Glossario



Basta, vincesti... Ah! non lasciarmi, no, K6 295a

Recitativo ed aria in mi bemolle maggiore per soprano ed orchestra

Musica: Wolfgang Amadeus Mozart
Testo: Pietro Metastasio dalla "Didone abbandonata"
  1. Basta, vincesti; eccoti il foglio - recitativo - Andantino (mi bemolle maggiore). Allegretto
  2. Ah non lasciarmi, no bell' idol mio - aria - Andantino espressivo (mi bemolle maggiore)
Organico: soprano, 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni, archi
Composizione: Mannheim, 27 febbraio 1778

Scritta per il soprano Dorothea Spurni Wendling

Guida all'ascolto (nota 1)

Mozart ha lasciato un cospicuo patrimonio in tutti i generi musicali e un posto importante occupa la sua produzione di musica vocale, comprendente arie da concerto, Lieder di gusto popolaresco, duetti, terzetti, quartetti, cori, pezzi sacri e opere. Egli non ha mai violentato in senso strumentale la voce umana, neppure nelle più audaci coloriture, dimostrando in tal modo il suo rispetto per le regole del canto. E' vero che in alcune pagine vocali non mancano difficoltà tecniche, ma esse sono strettamente collegate alla bravura del cantante o della cantante per cui erano scritte. Delle sue 57 Arie in stile concertante 33 sono per soprano, una per soprano e tenore, 12 per tenore, una per due tenori, una per contralto e 5 per basso. I brani utilizzano in gran parte testi italiani, eccetto 2 arie per soprano (K. 383 e K. 580), una per basso (K. 433), una per tenore (K. 435) e l'aria per due tenori (K. 389). Da ciò si deduce che Mozart aveva una predilezione per la voce di soprano, tanto è vero che molti pezzi di questo tipo furono scritti per cantanti, quali Aloysia Weber, Josepha Duschek, Nancy Storace ed Henriette Baranius. Nella stessa musica vocale sacra affiora questa preferenza; anche quando contralto, tenore e basso sono aggiunti come voci solistiche, la parte del soprano è più ricca, se non raddoppiata, come ad esempio nella Messa in do minore K. 427.

Esempio del gusto vocalistico mozartiano è la pagina contenuta nel programma odierno e scritta su testo di Metastasio, il poeta più rappresentativo del melodramma settecentesco. Si compone di recitativo e aria: «Basta vincesti, eccoti il foglio» (recitativo) «...Ah, non lasciarmi, no» (aria) utilizza versi della Didone abbandonata ed è scritta per soprano, due flauti, due fagotti, due corni e archi (reca la data del 27 febbraio 1778, Mannheim). La caratteristica musicale della due composizione è data dalla freschezza e dalla semplicità dell'invenzione melodica, come espressione di un sentimento affettuosamente amoroso, in linea con il neo-classicismo della poesia metastasiana. Il Recitativo e Aria K. 486a è articolato in un Andantino, un Allegretto e un Andantino espressivo, con ritorno al primo tempo (Allegretto).

Testo

Basta, vincesti, eccoti il foglio.
Vedi quanto t'adoro ancora ingrato.
Con un tuo sguardo solo mi togli ogni difesa
e mi disarmi, ed hai cor di tradirmi e poi lasciarmi?

Ah non lasciarmi, no, bell'idol mio,
di chi mi fiderò, se tu m'inganni?
Ah non lasciarmi, no, ah no, non lasciarmi,
di chi mi fiderò se tu m'inganni?
Di vita mancherei nel dirti addio,
che viver non potrei fra tanti affanni!


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 3 giugno 1983

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Ultimo aggiornamento 11 aprile 2014
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