Glossario



Dans un bois solitaire (In un bosco solitario), K1 308 (K6 295b)

Aria in la bemolle maggiore per soprano e pianoforte

Musica:
Wolfgang Amadeus Mozart
Testo: Antoine Houdart de la Motte
Organico: soprano, pianoforte
Composizione: Mannheim, 28 febbraio - 2 marzo 1778

Guida all'ascolto(nota 1)

Sebbene ricalchi un topos letterario e musicale - quello di Amore dormiente che al risveglio scocca la freccia della passione - Dans un bois solitaire si configura come un'Aria di respiro in forma tripartita, in cui l'Adagio corrisponde al sonno del giovinetto, l'Allegro al suo risveglio provocato e osservato dall'io narrante che ambiguamente vi riconosce i tratti di un'amata ingrata, mentre il ritorno dell'Adagio, ora su versi differenti, schiude la prospettiva dell'amore non corrisposto quale punizione per aver destato la piccola divinità.

Giangiorgio Satragni

Testo (nota 2)

Dans un bois solitaire

Dans un bois solitaire et sombre
Je me promenais l'autr' jour,
Un enfant y dormait à l'ombre,
C'était le redoutable Amour.

J'approche, sa beauté me flatte,
Mais je devais m'en défier;
Il avait les traits d'une ingrate,
Que j'avais juré d'oublier.

Il avait la bouche vermeille,
Le teint aussi frais que le sien,
Un soupir m'échappe, il s'éveille;
L'Amour se réveille de rien.

Aussitôt déployant ses aîles
Et saisissant son arc vengeur,
L'une de ses flêches, cruelles
En partant, il me blesse au coeur.

Va! va, dit-il, aux pieds de Sylvie,
De nouveau languir et brûler!
Tu l'aimeras toute la vie,
Pour avoir osé m'éveiller.
In un bosco solitario

In un bosco oscuro e solitario
l'altro giorno stavo a passeggiare:
un bambino riposava all'ombra,
era il temibile Amore.

Mi faccio vicino, la sua bellezza mi attira,
ma avrei dovuto diffidare,
perché vi ravvisai i tratti di un'ingrata
che avevo giurato di dimenticare.

Aveva la bocca d'un rosso vermiglio,
e come il suo era fresco il colorito,
un sospiro mi sfugge, lui si desta;
per un nonnulla Amore viene destato.

E tosto dispiegando le sue ali,
e agguantando il suo arco vendicatore,
va via e, con una freccia crudele,
mi ferisce dritto nel cuore.

Vai! Mi dice, va' ai piedi di Silvia,
e ritorna a languire e a bruciare,
per tutta la vita tu l'amerai,
perché Amore hai osato destare.

(traduzione di Ferdinando Albeggiani)

(1) Testo tratto dal progrmma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Auditorium Parco della Musica, 16 maggio 2008
(2) Testo tratto dal progrmma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 27 febbraio 1985
La traduzione è tratta dal sito The Lied, Art Song, and Choral Texts Archive

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Ultimo aggiornamento 18 dicembre 2014
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