Glossario
Testo del libretto



Bastien und Bastienne

Singspiel in un atto, K1 50 (K6 46b)

Musica: Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto: Friedrich Wilhelm Weiskern, Johann Andreas Schachtner, Johann Heinrich Friedrich Muller

Personaggi:
Organico: soprano, 2 tenore, basso, 2 oboi (anche flauti), 2 corni, archi
Per i recitativi: clavicembalo e violoncello
Composizione: Vienna, Estate 1768
Prima esecuzione: Vienna, Gartentheater, 1 Ottobre 1768

Distribuzione delle parti

  1. Ouverture - Allegro (sol maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Scena prima:
  1. Mein liebster Freund hat mich verlassen - Aria (Bastienne) - Andante un poco Adagio (do maggiore) - 2 oboi, archi
    Bastien, du fliehst von mir - Recitativo (Bastienne)
  2. Ich geh' jetzt auf die Weide - Aria (Bastienne) - Andante (fa maggiore) - 2 corni, archi
Scena seconda:
  1. Pastorale - Allegretto (re maggiore) - archi
  2. Befraget mich ein zartes Kind - Aria (Colas) - Allegro (re maggiore) - 2 oboi, archi
    Willkommen, Herr Colas! - Recitativo (Bastienne, Colas)
  3. Wenn mein Bastien im Scherze - Aria (Bastienne) - Tempo grazioso (sol maggiore) - 2 corni, archi
    O, deine Wohlthat ist zwar gross - Recitativo (Colas, Bastienne)
  4. Wurd' ich auch, wie manche Buhlerinnen - Aria (Bastienne) - Allegro moderato (si bemolle maggiore) - 2 oboi, archi
    Nun gib dich nur zufrieden - Recitativo (Colas, Bastienne)
  5. Auf den Rath, den ich gegeben - Duetto (Colas, Bastienne) - Allegro (fa maggiore) - 2 corni, archi
Scena terza:
Ein wunderlich verliebtes Paar - Testo parlato (Colas)
Scena quarta:
  1. Grossen Dank dir abzustatten - Aria (Bastien) - Allegro (do maggiore) - archi
  2. Geh'! du sangst mir eine Fabel - Aria (Bastien) - Moderato (sol maggiore) - 2 corni, archi
  3. Diggi, daggi, schurry, murry - Aria (Colas) - Andante maestoso (do minore) - 2 oboi, archi
Scena quinta:
  1. Meiner Liebsten schone Wangen - Aria (Bastien) - Tempo di Minuetto (la maggiore) - 2 flauti, archi
Scena sesta:
Hier ist sie wirklich schon - Recitativo (Bastien, Bastienne)
  1. Er war mir sonst treu und ergeben - Aria (Bastienne) - Andante (fa maggiore). Un poco Allegro. Adagio - 2 corni, archi
  2. Geh' hin! dein Trotz soll mich nicht schrecken - Aria (Bastien, Bastienne) - Adagio maestoso (mi bemolle maggiore). Allegro. Grazioso un poco Allegretto. Adagio. Allegro - archi
  3. Dein Trotz vermehrt sich durch mein heiden? - Recitativo (Bastien) - ... (sol minore) - archi
    Wohlan! den Augenblick hol'ich - Recitativo (Bastien, Bastienne) - Arioso (sol minore) - archi
  4. Geh'! Herz von Flandern! - Duetto (Bastienne, Bastien) - Allegro moderato (si bemolle maggiore). Adagio. Andantino - 2 corni, archi
  5. Kinder! seht nach Sturm und Regen - Trio (Bastienne, Bastien, Colas) - Allegro moderato (re maggiore). Allegro - 2 oboi, 2 corni, archi

Arie di rilievo

n. 2:    «Ich geh' jetz auf die Weide» (Bastienne)
n. 4:    «Befraget mich ein zartes Kind» (Colas)
n. 6:    «Würd ich auch, wie manche Buhlerinnen» (Bastienne)
n. 9:    «Geh! du sagst mir eine Fabel» (Bastien)
n. 10:  «Diggi, daggi» (Colas)
n. 14:  «Dein Trotz vermehrt sich durch mein Leiden?» (Bastien e Bastienne)
n. 16:  Terzetto finale: «Kinder! Kinder!»

