Glossario
Testo del libretto



La finta giardiniera

Opera buffa in tre atti, K 196

Musica: Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto: Giuseppe Petrosellini (su un soggetto di Ranieri de' Calzabigi)

Personaggi: Organico: 2 flauti, 2 oboi, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, archi
Per i recitativi: clavicembalo e violoncello
Composizione: Salisburgo - Monaco, Settembre 1774 - Gennaio 1775
Prima rappresentazione: Monaco, Teatro di Corte, 13 Gennaio 1775
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia 1795

Sinossi

Atto primo. Nello scenario idillico del giardino del podestà, l’amore regna nel cuore di tutti i personaggi, che tuttavia vi reagiscono in modi diversi. Il podestà è innamorato della ‘finta giardiniera’ (Violante, sotto il falso nome di Sandrina); Ramiro ama invece invano Arminda, mentre Violante-Sandrina sta cercando in incognito, insieme al servitore Roberto (noto come Nardo), il contino Belfiore che un anno prima l’aveva pugnalata e abbandonata, credendola morta. Anche Nardo è innamorato (di Serpetta, che però mira alla mano del podestà). Completa il quadro l’amante di Arminda, che si rivela essere proprio il contino Belfiore. Sconvolta dalla notizia, Violante-Sandrina sviene: Belfiore, che pure l’ha riconosciuta, nega di averla mai incontrata e l’atto finisce nella confusione totale.

Atto secondo. Nella casa del podestà, Arminda esprime il suo amore per Belfiore, mentre Nardo corteggia Serpetta. Sandrina e Belfiore si incontrano, e la ragazza racconta al contino la sua finta morte. Giunge allora Ramiro, con un ordine d’arresto a carico di Belfiore per l’assassinio di Violante: il cavaliere spera infatti di rendere disponibile Arminda eliminando il rivale. Sandrina lo difende, svelando la sua vera identità nello stupore generale. Poco dopo la ragazza viene però abbandonata dalla gelosa Arminda in un bosco oscuro: appena appresa la notizia, gli uomini si precipitano al soccorso. Solo grazie alla lampada portata da Ramiro sarà possibile rintracciarla, mentre la presenza di un gran numero di personaggi in una buia caverna genera equivoci a non finire.

Atto terzo. Il podestà è ormai incredulo davanti all’accaduto, mentre Arminda insiste nei suoi propositi matrimoniali. La scena ritorna nel giardino, dove Belfiore e Sandrina, risvegliatisi dal sonno, giurano di non lasciarsi mai più. A quel punto Ramiro e Arminda rinnovano il loro legame, mentre Serpetta si consolerà con Nardo.

