Glossario
Guida all'ascolto



L'angelo di fuoco, op. 37

Opera teatrale incinque atti

Libretto dell'opera

ATTO PRIMO
Sordida mansarda di una locanda per viaggiatori. Vi si accede da una scala che sale dal piano di sotto. Sulla parete opposta una porta sbarrata. Notte.
PADRONA
(con una candela in mano fa entrare Ruprecht dalla scala)
Zdes’, gospodin rycar’.
Ėto lučšaja komnata.
Questa, signor cavaliere,
è la camera migliore.
RUPRECHT
A meždu tem ona chuže ljubogo šalaša
v Amerike
otkuda ja edu.
Sarà, ma ne ho viste di meglio nelle più sordide stamberghe d’America,
da cui arrivo ora.
PADRONA
Možet byt’, gospodin rycar’ želaet
vina ili baraniny?
Forse, signor cavaliere, vuole
del vino o del montone?
RUPRECHT
Idite spat’! Vada a dormire!
(La padrona esce)
Dovol’no dušen i tesen
moj pervyj prijut na rodine!
V Italii v samoj poslednej charčevne
mjagče postel’. A zdes’…
No ja znaval i chudšie noči.
Pokryt’sja kožanym plaščom
i s golovoju ujti son.
Davvero opprimente e angusto
è il mio primo rifugio in patria!
In Italia, nell’osteria più povera
il letto è più morbido! Mentre qui…
Ma ho conosciuto notti peggiori.
Ora non mi resta che coprirmi con il mio mantello
e piombare in un sonno profondo.
(Si stende)
RENATA
(con terrore, dalla camera accanto)
Otojdi, otojdi, otojdi ot menja!…
Otojdi, otojdi, necestivyj!
Otojdi, otjdi, okajannyj!
A! Otojdi, otojdi, otojdi ot menja!
Izydi, prokljatyj, izydi.
Sgin’… sgin’… sgin’…
Vattene, vattene, vattene…
Vattene, vattene, empio!
Vattene, vattene, dannato!
Ah! Vattene, vattene, vattene…!
Via di qui, maledetto, via di qui!
Sparisci… sparisci… sparisci…
(Ruprecht solleva la testa e ascolta)
Otojdi, otojdi, otojdi ot menja!…
Proč’! Ne kasajsja!…
Izydi von! Izydi von!
Ujdi, ujdi, ujdi!
Rassejsja! Rassejsja! Rassejsja!
A! Otojdi ot menja, otojdi ot menja!…
Sokrojsja, iscezni, sgibni…
Vattene, vattene, vattene!…
Fuori di qui! Non mi toccare!
Via di qui! Via di qui!
Via, via, via!
Sparisci! Sparisci! Sparisci!
Ah! Vattene, vattene!
Lasciami, sparisci, dileguati…
RUPRECHT
(vicino alla porta sbarrata)
Ne nuždaetsja li kto v moem
pokrovitel’stve?
Qualcuno ha bisogno
della mia protezione?
RENATA
Otojdi ot menja, otojdi ot menja,
mučitel’ nečistyj, poganyj!
Otojdi! Otojdi!
Sgin’, prokljatyj!
Vattene, vattene,
carnefice, empio, nefasto!
Vattene, vattene!
Sparisci, maledetto!
(Ruprecht dà un colpo con la spalla alla porta sbarrata e la spalanca. Renata è in piedi, contro la parete opposta alla porta, in un terrore indescrivibile, seminuda, con i capelli scarmigliati. Si lancia verso Ruprechte si stringe a lui.)
Ruprecht! Ruprecht!
U menja net bol’še sil!
Ruprecht! Ruprecht!
Non ce la faccio più!
RUPRECHT
Bezumnaja dama,
vas presleduet videnie?
E‘ una visione che la perseguita,
che la terrorizza?
RENATA
Von… tam… tam…
v ėtom uglu! I zdes’… i zdes’!
Ecco… là… là…
In quest’angolo! E‘ qui… qui!
RUPRECHT
Dlja moich glaz net ničego,
krome lunnogo luča.
Non riesco a vedere nulla,
se non la luce della luna.
RENATA
(si copre il volto con le mani per difendersi dalla visione)
Izydi, izydi, izydi!
Sgin’! Otojdi ot menja!…
Proč’, ne kasajsja!…
Indietro! Indietro! Indietro!
Sparisci! Vattene!
Via, non mi toccare!
RUPRECHT
(sguaina la spada e tira fendenti nel vuoto facendo con la spada il segno della croce)
Sgin’, videnie! Sparisci, visione!
RENATA
Ach, kakoj strach, kakoj strach!
Otojdi, otojdi!
Smertnyj strach, smertnyj strach!
Otpusti, otpusti, otpusti…!
Smertnyj, smertnyj , smertnyj strach!
Ah! Che terrore, che terrore!
Vattene, vattene!
Terrore mortale, terrore mortale!
Lasciami, lasciami, lasciami!…
Mortale, mortale, mortale terrore!
(Ruprecht, attonito, non sa che cosa fare, resta immobile come una statua)
Sžal’sja, sžal’sja, sžal’sja!…
Vyjdi, vyjdi, vyjdi,
oj, sgibni! Sgibni!
Ach, kakoj strach, kakoj strach!
Otojdi, otojdi!
Smertnyj strach, smertnyj strach!
Otpusti, otpusti, otpusti…!
Pogibni! Pogibni! Pogibni!
Sžal’sja, sžal’sja, sžal’sja!…
Abbi pietà, abbi pietà, abbi pietà!…
Vattene, vattene, vattene!
Oh, muori, muori!
Ah, che terrore, che terrore!
Vattene, vattene!
Terrore mortale, terrore mortale!
Lasciami, lasciami, lasciami!…
Muori, muori, muori!
Abbi pietà, abbi pietà, abbi pietà!…
RUPRECHT
(recita una preghiera, la prima che gli viene in mente; strige a sè Renata)
Libera me, Domine, de morte eterna… Libera me, Domine, de morte eterna…
RENATA
Sžal’sja! Sžal’sja! Sžal’sja!… Pietà! Pietà! Pietà!
RUPRECHT
Udalilsja li prizrak? Si è allontanato il fantasma?
RENATA
Da, on rassejalsja.
On ne možet posjagnut’
na tverduju volju.
Sì, si è dileguato.
Non può tener testa
a una forte volontà.
RUPRECHT
(la solleva, la trasporta sul suo letto e la copre con il suo mantello)
Uspokojtes’… Ne drožite…
Videnie ušlo i ne vernetsja.
Si calmi… Non tremi così…
La visione è sparita e non tornerà.
RENATA
(balza dal letto)
Ty dolžen znat’ obo vsem, obo vsem!
Ty spas menja, Ruprecht!
Ot nich, ot ėtich, ot ėtich…
Slušaj menja!
Menja zovut Renatoj, Renatoj!
Slyšiš’, Ruprecht?
Devi sapere tutto, tutto!
Tu mi hai salvato, Ruprecht!
da loro, questi, questi…
Ascoltami!
Mi chiamo Renata! Renata!
Mi senti, Ruprecht?
RUPRECHT
Kto otkryl vam moe imja? Chi le ha rivelato il mio nome?
RENATA
(senza ascoltarlo)
Mne bylo vosem’ let,
kogda on javilsja pervyj raz:
v solnecnom luče,
v belosnežnoj odežde, angel,
ves’ ognennyj, ves’ ozarennyj.
Lico ego sijalo,
glaza golubye, kak nebo,
volosy slovno iz tonkogo zolota.
Ognennyj angel! Ognennyj angel!
Ognennyj angel!
I nazval on sebja
Madiel’, Madiel’, Madiel’.

Ja niskol’ko ne ispugalas’,
i my v tot samyj den’
igrali s nim v kukly.
I on stal prichodit’ ko mne očen’ často,
počti každyj den’,
vsegda byl vesel i dobr,
i ja poljubila ego
bol’še otca, bol’še mamy,
bol’še rodnych i podrug.
Inogda Madiel’ prichodil v inom obraze:
on priletal bol’šoj ognennoj babočkoj
s belymi kryl’jami,
s zolotymi usikami, i ja prjatala ego
v moich dlinnych volosach.
Ja uznala ego v sorvannom cvetke,
to v krasnom ugolečke,
vypavšem iz očaga,
to inogda v razgryzannom oreške.
Večerom ložilsja Madiel’ so mnoju
v postel’ i prižimalsja, kak koška,
do samogo utra.
V takie noči on unosil menja
ne kryl’jach daleko,
pokazyval inye goroda,
slavnye sobory,
nezemnye, lučezarnye selen’ja.

A kogda ja stala starše,
Madiel’ mne vozvestil,
čto ja budu svjatoj
i čto zatem on poslan ko mne.
On zaklinal menja
vesti žizn’ podvižnicy,
on zastavljal menja podvergat’ sebja pytkam,
golodat’, vychodit’ bosoj na cholod,
bičevat’ sebja po bedram
i terzat’ sebe grudi ostrijami.
Ja provodila po celym časam na kolenjach,
i Madiel’ ostavalsja rjadom
i ukrepljal menja, iznemogajuščuju.
V te dni ja isceljala bol’nych,
i govorili, čto ja ugodna bogu.
Kogda mne minulo šestnadcat’ let,
ja stala molit’ ego,
čtob on sočetalsja so mnoj i telesno.
On sam govoril mne,
čto vyše vsego ljubov’.

Čto ž možet byt’ grešnogo,
esli my svjažemsja skol’ko možno tesnej?
Madiel’ opečalilsja,
lico ego stalo pepel’no ognennym,
on prikazal mne zamolčat’.
No ja obnjala ego
i ne vypuskala iz ruk,
i strastno, strastno molila o tom že.
Madiel’ ispolnilsja velikim gnevom,
razvilsja v ognennyj stolp i isčez,
opaliv mne pleči i volosy.

I vot s tech por ja ostalas’ odna.
Ja bilas’ golovoj o steny
i iskala dobrovol’noj smerti,
čtob v drugoj žizni uvidet’ Madiel’ja.
Nakonec, kogda ja byla bez sil,
vo sne ja uslyšala ego golos:
«Chorošo, Renata, ja javljus’ tebe,
no vernus’, kak čeloviek».

I ja uznala ego v grafe Genriche,
priechavšem izdaleka.
Glaza ego byli golubye,
a volosy slovno iz tonkogo zolota.
Ja ne kolebalas’ ni minuty,
i graf uvez menja v svoj zamok.
O, kak my byli sčastlivy!
V mire ne bylo takogo sčast’ja
so vremen grechopadenija v raju!
No Genrich ni za čto
ne chotel priznat’sja
čto on Madiel’,
a dal’še, čerez god,
on stal sumračnym, pečal’nym.
I odnaždy utrom,
ne predupreždaja nikogo,
pokinul svoj zamok.

Ja ždala ego dni, nedeli, mesjacy
— naprasno.
Togda ja usla iz zamka,
šla dolgo, šla bez ostanovki,
a po nočam menja smuščali
strašnye viden’ja.
Ruprecht! Ruprecht!
Ty spas menja ot nich.
Avevo otto anni
quando mi è apparso per la prima volta:
in un raggio di sole,
con un abito candido come la neve,
un angelo tutto di fuoco, tutto immerso nella luce.
Il suo volto splendeva,
gli occhi erano azzurri come il cielo,
i capelli sottili come l’oro.
L’angelo di fuoco! L’angelo di fuoco!
L’angelo di fuoco!
E ha pronunciato il suo nome:
Madiel’, Madiel’, Madiel’!

Non ebbi nessuna paura
e noi, proprio quello stesso giorno,
ci mettemmo a giocare con la bambola.
E poi ha cominciato a venire molto spesso,
quasi ogni giorno,
era sempre allegro e buono,
e io lo amavo
più di mio padre e di mia madre,
più degli amici più cari.
Qualche volta Madiel’ prendeva altri aspetti:
veniva a volo come una grande farfalla di fuoco
con le ali bianche,
con le antenne dorate, e io la nascondevo
nei miei lunghi capelli.
Lo riconoscevo in un fiorellino che avevo colto
o in un carbone ardente
caduto dal focolare
o in una nocciola schiacciata.
Alla sera Madiel’ si stendeva con me
nel letto e si stringeva a me come un gatto,
fino a mattina.
E in quelle notti mi trasportava
sulle sue ali lontano,
mi mostrava città sconosciute,
stupende cattedrali,
luoghi celesti, radiosi.

Quando crebbi,
Madiel’ mi annunciò
che sarei diventata santa
e che per questo mi era stato mandato.
Mi scongiurò
di condurre vita ascetica,
mi incitò a infliggermi torture,
a digiunare, a camminare scalza nel gelo,
a frustarmi i fianchi
e a pungermi il petto con spilli.
Passavo ore intere in ginocchio,
e Madiel’ mi stava accanto,
dandomi forza quando non ne potevo più.
In quei giorni guarivo io malati
e tutti dicevano che ero un’anima eletta.
Quando compii sedici anni
cominciai a pregarlo
di unirsi a me carnalmente.
Egli stesso mi aveva detto
che non c’è nulla di più elevato dell’amore.

Perchè dovrebbe essere peccaminosa
un’unione ancora più completa?
Madiel’ si fece triste,
il suo volto di fuoco si velò di cenere,
mi ordinò di tacere.
Ma io lo abbracciavo,
lo stringevo fra le mie braccia
e appassionatamente ripetevo la mia richiesta.
Madiel’ fu preso da un’ira tremenda,
si mutò in una colonna di fuoco e sparì,
ustionandomi spalle e capelli.

Ed ecco da allora sono rimasta sola.
Battevo la testa contro il muro,
cercavo a tutti i costi la morte,
per poter reincontrare Madiel’ in un’altra vita.
Alla fine, quando ormai ero stremata,
in sogno sentii la sua voce:
«Bene, Renata, ti apparirò di nuovo,
ma assumerò aspetto umano».

