Glossario



Mitridate, Re di Ponto

Opera seria in tre atti, K1 87 (K6 74a)

Musica: Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto: Vittorio Amadeo Cigna-Santi

Personaggi:
Organico: 2 flauti, 2 oboi, 2 fagotti, 4 corni, 2 tromboni, timpani, archi
Per i recitativi: clavicembalo e violoncello
Composizione: Bologna, 29 Settembre 1770 - Milano, Dicembre 1770
Prima esecuzione: Milano, Teatro Regio Ducale, 26 Dicembre 1770

Sinossi

Atto primo. Nella città di Ninfea il governatore Arbate accoglie uno dei due figli di Mitridate, Sifare. Questi è irritato dalla presenza in città di suo fratello Farnace, suo avversario politico e rivale per l’amore di Aspasia, già promessa sposa di Mitridate. Arbate si dichiara fedele a Sifare, che viene intanto raggiunto da Aspasia. La ragazza lo prega di proteggerla da Farnace. Il principe le risponde dichiarandole il suo amore, ma si dice pronto anche a rinunciarvi se sarà necessario. Nel tempio di Venere, Farnace tenta di sedurre Aspasia, ma accorre prontamente il fratello. A sventare l’imminente duello giunge Arbate con la notizia del ritorno di Mitridate dalla guerra. L’evento getta tutti nello scompiglio: solo Farnace mantiene la calma e decide di affidare al nemico esercito romano le sue fortune, nella persona del tribuno Marzio. Mitridate, tornato sconfitto in patria, offre la principessa Ismene in sposa a Farnace, del cui tradimento viene informato da Arbate. Il figlio fedifrago va dunque punito.

Atto secondo. Ismene, rifiutata da Farnace, decide di vendicarsi. Mitridate le propone come marito Sifare, mentre interpreta la titubanza di Aspasia a sposarlo come segno di infedeltà. Sifare e Aspasia si confessano reciproco amore. All’accampamento militare, Farnace, arrestato come traditore, accusa il fratello di amare Aspasia. Mitridate tende allora un tranello alla donna, che viene portata a confessare il suo segreto amore. Di fronte ai propositi di vendetta del re, i due amanti si dichiarano pronti ad affrontare la morte.

Atto terzo. Mitridate, ancora furibondo, viene affrontato dalle due infelici donne che cercano invano di riportarlo alla ragione. Mentre una flotta romana vincitrice è già approdata al porto, Aspasia decide di ottenere con la morte la pace sperata: liberato da Ismene, Sifare fa appena in tempo a sottrarle la tazza con il veleno e offre al padre di combattere al suo fianco per riscattarsi con una morte gloriosa. Mitridate, ferito gravemente nel combattimento, decide di togliersi la vita. Prima di morire affida Aspasia a Sifare, perdonandoli entrambi; quindi abbraccia anche Farnace, che nel frattempo ha dimostrato la sua rinnovata fedeltà alla patria appiccando il fuoco alla flotta nemica e rinunciando così anche al trono promessogli dai Romani. Un coro inneggiante alla libertà conclude l’opera.

