Glossario



Concerto n. 1 in re maggiore per corno e orchestra, K1 412 (K6 386b)

Musica: Wolfgang Amadeus Mozart
  1. Allegro (re maggiore)
  2. Rond˛. Allegro (re maggiore)
Organico: corno solista, 2 oboi, 2 fagotti, archi
Composizione: Vienna, luglio - agosto 1782

Completato con il Rond˛ K 514

Guida all'ascolto (nota 1)

Mozart compose quattro Concerti per corno e orchestra, il K. 412 in re maggiore, il K. 417, il K. 447 e il K. 495, questi ultimi tre nella stessa tonalitÓ di mi bemolle maggiore, un Quintetto concertante per corno e archi in mi bemolle maggiore K. 407 e un Rond˛ in mi bemolle maggiore K. 371. Essi furono scritti a Vienna tra il 1781 e il 1783 e dedicati al cornista dell'orchestra di corte di Salisburgo, Ignaz Leitgeb o, secondo alcuni biografi, Joseph Leutgeb, il quale nel 1777 si stabilý a Vienna e aprý un negozio di alimentari con formaggi e prosciutti molto apprezzati da Mozart. Leitgeb era un bravo strumentista di corno, anche se piuttosto ignorante e sempliciotto, tanto da essere preso in giro bonariamente da Mozart, come attesta la dedica un po' maliziosa apposta sul frontespizio del Concerto K. 417 che dice testualmente: "Wolfgang Amadeus Mozart ha avuto pietÓ di quell'asino, bue e pazzo di Leitgeb, Vienna 27 marzo 1783". Nell'Allegro K. 412 sono scritte sulla partitura queste annotazioni in italiano riferite al povero cornista: "Adagio a lei signor asino - Animo - Presto - Coraggio - oh che stonatura - oh che seccatore - respira un poco - avanti, avanti! - oh porco infame - e vieni a seccarmi per la quarta - oh maledetto - anche bravura? - bravo - ah trillo di pecore - finisci? - grazie al ciel! basta, basta!". Leitgeb tollerava gli scherzi del compositore e pur di avere i concerti con dedica per poi suonarli consentiva a starsene inginocchiato dietro la stufa mentre Mozart, ridendo, lavorava ai suoi pezzi di bravura, secondo quanto dice Paumgartner.

I concerti mozartiani per corno e orchestra sono semplici e scorrevoli e si adattano con straordinaria naturalezza al colore timbrico dello strumento solista, ponendo in evidenza sia gli aspetti cantabili che i tratti virtuosistici insiti nella parte del corno. Nel primo dei due Concerti, il K. 412/514, che vede il corno accompagnato da due oboi, due fagotti, due violini, viola, violoncello e contrabbasso, il tema iniziale viene esposto dai violini e seguito da un ritornello brioso, sul quale si innesta la frase cordialmente scintillante e fresca del corno, in un gioco spigliato di domande e risposte, secondo una varietÓ di modulazioni improntate ad un senso di piacevole divertimento. Di questo schizzo di concerto esiste il manoscritto alla Biblioteca di Berlino e si ritiene che esso sia stato composto tra luglio e dicembre del 1782.

All'Allegro segue il Rond˛ K. 514 in re maggiore che viene abitualmente accomunato al primo pezzo. Probabilmente i due movimenti erano destinati ad un unico concerto, rimasto incompleto, e non si sa con precisione perchÚ ambedue hanno una numerazione diversa. Anche nel Rond˛ (aprile 1787) il tema principale viene esposto prima dai violini e dagli altri strumenti dell'orchestra e poi ripreso dal corno solista, il quale intreccia un dialogo quanto mai scorrevole ed elegante con gli archi e i due oboi. Non manca una variazione sul tema in un gioco di armonie dal forte al piano, che sfocia in un passaggio del solista nella tonalitÓ minore; l'orchestra riprende slancio e si avverte una frase in fa maggiore che cade sulla dominante di re maggiore. Il corno ripropone il tema del rond˛, ripreso poi dal tutti orchestrale, inserito in una vivace e spigliata coda, in cui per due volte il solista sembra esprimere un saluto d'addio, secondo lo stile della musica concertante abilmente trattata da Mozart.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 8 maggio 1987

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Ultimo aggiornamento 27 febbraio 2014
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