Lo riconobbi nel conte Heinrich,
venuto da molto lontano.
Aveva gli occhi azzurri
e i capelli sottili come l’oro.
Non ebbi un attimo di dubbio,
e il conte mi condusse nel suo castello.
Oh come siamo stati felici!
Da prima del peccato originale
non c’è mai stata tanta felicità sulla terra.
Ma Heinrich a nessun costo
voleva ammettere
di essere Madiel’;
poi, un anno dopo,
cominciò a diventare triste, cupo.
E una mattina,
senza avvisare nessuno,
lasciò il castello.

Lo aspettai giorni, settimane, mesi,
— invano.
Allora anch’io lasciai il castello,
camminai a lungo, camminai senza sosta
e di notte mi tormentavano
spaventose visioni.
Ruprecht! Ruprecht!
Tu le hai scacciate e mi hai salvato.
RUPRECHT
(osserva il suo viso attentamente)
Ee slova tak stranny,
a vid nevinen,
tak čist i nežen.
I neuželi eju vladeet d’javoli?
Le sue parole sono così strane,
eppure il suo aspetto è così innocente,
tenero, puro.
Possibile che sia posseduta dal diavolo?
(Compare con una lampada la padrona, agitata. Dietro di lei un servo con una forca)
PADRONA
U vas vse vremja šum kakoj-to… C’è un gran fracasso qui da lei…

Net, teper’ vse ticho. No, ora è tutto tranquillo.
PADRONA
Mne pokazalos’… Mi sembrava che…
RUPRECHT
(l’interrompe, indicando Renata)
Kto ėta ženščina? Chi è questa donna?
PADRONA
Ach, gospodin rycar’,
lučše ne sprašivajte pro nee.
Moe dobroe serdce zastavilo menja
sveršit’ smertnyj grech,
davaja prijut ėtoj eretičke.
Ah, signor cavaliere,
meglio che non mi domandi di lei.
Il mio buon cuore mi ha spinto
a compiere un peccato mortale,
dando asilo a questa eretica.
SERVO
Eretičke. Eretica.
PADRONA
Ženščina ėta, kotoraja prikinulas’
skromnicej,
na dele prosto potaskuška.
Questa donna, che si finge
modesta e timorata,
in realtà è una poco di buono.
SERVO
Potaskuška. Poco di buono.
PADRONA
Ona tak okoldovala grafa,
čto on zanjalsja alchimiej, magiej
i drugimi černymi delami.
Ha stregato il conte a tal punto
che si è dato all’alchimia, alla magia
e a simili pratiche diaboliche.
SERVO
Černymi delami. Pratiche diaboliche.

PADRONA
Poverite l’,
čto s togo dnja,
kak poselilas’ u nego ėta devka.
Mi creda
dal giorno in cui
si è stabilita da lui questa donnaccia…
SERVO
Devka… Donnaccia…
PADRONA
ona stala navodit’ bedu
i porču na ljudej,
La gente non ha avuto
che sciagure e malefici
SERVO
Porču… Malefici…
PADRONA
lišat’ korov moloka, Le mucche sono rimaste senza latte.
SERVO
Moloka… Latte…
PADRONA
a skol’ko zagryzla detej,
žerebjat i ovec,
skazat’ trudno.
E nessuno può dire
quanti bambini, pecore
e puledri abbia sbranato.
SERVO
zagryzla, zagryzla,
datej i ovec.
Pecore e bambini
sbranato, sbranato.
PADRONA
Esli ja dala ej prijut,
moj dobryj rycar’,
to liš’ potomu,
čto ničego iz togo ne znala.
Se le ho dato asilo,
mio buon cavaliere,
è solo perchè di tutto questo
nulla sapevo.
SERVO
Ničego. Nulla.
PADRONA
No teper’ ja vižu,
kak ona toskuet dnem i nočju.
Ma ora vedo
come si tormenta giorno e notte.
SERVO
Toskuet, toskuet, toskuet. Si tormenta, si tormenta, si tormenta…
PADRONA
I kak mnogogrešnaja duša ee
ne možet ni minuty uspokoit’sja,
a potomu, moj dobryj rycar’,
ne stanu ja deržat’ ee zdes’
bol’še ni odnich sutok.
E come la sua anima peccatrice
non trova pace neppure un istante;
ecco perchè, mio buon cavaliere,
non ho intenzione di tenerla qui
nemmeno un giorno di più.
SERVO
Ne stanem deržat’. Nemmeno un giorno…
PADRONA e SERVO
Tak kak ne želaju byt’ posobnicej/kom
vraga čelovečeskogo.
Perchè non voglio tenere bordone
al nemico del genere umano.
PADRONA
Proščajte, gospodin rycar’,
i da uberežet vas ot nee nebo!
Buona notte, signor cavaliere,
e da lei la protegga il cielo.
(Esce con il servo)
RUPRECHT
(alzando le spalle)
Čto za beda,
esli ja istraču neskol’ko deneg
i neskol’ko lišnich dnej v puti!
Renata choroša i stoit takoj žertvy,
pozabavljus’ s nej v puti,
a kogda naskučit,
brosu.
Do togo že, čto ee presleduet d’javol,
mne net osobogo dela,
i ja ne bojus’ nikakogo demona
v snošenijach s krasivoj ženščinoj,
esli ne bojalsja krasnokožich
s ich otravlennymi strelami!
Che male c’è
se spendo un po’ di soldi in più
e allungo il mio viaggio di qualche giorno!
Renata è bella e vale lo scotto.
Me la spasso con lei,
e quando mi viene a noia,
la lascio.
Che il diavolo la possieda,
non me ne importa nulla.
E poi, quando sto con una bella donna,
perchè dovrei aver paura di qualsiasi demonio
se non ho avuto paura dei pellirossa
con le loro frecce avvelenate!
RENATA
(alzandosi dal letto)
Ty ne dolžen uchodit’, Ruprecht,
je ne mogu ostat’sja odna,
mne strašno…
Non devi andartene, Ruprecht.
Non posso restare da sola,
ho paura…
RUPRECHT
(avvicinandosi a lei)
Ja zdes’, Renata. Sono qui, Renata.
RENATA
Skaži mne, Ruprecht,
ved’ i ty tože ljubis’ Genricha?
Ved’ on nebesnyj, ved’ on edinstvennyj!
Ach, esli b tol’ko raz mogla ja
vstretit’ ego snova!
Dimmi, Ruprecht,
anche tu ami Heinrich?
E‘ una creatura celeste, è creatura unica!
Ah! Se potessi una sola volta ancora
incontrarmi con lui!
(Apre la finestra e, mettendosi in ginocchio, si rivolge alla luce dell’alba, al cielo)
Daj mne svova uvidet’ ego glaza,
golubye, kak dalekoe nebo!
Ruprecht, stan’ rjadom so mnoj,
povtorjaj moi slova.
Fammi vedere ancora una volta i suoi occhi,
azzurri come il lontano cielo!
Ruprecht, stammi vicino,
ripeti le mie parole.
RUPRECHT
(dietro di lei, senza muoversi, ripete controvoglia)
Daj uvidet’… Fammi vedere…
RENATA
(rivolgendosi al cielo, alla notte)
Daj mne svova uslyšat’ ego golos,
nežnyj, slovno kolokola
podvodnogo chrama.
Fammi ascoltare ancora una volta la sua voce,
morbida, come la campana
del tempio sommerso dalle acque.
RUPRECHT
Daj uslyšat’! Fammi sentire…
RENATA
Daj mne prižat’ moju obnažennuju grud’
k ego grudi,
čtob čuvstvovat’, kak ego serdce zamret i
budet bit’sja bystro, bystro…
Fammi stringere il mio petto nudo
al tuo petto,
per sentire come il suo cuore prima si arresti e poi
si metta a battere veloce, veloce…
(Dato che Ruprecht non ripete le sue parole, si volta verso di lui con tono di rimprovero)
Ruprecht! Ruprecht!
RUPRECHT
(prende Renata per le spalle e sorride)
Ne dovol’no l’
predavat’sja toske, prekrasnaja dama?
Ne vernut’sja li nam
k vremjaprovoždeniju veselomu i prijatnomu?
Non è già abbastanza il tempo
trascorso in tristezza, bellissima dama?
Non potremmo dedicarci
a passatempi più allegri e piacevoli?
RENATA
(allontanandosi spaventata)
Čto s toboju, Ruprecht? Che vuoi dire, Ruprecht?
(Ruprecht la attira a sè e si piega su di lei per baciarla. Renata si libera con la forza e l’astuzia di una gatta selvaggia)
Ruprecht, v tebja vselilsja demon! Ruprecht, c’è un demone in te!
RUPRECHT
Vo mne net nikakogo demona,
no ja ne tak prost, kak vy dumaete,
i vy naprasno chotite igrat’ mnoju!
In me non c’è nessun demone,
ma non sono un idiota come lei crede;
è inutile prendersi gioco di me.
(Ruprecht di nuovo afferra Renata. Comincia una lotta. Ruprecht riesce quasi a sopraffare Renata, ma essa lo respinge, si strappa da lui e corre verso l’altro angolo della stanza. Si siede su un basso sgabello e abbandona la testa sulle ginocchia. I capelli le cadono sul viso e sulle spalle. Ruprecht si ferma, sconvoltodal suo aspetto)
Odna…
Pokinutaja ženščina…
v bezutesnom gore.
I vokrug net nikogo.
Sola…
Abbandonata…
In una disperazione inesorabile.
E intorno nessuno.
(Si avvicina a lei e le parla con tono diverso)
Prostite menja, blagorodnaja dama.
Kljanus’ vam spaseniem duši,
ničto podobnoe bol’še ne slučitsja.
Chiedo scusa, nobilissima dama,
Le giuro sull’immortalità dell’anima
che una cosa simile non accadrà mai più.
RENATA
Ruprecht, milyj Ruprecht,
ty ne dolžen trebovat’ ot menja togo,
čego ja dat’ ne mogu.
Ja vse otdala
moemu nebesnomu drugu,
i dlja ljudej u menja ne ostalos’ bol’še
ni poceluev, ni strastnych slov.
Ruprecht, caro Ruprecht,
non puoi chiedermi
ciò che non poso darti.
Io ho dato tutto
al mio amico celeste,
e per gli uomini non mi sono restati
nè baci nè parole d’amore.
(Improvvisamente si rianima)
Poedem, Ruprecht, v Kel’n,
pokinem skoree
ėtu prokljatuju charčevnju.
Ja čuvstvuju, ja znaju,
čto my vstretim v Kel’ne Gernricha.
Ach, Ruprecht, ty moj zaščitnik,
pomogi mne razyskat’ Genricha.
Andiamo, Ruprecht a Colonia,
lasciamo al più presto
questa bettola maledetta.
Sento, so
che a Colonia incontreremo Heinrich.
Ah, Ruprecht, tu sei il mio paladino.
Aiutami a trovare Heinrich.
(Compare la padrona, dietro di lei un’indovina e il servo. Successivamente, a loro si uniscono due o tre clienti curiosi. L’indovino ha un gatto, una gabbietta con un rospo, dei sacchetti con radici, una broccad’acqua e una borsa con vari aggeggi)
RUPRECHT
(alzando le spalle)
Vot kstati i chozjajka. A proposito, ecco la padrona!
(Tira fuori i soldi per pagarle il conto)
PADRONA
(con tono ironico)
Ne zachotjat li počtennye postojal’cy,
čtoby im pogadala vorožeja?
Ona gadaet s masterstvom udivitel’nym.
K nej za sud’boj prichodjat ljudi iz
Vestfalii i daže iz Dalmacii.
Non vorrebbero i rispettabili ospiti
sentire la ventura dalla indovina?
Predice il futuro con arte straordinaria.
Per consultarla arriva gente
dalla Vestfalia e dalla Dalmazia.
RUPRECHT
Ne nado! Non c’è bisogno!
RENATA
Ach, nu konečno,
ja o nej slychala.
Ah, certo,
ne ho sentito parlare.
(all’indovina)
Ty, babuška, znakoma
s chiromantiej?
Dimmi conosci
la chiromanzia

