Glossario



Quartetto per archi n. 12 in si bemolle maggiore, K 172

Musica: Wolfgang Amadeus Mozart 
  1. Allegro spiritoso (si bemolle maggiore)
  2. Adagio (mi bemolle maggiore)
  3. Minuetto (si bemolle maggiore)
  4. Allegro assai (si bemolle maggiore)
Organico: 2 violini, viola, violoncello
Composizione: Vienna, settembre 1773
Edizione: Andrè, Offenbach 1801

Guida all'ascolto (nota 1)

«Allegro spiritoso» (e questa volta la mano che scrive l'indicazione di movimento è sconosciuta, né di Wolfgang, né di Leopold) è l'indicazione del primo movimento del Quartetto in si bemolle maggiore K 172, composto a settembre. Il meno amato della serie, quello che ha consentito i giudizi meno lusinghieri.

Mozart fu, per così dire, disorientato. Non riuscì mai nemmeno lontanamente a raggiungere l'originalità, l'indipendenza da ogni convenzione, la condotta discorsiva delle voci e l'insieme popolaresco e intellettuale del suo modello [Haydn]. Si è quasi tentati di dire che questi sei quartetti debbano la loro esistenza a un comando di Leopold. Allorché l'editore Torricella li pubblicò in copie manoscritte alla fine del 1785 dopo la pubblicazione dei sei grandi quartetti dedicati a Haydn, essi destarono molta sorpresa fra gli amatori. (Alfred Einstein)

Perché il K 172, più di tutti gli altri Viennesi, pone davanti a un bivio, quello che, in tutte le arti, separa un autore di genere e un creatore. È la percezione di questo rischio che imporrà a Mozart di non scrivere più quartetti per un lungo periodo e di non dare alle stampe questi suoi lavori giovanili? Così che quando lo saranno, dopo la pubblicazione nel 1785 della serie dedicata a Haydn, gli «amatori» saranno sorpresi e si chiederanno se davvero è lo stesso compositore ad aver scritto gli uni e gli altri?

L'«Allegro spiritoso» propone due idee tematiche: la prima ritmicamente più marcata, la seconda cantabile nella sua melodia affidata al dialogo tra i violini. Qui si comincia e qui anche si finisce, alternando brillantezza e andamento lirico, tensione e distensione, ispessimento sinfonico (in quello stesso 1773, tra marzo e ottobre, Mozart compone a Salisburgo quattro sinfonie, K 181, K 182, K 183, K 184, e la terza, in sol minore, ha esiti altissimi) e un momento di più accentuato abbandono, prima della rapida chiusura.

Questa alternanza di carattere latita nell'«Adagio» in mi bemolle maggiore, unico movimento a discostarsi dalla tonalità iniziale, scritto in un tempo calmissimo di 4/4, attraversato dall'inizio alla fine dalla linea melodica del primo violino; qui però la persistenza genera più saturazione che attesa e mistero. L'accompagnamento procede uniforme, alcuni passaggi della melodia toccano registri più acuti, prima di un breve rallentare del percorso che presto riprende il passo precedente, mentre il violoncello accompagna, scandisce il tempo. Lo schema della forma sonata è rispettato, non sviluppato. Nelle battute finali sembrerebbe giunto il momento di una nuova idea, di una possibile invenzione nell'intreccio dei due violini e della viola, nell'ampliarsi degli intervalli del violoncello, ma proprio allora il movimento si ferma.

Nel «Menuetto» vanno segnalate due idee di drammaturgia musicale: la scrittura contrappuntistica non è concepita come esercizio di stile, si rivela invece funzionale a creare un movimento sostenuto, teso e vivace nella distribuzione delle parti, mentre il trio è tutto giocato tra suono e sua assenza: fare un passo in avanti e poi restare fermi, in attesa, prima che, forzando le abitudini, Mozart decida di non ripetere, nell'atteso da capo, la seconda frase del trio, prescrivendo invece: attacca il Menuetto subito.

L'«Allegro assai» conclusivo, dopo una veloce introduzione, generosa di effetti utili a attirare l'attenzione, presenta tre diversi temi, ma soprattutto il suo «interminabile ritornello» (Teodor de Wyzewa e Georges de Saint-Foix), che precede una coda dove si alternano leggerezza di tratto, puntature di accenti e una chiusa ben preparata, efficace, breve colpo d'ala.

Sandro Cappelletto


(1) Sandro Cappelletto, I quartetti per archi di Mozart. Il Saggiatore s.r.l., Milano 2016, pp. 95 - 97

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Ultimo aggiornamento 1 maggio 2016
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