Glossario



Una notte sul Monte Calvo

Fantasia da concerto per orchestra

Musica: Modest Musorgskij
  1. La riunione delle streghe
  2. Il corteo di Satana
  3. La glorificazione di Satana
  4. Il Sabba
  5. L'alba
Organico: ottavino, 2 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, clarinetto basso, 2 fagotti, controfagotto, 4 corni, 4 trombe, 3 tromboni, tuba, arpa, timpani, rullante, grancassa, piatti, archi
Prima esecuzione: San Pietroburgo, Bolscioj Sal Konservatorii, 27 Ottobre 1886
Edizione: Bessel, San Pietroburgo, 1886 (rielaborazione di Rimskij-Korsakov)

Rielaborato da Rimskij-Korsakov con il titolo Una notte sul Monte Calvo

Guida all'ascolto (nota 1)

I primi abbozzi per un'opera lirica (da Gogol), intitolata La notte di San Giovanni, risalgono al 1858. Musorgskij utilizzò poi il materiale, nel 1867, per una composizione orchestrale con un nuovo titolo, La notte di San Giovanni sul Monte Calvo, rielaborata più volte, ma sistemata, finalmente (dopo la morte dell'autore), da Rimskij-Korsakov che la stampò nel 1886, a Pietroburgo, con il titolo Una notte sul Monte Calvo.

Rimskij-Korsakov preparò per la stampa (senza pretendere mai un soldo) la Kovàncina, Boris Godunov, oltre che pagine orchestrali, corali e da camera (ivi compresi i Quadri d'una esposizione, per pianoforte, trascritti per orchestra da Ravel, nel 1922). In genere, si è irriconoscenti nei confronti di Rimskij-Korsakov. Nessuno sì ricorda più che c'erano una volta (proprio come in una favola) due amici, musicisti entrambi, Modinka e Korsinka (così, affettuosamente, Borodìn chiamava Musorgskij e Rimskij-Korsakov) i quali, per un certo tempo, abitarono persino nella stessa stanza.

Dal mattino fin verso mezzogiorno, Modinka si serviva del pianoforte che poi prendeva Korsinka il quale, intanto, al tavolino, mandava avanti la copia o la strumentazione di partiture. Modinka e Korsinka si accordavano quotidianamente, «sfruttando» l'uno le occupazioni dell'altro; si scambiavano idee e progetti e, mentre l'uno era intento al Boris, l'altro componeva La Pskovitana. Si scambiavano pure, reciprocamente, impressioni, e non era sempre Modinka (di cinque anni più anziano di Korsinka) ad accettare i consigli dell'amico.

Korsinka, poi, si sposò e andò ad abitare altrove. Quando Modinka morì, cercò di farlo finalmente vivere, aggiustandogli (lo aveva fatto anche quando Modinka era in vita, avendone sempre il consenso) la musica che sarebbe andata altrimenti dispersa, ed era per luì come un continuare con l'amico le antiche conversazioni.

Lo schizzo sinfonico, lasciato da Musorgskij (cercò variamente di utilizzarlo, senza mai riuscirvi) si articolava in quattro momenti: Il convegno delle streghe - II corteo di Satana - Trionfo di Satana  - Sabba delle streghe.

Rimskij-Korsakov riordinò il brano in sei episodi, aggiungendo un tranquillo finale dopo l'Allegro feroce.

La struttura della Fantasia da concerto è pertanto questa (non necessariamente indispensabile, però, alla comprensione della musica): Suoni sotterranei di voci sovrannaturali - Apparizione degli spiriti delle tenebre e di Satana - Trionfo di Satana e "Messa Nera" - Sabba -Suono della campana che disperde gli spiriti delle tenebre - Sorgere del giorno.

L'orchestra è piuttosto nutrita; la percussione include, con i timpani, piatti e grancassa; il tam-tam interviene nei momenti di esasperazione fonica e timbrica, ottenuta nel «crescendo» di una geniale sovrapposizione di strati sonori. Allo smalto timbrico si unisce la ricchezza armonica (cara a Musorgskij), per cui la Fantasia passa attraverso varie tonalità, prima di giungere al re maggiore del conclusivo Poco meno mosso, avviato dai rintocchi lunghi di una campana, risuonanti in un alone fonico assicurato da flauti, clarinetti, fagotti e violoncelli.

Sono sei lenti rintocchi, dai quali si distacca una melopea dei violini (con sordina), poi interrotta da altri sei colpi della campana, sostenuti dall'area vibrazione dell'arpa. Dall'evanescenza del quarto rintocco di questa seconda serie, si libera il canto del clarinetto che, dopo il quinto suono della campana, cede il passo al flauto dischiudente, in sette battute, la limpida luminosità di uno spazio nel quale fanno in tempo, prima dell'ultimo rintocco, Modinka e Korsinka, a scambiarsi ancora un bagliore d'intesa.

Erasmo Valente


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 16 Marzo 1975; Lovro von Matacic direttore

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Ultimo aggiornamento 20 luglio 2011
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