INDOVINA
I s geomantiej. Anche la geomanzia.
RENATA
Možet byt’, i s kristallomantiej? E forse anche la cristallomanzia?
INDOVINA
I s katopromantiej,
a takže s goeteiej.
E la catottromanzia
e la goezia.
(Le dà un sacchetto di radici che Renata guarda con agitazione)
SERVO
(alla padrona, sorvegliando Renata)
Kak svist zaklinatelja dlja zmei. Come un serpente al suono dell’incantatore.
RUPRECHT
(all’indovina, mentre Renata si volta)
A skol’ko vzimaeš’? Quanto vuoi?
INDOVINA
Vosemnadcat’ krejcerov. Diciotto corone
RUPRECHT
I desjat’ mnogo. Dieci sono già troppe
INDOVINA
Čto ty, krasavec!
Ja ne iz tech,
kotorye kružat kur u pečnogo gorška,
ili podkinut
devuške žabu,
ili otvodjat revnivomu mužu
glaza uzelkami,
il’ pomogajut, zelenyj čulok
nadevaja, pri rodach,
ili plujut na vypavšij volos…
Eh no, caro mio!
Non sono di quelle
che fanno girare il pollo intorno alla pignatta
o infilano il rospo sotto il letto
delle fanciulle,
che distraggono i mariti gelosi
con i nodi
o aiutano le partorienti
con le calze verdi
e sputano sul capello caduto…
RENATA
(improvvisamente avvicinandosi)
Ne torgujsja, Ruprecht,
a to ona ustanet
i ne budet tak jasno videt’ v buduščem.
Non tirar sul prezzo, Ruprecht,
se no si stanca
e non vedrà con chiarezza nell’avvenire.
RUPRECHT
(all’indovina)
No, budet.
My soglasny, gadaj.
E va bene.
Siamo d’accordo, comincia.
(L’indovina si siede sul pavimento, Ruprecht e Renata in una panca davanti a lei. L’indovina, frugando nella borsa, estrae un uovo e, versando l’albume nella brocca, osserva le forme del liquido che si attorciglianonell’acqua)
INDOVINA
(guardando la brocca, quasi in un sussurro)
Sista… sista… rista…
Sista, pista, sista, rista…
Pista, rista, xista…
Sista, pista, rista…
Sista… sista… rista…
Sista, pista, sista, rista…
Pista, rista, xista…
Sista, pista, rista…
SERVO
(alla padrona, con curiosità)
Govorit na rotvel’še. Ma cosa bestemmia?
PADRONA
Net, vorožit. Predice l’avvenire.
INDOVINA
Xista, xista…
Vy, krasavcy,
čego chotite ot babuški?
Teplen’koj postel’ki zdes’ net.
Sista… sista, rista…
Xista, xista…
Allora, dite, belli miei,
che volete dall’indovina?
Qui non c’è un bel letto caldo.
Sista… sista, rista…
SERVO
Net, na rotvel’še. Bestemmia
INDOVINA
Sista, pista, sista, rista… Sista, pista, sista, rista…
PADRONA
Net, vorožit. Ma no, predice l’avvenire.
INDOVINA
Xista, xista… sista, sista…
Ničego, poterpite, poterpite.
Bylo vremja zemljanike,
budet vremja jablokam.
Sista… sista, rista…
Xista, xista… sista, sista…
Non importa, sopportate, sopportate.
C’è stato il tempo delle fragole.
Ci sarà quello delle mele.
Sista… sista, rista…
SERVO
Na rotvel’še. Bestemmia.
INDOVINA
Sista, pista, sista, rista… Sista, pista, sista, rista…
PADRONA
Vorožit. No, no, predice l’avvenire.
INDOVINA
Rista, pista… rista, xista…
Xista, xista…
Sista, pista, rista, xista!
Sista! Sista! Rista!
Molodčik, čto ėto takoe u tebja?
Krasavica, krasavika,
na kofte krov’!
I tečet krov’!
I pachnet, pachnet, pachnet!
Krov’!
Rista, pista… rista, xista…
Xista, xista…
Sista, pista, rista, xista!
Sista! Sista! Rista!
Giovanotto, che cos’hai?
E tu, bellezza, mia bellezza,
c’è del sangue sulla blusa!
Scorre sangue!
E puzza, puzza, puzza!
Sangue!
(Strappa l’abito di Renata con le dita adunche)
Železnym krjučkom ee, cepko, cepko!
Krov’! Krov’!
Con il suo gancio di ferro, e non molla, non molla!
Sangue! sangue!
(confusione fra i presenti)
RUPRECHT
(afferra la spada quando l’indovina si getta su Renata)
Proč’, korjavaja! Via, canaglia!
INDOVINA
Krov’! Krov’! Sangue! Sangue!
RUPRECHT
Prokolju naskvoz’ tvoj drjablyj život,
kak rybu!
Ti perforo quel tuo ventre floscio
come quello di un pesce!
(Trascina in fretta Renata giù dalla scala)
INDOVINA
Krov’… krov’… krov’! Sangue… sangue… sangue!
PADRONA
(all’indovina)
Čto, starucha, raskričalas’?
Ne v kabačke,
a v počtennoj gostinice.
Cosa strilli come un’oca!
Non sei all’osteria
ma in un albergo per bene.
INDOVINA
Ja, matuška, uvidela krov’! Il sangue ho visto, il sangue!
PADRONA
Nu, to-to. Stupaj! Su, vattene!
SERVO
(dà un cenno a un ospite, alludendo a Renata e a Ruprecht)
A lovko ona ich… Come se li è messi in tasca…
(L’ospite si mette a ridere)
PADRONA
(all’indovina)
Stupaj Vattene.
SERVO
(canticchia)
La-la-la-la… La-la-la-la…
PADRONA
Pogadala, i dovol’no Hai predetto l’avvenire, ma adesso basta.

ATTO SECONDO
Primo quadro: Camera arredata non senza comfort
E‘ evidente che è abitata da un po’ di tempo: ovunque piccoli oggetti, libri. Dalla finestra vista su Colonia con la sagoma della cattedrale incompiuta. Verso sera.
(Renata, sola, è china su un grande libro con rilegatura in pelle)
RENATA
(legge)
…iz trech magičeskich krugov,
srednij razdelen
na devjat’ ravnych častej.
V pervuju vpisano
tajnoe nazvanie časa,
izbrannogo dlja zaklinanija.
Vo vtoruju vpisany tajnye imena…
…dei tre cerchi magici,
quello di mezzo è diviso
in nove parti uguali.
Nella prima è scritto
il nome segreto dell’ora
scelta per l’esorcismo.
Nella seconda sono scritti i nomi segreti…
(Ruprecht entra in silenzio e per un po’ sta dietro Renata, seguendola mentre legge)
…solnca, zvezd i luny,
a v tret’ju —
imja demona ėtogo časa,
a takže černych slug ego.
V četvertuju vpisano…
…del sole, delle stelle e della luna
nella terza —
il nome del demone di quell’ora,
e dei suoi diabolici servitori.
Nella quarta è scritto…
RUPRECHT
Vot uže nedelja, kak my v Kel’ne.
Vse živut poljudski,
i tol’ko my budto dvoe obrečennych.
S utra do noči iščem Genricha,
to zaklinaem, to prosto ryščem
po gorodu.
Nikogda v žizni ne zabudu ja
tech isstuplennych metanij
ot cerkvi k cerkvi,
ot ploščadi k ploščadi,
čerez vse ulicy i pereulki,
čto my sveršili za ėti dni!
Siamo a Colonia già da una settimana.
Tutti vivono la loro vita,
solo noi siamo come due dannati.
Da mattina a sera cerchiamo Heinrich,
ora con esorcismi, ora con perlustrazioni
per tutta la città.
Mai potrò dimenticare
i folli vagabondaggi
di questi giorni,
di chiesa in chiesa,
di piazza in piazza,
per ogni strada, per ogni vicolo!
RENATA
(sollevando la testa dal libro e animandosi)
No my dolžny najti Genricha,
chotja by nam prišlos’ istoptat’
ves’ gorod.
Ja ne mogu prožit’ bolee bez nego
ni odnogo dnja, ni odnoj noči.
Puskaj ja lučše pogublju moju dušu,
pribegnuv k sodejstviju vraga
čelovečeskogo.
Ja verju, ja znaju,
ėto mne prostitsja za to,
čto ja vozljubila mnogo.
Ne večnaja geenna ognennaja,
a vremennye muki cistilišča
budut moim iskupleniem,
a moj Madiel’ budet vossylat’
molen’ja za menja daže v kuščach raja.
Ma noi dobbiamo trovare Heinrich
a costo di frugare
tutta la città casa per casa.
Io non posso più stare senza di lui
un solo giorno, una sola notte.
Sono pronta a perdere la mia anima,
a ricorrere all’aiuto del nemico
dell’umanità.
Io credo, io so
che sarò perdonata per questo peccato
perchè ho molto amato.
Avrò come castigo
non le fiamme eterne dell’inferno
ma il temporaneo tormento del purgatorio
e il mio Madiel’ intercederà per me
dalla sua dimora celeste.
(entra Glock.)
RUPRECHT
A, Jacov Glok
čto novogo?
Ah, Jakov Glock,
che c’è di nuovo?
GLOCK
Est’ dve rukopisi
o magičeskich figurach
i zaklinanijach.
Ho due manoscritti
sulle figure magiche
e sugli esorcismi.
(Porge due in-folio)
RUPRECHT
Spasibo. Grazie.
GLOCK
No ne govorite,
čto vy ich dostali u menja.
Non dica a nessuno
che li ha avuti da me.
(all’orecchio)
Zdes’ v Kel’ne brodjat špiony
ot inkvizitora.
Colonia è piena di spie
dell’Inquisizione.
RUPRECHT
Ne bespokojsja, Jacov Glok,
Ja budto by dostal ich na jarmarke
vo Frankfurte.
Non ti preoccupare, Jakov Glock,
dirò di averli trovati alla fiera
di Francoforte.
GLOCK
Vo ėto ladno. Così va bene.
(in segreto)
A večerom ja zanesu ešče odnu:
učenie abbata Trittgemija
o kabbalistike.
E questa sera ne porterò un altro:
il trattato sulla cabala
dell’abate Trithelmius.
RENATA
Ne možet byt’!
Ty otyskal ėtot redkij ekzempljar?
Non è possibile!
Sei riuscito a trovare questo rarissimo esemplare?
(Glock invece di rispondere assume un’espressione misteriosa ed esce. Renata si mette subito a sfogliare i manoscritti appena portati)
RUPRECHT
Zdes’, bessporno, mnogo dragocennych
ukazanij po voprosam operativnoj magii.
Ja znaju, mag živet pod ugrozoj
mučitel’noj smerti.
Celoe skopišče jarostnych duchov
podsteregaet každyj, každyj ego šag.
No dlja tebja, Renata, ja gotov
vstretit’ vsju svoru ėtich čudovišč.
Uznav tebja, ja ponjal v soveršenstve,
čto nikogda ne poželaju
byt’ bliz drugoj ženščiny,
i menja niskol’ko ne uderžit vse to,
čto ty otkryla mne o ljubvi svoej
k Genrichu.
Pozvol’ že mne poka, pozvol’,
Renata, tol’ko celovat’ tvoju odeždu,
liš’ sledt’ za tvoej pochodkoj,
a pozdnee, a pozdnee…
Qui senza dubbio ci sono preziose
indicazioni sulla pratica della magia.
So che ogni mago vive sotto la minaccia
di una morte tormentosa.
Intere torme di spiriti infuriati
seguono ogni suo passo.
Ma per te, Renata, son pronto
ad affrontare l’orribile branco di questi mostri.
Dopo averti incontrato, ho capito in modo definitivo
che non desidererò mai
altra donna all’infuori di te,
e non mi importa
che tu mi abbia rivelato il tuo amore
per Heinrich.
Lasciami almeno, lasciami,
Renata, baciare l’orlo della tua veste,
lasciami seguire i tuoi passi
e poi, poi…
RENATA
Čto ž pozdnee?
I čto ž pozdnee?
Razve ty možeš’ ravnjat’sja,
ravnjat’sja s moim Genrichom?
Ego božestvennye mysli —
i tvoi zemnye!
Ego lik angel’skij —
i tvoj, takoj obyknovennyj!
Ego gibkoe, ognennoe telo —
i gruboe tvoe!
E poi cosa?
E poi cosa?
Potrai mai tu competere,
competere con il mio Heinrich?
I suoi pensieri sono celesti,
i tuoi terreni!
Il suo aspetto è angelico,
il tuo insignificante!
Il suo corpo è flessibile, infuocato,
il tuo rozzo!
RUPRECHT
A čto, esli utrom, vyjdja iz domu,
ty uvidiš’ na tvoem poroge
moj trup i moj sobstvennyj kinžal
u menja v grudi?
Čto skažeš’ ty obo mne tvoemu Genrichu?
E se un bel giorno uscendo di casa,
tu vedessi sulla soglia
il mio cadavere con il mio stesso pugnale
conficcato in petto?
Cosa dirai di me al tuo Heinrich?
RENATA
Čto ėto, dolžno byt’, p’janyj prochožij,
i budu rada,
kogda uberut ėto telo.
Dirò che è il cadavere di un ubriaco vagabondo,
e sarò felice
quando lo porteranno via.
(Ruprecht, umiliato dalla risposta di Renata, si lascia scivolare su una panca e rimane immobile. Renata prende il sacchetto delle radici, che le ha dato l’indovina, e insieme qualche polvere ed erba. Brucia una delle polveri, che dà una fiamma brillante e uniforme. Tritura il resto mescolandolo a un unguento. Consulta di tanto in tanto con molta concentrazione uno dei libri. E‘ sera. Si ode un colpo alla parete. Ruprecht stupefatto solleva la testa. Renata, immersa nel suo lavoro, non fa attenzione al colpo. Un secondo colpo allaparete)
RUPRECHT
Slyšiš’ li ty stuk?
Čto ėto možet byt’?
Hai sentito il colpo?
Che cosa può essere?
RENATA
(senza voltarsi)
Ėto ničego.
Ėto často byvaet.
Ėto malen’kie…
Non è nulla,
succede spesso.
Sono i piccoli…
RUPRECHT
Kakie malen’kie? I piccoli? Cosa vuol dire?
RENATA
Malen’kie demony. I piccoli demoni.
RUPRECHT
Kakie malen’kie demony? Quali piccoli demoni?
RENATA
Ach, ne dokučaj mne. Ah lasciami tranquilla.
RUPRECHT
Esli ty, proizvodiaščij stuki,
dejstvitel’no demon
i esli tebe moi slova ponjatny,
postuči tri raza.
Se tu, che hai dato questi colpi,
sei davvero un demone
e se capisci le mie parole,
batti tre volte.
(Si odono tre colpi alla parete. Ruprecht balza in piedi e scambia uno sguardo con Renata, che interrompe improvvisamente le sue preparazioni)
Vrag ty nam ili drug?
Esli drug, postuči tri raza.
Sei nemico o amico?
Se sei amico, batti tre volte.
(Colpi alla parete. Renata, agitata, si allontana dal suo posto)
RENATA
Zaklinaju tebja,
skaži mne, stučaščij,
znaeš’ li ty čto o gospodine moem,
grafe Genriche?
Esli znaeš’, to udar’ tri raza.
Ti supplico,
dimmi, spirito che batti,
sai qualche cosa del mio signore,
il conte Heinrich?
Se sai, batti tre volte.
(Colpi alla parete)
Uvižu l’ ja Genricha?
Uvižu l’ ja Genricha?
Uvižu l’ ja Genricha?
Vedrò Heinrich?
Vedrò Heinrich?
Vedrò Heinrich?
(Colpi alla parete)
Uvižu! Uvižu!
On pridet sjuda?
Lo vedrò! Lo vedrò!
Verrà qui?
(Colpi alla parete)
Sejčas pridet? Verrà qui, ora?
(Colpi alla parete)
Ruprecht! Ruprecht!
On sejčas pridet sjuda.
Da ty razumeeš’ li ėto?
Ruprecht!
Ruprecht! Ruprecht!
Verrà qui, ora!
Capisci?
Ruprecht!
RUPRECHT
Esli graf vchodit v dom,
postuči tri raza.
Se il conte verrà in questa casa,
batti tre volte.
(Colpi alla parete. Ruprecht è confuso)
On vchodit v dom. Verrà in questa casa.
RENATA
Esli graf vschodit po lestnice,
to udar’ tri raza.
Se il conte salirà per le scale,
batti tre volte.
(Colpi alla parete)
Ruprecht! Ruprecht!
On prichodit sjuda.
Uchodi otsjuda.
Uchodi, Ruprecht, uchodi
i bol’še ne vozvraščajsja!
Ruprecht! Ruprecht!
Verrà qui.
Vattene.
Vai via di qui, Ruprecht, vai via.
E non tornare mai più.
(Si dirige verso la porta, la spalanca e grida)
Genrich! Genrich! Genrich!
Moj Genrich!
Heinrich! Heinrich! Heinrich!
Mio Heinrich!
(Con voce tremante)
Genrich… Heinrich…
(confusa)
Gde že Genrich? Dove sei, Heinrich?
RUPRECHT
Tam net nikogo. Non c’è nessuno

