Glossario



Les Petits Riens, K1 A10 (K6 299b)

Ouverture e danze per il balletto "Le finte gemelle" di Jean-Georges Neverre

Musica:
Wolfgang Amadeus Mozart
  1. Ouverture. Allegro (do maggiore)
  2. Largo (do maggiore)
  3. Gavotte (la minore)
  4. Andantino (do maggiore)
  5. Allegro (do maggiore)
  6. Larghetto (fa maggiore)
  7. Gavotte joyeuse. Allegro (fa maggiore)
  8. Adagio (re maggiore)
  9. ... (re maggiore)
  10. Gavotte gracieuse (la maggiore)
  11. Pantomime (la maggiore)
  12. Passepied (re maggiore)
  13. Gavotte (si bemolle maggiore)
  14. Andante (si bemolle maggiore)
Organico: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi
Composizione: Parigi, 1 maggio - 12 giugno 1778
Prima rappresentazione: Parigi, Salle du Théâtre du Palais-Royal, 12 giugno 1778

Guida all'ascolto (nota 1)

L'unico contributo mozartiano al genere del balletto risale allo sfortunato soggiorno parigino del 1778: nella provinciale Salisburgo, Mozart era rimasto forzatamente tagliato fuori dalla ventata d'aria nuova; che negli anni precedenti il periodo di cui stiamo trattando, aveva fatto di Vienna il contraltare di Parigi nel campo dell'estetica e della prassi del balletto d'azione, auspice il conte Durazzo, sovrintendente dei teatri imperiali, e promotori Gluck e il grande coreografo italiano Gasparo Angiolini. Del resto, conservatore e diffidente del nuovo per sua intima natura, Mozart non era fatto per sperimentalismi o avanguardie che in effetti passavano sotto i suoi occhi suscitandogli nel migliore dei casi solo un epidermico brivido di curiosità: quanto avverrà, a pochi mesi dal ritorno da Parigi, per i «melodrammi» (oggi li chiameremmo «melologhi», ovverosia drammi in prosa declamata con sottofondo musicale) Medea e Arianna a Masso dì Georg Benda, ascoltati con qualche interesse a Mannheim ma destinati a non lasciar la benché minima traccia nell'arte del compositore maturo. Così, non sembra e non risulta che Mozart abbia mai provato particolare inclinazione per il «genere», intellettualistico e sperimentalìstico per eccellenza, del balletto: ed è anche questo, e non ultimo, un punto che lo diversifica profondamente da Gluck. Tuttavia, la necessità impellente di inserirsi nel difficile ambiente musicale parigino, indusse il diciottenne maestrino salisburghese a cimentarsi con un ballet d'action di Noverre, anche nella speranza (destinata ad andare in fumo) che quest'uomo influente lo aiutasse ad ottenere l'ambita «scrittura» di un'opera per l'Académie Royale de Musique. In realtà, Les petits riens, rappresentate per la prima, volta all'Académie l'11 giugno 1778 e successivamente replicate sei volte, si ri-olsero in un'ennesima delusione: le porte del tempio del melodramma francese, aperte a Gluck, a Piccinni, a Sacchini, a Salieri, non lo saranno per Mozart il quale, oltre ad avere lavorato senza alcun compenso, non ebbe neppure la modesta soddisfazione di vedere il proprio nome sui programmi di sala e sugli annunci delle gazzette. E tuttavia Les petits riens rimangono tra le piccole cose incantevoli lasciate cadere quasi distrattamente da Mozart nel suo breve passaggio sulla terra. A cominciare dalla festosa ouverture, scintillante di dorature rococò come un minuscolo teatro di corte, per continuare con i sedici «numeri» di danza della partitura, dove gli spiriti nativi e falmiliari del divertimento appaiono circonfusi da un alone di squisita eleganza francese. Laddove Gluck e gl'italiani, nei loro Airs de ballet, si erano studiati di «imitare» la tradizione locale, Mozart la reinventa creando - come già aveva fatto e farà a contatto con la musica italiana - una musica francese immaginaria e tutta sua, quindi inimitabile: da deporre, insieme con il Concerto per flauto e arpa, la Sinfonia «Parigina» K. 297 e le Ariettes «Oiseaux, si tous le an » e «Dans un bois solitaire» nel cofanetto dei bijoux che nessun orafo di Maria Antonietta avrebbe saputo cesellare.

Giovanni Carli Ballola


(1) Testo tratto dal progrmma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma Auditorio di Via della Concliazione, 17 novembre 1974

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Ultimo aggiornamento 12 gennaio 2013
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