Glossario



Sonata n. 15 in do maggiore per pianoforte, K 545

Musica: Wolfgang Amadeus Mozart
  1. Allegro (do maggiore)
  2. Andante (sol maggiore)
  3. Rondò. Allegretto (do maggiore)
Organico: pianoforte
Composizione: Vienna, 26 Giugno 1788
Edizione: Bureau d'Art et d'Industrie, Vienna 1805

Guida all'ascolto (nota 1)

Al 26 giugno 1788 risale la Sonata in do maggiore K. 545, definita da Mozart nel suo catalogo personale come "Piccola sonata per dilettanti". Si tratta infatti di uno dei pochissimi brani espressamente concepiti da Mozart per una finalità didattica, anche se non ne è noto il destinatario, ed è improbabile che l'obiettivo fosse editoriale, poiché lo spartito giunse alla pubblicazione solo dopo la morte dell'autore.

Il fine didattico si riflette sia nella spensieratezza concettuale, sia nella scelta della tonalità - do maggiore è infatti la tonalità che usa solamente i tasti bianchi della tastiera ed è quindi più facile per i dilettanti - sia nell'attenzione mostrata a specifici aspetti della tecnica pianistica; il primo tempo si sofferma in modo particolare su scale e arpeggi, il secondo sulla tecnica del "legato", il terzo sulle doppie note.

Al di là della sua funzione primaria, la Sonata si segnala per la freschezza delle idee: dal minimo sforzo emerge il massimo risultato, quello di una piacevolezza immediata di ascolto, come nel garbato Allegro iniziale; qui troviamo delineata una nitidissima forma-sonata, con due temi fra loro connessi (il secondo è il rivolto del primo) eppure ben distinti, uno sviluppo che prende le mosse dalla coda dell'esposizione, e una riesposizione che parte - secondo un modello più semplice - dalla tonalità della sottodominante.

Giustamente celebre è poi il tempo centrale, un Andante in cui la sinistra si limita ad accompagnare, con un basso albertino, la levigatissima melodia, che si ripresenta più volte, intercalata ad idee secondarie; circostanza che dona alla pagina un carattere incantatorio ma non monotono.

Quanto al finale, un Rondò in Allegretto, il suo refrain propone un gustoso "inseguimento" fra le due mani, che si ripresenta ogni volta con piccole modifiche nella scrittura strumentale e il movimento si mantiene sempre brillante e scorrevole. In definitiva pochi brani pianistici possono dirsi tanto idonei per i principianti quanto densi di contenuto musicale.

Arrigo Quattrocchi


(1) Testo prelevato dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorium Parco della Musica, 20 febbraio 2009, Andras Schiff pianoforte

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Ultimo aggiornamento 9 luglio 2011
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