RENATA
(disperata)
Genrich, Genrich… Heinrich, Heinrich…
(Renata singhiozzando cade sul pavimento)
RUPRECHT
Renata,
bednaja Renata!
Nas obmanuli tainstvennye stuki.
No ja kljanus’ tebe proniknut’
v tajny magii
i zastavit’ demonov tebe povinovat’sja.
Gde ž etot Glok?
Renata,
povera Renata!
Ci hanno ingannato i colpi misteriosi.
Ma giuro che penetrerò
nei misteri della magia
e costringerò i demoni ad obbedirti.
Dov’è questo Glock?
GLOCK
(entra nello stesso momento)
U vas za spinoj. Dietro di voi.
RUPRECHT
Prines li trakat o kabbalistike? Hai portato il trattato sulla cabala?
GLOCK
Ne gnevajtes’,
ne dostal.
Non ti irritare,
non l’ho trovato.
(Gesto impaziente di Ruprecht)
Kniga ėta tajnaja, gljadiš’,
povolokut na koster.
No ja našel vam necto lučšee.
Guarda che era un libro proibito:
avrebbe potuto costarti il rogo.
Ma ho trovato qualcosa di meglio.
RUPRECHT
Čto že? Che cosa?
(Ruprecht va verso la porta, guarda fuori, esce, poi rientra)
GLOCK
Ja vas svedu
k učenomu magistru,
k samomu Agrippe iz Nettesgejma.
Ti accompagno
da un grande maestro,
da Agrippa di Nettesheim in persona.
(Indica uno dei libri)
Vot ego kniga.
Agrippa triždy doktor.
O velikij, sil’nyj mag,
a ego traktaty už ne raz
sžigalis’ inkviziciej.
Ecco il suo libro.
Agrippa ha tre titoli di dottore.
E‘ un grande, potentissimo mago,
e i suoi trattati sono già stati più volte
bruciati dall’Inquisizione.
RUPRECHT
(un po’ agitato, per effetto delle parole di Glock)
I on primet menja? Mi riceverà?
GLOCK
Ja našel k nemu dorogu:
pris’mo ot Getorpija.
Ho trovato il sistema:
una lettera di Hetorpius.
RUPRECHT
Togda idem, Renata…
A vpročem, lučše pust’
ona ostanetsja odna.
Allora andiamo, Renata…
O forse è meglio che lei
resti qui.
ENTR’ACTE
Secondo quadro: Scenografia indefinita, fantastica
Su una pedana Agrippa di Nettesheim con un mantello e un copricapo cremisi, circondato da tre cani neri e pelosi. Di fronte ad Agrippa, più in basso, tutto proteso verso di lui, Ruprecht. Intorno, grossi libri, in-folio, strumenti di fisica, due uccelli impagliati. Molto in alto pendono tre scheletri umani. Sono visibiliad Agrippa, ma non a Ruprecht.
RUPRECHT
Magister doctissime,
vy velikij mag,
i ja prišel k vam za sovetom.
Saggissimo maestro,
lei è un grande mago.
Sono venuto per un consiglio.
AGRIPPA
Ja ne mag, ja učenyj
i filosof.
Non sono un mago, sono uno scienziato
e un filosofo.
RUPRECHT
Vy vypustili knigu
o ceremonial’noj magii.
Lei ha pubblicato un libro
sulla magia rituale.
AGRIPPA
Na to u menja byli veskie pričiny.
Neumestno ob”jasnjat’ ich vam.
Sono stato indotto a farlo da varie ragioni
che è inutile che le spieghi.
RUPRECHT
Kogda so mnoju govorili duchi,
oni podčinjalis’ vašim formulam.
Quando gli spiriti hanno parlato con me,
hanno obbedito alle sue formule.
AGRIPPA
Igra voobražen’ja
ot odurjajuščich kurenij.
Scherzi di un’immaginazione
esaltata da fumi allucinogeni.
RUPRECHT
Magister doctissime,
kak možet smertnyj
proniknut’ na šabaš?
Saggissimo maestro,
come può un mortale
penetrare in un sabba?
AGRIPPA
Bros’te verit’ v bab’i skazki. La smetta di credere a simili fandonie.
RUPRECHT
Šabaši byvajut
po sredam u pjatnicam.
Pronikšij na šabaš možet uznat’ tam
velikie tajny.
I sabba avvengono
di mercoledì e di sabato.
Colui che riesce a penetrare in un sabba,
può venire a conoscenza di grandi misteri.
AGRIPPA
Vas vstretit ne šabaš,
a pomracen’e čuvstv
ot snotvornoj mazi.
Non è di sabba che si tratta
ma di annebbiamento
dovuto alla pomata ipnotica.
RUPRECHT
Izvesten li vam
sostav etoj mazi?
Lei sa la composizione
di questa pomata?
AGRIPPA
Petruška, paslen, belladonna, belena. Prezzemolo, solano, belladonna, giusquiamo.
RUPRECHT
V vašej knige zatronuty temnye opyty
goeteji.
Nel suo libro si accenna a esperimenti segreti
di goezia.
AGRIPPA
Vy knigu moju pročitali nevnimatel’no
ili ne ponjali ee sovsem.
Lei ha letto poco attentamente
o non ha capito.
RUPRECHT
Vy otricaete za magom pravo
zanimat’sja magiej?
Lei nega a un mago il diritto
di occuparsi di magia?
AGRIPPA
Mag dolžen byt’ ne koznodeem,
ne demon’jakom.
Un mago non deve essere nè un intrigante
nè un fanatico.
RUPRECHT
Kem že dolžen byt’ mag? Ma allora come deve essere un mago?
AGRIPPA
Mudrecom, svjaščennoslužitelem i prorokom. Saggio, pio e profeta.
RUPRECHT
Kogo sčitaete vy magom? Chi lei ritiene che sia un mago?
AGRIPPA
Volchvov,
poklonivšichsja Christu.
I re
che sono andati ad adorare Cristo a Betlemme.
RUPRECHT
Budet li magom tot,
kto možet podčinit’ sebe demonov?
E‘ un mago
chi riesce a sottomettere i demoni?
AGRIPPA
Ne priglasil by ja nikogo v ėti
temnye strany.
Io non consiglierei a nessuno
di avventurarsi in quelle oscure contrade.
RUPRECHT
A kosmatye sobaki,
okružajuščie vas?
E questi cani pelosi
che la circondano?
AGRIPPA
Nu tak čto ž,
ja ljublju porodistych sobak.
Che c’entra?
Amo i cani di razza.
RUPRECHT
Siloj zakljat’ja vy poselili v nich
domašnich demonov,
kotorych deržite kabbalističeskim
ošejnikom.
Sono demoni domestici che lei
ha imprigionato con la forza dei suoi incantesimi
e che tiene incatenati
con collari cabalistici.

AGRIPPA
Vse ėto bredni krasnobaev. Sono tutte frottole di parolai!
TRE SCHELETRI
(facendo sbattere le ossa)
Ty lžeš’! Menti!
(Agrippa sussulta appena, ma rimane impenetrabile. Rupert non sente l’esclamazione degli scheletri)
RUPRECHT
A vaše zoloto,
kotoroe potom prevraščaetsja v navoz?
E il suo oro
che poi si trasforma in letame?
AGRIPPA
Za zolotom stupaj ty k šarlatanam.
Ja že išču sokrovennogo znanija.
Di oro si occupano i ciarlatani delle fiere.
Io cerco la saggezza segreta.
TRE SCHELETRI
(facendo sbattere le ossa)
Ty lžeš’! Menti!
RUPRECHT
A vaši tainstvennye opyty
nad čerepami?
E i suoi esperimenti segreti
sui teschi?
AGRIPPA
Ja ne potrevožil nič’ich kostej. Non ho turbato la pace di nessuno scheletro.
TRE SCHELETRI
(facendo sbattere le ossa)
Ty lžeš’! Ty lžeš’! Menti! Menti!
RUPRECHT
Magister doctissime, pojmite,
pered vami odin iz soblaznennych
vašim že učen’em.
Skažite prjamo, čto takoe magija:
istina il’ zabluždenie,
nauka ili net?
Maestro saggissimo, cerchi di capirmi,
lei ha davanti un seguace entusiasta
della sua dottrina.
Mi dica apertamente: che cosa è la magia?
E‘ verità o menzogna?
Scienza o no?
AGRIPPA
Istinnaja magija est’ nauka
nauk, ob”jasnenie
vsech tajn, javlennoe magam
raznych vekov,
raznych stran i narodov.
La vera magia è la scienza
delle scienze, la spiegazione
di tutti i misteri, rivelata
ai maghi di vari secoli,
vari paesi e vari popoli.
ATTO TERZO
Primo quadro
Una via davanti alla casa di Heinrich. In lontananza la cattedrale di Colonia, incompiuta.
Renata sola.
RENATA
(Stringendosi alla porta chiusa)
Genrich, vernis’, vernis’, vernis’!
Genrich, začem ty zaper dver’?
Genrich, neuželi ty skazal,
čto ja ot d’javola,
i menja ottolknul,
i menja prognal…
Heinrich, ritorna, ritorna, ritorna!
Heinrich, perchè hai chiuso la porta?
Heinrich, possibile che tu mi abbia accusato
di essere una creatura del diavolo?
Possibile che tu mi abbia cacciata,
mi abbia allontanata da te…
(coprendosi il volto con le mani)
potomu čto ja pogubila
tvoi lučšie mečty!
Genrich…
E‘ perchè ho distrutto
i tuoi sogni più belli!
Heinrich…
(Ruprecht, tornando a casa dopo l’incontro con Agrippa, passa accanto a Renata, senza notarla. Renata, vedendolo, cerca di controllarsi)
RUPRECHT
(con tono tranquillo e allegro)
Renata, ty vyšla mne navstreču?
Ja byl prinjat Agrippoj.
On prosvetil moj um,
on osvežil moju dušu.
Zabud’ o stukach i o duchach:
vse ėto bred i dostojan’e
šarlatanov.
Renata, mi sei venuta incontro?
Sono stato ricevuto da Agrippa.
Mi ha illuminato la mente,
mi ha purificato l’anima.
Dimentica colpi alle pareti e spiriti:
sono tutti deliri e chiacchiere
di ciarlatani…
RENATA
Ruprecht… on zdes’… Ruprecht… egli è qui…
RUPRECHT
Kto zdes’? Chi?
RENATA
Genrich zdes’…
Ja ego videla.
Genrich zdes’…
Ja… ja govorila s nim.
Heinrich è qui…
L’ho visto,
Heinrich è qui…
Io… io gli ho parlato.
RUPRECHT
Ty, možet byt’, ošiblas’? Non può essere uno sbaglio?
RENATA
O, net!
Ja vstretila ego na ėtom meste.
Ja stojala pered nim na kolenjach,
zdes’, na ėtoj ulice…
Ja celovala kraj ego plašča!
No on vyrvalsja iz moich ruk…
On ottolknul menja i bežal…
s negodovaniem, s brezglivost’ju.
Oh, no!
L’ho incontrato proprio qui.
Stavo davanti a lui in ginocchio
qui, in questa strada…
Ho baciato l’orlo del suo mantello!
Ma lui si è strappato dalle mie braccia…
Mi ha respinto ed è fuggito…
Sdegnato, disgustato.
(disperata)
On mne skazal, čto ja ot d’javola. Mi ha detto che sono una creatura del diavolo.
RUPRECHT
On tak skazal? Così ti ha detto?
RENATA
On mne skazal ešče,
čto ja pogubila
lučšie mečty!
Mi ha detto anche
che ho distrutto
i suoi sogni più belli!
(scoppia in lacrime)
RUPRECHT
(con ira)
Molči!
Mne nesterpimo slyšat’ ob ėtom.
Ne plač’, Renata.
Taci!
E‘ insopportabile per me quello che dici.
Non piangere, Renata.
RENATA
Ja plaču ne po nem,
ja plaču tol’ko po sebe.
Mne stydno… i gorko,
čto ja mogla tak ljubit’ ego,
tak predavat’sja emu.
Genrich obmanul menja:
on tol’ko čelovek,
prostoj čelovek,
kotorogo možno soblaznit’
i obol’stit’, i pogubit’…
A ja v bezumii voobražala,
čto on moj angel, moj Madiel’,
večno čistyj, večno nedostupnyj!
Non piango per lui,
piango per me.
Provo vergogna e… amarezza
per averlo tanto amato,
per essermi data così completamente a lui.
Heinrich mi ha ingannata:
è solo un uomo,
un semplice uomo,
che si può sedurre,
irretire e distruggere…
E io nella mia esaltazione ho immaginato
che egli fosse il mio angelo, il mio Madiel’,
eternamente puro, eternamente inaccessibile!
RUPRECHT
(trattenendosi)
Renata, ty ljubila ego po zabluždeniju.
On takoj že čelovek,
kak i drugie,
i ljubov’ ego pogasla v nem,
kak i v tebe.
Ja umoljaju tebja, Renata,
protjani mne ruku, spokojno,
puskaj bez strasti,
poobeščaj mne vernost’,
i ja uvezu tebja otsjuda,
a strašnoe prošloe isčeznet,
kak zabyvajuščijsja son.
Renata, il tuo amore per lui non è stato che illusione.
E‘ un uomo
come tutti gli altri,
e l’amore in lui si è dissolto
come in te.
Ti scongiuro, Renata,
abbi fiducia in me, tranquillamente,
anche senza passione,
promettimi fedeltà
e ti porterò via di qui;
e questo spaventoso passato sparirà
come un sogno da dimenticare.
RENATA
Ubej ego, Ruprecht!
Ubej Genricha!
Uccidilo, Ruprecht!
Uccidi Heinrich!
RUPRECHT
Ubit’?
Tak li ja rasslyšal?
Ucciderlo?
Ho sentito bene?
RENATA
Ty dolžen ubit’ Genricha,
on ukral moi laski,
on ukral moju ljubov’!
Ubej, ubej ego, Ruprecht!
I togda ja budu tvoej.
Ja budu tebe verna,
ja budu tebja ljubit’,
ja pojdu za toboju vsjudu, vsjudu…
i v ėtoj žizni, i v večnom ogne,
vsjudu, kuda otkroetsja put’
nam oboim.
Ubej ego, Ruprecht!
I togda ja budu tvoeju.
Devi uccidere Heinrich,
ha rubato le mie carezze
ha rubato il mio amore!
Uccidilo, uccidilo, Ruprecht!
E allora sarò tua,
ti sarò fedele,
ti amerò,
ti seguirò dovunque, dovunque…
E in questa vita, e nel fuoco eterno,
dovunque si aprirà per noi due
un cammino.
Uccidilo, Ruprecht!
E allora sarò tua.
RUPRECHT
Ja ne naemnyj ubijca, Renata.
Ja ne mogu podžidat’ grafa
za uglom
i udarit’ kinžalom v spinu.
Non sono un sicario prezzolato, Renata.
Non posso aspettare il conte
dietro l’angolo
e pugnalarlo alle spalle.
RENATA
Stupaj k nemu,
kak tu pošel k Agrippe,
oskorbi ego,
vyzovi na poedinok.
Smotri, on zdes’ živet,
vot v ėtom dome!
Va’ da lui
come sei andato da Agrippa,
offendilo,
sfidalo a duello.
Guarda, lui vive qui,
in questa casa!
RUPRECHT
Renata, tvoi slova
točno bred bezumnoj…
Renata, le tue parole
sono puro delirio…
RENATA
Kak on oskorbljal menja!
Kak on oskorbljal!
Come mi ha offesa!
Come mi ha offesa!
RUPRECHT
Molči, Renata! Taci, Renata!
RENATA
On skazal, čto ja otnjala ego
u neba, čto naša ljubov’ byla
merzost’ i grech…
Ha detto che l’ho strappato
dal cielo, che il nostro amore
è stato solo disgusto e peccato…
RUPRECHT
Molči! Taci!
RENATA
…čto ja zavlekla ego
postydnym obmanom, čto on,
čto on pljuet na našu ljubov’!
…che l’ho sedotto
con vergognosi inganni; che lui,
lui sputa sul nostro amore.
RUPRECHT
Dovol’no! Ne povtorjaj!
Mne žutko slušat’ to,
čto ty rasskazyvaeš’…
Basta! Non più!
Non voglio sentire!
Quello che dici è orribile…