Distribuzione delle parti
Atto I:
Scena I:
Vieni, Signor - Recitativo (Arbate, Sifare)
Scena II:
Se a me s'unisce Arbate - Recitativo (Sifare, Aspasia)
  1. Al destin, che la minaccia - Aria (Aspasia) - Allegro (do maggiore) - 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, archi
    Al destin, che la minaccia - Aria (Aspasia) - Allegro (sol maggiore) - 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, archi [versione alternativa]
Scena III:
Qual tumulto nell'alma - Recitativo (Sifare) - Andante - archi
  1. Soffre il mio cor con pace - Aria (Sifare) - Allegro (si bemolle maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Scena IV:
Sin a quando, o Regina - Recitativo (Farnace, Aspasia)
Scena V:
Ferma, o germano - Recitativo (Sifare, Farnace, Aspasia)
Scena VI:
All'ire freno - Recitativo (Arbate, Sifare, Farnace)
  1. L'odio nel cor frenate - Aria (Arbate) - Allegro comodo (sol maggiore) - archi
Scena VII:
Principe, che facemmo! - Recitativo (Farnace, Sifare, Aspasia)
  1. Nel sen mi palpita dolente in core - Aria (Aspasia) - Allegro agitato (sol minore) - 2 oboi, archi
Scena VIII:
Un tale addio - Recitativo (Farnace, Sifare)
  1. Parto: nel gran cimento - Aria (Sifare) - Andante (la maggiore). Allegro. Andante. Allegro - archi
Scena IX:
Eccovi in un momento - Recitativo (Farnace, Marzio)
  1. Venga pur, minacci e frema - Aria (Farnace) - Allegro. Andante. Allegro (fa maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Scena X:
  1. Marcia - Maestoso (re maggiore) - 2 oboi, 2 trombe, timpani, archi [tratta dalla Serenata, K1 100 (K6 62a)]
  1. Se di lauri il crine adorno - Aria (Mitridate) - Andante (sol maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Tu mi rivedi, Arbate - Recitativo (Mitridate, Ismène, Arbate)
Scena XI:
Su la temuta destra - Recitativo (Sifare, Mitridate, Farnace, Ismene)
  1. In faccia all'oggetto - Aria (Ismene) - Allegro (si bemolle maggiore) - archi
    In faccia all'oggetto - Aria (Ismene) - Allegro (si bemolle maggiore) - archi [versione alternativa]
Scena XII:
Teme Ismene a ragion - Recitativo (Mitridate, Arbate)
Scena XIII:
Respira alfin, respira - Recitativo (Mitridate) - archi
  1. Quel ribelle e quell'ingrato - Aria (Mitridate) - Allegro (re maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Atto II:
Sena I:
Questo è l'amor, Farnace - Recitativo (Ismene, Farnace)
  1. Va, l'error mio palesa - Aria (Farnace) - Allegro (sol maggiore) - 2 corni, archi
Scena II:
Perfido, ascolta - Recitativo (Ismene, Mitridate)
Scena III:
Eccomi a' cenni tuoi - Recitativo (Aspasia, Mitridate)
Scena IV:
Respiro, oh Dei! - Recitativo (Aspasia, Sifare, Mitridate)
  1. Tu, che fedel mi sei  - Aria (Mitridate) - Adagio (si bemolle maggiore). Allegro. Adagio. Allegro - 2 oboi, 2 corni, archi
Scena V:
Che dirò? Che ascoltai? - Recitativo (Sifare, Aspasia)
Scena VI:
Alla tua fede il padre - Recitativo (Arbate)
Scena VII:
Oh giorno di dolore! - Recitativo (Aspasia, Sifare)
Non piu, Regina - Recitativo (Sifare, Aspasia) - archi
  1. Lungi da te, mio bene - Aria (Sifare) - Adagio cantabile (re maggiore). Allegretto. Adagio - corno solo, 2 oboi, 2 corni, archi
    Lungi da te, mio bene - Aria (Sifare) - Adagio (re maggiore) - corno solo, 2 oboi, 2 corni, archi [versione alternativa]
Scena VIII:
Grazie ai numi parti - Recitativo (Aspasia) - archi
  1. Nel grave tormento - Aria (Aspasia) - Adagio (fa maggiore). Allegro. Adagio. Allegro - 2 flauti, 2 oboi, 2 corni, archi
    Nel grave tormento - Aria (Aspasia) - Adagio (fa maggiore) - 2 flauti, 2 oboi, 2 corni, archi [versione alternativa]
Scena IX:
Qui, dove la vendetta - Recitativo (Mitridate, Ismene, Arbate)
Scena X:
Sedete, o Prenci, e m'ascoltate - Recitativo (Mitridate, Sifare, Farnace)
Scena XI:
Signor, son io - Recitativo (Marzio, Mitridate, Sifare)
Scena XII:
Inclita Ismene - Recitativo (Mitridate, Ismene)
  1. So quanto a te dispiace - Aria (Ismene) - Allegro (la maggiore). Andante. Allegro - archi
Scena XIII:
Ah, giacche son tradito - Recitativo (Farnace)
  1. Son reo, l'error confesso - Aria (Farnace) - Adagio maestoso (re maggiore). Allegro. Adagio maestoso. Allegro - 2 oboi, 2 corni, archi
    Son reo, l'error confesso - Aria (Farnace) - Adagio maestoso (re maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi [versione alternativa]
Scena XIV:
E crederai, Signor - Recitativo (Sifare, Mitridate, Aspasia)
  1. Già di pietà mi spoglio - Aria (Mitridate) - Allegro (do maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Scena XV:
Sifare, per pieta stringi l'acciaro - Recitativo (Aspasia, Sifare)
Io sposa di quel mostro - Recitativo (Aspasia, Sifare) - archi
  1. Se viver non degg'io - Duetto (Aspasia, Sifare) - Adagio (la maggiore). Allegro - 2 oboi, 4 corni, archi
    Se viver non degg'io - Duetto (Aspasia, Sifare) - Adagio (mi bemolle maggiore) - 2 oboi, 4 corni, archi [versione alternativa]
Atto III:
Scena I:
Pera omai chi m'oltraggia - Recitativo (Mitridate, Aspasia, Ismene)
  1. Tu sai per chi m'accese - Aria (Ismene) - Allegro (sol maggiore) - archi
Scena II:
Re crudel, Re spietato - Recitativo (Aspasia, Mitridate)
Scena III:
Mio Re, t'affretta o a salvarti - Recitativo (Arbate, Mitridate)
  1. Vado incontro al fato estremo - Aria (Mitridate) - Allegro (fa maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
    Vado incontro al fato estremo - Aria (Mitridate) - Allegro (fa maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi [versione alternativa]
Scena IV:
Lagrime intempestive - Recitativo (Aspasia)
Ah ben ne fui presaga! - Recitativo (Aspasia) - Allegro - basso continuo
  1. Pallid'ombre - Cavatina (Aspasia) - Andante (mi bemolle maggiore). Allegro - archi
Scena V:
Che fai, Regina? - Recitativo (Sifare, Aspasia)
Scena VI:
Che mi val questa vita - Recitativo (Sifare)
  1. Se il rigor d'ingrata sorte - Aria (Sifare) - Allegro agitato (do minore) - 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni, archi
Scena VII:
Sorte crudel, stelle inimiche - Recitativo (Farnace)
Scena VIII:
Teco i patri - Recitativo (Marzio, Farnace)
  1. Se di regnar sei vago - Aria (Marzio) - Allegro (sol maggiore) - archi
Scena IX:
Vadasi, oh ciel - Recitativo (Farnace) - Allegro. Andante. Allegro
  1. Già dagli occhi il velo è tolto - Aria (Farnace) - Andante (mi bemolle maggiore). Allegretto. Andante - 2 oboi, 2 corni, archi
Scena X:
Figlio, amico, non più - Recitativo (Mitridate, Sifare)
Scena XI:
Ah vieni, o dolce, dell'amor mio tenero oggetto - Recitativo (Mitridate, Aspasia, Sifare)
Scena XII:
Reo non si chiami, o Sire - Recitativo (Ismene, Mitridate)
  1. Non si ceda al Campidoglio - Quintetto (Aspasia, Ismène, Sifare, Arbate, Farnace) - Allegro (re maggiore) - 2 corni, archi
Arie di rilievo