Struttura musicale

  1. Ouverture - Allegro (re maggiore). Andantino grazioso (la maggiore) per archi. Allegro (re maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Atto I:
Scena I:
  1. Che lieto giorno, Che contentezza - Quintetto (Sandrina, Serpetta, Ramiro, Podestà, Nardo - Allegro moderato (re maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Viva il buon gusto - Recitativo (Podestà, Ramiro, Serpetta, Nardo, Sandrina)
  1. De l'augellin sen fugge - Aria (Ramiro) - Allegro (fa maggiore) - archi
Scena II:
Presto, Nardo, Serpetta andate - Recitativo (Podestà, Serpetta, Nardo, Sandrina)
  1. a. Dentro il mio petto - Aria (Podestà) - Allegro maestoso (re maggiore) - flauto, 2 oboi, 2 fagotti,
        2 corni, 2 trombe, timpani, archi
    b. Ma oh Dio, che all'improviso - Aria (Podestà) - Presto (re maggiore) - 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni,
        2 trombe, timpani, archi
Scena III:
Della nemica sorte - Recitativo (Sandrina, Nardo)
Scena IV:
Gl'uomini s'han d'amar - Recitativo (Ramiro, Nardo, Sandrina)
  1. Noi donne poverine - Aria (Sandrina) - Grazioso (si bemolle maggiore). Allegro - archi
Sarei felice appieno - Recitativo (Ramiro)
Scena V:
Io per me non capisco - Recitativo (Nardo)
  1. A forza di martelli, di martelli - Aria (Nardo) - Allegro (sol maggiore) - 2 corni, archi
Scena VI:
Mia cara nipotina - Recitativo (Podestà, Arminda, Serpetta)
Scena VII:
  1. Che beltà, che leggiadria - Aria (Contino) - Andante maestoso (mi bemolle maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Sposa, Arminda, moi sole - Recitativo (Contino, Arminda, Podestà, Serpetta)
  1. Si promette facilmente - Aria (Arminda) - Allegro (la maggiore) - archi
Scena VIII:
Che dite, signor Conte - Recitativo (Podestà, Contino)
  1. Da scirocco a Tramontana - Aria (Contino) - Andante maestoso (do maggiore). Allegro - 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, archi
Evviva i consoli Romani Scipione - Recitativo (Podestà)
Scena IX:
In questa casa non si può più stare - Recitativo (Serpetta)
  1. a. Un marito oh Dio! vorrei - Cavatina (Serpetta) - Grazioso (fa maggiore) - archi
Come in questa canzone - Recitativo (Nardo)
  1. b. Un marito oh Dio! vorrei - Cavatina (Nardo) - Grazioso (fa maggiore) - archi
Bravo, signor buffone - Recitativo (Serpetta, Nardo)
  1. Appena mi vedon Chi cade, chi sviene - Aria (Serpetta) - Allegro (la maggiore). Andante - archi
Scena X:
  1. Geme la tortorella - Cavatina (Sandrina) - Andantino (do maggiore) - archi
Io son la tortorella - Recitativo (Sandrina, Arminda)
Scena XI:
Vi son io - Recitativo (Contino, Arminda)
  1. a. Numi! Che incanto è questo - Finale (Contino, Sandrina) - Allegro (do maggiore). Andante - archi
    b. Ecco il liquor, prendete - Finale (Arminda, Ramiro, Sandrina, Contino) - Allegro (do maggiore)
        2 oboi, 2 corni, archi
    c. Che silenzio! - Finale (Podestà, Sandrina, Ramino, Contino, Arminda) - Adagio ma non molto
        (mi bemolle maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
    d. Che tratto è questo - Finale (Podestà, Serpetta, Nardo) - Allegro (re maggiore). Maestoso
        (sol maggiore). Allegro - 2 oboi, 2 corni, archi
    e Ma voi che pretendete - Finale. Settimino (Sandrina, Contino, Serpetta, Podestà, Nardo,
        Arminda, Ramiro) - Allegro (sol mamaggiore - la maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Atto II:
Scena I:
Non fuggirmi spietata - Recitativo (Ramiro, Arminda)
Scena II:
Ah che son disperato! - Recitativo (Contino, Arminda)
  1. Vorrei punirti indegno - Aria (Arminda) - Allegro agitato (sol minore) - 2 oboi, 2 fagotti, 4 corni, archi
Scena III:
Ah costei non è donna - Recitativo (Contino, Serpetta)
Scena IV:
Quanto lo compatisco - Recitativo (Serpetta, Nardo)
  1. Con un vezzo all'Italiana - Aria (Nardo) - Andantino grazioso (la maggiore). Andante. Allegretto - archi
Costui mi dà piacere - Recitativo (Serpetta)
Scena V:
Che strano caso è il mio! - Recitativo (Sandrina, Contino)
  1. Care pupille belle - Aria (Contino) - Andante (fa maggiore). Allegro - 2 flauti, 2 corni, archi
Scena VI:
Va Conte disgraziato - Recitativo (Podestà, Sandrina)
  1. Una voce sento al core - Aria (Sandrina) - Grazioso (la maggiore). Andante con moto - archi
Scena VII:
Ah che son stato un sciocco - Recitativo (Podestà, Arminda, Ramiro)
  1. Una Damina, una nipote, - Aria (Podestà) - Allegro (sol maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Scena VIII:
Sappi Arminda ben mio - Recitativo (Arminda, Ramiro)
Scena IX:
Eppur dalla costanza - Recitativo (Ramiro)
  1. Dolce d'amor compagna speranza - Aria (Ramiro) - Larghetto (si bemolle maggiore) - 2 fagotti, archi
Scena X:
Credimi nipotina - Recitativo (Podestà, Arminda, Serpetta, Contino)
Scena XI:
Io lo difendo - Recitativo (Sandrina, Contino, Arminda, Podestà)
Scena XII:
  1. a. Ah non partir... m'ascolta - Recitativo (Contino) - Andante. Allegro. Adagio. Allegro risoluto. Adagio
        2 oboi, 2 corni, archi
    b. Già divento freddo - Aria (Contino) - Adagio (mi bemolle maggiore). Tempo di Menuetto - archi
Scena XIII:
Oh poveretto me! - Recitativo (Nardo, Podestà, Ramiro, Serpetta)
Scena XIV:
Va pur, ma questa volta - Recitativo (Serpetta, Nardo)
  1. Chi vuol godere il mondo - Aria (Serpetta) - Andantino grazioso (sol maggiore). Allegro - archi
Scena XV:
  1. Crudeli, oh Dio, fermate - Aria (Sandrina) - Allegro agitato (do minore) - 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni, archi
  1. Ah dal pianto - Cavatina (Sandrina) - Allegro agitato (la minore). Andante. Allegro. Presto - oboe, fagotto, archi
Scena XVI:
  1. Fra quest' ombre - Settimino (Sandrina, Serpetta, Arminda, Ramito, Contino, Podestà, Nardo) - Andante sostenuto (mi bemolle maggiore). Allegretto (sol maggiore). Allegro (do maggiore). Andantino (sol maggiore). Allegro (do maggiore) - 2 flauti, 2 corni, archi
Atto III:
Scena I:
Sentimi Nardo mio - Recitativo (Serpetta, Nardo)
Scena II:
Dovrò dunque languire - Recitativo (Nardo, Contino, Sandrina)
  1. a. Mirate, che contrasto - Aria (Nardo) - Allegro (mi bemolle maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
    b. Da bravi seguitate - Duetto (Sandrina, Contino) - Allegro (mi bemolle maggiore). Più Presto
        2 oboi, 2 corni, archi
Scena III:
Oh l'ho pensata bene - Recitativo (Podestà, Serpetta)
Scena IV:
Vedete, che sfacciata - Recitativo (Podestà, Arminda, Ramiro)
  1. Mio Padrone. Io dir volevo - Aria (Podestà) - Allegro (do maggiore). Presto - 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, archi
Scena V:
Ramiro, orsù, alle corte - Recitativo (Arminda, Ramiro)
Scena VI:
E giunge a questo segno - Recitativo (Ramiro)
  1. Va pure ad altri in braccio - Aria (Ramiro) - Allegro agitato (do minore) - 2 oboi, 2 fagotti, 4 corni, archi
Scena VII:
  1. a. Dove mai son! - Recitativo (Sandrina, Contino) - Adagio (mi bemolle maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
    b. Tu mi lasci? - Duetto (Sandrina, Contino) - Adagio (si bemolle maggiore). Andantino (do minore).
        Allegro - 2 oboi, 2 corni, archi
Scena VIII:
Ma nipote mia cara - Recitativo (Podestà, Arminda, Ramiro, Serpetta, Nardo, Sandrina, Contino)
  1. Viva pur la Giardiniera - Coro finale (Sandrina, Serpetta, Arminda, Ramiro, Podestà, Contino, Nardo) - Molto Allegro (re maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi 