RENATA
On skazal mne… On skazal mne… Mi ha detto… Mi ha detto…
RUPRECHT
Molči, Renata!
On zdes’ živet?
Taci, Renata?
Vive qui?
RENATA
Da. Sì.
(Ruprecht si avvicina alla porta e colpisce con violenza il battaglio metallico. Un servo apre la porta)
RUPRECHT
Ja želaju videt’ grafa Genricha
po neotložnomu delu.
Voglio vedere il conte Heinrich
per un affare urgente.
(Il servo lo fa entrare. La porta si chiude)
RENATA
(in silenzio, con calma)
Prosti… prosti…
Prosti menja, Madiel’!
Prosti menja, čto v prostom
i žalkom smertnom ja dumala najti tebja,
nebesnogo!
No tot, graf Gennrich,
byl poslan mne iskusitelem,
i ja znaju, čto teper’ moja duša napolovinu
pogružena v plamja adskoe.
Madiel’, Madiel’!
Spasi menja, vzgljani na menja,
javis’ ko mne, ukrepi menja.
Javis’,
kak ty javljalsja v detstve!
Madiel’! Madiel’!
Scusami… scusami…
Scusami, Madiel’!
Scusami
se ho pensato di trovare te, celeste,
in un semplice e squallido mortale!
Ma quello, il conte Heinrich,
mi è stato mandato dal tentatore
e so ora che la mia anima per metà
è immersa nelle fiamme dell’inferno.
Madiel’, Madiel’!
Salvami, guardami,
apparimi, rafforzami,
apparimi,
come mi apparivi nell’infanzia!
Madiel’! Madiel!
(Una grande finestra, al secondo piano si spalanca violentemente. Alla finestra compare Heinrich. Assomiglia all’angelo di fuoco. Il suo volto è sconvolto, è come se avesse bisogno di aria. Dietro Heinrich, si vede Ruprecht, che sta finendo un irato discorso)
RUPRECHT
Vy, govorjaščij o dobrodeteli,
ja vas obvinjaju v besčestnosti!
Vy obmanom uvezli devušku…
Dlja celej nizkich i prestupnych.
Vy potom pokinuli ee,
vy oskorbili ee, kak mužčina
ne dolžen oskorbljat’ ženščinu.
Ja vam brosaju perčatku,
i vy podymete ee, esli vy rycar’!
Lei che parla di nobiltà,
io accuso lei di disonestà!
Lei con inganno ha rapito una fanciulla…
Per scopi bassi e criminali
l’ha poi abbandonata,
l’ha offesa come a un uomo non è permesso
offendere una donna.
Le lancio il guanto,
Lo raccolga, se è un gentiluomo!
RENATA
(Nell’apparizione drammatica di Heinrich di nuovo riconosce in lui l’incarnazione di Madiel’, come risposta alla sua preghiera: cade in ginocchio e tende le braccia verso di lui)
Madiel’… Madiel’,
tebja l’, tebja l’, ja vižu?
Ty li ėto, vsegda prekrasnyj?
Madiel’… Madiel’,
sei tu, sei tu che vedo?
Sei tu, eternamente bello?
(Piange. Ruprecht esce. Heinrich, senza vedere Renata, chiude la finestra)
I ot tebja ja otrekalas’,
moj svetlyj angel, moj Madiel’!
E io ti ho ripudiato,
mio angelo luminoso, mio Madiel’!
(Ruprecht esce dalla porta. Ruprecht vede Renata in ginocchio con il viso tra le mani)
RUPRECHT
Renata, perestan’ že plakat’!
Ja ispolnil tvoe želan’e.
Zavtra graf Genrich budet mnoj
ubit na poedinke.
Renata, smetti di piangere!
Ho compiuto il tuo desiderio.
Domani il conte Heinrich sarà
ucciso da me in duello.
RENATA
(come in delirio)
Ego nel’zja ubit’,
ego nel’zja, nel’zja ubit’.
On svetlyj, on prekrasnyj,
i ja, ja pred nim vinovata,
ne on, ne on peredo mnoj…
Ego nel’zja ubit’.
Ego nel’zja, nel’zja ubit’.
Nado pred nim preklonjat’sja,
celovat’, ublažat’ ego.
Esli ty kosneš’sja chot’ volosa,
esli ty uroniš’ chot’ kaplju
ego krovi,
ty ne uslyšiš’ bol’še obo mne,
bol’še nikogda, bol’še ničego.
Ja ne otdam ego tebe,
ja ne otdam ego nikomu v mire!
Non si può ucciderlo,
non si può, non si può ucciderlo.
E‘ luminoso, è meraviglioso,
e sono io, io colpevole davanti a lui,
non lui, non lui davanti a me…
Non si può ucciderlo,
non si può, non si può ucciderlo.
Bisogna inginocchiarsi davanti a lui,
baciarlo, servirlo.
Se gli toccherai un solo capello,
se verserai una sola goccia
del suo sangue,
non saprai più nulla di me,
mai più nulla.
Io non te lo darò,
non lo darò a nessuno!
RUPRECHT
Začem že ty, Renata,
ne soobrazila ėtogo ran’še?
Ili ty zabyla, kak on
oskorbljal tebja?
Perchè, Renata,
non ci hai pensato prima?
O hai dimenticato
come ti ha offesa?
RENATA
Kak bylo chorošo!
Kak bylo prekrasno!
On proklinal menja!
On chotel udarit’ menja!
Pust’ by on toptal menja nogami!
E‘ stato bello!
E‘ stato meraviglioso!
Mi ha maledetta!
Mi voleva percuotere!
Oh, se mi avesse calpestato con i suoi piedi!
RUPRECHT
Renata!
vsja moja duša
slovno napolnena černym dymom
ot vzryva.
Renata!
Tutta la mia anima
è come soffocata dal fumo nero
di un’esplosione.
(esce di corsa)
RUPRECHT
(gli corre dietro)
Ruprecht, Ruprecht!
Daj mne kljatvu, čto ty ne troneš’ ego.
Pogibni lučše, Ruprecht,
Ruprecht, no ne kasajsja Madielja!
Ruprecht, Ruprecht!
Giurami che non lo toccherai.
Muori tu piuttosto, Ruprecht,
Ruprecht, ma non toccare Madiel’!
ENTR’ACTE
Secondo quadro
Un burrone sul Reno. E‘ appena finito il duello. Ruprecht giace ferito, svenuto, ma con ancora la spada in pugno. Mathias è chino su di lui con aria preoccupata. In lontananza si vedono le figure di Heinrich e del suo secondo, avvolti nei loro mantelli. Dall’altra parte c’è Renata, visibile per metà; con il volto teso verso Ruprecht, non toglie lo sguardo da lui. Non vede nemmeno Heinrich. Tutti sono assolutamente immobili sino alle prima parole di Mathias, durante le quali Heinrich e il suosecondo scompaiono.
MATHIAS
(alzando gli occhi, vede Renata)
Milostivaja dama, on opasno ranen.
Naš Ruprecht dralsja tak chrabro,
no ėtot ščegol’ sliškom lovok.
Ostan’tes’ s nim.
Ja pospešu za lekarem.
Gentile signora, è ferito gravemente.
Il nostro Ruprecht si è battuto coraggiosamente,
ma quel bellimbusto è stato più furbo.
Rimanga con lui,
io vado a cercare un dottore.
(Esce)
RENATA
(chinandosi su Ruprecht)
Esli ty pogibneš’,
ja v tot že den’
zatvorjus’ v monastyrskoj kel’e.
Ja molilas’, kogda ty uchodil na poedinok.
Ja sprašivala boga, chotel li on,
čtoby ja ljubila tebja…
Ėto bylo poslednee ispytanie.
Se muori,
nello stesso giorno
mi chiudo in monastero.
Ho pregato, quando sei andato al duello.
Ho chiesto a Dio se voleva
che io ti amassi…
E‘ stata l’ultima prova.
(Ruprecht improvvisamente si solleva e getta intorno uno sguardo incosciente, come cercando il nemico. Poi per un attimo riacquista coscienza. Riconosce Renata)
RUPRECHT
Ty poslala menja na vernuju smert’. Mi hai mandato incontro a una morte certa.
(Di nuovo sviene)
RENATA
Da, tvoja ljubov’ posmela vzgljanut’
vzor vo vzor na smert’,
i ja ne choču, čtoby ty umer,
ne znaja o tom, kto ty dlja menja.
Uznaj že, Ruprecht:
mne govorili duchi,
čto Ruprecht chrabryj
budet poslan ko mne,
čto tol’ko Ruprecht chrabryj
budet zaščitnikom mne v žizni.
Ach, mogla l’ ja tebe priznat’sja
posle togo, čto govorila tebe
o moej ljubvi k grafu Genrichu.
Ty stal by dumat’,
čto ja perebrasyvaju moju ljubov’,
kak mjač, ot odnogo k drugomu.
No razve že ja vinovata,
čto ty pobedil menja nežnost’ju,
predannost’ju,
siloj svoej ljubvi,
neuklonnoj
i mogučej, kak gornyj potok.
Sì, il tuo amore ti ha spinto a guardare
la morte negli occhi.
Ma io non voglio che tu muoia,
perchè non so chi tu sei per me.
Sappi, Ruprecht,
gli spiriti mi hanno detto
che mi sarebbe stato mandato
il coraggioso Ruprecht,
che solo il coraggioso Ruprecht
sarebbe stato il mio paladino.
Ah, se avessi potuto aprirti il mio cuore
dopo averti parlato
del mio amore per il conte Heinrich!
Tu avresti cominciato a disprezzarmi,
avresti pensato che io butto il mio amore
come una palla da uno all’altro.
Ma forse è colpa mia
se tu mi hai conquistata con la tenerezza,
la fedeltà,
la forza del tuo amore
trascinante e potente
come un torrente tra le rocce.
(Abbracciando appassionatamente Ruprecht)
Ja ljublju tebja, Ruprecht!
Ja ljublju tebja, Ruprecht…
Ti amo, Ruprecht!
Ti amo, Ruprecht!
CORO DI VOCI FEMMINILI
(imitando ironicamente)
Ljublju, ljublju tebja!
Ljublju, ljublju tebja!…
Ti amo, ti amo!
Ti amo, ti amo!
RUPRECHT
(nel delirio vede i pellirossa; con voce alterata)
Anzelika, krasnokožaja… stupaj proč’! Angelica, pellerossa… vattene!
RENATA
Ja budu tebe celovat’ ruki i grud’,
grud’ i nogi,
ja budu, ja budu tvoej vsegda,
tvoej vsegda, vsegda.
Ja budu tebe služit’ potomu čto, potomu čto…
Ti bacerò le mani, il petto,
il petto e i piedi.
Sarò tua, sarò tua per sempre,
tua per sempre, per sempre.
Io sarò la tua schiava perchè, perchè, perchè…
(Abbraccia Ruprecht. Ruprecht nel semidelirio sente risate dei pellerossa, scambia le braccia di Renata per code di diavoli)
Ja ljublju tebja, Ruprecht!… Ti amo, Ruprecht!
CORO DI VOCI FEMMINILI
(imitando ironicamente)
Ljublju, ljublju tebja!
Cha-cha-cha-cha-cha…
Ti amo, ti amo!
Ah, ah, ah, ah, ah!
RUPRECHT
Chochočete, krasnokožie d’javoly?
Dušite svoimi chvostami!
Stupajte proč’!
Ridete, diavoli pellerossa?
Mi soffocate con le vostre code!
Andatevene!
(Di nuovo sviene)
MATHIAS
Napravo, počtennyj lekar’.
My ostavili ego tam, gde on upal.
Spasite ego, kol’ ėto v vašich silach!
A destra, signor dottore. Lo abbiamo lasciato
dove è caduto.
Lo salvi, faccia tutto il possibile!
MEDICO
Moj junyj drug, my ne
v desjatom veke.
V šestnadcatom stoletii net nevozmožnogo
dlja mediciny.
Mio giovane amico,
non siamo nel decimo secolo.
Nel sedicesimo non c’è nulla di impossibile
per la medicina.
(Gesto sconsolato di Mathias. Il medico, allontanando Renata, si china su Ruprecht)
ATTO QUARTO
Tranquilla piazza a Colonia. A destra una taverna con piccolo giardino. Nel giardino tavoli e panche. A sinistra la casa in cui vivono Renata e Ruprecht. Renata esce di corsa dalla casa. Appoggiandosi a un bastone, ancora non del tuttoristabilito, la segue Ruprecht.
RUPRECHT
Renata, molju tebja… Renata, ti prego…
RENATA
Net, Ruprecht,
vse dolžno byt’ prekraščeno i zakončeno.
Ja ne mogu ostavat’sja s toboju,
ja ne mogu bol’še,
ty iskušaeš’ menja.
No, Ruprecht,
dobbiamo chiudere, concludere.
Non posso più restare con te,
non posso,
tu mi induci in tentazione.
RUPRECHT
Renata, Renata, prosti menja! Renata, Renata, perdonami!
RENATA
Ty zdorov teper’,
rana tvoja zakrylas’.
Ja tebe dokazala, čto ljublju tebja.
I teper’ ja dolžna bežat’ ot tebja,
ot tvoich iskušenij.
Lučše mne umeret’ ot toski po tebe,
čem soveršat’ smertnye grechi
radi blizosti s toboj,
Est’ odno pristanišče,
gde teper’ mne mesto.
Ėto monastyr’.
Ora sei guarito,
la tua ferita si è richiusa.
Ti ho dimostrato che ti amo.
Ma ora devo fuggire da te,
dalle tue tentazioni.
Preferisco morire di nostalgia per te
che compiere peccati mortali,
per il fatto che mi sei vicino.
C’è un solo rifugio,
dove potrei trovare pace.
E‘ il monastero.