n. 4:    «Nei sen mi palpita» (Aspasia)
n. 8:    «Se di lauri il crine adorno» (Mitrìdate)
n. 14:  «Nel grave tormento» (Aspasia)  .
n. 18:  «Se viver non degg'io» (Sifare, Aspasia)
n. 19:  «Tu sai per chi m'accese» (Ismene)

Commento (nota 1)

L’occasione per comporre la sua prima opera seria (e dunque la prima di notevole impegno) venne a Mozart dal Regio Ducal Teatro di Milano, in seguito ai contatti che il compositore, accompagnato dal padre, ebbe nel febbraio 1770 con una serie di influenti personaggi, tra cui il conte Firmian e Giovanni Battista Sammartini. Il quattordicenne salisburghese iniziò la partitura a Bologna il 29 settembre 1770, per concluderla a Milano in tempo perché venisse allestita per l’inaugurazione della stagione di carnevale, il 26 dicembre dello stesso anno. Il libretto, scritto originariamente da Vittorio Amedeo Cigna-Santi per la musica di Quirino Gasparini (al Regio di Torino, nel 1767: per l’opera mozartiana venne nuovamente scritturato proprio il cast di quell’allestimento), era stato tratto con inappuntabile abilità e competenza, in base ai canoni del melodramma metastasiano, dalla tragedia Mithridate (1673) di Racine, disponibile attraverso la traduzione italiana di Giuseppe Parini. L’opera ottenne, come scrisse lo stesso Parini su ‘La Gazzetta di Milano’, un caloroso successo, sancito da venti repliche.

Al centro della vicenda è il conflitto tra Mitridate e i suoi due figli per la mano di Aspasia, conflitto risolto con l’irrealistica conciliazione dei due fratelli e la ‘redenzione’ finale del crudele tiranno. La musica del giovane Mozart conferisce insolita intensità emotiva alla rappresentazione degli affetti tipici dell’opera seria (l’ira del re, la disperazione delle vittime, l’infelicità degli amanti). L’energia e la violenza che il compositore profonde in questi momenti è esaltata dall’impiego frequentissimo del recitativo accompagnato (per ben sette volte), voce dell’inquietudine perenne dei personaggi, che si risolve in arie di varia struttura: incalzanti e convulse, come quella di Aspasia "Nel sen mi palpita", o ambigue e tormentate nella loro stesura, come l’aria di sortita di Mitridate "Se di lauri il crine adorno", passata attraverso almeno quattro rielaborazioni successive. Un ben diverso clima di serenità estatica è riscontrabile nelle arie del secondo atto degli amanti Sifare (l’ampia "Lungi da te mio bene", con un’evocativa parte di corno obbligato) e Aspasia ("Nel grave tormento"); a quest’ultima spetta anche la topica, drammatica cavatina "Pallid’ombre" nella scena del veleno, mentre l’orchestra riceve il debito tributo in pagine importanti, come l’elaborata marcia che accompagna lo sbarco di Mitridate nel primo atto.


(1) "Dizionario dell'Opera 2008", a cura di Piero Gelli, edito da Baldini Castoldi Dalai editore, Firenze

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