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Te Deum in do maggiore per coro ed orchestra, K1 141 (K6 66b)

Musica: Wolfgang Amadeus Mozart
  1. Te Deum laudamus - coro - Allegro (do maggiore), Adagio
  2. Aeterna fac - coro - Allegro (do maggiore)
  3. In te, Domine, speravi - coro - ... (do maggiore)
Organico: coro misto, organo, archi
Composizione: Salisburgo, 1 Dicembre 1769

Guida all'ascolto (nota 1)

Il Manoscritto di questo Te Deum è perduto e non resta alcun documento sulla data e il luogo di composizione, ma tutto lascia credere che sia stato scritto a Salisburgo verso la fine del 1769, subito dopo la nomina del tredicenne compositore a Konzertmeister della corte arcivescovile di Salisburgo e subito prima della partenza per il primo viaggio in Italia. Rispetto alle altre composizioni sacre scritte nel 1768 e 1769 il Te Deum rivela infatti un più scorrevole e felice taglio delle melodie e una maggiore maestria delle modulazioni, mentre successivamente a quella data, durante il viaggio in Italia, lo stile sacro di Mozart sarebbe cambiato (per esempio, cominciando sempre con un'ampia introduzione orchestrale invece di far entrare subito le voci, come avviene in questo Te Deum).

Riguardo alla destinazione, si dice che sia stato scritto su richiesta dell'imperatrice Maria Teresa, ma questa è una leggenda senza alcun fondamento storico. La sua brevità e l'organico ridotto lasciano piuttosto pensare a un destinatario meno importante, forse la chiesa d'uno dei numerosi conventi salisburghesi. L'orchestra prevede infatti quattro trombe, violini primi e secondi, basso (un termine che lascia sempre agli interpreti un margine di discrezionalità: in genere lo si realizza con i violoncelli raddoppiati dai contrabbassi, ma possono essere aggiunti anche strumenti a fiato, come il fagotto) e organo. Inoltre il curatore dell'edizione moderna ha riscritto la parte dei timpani, che non è giunta fino a noi ma che doveva senza dubbio esistere nell'originale.

Questo Te Deum è il lavoro d'un musicista che deve ancora crescere, ma quale musicista! L'attacco è un allegro che comunica una letizia serena e spirituale, senza la magniloquenza formale che spesso era connessa a questo testo sacro usato per occasioni solenni. La semplice e brillante sezione iniziale in do maggiore si oscura un attimo sulle armonie che corrispondono alle parole "mortis aculeo". Segue un breve adagio in minore per il supplice "Te ergo quaesumus". Ma ad "Aeterna fac cum sanctis tuis" riprende l'allegro, che prosegue anche con l'ultima sezione, "in Te Domine speravi": qui lo stile e il trattamento del testo cambiano nettamente, perché mentre finora le parole erano state intonate insieme da tutte le voci, per lo più sillabicamente e senza ripetizioni, da qui in avanti Mozart mette in campo un contrappunto relativamente complesso. I modelli di questo finale erano probabilmente le grandi fughe a due soggetti che chiudevano i Te Deum sia di Michael che di Joseph Haydn, però il giovanissimo Mozart scrive non tanto una fuga regolare quanto un più semplice e libero fugato a due soggetti: sicuramente è una rinuncia suggerita dalla consapevolezza che le sue forze non gli consentivano ancora tour de force contrappuntistici. Ma Mozart riesce a trasformare questa rinuncia in una scelta a favore della cantabilità, della serenità e della semplicità.

Mauro Mariani

Testo

Latino

Te Deum laudamus:
te Dominum confitemur.
Te aeternum patrem,
omnis terra veneratur.
Tibi omnes angeli,
tibi caeli et universae potestates:
tibi cherubim et seraphim,
incessabili voce proclamant:
Sanctus, Sanctus, Sanctus
Dominus Deus Sabaoth.
Pleni sunt caeli et terra
majestatis gloriae tuae.

Te gloriosus Apostolorum chorus,
te prophetarum laudabilis numerus,
te martyrum candidatus laudat exercitus.
Te per orbem terrarum
sancta confitetur Ecclesia,
Patrem immensae maiestatis;
venerandum tuum verum et unicum Filium;
Sanctum quoque Paraclitum Spiritum.

Tu rex gloriae, Christe.
Tu Patris sempiternus es Filius.
Tu, ad liberandum suscepturus hominem,
non horruisti Virginis uterum.

Tu, devicto mortis aculeo,
aperuisti credentibus regna caelorum.
Tu ad dexteram Dei sedes, in gloria Patris.
Iudex crederis esse venturus.

Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni,
quos pretioso sanguine redemisti.
Aeterna fac cum sanctis tuis in gloria numerari.

Salvum fac populum tuum, Domine,
et benedic hereditati tuae.
Et rege eos, et extolle illos usque in aeternum.
Per singulos dies benedicimus te;
et laudamus nomen tuum in saeculum,
et in saeculum saeculi.
Dignare, Domine, die isto
sine peccato nos custodire.
Miserere nostri, Domine,
miserere nostri.
Fiat misericordia tua, Domine, super nos,
quem ad modum speravimus in te.
In te, Domine, speravi:
non confundar in aeternum.
Italiano della Chiesa Cattolica

Noi ti lodiamo, Dio,
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre,
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo
il Signore Dio dell'universo.

I cieli e la terra
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella lode;
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria,
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre
per la salvezza dell'uomo.

Vincitore della morte,
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre.
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore,
che hai redento col tuo Sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria
nell'assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore,
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo,
lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore,
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia:
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore,
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza,
non saremo confusi in eterno. 


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 15 Aprile 2000

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