Glossario



Apollo et Hyacinthus o la metamorfosi di Giacinto

Intermezzo in latino per il dramma scolastico Clementia Croesi (La clemenza di Creso), K 38

Musica: Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto: padre Rufinus Widl

Personaggi:
Organico: 2 soprani, 2 contralti, tenore, 2 bassi, coro misto, 2 oboi, 2 corni, archi
Composizione: Salisburgo, Primavera 1767
Prima esecuzione: Salisburgo, Università dei Benedettini, 13 Maggio 1767

Struttura musicale

Scena prima
  1. Numen o Latonium! - coro - Andante alla breve (re maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
    Heu me! periimus! - Recitativo (Melia, Oebalus, Hyacinthus, Zephyrus)
  2. Saepe terrent Numina - Aria (Hyacinthus) - Allegro moderato (si bemolle maggiore) - 2 oboi, archi
    Ah nate! vera loqueris - Recitativo (Oebalus, Apollo, Hyacinthus, Melia, Zephyrus)
  3. Jam pastor Apollo custudio greges nixus - Aria (Apollo) - Andantino (mi maggiore) - 2 corni, archi
Scena seconda
Amare nun quid filia - Recitativo (Oebalus, Melia)
  1. Laetari jocari fruique divinis honoribus stat - Aria (Melia) - Allegro (re maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
    Rex! de salute filii est actum - Recitativo (Zephyrus, Oebalus, Melia)
  2. En! duos conspicis - Aria (Zephyrus) - Un poco allegro (la maggiore)
    Heu! Numen! ecce! - Recitativo (Zephyrus, Melia, Apollo)
  3. Discede crudelis! - Duetto (Melia, Apollo) - Allegro (fa maggiore). Moderato. Allegro - 2 oboi, 2 corni, archi
Scena terza
Non est. Quis ergo nate! - Recitativo (Hyacinthus, Oebalus) - archi
  1. Ut navis in aequore luxuriante per montes - Aria (Oebalus) - Allegro agitato (mi bemolle maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
    Quocumque me converto - Recitativo (Melia, Oebalus)
  2. Natus cadit atque Deus me nolente - Duetto (Melia, Oebalus) - Andante (do maggiore) - 2 corni, archi
    Rex! ne redige cogit in Hyacinthum amor - Recitativo(Apollo)
    Hyacinthe surge! - Recitativo (Apollo) - Andantino (sol maggiore) - 2 corni, archi
    Quid video? - Recitativo (Oebalus, Melia, Apollo)
  3. Tandem post turbida fulmina - Trio (Melia, Apollo, Oebalus) - Allegro (sol maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi

Commento (nota 1)

Primo lavoro scenico dell’undicenne Wolfgang, questo intermedio latino gli venne commissionato dall’università di Salisburgo per lo spettacolo conclusivo dell’anno accademico 1766/67. Scritto dal benedettino Rufinus Widl, locale professore di retorica, fu rappresentato nelle sue tre parti (un prologus e due chori ) tra gli atti della tragedia Clementia Croesi , dello stesso padre Widl. Appartenente a un genere di teatro scolastico di lunga tradizione barocca, il dramma venne interpretato da cantori della Cappella arcivescovile nella sala del grande teatro universitario; dopo la rappresentazione l’ adulescentulus Mozart terminò la serata con una prodigiosa esibizione al clavicembalo. Il dramma mette in scena il mito derivato da Ovidio (Metamorfosi , libro X), reinterpretandolo alla luce della drammaturgia settecentesca. I canoni, le strutture e l’impianto narrativo del teatro barocco determinano infatti i caratteri della vicenda, riconducendo ogni inquietudine paganeggiante dell’antica materia narrativa nell’alveo collaudato dei melodrammi e degli oratori metastasiani. La traccia più evidente di questo accomodamento è l’introduzione del personaggio femminile di Melia, futura sposa di Apollo.

Zephyrus, per mettere fuori gioco Apollo, suo avversario in amore per la mano di Melia, decide di uccidere Hyacinthus e di incolpare del delitto il rivale. Questa versione dei fatti viene però ben presto smentita da Hyacinthus stesso che, morente, rivela l’identità del suo assassino. Zephyrus verrà esiliato, Melia e Apollo potranno sposarsi e Hyacinthus sarà trasformato nel fiore cui darà il nome.

Il gruppo di adolescenti (tutti rigorosamente maschi) che eseguì l’operina mozartiana venne chiamato ad affrontare una partitura di 11 numeri musicali: un’aria per ciascuno, due duetti, un terzetto e un coro, cui vanno aggiunti i recitativi, alcuni dei quali accompagnati. Il giovane compositore vi assume con estrema naturalezza i modelli stilistici frequentati nella tappa londinese (1764-65) del suo recente viaggio di formazione (soprattutto le opere di Johann Christian Bach); si notino in particolare la freschezza espressiva dell’aria "Iam pastor Apollo", l’originale orchestrazione del duetto "Natus cadit", la drammaticità semplice ed efficace del recitativo che accompagna la morte di Hyacinthus e la giocosa aria di Melia "Laetari, iocari".


(1) "Dizionario dell'Opera 2008", a cura di Piero Gelli, edito da Baldini Castoldi Dalai editore, Firenze

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