Glossario



La disfatta di Sennacherib

in mi bemolle minore per coro e orchestra - Seconda versione

Musica: Modest Musorgskij
Testo: Byron
Organico: coro, orchestra
Composizione: 1867 (revisione 1874)
Prima esecuzione prima versione: San Pietroburgo, Libera Scuola di Musica, 6 marzo 1867
Prima esecuzione seconda versione: San Pietroburgo, Società Musicale Russa, 15 febbraio 1881
Edizione: Belaev (Belajeff), Lipsia, 1893 (rielaborazione di Rimskij-Korsakov)

Guida all'ascolto (nota 1)

Il lavoro in programma stasera appartiene, insieme a La marcia di Shamil e alle Jesus Navin, al gruppo delle composizioni sinfonico-corali di Mussorgsky, generalmente poco eseguite e conosciute nelle nostre sale da concerto. Di questa partitura esistono due versioni: la prima risale al 1867 e la seconda rielaborata da Rimskij-Korsakof, - che è quella eseguita stasera - porta la data del 1874, quindi è posteriore al Boris Godunov e contemporanea de La fiera di Sorocinski, l'ultima opera incompiuta di Mussorgsky.

Questa composizione non è necessariamente una musica a programma e vuole essere una libera rievocazione di episodi bellici che ebbero per protagonista Sennacherib, figlio di Salmanassar V, un intraprendente re assiro vissuto tra il 705 e 681 a.C. che portò a notevole splendore Ninive con la costruzione di favolosi giardini e splendidi edifici. Il nome di Sennacherib è legato soprattutto alla distruzione di Babilonia (689 a.C.) che aveva tentato di ribellarsi al suo dominio e alle varie guerre combattute con alterna fortuna contro gli elamiti, una popolazione che occupava, secondo l'Antico Testamento, il territorio di Susa a sinistra del Tigri e nel XII secolo fu annessa all'impero assiro.

L'allegro moderato iniziale si apre con una dolce melodia di clarinetti e fagotti su pizzicato di viole, violoncelli e contrabbassi. Subito dopo il canto del coro si espande in crescendo e diminuendo con intonazioni popolaresche e folcloriche, per poi dispiegarsi ampio e solenne come un arcobaleno sorretto da una orchestra vivacemente colorita ed espressiva, che conclude il brano con accordi in pianissimo.

Ecco il testo ricavato da un poema del poeta inglese George Byron:

La disfatta di Sennacherib

I nemici si scagliavano contro di noi come un branco di lupi affamati; a schiere, ci abbagliavano con oro e porpora. Le loro lance brillavano, scintillando come stelle. Come selva rigogliosa e forte sotto il sole nascente si levavano le schiere nemiche; ma come il sole si oscurò, non brillò più luce dalle armate nemiche.

Al tramonto del sole quelle schiere, le loro schiere, furono come foglie appassite sospinte dalla bufera e coprirono il campo, lo ricoprirono tutto.

E nel silenzio della notte l'angelo della morte mosse le ali, e sulle tali della morte si librò un spirito terribile, E l'angelo della morte agitò le ali, colpì il nemico con un soffio mortale. Con un terribile soffio colpì il nemico, l'angelo della morte agghiacciò il nemico. L'angelo della vendetta percorse il nemico con il terrificante alito della morte. E i cuori dei nemici palpitarono per l'ultima volta.

L'angelo di Dio colpì i nemici.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Basilica di Massenzio, 23 luglio 1971

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Ultimo aggiornamento 22 novembre 2013
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