Commento (nota 1)

La gestazione di questo breve spettacolo coinvolse a metà Settecento una piccola folla di personaggi tra Parigi e Vienna. Nato come parodia del famoso Devin du village di Rousseau (1752) ad opera della coppia Guerville-Favart, venne importato a Vienna nel 1764 da due attori, Weiskern e Müller, che prepararono, su commissione del conte Durazzo, il testo tedesco di cui si servì il dodicenne Mozart: non prima però che il salisburghese Johann Andreas Schachtner apponesse gli ultimi ritocchi al libretto dell’operina. La quale, a ulteriore complicazione della vicenda, fu forse rappresentata in casa (o nel giardino) di Anton Mesmer, il medico studioso del magnetismo citato in Così fan tutte: non è dato tuttavia saperlo con certezza, mancando ogni documentazione al riguardo. Nel testo definitivo il tema dell’autentica, innocente vita pastorale di roussoviana memoria, ultima moda tra i soggetti teatrali dell’epoca, si coniuga con scoperti, maliziosi riferimenti alla corruzione e al degrado morale in cui l’amore può incorrere, se attratto nell’orbita del danaro.

L’amore tra Bastien e Bastienne si sta incrinando per le lusinghe che il mondo esterno esercita sul ragazzo, strappandolo all’idilliaca felicità campestre. Per riconquistarlo, Bastienne si rivolge al mago Colas che, esperto di malizie mondane, le suggerisce di ostentare indifferenza; pentito, il ragazzo ritornerà infatti dalla fedele compagna.

L’ideale di semplicità naturale, propugnato dagli illuministi in musica, viene assunto dal giovane Mozart nell’apparente immediatezza dei sedici numeri di questa partitura. Melodie di incantevole dolcezza e trasparenza si susseguono, nascondendo una maturità di scrittura già notevole, capace di coniugare magistralmente l’arte con la natura; raggiunti a dodici anni, senza apparente sforzo, questi risultati corrispondono al progetto estetico dell’Illuminismo maturo, cui Mozart terrà fede sino alle ultime opere. Tra gli aspetti più rilevanti della partitura si considerino l’invenzione melodica originale e pregnante, l’economia tematica già notevole, la vivacità ritmica e l’eufonia nella scrittura orchestrale (prossima alle sinfonie giovanili), la costruzione di arie ‘in miniatura’ perfettamente chiaroscurate, tramite l’inserimento di una sezione contrastante. Globalmente questo Singspiel rappresenta quanto di più originale il giovane compositore andasse componendo per il teatro in quegli anni, attingendo - nonostante l’apparente semplicità e immediatezza dell’espressione - a un grado di complessità di scrittura già del tutto personale; vi si trovano gesti vocali di carattere buffo degni dei capolavori della maturità, come quello che segnala lo scatto d’orgoglio di Bastienne, quando Colas osa supporre che anche lei possa essere infedele ("Würd’ich auch wie manche Buhlerinnen"). A un altro luogo della maturità mozartiana, al Flauto magico, rimanda invece la decisione di Bastien di uccidersi, se non potrà avere l’amore di Bastienne: sembra di sentire i propositi di Papageno, e infatti anche in questo caso il suicidio è solo annunciato. Viene quindi descritto l’incedere un po’ vacuo dell’incostante Bastien, mentre poco dopo il mago Colas esibisce i suoi poteri tra le formule esoteriche di un’aria memorabile ("Diggi, Daggi, schurry, murry"), ambientata, in perfetta maniera Sturm und Drang, nell’atmosfera cupa del do minore, e felicemente controbilanciata dal brano seguente, l’intenso, sereno minuetto di Bastien "Meiner Liebsten schöne Wangen", creando così un dittico inferi/campi elisi omologo all’Orfeo ed Euridice gluckiano.


(1) "Dizionario dell'Opera 2008", a cura di Piero Gelli, edito da Baldini Castoldi Dalai editore, Firenze

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