RUPRECHT
Začem ty nasil’stvenno zavalivaeš’
strast’ kamnem rassudka?
Perchè fai violenza alla tua passione
coprendola con la pietra della ragione?
RENATA
Moja doroga vsegda tuda ležala.
Ešče do vstreči s toboj
ne bylo u menja drugogo želanija,
kak zatvorit’sja v monastyr’.
La mia strada è sempre andata in quella direzione.
Ancor prima dell’incontro con te,
non avevo altro desiderio
che di chiudermi in monastero.
RUPRECHT
Esli bog dal ljudjam
vo vladen’e zemlju,
gde liš’ bor’boj i trudom
možno vypolnit’ svoj dolg,
i gde liš’ strastnye čuvstva
mogut prinesti istinnuju radost’,
ne možet ego spravedlivost’ trebovat’,
čtoby otkazalis’ my ot trudov,
ot bor’by i ot strasti.
Se Dio ha messo a disposizione
degli uomini la terra,
dove solo con lotta e fatica
si compie il proprio dovere
e dove solo con la passione
si ottiene la vera gioia,
non può egli ritenere giusto
che si rinunci alla fatica,
alla lotta, alla passione.
RENATA
Ja ne choču, čtob ty
snova ko mne prikasalsja.
Non voglio che tu
cerchi di nuovo di avvicinarti a me.
RUPRECHT
A monachi,
ėti volki v oveč’ich škurach,
kak malo približaet
k svjatosti ich žizn’,
prazdnaja i tunejadnaja,
chotja by vblizi ot altarja.
Ma i monaci,
lupi camuffati da agnelli,
hanno poco a che fare
con la santità,
viziosi e corrotti come sono,
nonostante vivano così vicina all’altare.
RENATA
Vspomni, čto govoritsja v foliantach
serafičeskogo doktora Bonaventury.
Vspomni putešestvie Brigitty Švedskoj
po čistilišču. Vspomni o toj duše,
u kotoroj jazyk byl vydran
črez otkrytye nozdri i svisal do zubov.
Strašno! Strašno
I ėto grozit nam vsem, mne i tebe,
každomu, každomu!
Non dimenticare che cosa è scritto sull’in-folio
dell’angelico dottor Bonaventura,
non dimenticare il viaggio di Brigida di Svezia
attraverso il purgatorio. Non dimenticare quella martire
a cui fu tirata la lingua attraverso le narici,
per farla pendere davanti ai denti.
Terribile! Terribile!
E tutto questo minaccia tutti, me, te,
ciascuno di noi, ciascuno di noi!
RUPRECHT
Ach, Renata, ty govorila,
čto ljubiš’ menja.
Povtorjaju tebe moju pros’bu:
byt’ moej ženoj.
Ah, Renata, tu hai detto
che mi ami.
Ti ripeto la mia richiesta,
diventa mia moglie.
RENATA
Ja znaju, tebe tol’ko ėto i nado!
Ja znaju, ty vo mne drugogo ne iščeš’
i ne chočeš’.
No začem togda ja tebe?
Idi v publičnyj dom,
tam za malye den’gi najdeš’ sebe ženščinu.
Predioži sebja ljuboj devuške,
i ty polučiš’ ženu,
kotoraja budet služit’ tebe každuju noč’.
Tu non vuoi altro che questo, lo so!
Tu in me non cerchi altro, lo so,
non vuoi altro.
Ma perchè allora proprio io?
Va’ in un bordello.
Per pochi soldi trovi la donna che fa per te.
Offriti a qualsiasi ragazza
e avrai una moglie
pronta a soddisfarti ogni notte.
RUPRECHT
Renata, ja uveren,
moi starye roditeli ne otkažut nam
v blagoslovenii.
Inače že my obojdemsja bez nego,
i proplyvem my v Novyj Svet,
podal’še otsjuda,
ot demonov i iskušenija.
Renata, sono sicuro
che i miei vecchi genitori non ci rifiuteranno
la benedizione.
Ma possiamo anche farne a meno.
E ce ne andremo nel Nuovo Mondo,
lontano di qui,
lontano da demoni e tentazioni.
RENATA
No tebe samomu nravitsja iskušat’ menja,
imenno potomu, čto ja otdaju svoju dušu
i svoe telo bogu.
Ma se sei tu stesso che ti diverti a tentarmi,
proprio perchè sai che ho dato la mia anima
e il mio corpo a Dio.
RUPRECHT
Renata, kljanus’ spaseniem duši,
ėto vse ottogo,
čto ja sliškom ljublju tebja!
Čto ja soglasen
na vse mučenija Brigitty,
liš’ by celovat’ tvoi guby!
Renata, giuro sull’immortalità dell’anima,
tutto questo avviene perchè
ti amo troppo!
Perchè accetterei
tutte le torture di Brigida
pur di baciare le tue labbra.
RENATA
Lžeš’! Licemeriš’!
V tebe sidit d’javoli!
Menti, ipocrita!
C’è un diavolo in te.
(Alla parola «diavolo» entrano Faust e Mefistofele. Si siedono a un tavolo nel giardino della taverna. La loro comparsa non attira l’attenzione di nessuno)
Ėto v bezumii ja govorila
cto budto ljublu tebja,
v bezumii i v otčajan’e,
tak kak čto že ešče ostavalos’ mne delat’?
No ja drožala ot otvraščenija,
kogda ty obnimal menja.
Ero in delirio quando ti ho detto
che ti amavo,
in delirio e nella più assoluta disperazione.
Che cos’altro mi rimaneva da fare?
Ma tremavo dal disgusto
quando tu mi abbracciavi.
RUPRECHT
Renata, počemu ty viniš’ menja odnogo,
no ne sebja?
Renata, perchè dai la colpa solo a me
e non a te?
(Renata trova nella panca un coltello da giardiniere)
RENATA
(con tono acceso)
Vot, vot, gljadi,
kakoe sredstvo nam zaveščano,
esli telo naše iskušaet nas.
Ecco, ecco, guarda
quali mezzi ci sono stati insegnati
per resistere alla tentazione della carne.
(Renata, scoprendosi una spalla, si colpisce più volte, ferendosi. Ruprecht vuole fermarla)
Otojdi, ujdi, prokljatyj! Vattene, allontanati, maledetto!
(Renata gli lancia il coltello. Ruprecht, tornato in sè, insegue Renata)
MEFISTOFELE
(sedendosi con Faust a un tavolo della taverna)
Baraniny!
Vina i baraniny!
Del montone!
Vino e montone!
(Un ragazzino porta un enorme vassoio con una caraffa e due boccali)
Tol’ko vino?!
Da ty, možet byt’ chočeš’,
čtob my stali pit’ bez zakuski?
Esli ty sejčas že ne dostaviš’ mne
k vinu baraniny,
ja s”em tebja samogo!
Solo vino?
Vuoi forse che
ci mettiamo a bere senza mettere qualcosa sotto i denti?
Se poi non ci porti immediatamente
del montone insieme al vino,
mangio te al posto del montone.
(Il ragazzino spaventato scappa via)
FAUST
Sidit v tebe malen’kij besenok,
kotoryj cašu ne možet prožit’
bez prokaz!
Neuželi tebe zabavno izobražat’
pred mal’čiškoj čarodeja!
In te si nasconde un diavoletto
che non può stare un secondo
senza inventare qualche scherzo.
Possibile che ti diverta
a fare l’orco davanti a un ragazzino?
MEFISTOFELE
Dorogoj doktor,
vse my izobražaem čto-nibud’:
ja – čarodeja, vy – učenogo,
kotoromu ničto ne milo.
Vsjakij čelovek, esli verit’ Moiseju,
tol’ko izobražen’e bož’e.
I chotel by ja uznat’,
čto voobšče izvestno vam,
krome odnich izobraženij?
Caro dottore,
tutti noi simuliamo di essere qualcuno:
io di essere un orco, tu uno studioso
privo di passioni.
L’uomo, se si deve credere a Mosè,
non è altro che un simulacro di Dio.
Vorrei tanto sapere
che cosa voi uomini conoscete
all’infuori dei simulacri.
FAUST
Otodvin’sja!
Kak mne nadoelo tvoe krivljajuščeesja lico!
Čelovek sotvoren
po obrazu i podobiju samogo tvorca,
i potomu est’ v nem svojstva,
neponjatnye ni angelam, ni demonam.
Vattene!
Non ne posso più del tuo volto ghignoso!
L’uomo è stato creato
a immagine e somiglianza del suo stesso creatore
e perciò ci sono in lui qualità
incomprensibili ad angeli e demoni.
(Ruprecht ritorna dopo aver invano inseguito Renata. Prima decide di tornare a casa, poi cambia idea ed entra nel giardino della taverna. Ruprecht depresso si accascia su una panca a una certa distanza da Fauste Mefistofele)
RUPRECHT
Vina! Del vino!
(Il ragazzino porta a Ruprecht del vino)
MEFISTOFELE
Ach, negodjaj!
Opjat’ nam net baraniny?
Dobryj stakan vina
trebuet i dobrogo kuska.
Pogodi že! Nu, pogodi že!
Ah, mascalzone!
Di nuovo niente montone?
Un buon bicchiere di vino
non può fare a meno di un buon boccone.
Questa volta non mi scappi!
(Mefistofele afferra il ragazzino, digrigna i denti, lo solleva, lo depone sul tavolo e lo divora in un boccone. Faust si volta disgustato. Ruprecht, nonostante la sua depressione, fa un balzo dallo stupore. Dalla taverna compare il padrone spaventato. Non osando avvicinarsi a Mefistofele, si ferma a una certa distanza. Mefistofele,inghiottito il ragazzino, beve d’un fiato un boccale di vino)
FAUST
Kak tebe ne naskučit
povtorjat’ starye šutki!
I večno korčiš’ ty
ėti durackie grimasy!
Possibile non ti sia venuto a noia
ripetere sempre gli stessi trucchi?
E continui a fare
sempre le stesse smorfie!
PADRONE DELLA TAVERNA
(Corre da Mefistofele con un piatto di montone e cade in ginocchio)
Dobrye gospoda,
ne gnevajtes’ na ėtogo durnja.
U nego melancholija s samych pelenok.
No zavtra zdes’ prazdnik,
budet mnogo naroda…
Už vy mne kel’nera vernite,
odin ja upravljus’ vovse!
Buoni signori,
non prendetevela con quello stupidello.
E‘ stato un po’ lento fin dalla più tenera età.
Ma domani è festa,
ci sarà molta gente…
Ridatemi il ragazzino,
da solo non ce la faccio proprio!
MEFISTOFELE
(Ridendo di un riso roco, per nulla allegro)
Cha-chac-cha…!
Nu, moj drug,
na pervyj raz proščaju.
Ah, ah, ah…!
Va bene, amico,
per questa volta ti perdono.
(Indicando la parte opposta della scena)
Von tam, v jaščike dlja musora
sidit tvoj mladenec.
Là, nel secchio della spazzatura
c’è il tuo ragazzino.
(Il padrone della taverna si precipita verso il secchio, ne estrae il ragazzino, che trema come un vitellino appena nato, e lo porta via in gran fretta. Ruprecht lo segue, tasta stupito il ragazzino, e torna al proprioposto. Mefistofele a Faust, indicando Ruprecht)
Doktor, smotrite,
čto za vytjanutaja roža!
V sebja prijti ne možet,
čto poterjal svoju devčonku.
A devčonka klad,
pravo, klad!
Okažemte emu uslugu, doktor,
da, kstati, sami posmeemsja.
Dottore, guardi!
che faccia sconvolta!
Non riesce a darsi pace
per aver perso la sua ragazza.
E la ragazza è un tesoro,
un vero tesoro!
Facciamogli un piacere, dottore,
e noi spassiamocela un po’.
(Faust vuole fermarlo, ma Mefistofele si sta già dirigendo verso Ruprecht. All’inizio Mefistofele sembra trattenere a stento il riso, ma quasi subito la sua allegria si trasforma in un ossequioso sorriso)
Ljubeznyj gospodin,
my putešestveniki i
priechali sjuda v pervyj raz.
Vot ėto moj drug,
doktor filosofii i mediciny
Jogann Faust, imja,
kotoroe vy, byt’ možet, slyšali.
A ja… ja — skromnyj školjar,
izučajuščij iznanku veščej,
po prozvan’ju Mefistofeles.
Tak i prošu menja žalovat’.
Gentile signore,
siamo viaggiatori e
ci troviamo qui per la prima volta.
Questo è il mio amico,
dottore in filosofia e medicina,
Johann Faust, un nome che,
forse, lei ha già sentito.
E io… io sono un modesto studente
che studia il rovescio delle cose,
di nome Mefistofele.
La prego di chiamarmi così.
RUPRECHT
Prostite, ljubeznye gospoda,
no ja udivlen,
čto vy obraščaetes’ ko mne.
Scusate, gentili signori,
ma non capisco
perchè vi rivolgiate a me.
MEFISTOFELE
My vovse ne choteli vas obidet’. Non volevamo in nessun modo offenderla.
FAUST
(Cercando di rendere meno tesa l’atmosfera e di portare la conversazione su temi più seri)
My pobyvali v Egipte, Palestine. Siamo stati recentemente in Egitto e in Palestina.
MEFISTOFELE
No ėtu stranu ja ne očen’ ljublju
i my, svernuv v Konstantinopol’, v Moskoviju
i Venu, po doroge ubedilis’,
čto vino povsjudu p’jano i čto povsjudu
mužčina begaet za ženščinoj.
Ma è un paese che non amo,
e poi, passando per Costantinopoli, Mosca
e Vienna, ci siamo convinti cammin facendo
che dappertutto il vino ubriaca e che dappertutto
gli uomini corono dietro le donne.
FAUST
I čto nigde za den’gi
nel’zja kupit’ sčast’ja
i siloj nel’zja polučit’ ljubvi.
E che non esiste luogo dove
con i soldi si compri la felicità
e con la violenza si ottenga l’amore.
MEFISTOFELE
Teper’ my osmatrivaem gorod Kel’n
i, pravo,
črezvyčajno budem rady,
esli vy zachotite
pokazat’ nam ego krasoty.
Po vsemu sudja,
vy ne očen’ radostnyj.
Nu, a my zato veselye rebjata,
živem minutoj,
ne dumaja o sledujuščej.
Ora stiamo visitando la città di Colonia
e saremmo
davvero felici
se ci volesse mostrare
le sue bellezze.
A quanto pare,
lei non è molto felice.
Ma noi siamo gente allegra,
godiamo del presente
senza pensare al futuro.
RUPRECHT
O da, moja duša,
kak rasstroennaja viola.
Oh sì, la mia anima
è come una viola scordata.
MEFISTOFELE
(con tono furbo e significativo)
Byt’ možet, my pomožem
vam ee nastroit’?
Forse possiamo aiutare
ad accordarla?