Arie di rilievo

n.   6: «Che beltà, che leggiadria» (Contino)
n. 11: «Geme la tortorella» (Sandrina)
n. 13: «Vorrei punirti, indegno» (Arminda)
n. 21 : «Crudeli, oh! Dio, fermate» (Sandrina)
n. 24: «Mirate, che contrasto» (Nardo, Sandrina, Contino)
n. 26: «Va pure ad altri in braccio» (Ramiro)
n. 27: «Dove mai son! Dove son mai!» (Sandrina, Contino)

Commento (nota 1)

Mozart ottenne dal Teatro di corte di Monaco la scrittura per un’opera buffa, che venne rappresentata con grande successo nel teatro vicino alla Salvatorkirche. Il compositore, tuttavia, non ricavò da questo evento alcuna conseguenza di rilievo per la propria attività. Per l’occasione aveva utilizzato un libretto, dalla qualità molto modesta, di autore ignoto (la paternità di Petrosellini non è per nulla sicura), che era stato già intonato da Pasquale Anfossi nel carnevale del 1774 a Roma. Sono senz’altro imputabili al testo alcuni difetti nella tenuta complessiva dell’opera, come ad esempio il numero limitato dei concertati.

I pregi della partitura risiedono in particolare in alcuni momenti del dramma, specialmente in quei luoghi in cui il compositore intravvede l’occasione per utilizzare il registro dell’opera seria. Caso emblematico è la scena del secondo atto ambientata in una grotta («luogo deserto ed alpestre, con grotta oscura»), in cui Sandrina, portata a forza in questo luogo dalle sembianze infernali, esprime tutta la sua angoscia. L’aria "Crudeli, fermate", in do minore e in Allegro agitato, condivide l’intensità drammatica delle ‘scene d’ombra’ comuni nell’opera seria. Anche la cavatina che segue di lì a poco, accompagnata da oboe e fagotto obbligati (e sempre in Allegro agitato), contribuisce a confermare nell’ascoltatore questa sensazione, e proprio in un momento chiave dell’intreccio: in quel confuso finale d’atto in cui le tenebre provocano una complessa commedia degli equivoci. Di fronte a un libretto estremamente convenzionale, Mozart gioca dunque la carta dello sconfinamento nell’ambito serio, specie a proposito dei personaggi di più alto livello sociale (Arminda e il cavaliere Ramiro, già in origine parti serie, Sandrina e il contino Belfiore, dette all’epoca parti ‘di mezzo carattere’). Significative a questo riguardo l’intensità emotiva dell’aria di Arminda "Vorrei punirti indegno" (in tonalità minore e in Allegro agitato) e il suo corrispettivo presso Ramiro, "Va’ pure ad altri in braccio" (do minore e ancora Allegro agitato). Altrove è un sentimento di stupore incantato a prevalere, come nell’aria del contino Belfiore "Care pupille", dall’efficace orchestrazione, o nel duetto dell’ultimo atto tra questi e Sandrina, al loro risveglio in quello che credono essere il giardino dell’Eden: la musica segue docile e suggestiva l’evoluzione dei sentimenti verso la definitiva riconciliazione dei due bizzarri innamorati. Debito spazio è riservato anche alle parti comiche, come può provare la tronfia aria ‘da catalogo’ del contino Belfiore, "Da Scirocco a Tramontana".


(1) "Dizionario dell'Opera 2008", a cura di Piero Gelli, edito da Baldini Castoldi Dalai editore, Firenze

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