libretto: Blaise Cendrars
  1. Ouverture
  2. Il Caos prima della Creazione
  3. Il dissolvimento dell'oscurità e la creazione di piante e animali
  4. La creazione di uomo e donna
  5. La passione fra l'uomo e la donna
  6. Coda con il bacio e la nascita della primavera
Organico: sassofono contralto, 2 flauti, oboe, 2 clarinetti, fagotto, corno, 2 trombe, trombone, pianoforte, tamburo basco, cassa chiara, cassa rullante, piatti, tamburello, grancassa, timpani, 2 violini, violoncello, contrabbasso
Composizione: Parigi, 1923
Prima rappresentazione: Parigi, Theatre des Champs-Elysees, 25 ottobre 1923
Edizione: Editions Max Eschig, Parigi
Dedica: Paul Collaer e Roger Désormière

Guida all'ascolto (nota 1)

Il balletto di Blaise Cendrars La création du monde andò in scena a Parigi nel 1923, avvalendosi delle musiche di Darius Milhaud. La partitura, ricca dei colori e dei ritmi più diversi, è scritta per un ristretto organico strumentale di «solisti» che comprende 2 flauti, un oboe, 2 clarinetti, un fagotto, 2 corni, 2 trombe, un trombone, un pianoforte, percussioni, 2 piccoli timpani, 3 timpani, 2 violini, un sassofono, un violoncello e un contrabbasso. Particolarmente ricca appare poi la sezione percussiva: tamburo basco, cimbali, cassa chiara, cassa rullante, tamburello, grancassa, wood block di legno e di metallo.

Ogni strumento, nel corso del brano, ha modo di mettersi in luce a seconda delle proprie caratteristiche timbriche ed espressive: la musica di Milhaud infatti non sembra conoscere barriere geografiche e non si preclude escursioni in campo jazzistico o in quello della musica di consumo. La partitura si articola in una specie di introduzione seguita da quattro episodi molto diversi l'uno dall'altro. L'introduzione è caratterizzata da un regolare movimento ritmico costituito dagli accordi del pianoforte (un motivo oscillante che ricorda le onde del mare), sul quale si leva la melodia del sassofono, una specie di melopea che viene continuamente spezzata dai robusti interventi delle trombe. Nel primo episodio gli strumenti a percussione (cassa chiara, tamburello e gran cassa) sviluppano un ritmo complesso che viene sostenuto anche dai secchi arpeggi del pianoforte («molto rapidi e nervosi», annota Milhaud in partitura); su questo sottofondo ritmico, quattro strumenti a entrate regolari e successive (contrabbasso, trombone, sassofono e tromba) espongono un motivo fortemente sincopato dal carattere schiettamente jazzistico. Il secondo episodio è formato da una sorta di lugubre ostinato affidato alle regioni gravi dell'orchestra (fagotti, violoncelli e contrabbassi) e da una cullante melodia affidata all'oboe, sopra una regolare oscillazione ritmica costituita dagli accordi pianissimo di archi e sassofono. Al motivo precedente si sovrappone il ritmo di cassa rullante e tamburello e uno strisciante motivo cromatico affidato alla tromba: il movimento si anima poco a poco e culmina, concludendo l'episodio, in un delicatissimo tremolo del flauto. Nel terzo episodio il tema principale è costituito da un saltellante motivo esposto dapprima dai violini, col contrappunto di un grottesco tremolo della tromba, poi dai clarinetti e infine dall'intera orchestra in un tripudio di ritmi (cimbali, gran cassa e timpani), di veloci scale (pianoforte) e vivaci guizzi (legni). Il quarto episodio riprende gli echi jazzistici già incontrati: percussioni, archi e pianoforte ripetono insistentemente un breve motivo discendente a mo' di «ostinato» sul quale il clarinetto si esibisce in un lungo passaggio che ha il sapore di un «assolo» jazz. Poi la foga ritmica si placa e lo stesso clarinetto, cui rispondono subito corno e sassofono, rallenta il suo movimento e conclude «morendo».

Nell'ultimo episodio si ritorna al regolare movimento ritmico iniziale, completamente trasformato nel carattere: tromba, oboe e flauto gli sovrappongono infatti un insistito tremolo che ne trasfigura l'aspetto.

Alessandro De Bei


(1) Testo tratto dal libretto inserito nel CD allegato al n. 183 della rivista Amadeus

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Ultimo aggiornamento 14 aprile 2017
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