RUPRECHT
Uvy! Ahimè!
MEFISTOFELE
Kak znat’! Kak znat’!
Poedemte s nami:
uznaete mnogoe…
Chi lo sa? Chi lo sa?
Venite con noi:
imparerete molte cose…
FAUST
Budet krivljat’sja.
Plati!
Farà le sue solite smorfie.
Paga il conto!
MEFISTOFELE
(Butta sul tavolo una grossa moneta)
Vaše delo mne prikazyvat’,
moe — vam povinovat’sja,
poka ne nastupit kakoj-nibud’
slučajnoj peremeny.
Spetta a lei comandare,
a me obbedire
fino a che non succede
qualche inatteso mutamento.
FAUST
(a Ruprecht, decidendo per lui)
Itak, rešeno: my ždem vas zavtra utrom
v gostinice «Trech korolej»
Allora è deciso: la aspettiamo domattina
all’albergo «Tre Re».
(Faust e Mefistofele si congedano cortesemente da Ruprecht ed escono. Ruprecht perplesso li segue con lo sguardo. Il padrone della taverna e tre clienti sgusciano a una certa distanza dietro a Mefistofele)
PADRONE DELLA TAVERNA
(Minacciando con livore e insieme con paura)
A pust’-ka ėtot fokusnik…
da poceluet krest!
Vorrei vedere se questo stregone
osa baciare la croce!
TRE CLIENTI
A pust’-ka ėtot fokusnik…
da poceluet krest!
Vorrei vedere se questo stregone
osa baciare la croce!
ATTO QUINTO
Un convento.
Una cripta sotterranea ampia e cupa con volte di pietra. Una grande porta che dà sull’esterno. Quando viene aperta lascia entrare la chiara luce del giorno, e lascia vedere un scala di legno che conduce di sopra, al pianoterra. Oltre alla grande porta, ce ne sono altre due piccole: da una escono la superiora e le monache, dall’altra l’Inquisitore. A una certa altezza, sotto le volte, c’è una galleria nascosta. Sul pavimento della cripta Renata, con l’abito grigio delle novizie, è distesa con le braccia aperte a croce. Attraverso la porta del monastero entra la superiora e, avvicinandosi a Renata, la sfiora. Renata si alza, poi si inginocchia davanti alla superiora e così resta tutto il tempo, con la testa china.
MONACHE
(Dietro il sipario, a bocca chiusa)
SUPERIORA
Sestra Renata,
veriš’ li ty v zlych duchov?
Sorella Renata,
credi tu negli spiriti maligni?
RENATA
Ja verju ne v zlych duchov,
no v slovo bož’e,
kotoroe o nich svidetel’stvuet.
Credo non negli spiriti maligni
ma nella parola divina
che ne attesta l’esistenza.
SUPERIORA
Sestra Renata, videla l’ ty demonov? Sorella Renata, hai visto i demoni?
RENATA
Ja vsegda ot nich otvoračivalas’. Ho sempre distolto gli occhi da loro.
SUPERIORA
Sestra Renata,
ja vižu, čto ty očen’ nesčastna,
i mne žal’ tebja,
kak i v pervyj den’.
No pocemu že s tech por,
kak ty prišla v moj monastyr’,
net bolee pokoja v našej tichoj žizni?
Tainstvennye stuki v steny,
prikosnovenija nezrimych pal’cev
v temnote, videnija i
strašnye pripadki
u sester!
Sestra Renata,
vse ėto prišlo k nam s toboj.
Sorella Renata,
vedo che sei molto infelice.
Ho pietà di te,
come il primo giorno.
Ma perchè, da quando
sei arrivata al mio monastero,
non c’è più pace nella nostra tranquilla esistenza?
Misteriosi colpi alle pareti,
invisibili dita che toccano nell’oscurità,
visioni e tremende convulsioni
perseguitano le sorelle!
Sorella Renata,
tutto ciò è cominciato tra noi
da quando ci sei tu.
RENATA
Gde blizko svjatoe,
tam ryščet duch kovarstva.
Dove la santità è vicina,
lì si annida lo spirito del male.
SUPERIORA
Molis’, sestra Renata. Prega, sorella Renata.
(Dalla porta del monastero entrano in fila le monache umili e spaventate)
V monastyr’, pribyl inkvizitor,
čtoby borot’sja s grechom.
On sotvorit ekzorcizmy,
daby izgnat’ iz tebja
demonov.
Prigotov’sja, sestra Renata.
I da prostit tebja nebo.
Nel monastero è arrivato l’Inquisitore
per combattere il peccato.
Egli compirà un esorcismo
per cacciare da te
i demoni.
Preparati, sorella Renata,
che il cielo ti perdoni.
(Si allontana, dall’altra porta entra l’Inquisitore seguito da alcuni chierici con candelabri accesi. Tra le monache c’è un fremito. Tutte si inginocchiano)
INQUISITORE
Vozljublennye brat’ja
i sestry,
dostatočno vedomo,
čto duch t’my prinimaet často
oblik angela sveta.
No dlja togo
nam dan duchovnyj meč,
čtob otseč’ emu
postydnuju mordu.
Amati fratelli
e sorelle,
è abbastanza noto
che lo spirito delle tenebre spesso prende
l’aspetto di un angelo di luce.
Ma ci è stata data
la spada spirituale
proprio per tagliare
la sua immonda testa.
(Tutti, tranne Renata, si alzano in piedi)
Podojdi k nam, ljubeznaja doč’ naša,
i otvet’ nam, kakoe imeeš’ ty svidetel’stvo,
čto tvoi viden’ja
ne ot d’javola?
Vieni da noi, diletta figlia,
e di’, quali prove hai
che le tue visioni
non provengono dal diavolo?
RENATA
(In ginocchio di fronte all’Inquisitore)
Otec, ja ne znaju,
ot kogo moi viden’ja,
no tot, kto javljaetsja ko mne dnem i noč’ju,
govorit mne o boge i o dobre
i zovet menja k žizni neporočnoj.
Kak ja emu ne poverju?
Padre, non so
da chi provengono le mie visioni,
ma colui che mi appare giorno e notte
mi parla di Dio e del bene
e mi invita a una vita casta.
Come non credergli?
(Risuonano insistenti colpi alla parete e sul pavimento. Generale turbamento. Tra le monache si odono grida e sospiri. Movimento generale, ma trattenuto)
PRIMA GIOVANE MONACA
(con terrore)
A…! Ah…!
(Colpi alle pareti, colpi sul pavimento)
INQUISITORE
(irritato)
Č’i ėto kozni?
Otvečaj!
Chi sta tramando?
Risponda!
RENATA
(con voce tremante)
Otec, ėto vragi moi… Padre, sono i miei nemici…
INQUISITORE
(pronunciando un esorcismo)
Vystupi vpered temnyj duch,
otec lži, drevnij zmij!
Fatti avanti, spirito delle tenebre,
padre di tutte le menzogne, antico serpente!
DUE GIOVANI MONACHE
Aj, ne mučaj! Ah, non tormentarci!
INQUISITORE
Tebja anafemstvuem,
tebja izgonjaem, tebja proklinaem,
ot tvoich dejanij otrekaemsja!
Anatema su te!
Ti cacciamo, ti malediciamo,
respingiamo i tuoi misfatti!
DUE GIOVANI MONACHE
Ach, ne mučaj! Ah, non tormentateci!
INQUISITORE
Ėto mesto tebe my vozbranjaem! Ti interdiciamo per sempre questo luogo!
MONACHE
(circondando le giovani monache)
Ujdi, temnyj duch,
razrušitel’ blaženstva,
ujdi, osuždennyj
i vpavšij v grechi!
Nizveržennyj s vysi
v zloveščie propasti,
kto by ty ni byl,
kakoj ierarchii ty by ni prinadležal,
ujdi, iz obiteli, vyjdi pospešno,
begi bezvozvratno, lukavyj drakon.
Ispolnennyj vsjačeskoj skverny i merzosti,
v propasti černye,
v glub’ preispodnej,
begi, chiščnyj volk,
Vattene, spirito delle tenebre,
distruttore della pace,
vattene, dannato
e peccatore!
Cacciato dai cieli,
precipitato negli abissi,
chiunque tu sia,
a qualsiasi gerarchia tu appartenga,
vattene da questa dimora, vattene all’istante,
vattene senza far ritorno, drago diabolico.
Pieno di ogni sorta di sozzura e oscenità,
vattene nei neri abissi,
vattene negli antri infernali,
lupo rapace.
(Le giovani monache cominciano a manifestare segni di una profonda agitazione)
ne nasmeeš’sja nad sestrami skromnymi,
ne nasmeeš’sja ty nad blagočestiem,
ne obmaneš’ ty
i ne smutiš’ nikogo.
Kto by ty ni byl, begi iz obiteli,
skrojsja, ujdi i vedaj,
kakoj prigovor prostota naša proizneset
nečistim i lživym tvoim uchiščrenijam!
Non ti prenderai gioco delle umili sorelle,
non ti prenderai gioco della purezza di cuore,
non ingannerai
e non turberai nessuno.
Chiunque tu sia, esci da questa dimora,
scompari, vattene e impara
quale maledizione la nostra semplicità sa pronunciare
contro le tue infami e sordide macchinazioni.
INQUISITORE
Da bežiš’ ty, izgnanyj, unižennyj,
ustyžennyj, v pustyni strannye i bezvodnye,
v mestnosti užasnye, ljudjam
nedostupnye! I tam, prjačas’
i gryzja uzdu svoej gordosti,
da ožidaeš’ ty strašnogo dnja
poslednego suda!
Vattene, dannato, scellerato!
Maledetto, vattene negli aridi deserti,
nelle terre spaventose, inaccessibili
all’uomo! E là, nascondendoti,
rodendo le radici del tuo orgoglio,
attenderai l’orribile giorno
del Giudizio Universale!
(Le due giovani monache improvvisamente avanzano facendo strani movimenti e gridando parole latine)
PRIMA GIOVANE MONACA
A! A! A!
Ancilla… ancilla Domini!
Ah, ah, ah!
Ancilla… Ancilla Domini!
(Si abbatte sul pavimento in preda a convulsioni)
SECONDA GIOVANE MONACA
Aj!
Ecce… ecce ancilla…
A! ancilla… ancilla Domini!
Ah!
Ecce… ecce ancilla…
Ah! Ancilla… ancilla Domini!
INQUISITORE
Ni s mesta! Nessuno si muova!
PRIMA GIOVANE MONACA
A! Ah!
(La seconda giovane monaca si abbatte sul pavimento)

