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Quartetto in fa maggiore per oboe e archi, K1 370 (K6 368b)

Musica: Wolfgang Amadeus Mozart
  1. Allegro (fa maggiore)
  2. Adagio (re minore)
  3. Rondò. Allegro (fa maggiore)
Organico: oboe, violino, viola, violoncello
Composizione: Monaco, gennaio - marzo 1781
Edizione: Andrè, Offenbach 1802

Guida all'ascolto 1 (nota 1)

Il Quartetto in fa maggiore K. 370 fu composto a Monaco nel gennaio o nel febbraio del 1781, accanto alla nascita di Idomeneo e poche settimane prima della rottura con l'arcivescovo di Salisburgo. Come genere si connette ai tre Quartetti per flauto e archi K. 285, 285b e 298, scritti tra il dicembre 1777 e l'estate 1778 a Mannheim e Parigi; e le esperienze di agguerrita strumentalità maturate nell'ambiente di Mannheim sono alla base anche del Quartetto con oboe, composto per Friedrich Ramm, uno dei maggiori oboisti del suo tempo; in particolare una certa vocazione concertante e virtuosistica, con la possibilità anche di una piccola cadenza dell'oboe alla fine dell'Adagio, avvicinano il lavoro al primo dei Quartetti con flauto; ciò che è diverso è la più alta qualità, paragonata da Einstein a quella del famoso Quintetto con clarinetto, e già annunciatrice della pienezza creativa raggiunta da Mozart al ritorno dal viaggio a Parigi.

Il primo movimento (Allegro) è aperto dall'oboe con un tema dal sicuro passo ascendente; lo strumento a fiato predomina in tutta la pagina, costruita su un solo tema principale (come spesso in Haydn), sottoposto tuttavia a varie trasformazioni. L'Adagio è in re minore, breve ma assai concentrato nel potere espressivo (la «pienezza del sentimento» nell'esecuzione degli Adagio era fra le virtù di Ramm più elogiate dai contemporanei). Il finale combina la forma del rondò con la tecnica della variazione; l'avvicendarsi degli episodi, gli incastri ritmici fra l'oboe e gli archi, un'eleganza memore del gusto francese ne fanno un capolavoro di scrittura cameristica.

Giorgio Pestelli

Guida all'ascolto 2 (nota 2)

Come ogni musicista della sua epoca, Mozart era un grande estimatore dell'orchestra di Mannheim formata da musicisti di primissima qualità come Jan Vaclav Antonìn e Karel Filip Stamitz, Christian Cannabich, i violoncellisti Innozenz e poi Franz Danzi, il flautista Johann Baptist Wendling, il fagottista Georg Wenzel Ritter, gli oboisti Ludwig August Lebrun e Friedrich Ramm. Nel 1778 morì l'elettore Maximilian di Baviera, e Karl Philipp Theodor, suo erede nonché illuminatissimo signore di Mannheim e promotore dell'orchestra, si trasferì con tutta la corte palatina a Monaco: fu la fine della famosa orchestra che venne fusa con quella di Monaco. Mozart, divenuto amico dei musicisti durante la sua permanenza a Mannheim nel 1777/1778 (poco prima che l'orchestra si trasferisse) quando aveva anche composto una Sinfonia concertante per quattro fiati, li frequentò nuovamente a Monaco nel 1781, in occasione dell'Idomeneo. Fu in quel periodo che vide la luce il Quartetto per oboe e archi K. 370, scritto per Friedrich Ramm la cui bravura strumentale dissipò i dubbi di Mozart circa la sonorità troppo nasale del suo strumento al quale il salisburghese preferì comunque sempre il clarinetto. Lo stile dell'Allegro del Quartetto con oboe è più cameristico e più equilibrato tra le parti rispetto al movimento analogo del Quartetto 'concertante' con flauto K. 285; si segnala l'Adagio in re minore di insolita mestizia al quale segue il tradizionale Allegro in forma di Rondò, quanto mai adatto col suo 6/8, interrotto solo brevemente da un episodio alla breve, a mettere in evidenza le doti virtuosistiche dell'oboista.

Johannes Streicher


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 9 gennaio 1976
(2) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 25 settembre 1990

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Ultimo aggiornamento 26 ottobre 2013
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