INQUISITORE
(al suo seguito)
Deržite ich krepko! Tenetele forte!
MONACHE (CONTRALTI)
Ujdi, temnyj duch, etc. Vattene, spirito delle tenebre, etc.
INQUISITORE
(colpendo il suolo con la sua croce)
Zdes’ li ty, prokljatyj sejatel’ smuty? Sei qui, maledetto, seminatore di discordia?
MONACHE (CONTRALTI)
Begi bezvozvratno, lukavyj drakon! etc. Vattene senza far ritorno, drago diabolico! etc.
MONACHE (SOPRANI)
(con tono isterico)
On zdes’, on zdes’, on zdes’… E‘ qui, è qui, è qui…
PRIMA GIOVANE MONACA
(lamentandosi)
O-a! O-a! O-a!… Oh, ah! oh, ah! oh, ah!
SECONDA GIOVANE MONACA
A! A! A! Ah, ah, ah!…
INQUISITORE
Ty li ėto, duch iz preispodnej? Sei tu, spirito delle tenebre?
MONACHE (CONTRALTI)
Ne posmeeš’sja nad sestrami skromnymi,
ne posmeeš’sja ty nad blagočestiem,
ne obmaneš’ ty
i ne smutiš’ nikogo.
Ujdi, temnyj duch, etc.
Non ti prenderai gioco delle miti sorelle,
non ti prenderai gioco della purezza di cuore,
non ingannerai
e non turberai nessuno.
Vattene, spirito delle tenebre! etc.
MONACHE (SOPRANI)
O da, o da, o da! Oh, sì! oh, sì! oh, sì!
DUE GIOVANI MONACHE
O-a! O-a! O-a!
A! A! A!
Oh, ah! Oh, ah! Oh, ah!
Ah, ah, ah!
INQUISITORE
Duch zla, imeeš’ li ty soobščnikov? Spirito del male, hai tu dei complici?
MONACHE (CONTRALTI)
Nizveržennyj s vysi
v zloveščie propasti, etc.
Cacciato dai cieli!
Precipitato dagli abissi! etc.
DUE GIOVANI MONACHE
O-a! O-a! O-a!
A! A! A!
Oh, ah! Oh, ah! Oh, ah!
Ah, ah, ah!
MONACHE (SOPRANI)
(con tono isterico)
Imeet, imeet, imeet… Ne ha, ne ha, ne ha…
MONACHE (CONTRALTI)
…V propasti černye, etc.
Ujdi, temnyj duch, etc.
…nel nero abisso, etc.
Vattene, spirito delle tenebre! etc.
INQUISITORE
Byt’ možet, v sestre Renate? Forse è sorella Renata?
MONACHE (CONTRALTI)
…i vypavšij v grechi, etc.
Ne posmeeš’ja nad sestrami skromnymi, etc.
Vattene, dannato e peccatore, etc.
Non ti prendere gioco delle umili sorelle, etc.
MONACHE (SOPRANI)
O da, o da, o da. Oh, sì! oh, sì! oh, sì!
DUE GIOVANI MONACHE
O-a! O-a! O-a!
A! A! A!
Oh, ah! Oh, ah! Oh, ah!
Ah, ah, ah!
INQUISITORE
(esorcizza)
Duch lukavyj,
pokin’ ėto telo.
Izydi, chiščnyj volk.
Izydi, jadovityj skorpion!
Vlast’ju, dannoj mne svyše,
peikazyvaju: idi von! idi von!
Spirito del male,
abbandona questo corpo,
vattene, lupo rapace,
vattene, scorpione velenoso!
Con il potere datomi dall’alto
ti ordino: vattene! vattene!
(Le monache si dividono in sei gruppi uguali, tenendo d’occhio le due giovani monache)
MONACHE (3°/5° E 2°/4° GRUPPO)
On idet, on idet, on idet… Arriva, arriva, arriva…
MONACHE (1° E 6° GRUPPO)
On v ee grudi.
On v ee pleče.
On v ee ruke.
On v ee pal’ce
E‘ nel suo petto.
E‘ nelle sue spalle.
E‘ nelle sue mani.
E‘ nelle sue dita.
INQUISITORE
Unesite ich. Portatele via!
(I chierici che accompagnano l’inquisitore portano via le giovani monache svenute)
Sestra Renata, my ponudili vragov tvoich
pkinut’ tela sester tvoich.
No my uznali,
čto ty v grechovnom pakte s d’javolom.
Kajsja v greche tvoem, bogootstupnica!
Sorella Renata, abbiamo obbligato i tuoi nemici
ad abbandonare i corpi delle tue sorelle.
Ma abbiamo saputo
che tu hai fatto un patto col diavolo.
Confessa il tuo peccato, apostata!
RENATA
(con tono semplice e sicuro)
Nepovinna ja v greche,
kotoryj ty nazval.
Non sono colpevole del peccato
che hai nominato.
(I candelabri, portati dal seguito dell’Inquisitore, si rovesciano. Le monache arretrano bruscamente. Si odono grida trattenute, ma più forti della volta precedente)
CORO MASCHILE
(in quinta)
Cha-cha! Ah! Ah!
(colpi alla parete)
Cha-cha, cha-cha, cha-cha, cha-cha! Ah-ah! Ah-ah! Ah-ah! Ah-ah!
(Tutte le monache, eccetto un gruppo di sei, inchinandosi e contraendosi si allontanano a poco a poco da Renata. Tendono le braccia verso di lei volgendo le palme, come per allontanarla, facendo due gesti perogni battuta)
MONACHE (1° E 6° GRUPPO)
Gore nam!
Ujdi ot nas, ujdi ot nas,…
Sciagura a noi!
Allontanati da noi, allontanati da noi…
MONACHE (2° E 5° GRUPPO)
A! S toboj satana, s toboj satana! Ah, Satana è con te! satana è con te!
MONACHE (3° E 4° GRUPPO)
A! Gore nam, gore nam,… Ah! Sciagura a noi, sciagura a noi…
INQUISITORE
Sestry, opomnites’! Sorelle, tornate in voi!
(Sei monache si lanciano verso Renata, la circondano e la abbracciano)
SEI MONACHE
Sestra Renata svjataja!
Molis’ za nas, sestra Renata!
Prosi za nas, sestra Renata!
Sorella Renata, santa!
Prega per noi, sorella Renata!
Intercedi per noi, sorella Renata!
MONACHE (SOPRANI)
Gore! Sciagura!
INQUISITORE
(tendendo in avanti la sua croce)
Proč’, kovarnyj duch! Via, spirito diabolico!
SEI MONACHE
Ty — čistaja, nevinnaja nevesta
angela nebesnogo.
Tu, pura innocente fidanzata
dell’angelo celeste!

INQUISITORE
Sestry, opomnites’! Sorelle, tornate in voi!
SEI MONACHE
Molis’ za nas, spasi nas,
izbavi nas ot d’javola.
Molis’ za nas, sestra Renata,
prosi za nas, sestra Renata!
Prega per noi, salvaci,
liberaci dal diavolo!
Prega per noi, sorella Renata,
intercedi per noi, sorella Renata!
MONACHE
(avanzando verso Renata, circondata dalla sei monache)
Opomnites’, sestry!… Tornate in voi, sorelle…
MONACHE (CONTRALTI)
Ot ėtoj sestry vse
nescast’ja,…
Ot ėtoj sestry vse
besovskie kozni,…
Questa sorella è causa
di tutte le sciagure…
Questa sorella è causa
di tutti i diabolici intrighi…
MONACHE (SOPRANI)
Vse nesčast’ja prišli k nam s toboju,…
Vse besovskie kozni
prišli k nam s toboju…
Tutte le sciagure sono cominciate con te…
Tutti gli intrighi diabolici
sono cominciati con te…
INQUISITORE
(pronuncia uno dei più forti esorcismi medievali)
Spiriti maligni, damnati interdicti,
exterminati, extorsi,
jam vobis impero et praecipio
in ictu oculi discedite,
omnes qui operamini iniquitatem,
iniquitatem,
iniquitatem!
Spiriti maligni, damnati interdicti,
exterminati, extorsi,
jam vobis impero et praecipio
in ictu oculi discedite,
omnes qui operamini iniquitatem,
iniquitatem,
iniquitatem!
SEI MONACHE
(strisciando intorno a Renata, abbracciandola e baciandola)
Sestra Renata svjataja!
Molis’, spasi, ukroj!
Molis’ za nas, sestra Renata!
Sorella Renata, santa!
Prega, salvaci, proteggici!
Prega per noi, sorella Renata!
MONACHE (SOPRANI)
Vse besovskie kozni prišli k nam
s sestroju Renatoj,…
Vorvalas’ v obitel’ nečistaja sila.
Tutti gli intrighi diabolici sono cominciati
con sorella Renata…
E‘ penetrato nella nostra dimora lo spirito del male.
MONACHE (CONTRALTI)
S sestroju Renatoj
prišli k nam ėti besovskie kozni.
S sestroju Renatoj,
nečistyj vošel v monastyr’.
Con sorella Renata
sono arrivati tutti questi intrighi diabolici.
Con sorella Renata
l’impuro è entrato in monastero.
SEI MONACHE
Ty svjataja,
ty bezgrešnaja,
ty spaseš’ nas grešnych.
Tu santa,
tu pura,
tu salva noi peccatrici.
(Renata, finora immobile, comincia a essere preda di convulsioni)
RENATA
A! A! Ah, ah!
SEI MONACHE
Sestra Renata svjataja!
Sestra Renata svjataja, svjataja!
Sorella Renata, santa!
Sorella Renata, santa, santa!
RENATA
Sestry! Sestry! Sestry! A! Sorelle, sorelle, sorelle! Ah!
(si lancia in avanti)
SEI MONACHE
(con agitazione e terrore seguono Renata)
Sestra Renata! Sorella Renata!
RENATA
Otojdi ot menja, otojdi ot menja! Vattene! Vattene!
MONACHE
(con terrore)
Sestra Renata! Sorella Renata!
RENATA
Sžal’sja, temnyj! Sžal’sja nizkij!
Sžal’sja, strašnyj! Sžal’sja, žutkij!
Sžal’sja, zloj! Sžal’sja, sžal’sja!
Pietà, spirito delle tenebre! Pietà, spirito oscuro!
Pietà, spirito orribile! Pietà, spirito spaventoso!
Pietà, spirito del male! Pietà, pietà!
SEI MONACHE
Duch nečestivyj, ostav’ nas, ostav’!
Skrojsja, nečistyj,
ne trogaj svjatuju sestru!
Spirito impuro, lasciaci, lasciaci!
Nasconditi, spirito del male,
non toccare la nostra santa sorella!
RENATA
Vyjdi, černyj!
Vyjdi, zloveščij!
Vyjdi, groznyj!
Skrojsja! Skrojsja! Skrojsja!
Esci, oscuro!
Esci, perfido!
Esci, terribile!
Vattene, vattene, vattene!
SEI MONACHE
Sgibni, lukavyj drakon!
Skrojsja, zlodej!
Skrojsja skorej!
Pogibni, pogibni, pogibni!
Vattene, drago diabolico!
Vattene, infame!
Vattene, presto!
Muori, muori, muori!
RENATA
Oj! Otojdi ot menja… Otojdi! Oh, vattene da me!… Vattene!
MONACHE
Oj!
Proč’! Proč’! Proč’!
Ohi!
Via! Via! Via!
SEI MONACHE
Otojdi, otojdi!
Proč’, ne kasajsja!…
Vattene, vattene!
Via, non ci toccare!
(Nel culmine della possessione, il gruppo di monache si lancia in una danza grottesca)
MONACHE
Lja, lja, lja, lja,… La, la, la, la…
RENATA
Otpusti, ne terzaj!
Ujdi, ujdi, zlodej!
Sgibni!
Lasciami! Non mi tormentare!
Vattene, vattene, perfido!
Sparisci!
(Si percuote in preda a convulsioni)
SEI MONACHE
Molis’ za nas, sestra Renata!…
Duch nečestivyj, ostav’ nas, ospav’!
Skrojsja, nečistyj,
ne trogaj svjatuju sestru!
Prega per noi, sorella Renata!…
Spirito del male, lasciaci, lasciaci!
Nasconditi, impuro,
non toccare la nostra santa sorella!
MONACHE
Lja, lja, lja, lja… La, la, la, la…
(in piena possessione)
O-a! Lja! O-a! Oh, ah! La, la! Oh, ah!
RENATA
Sžal’sja, temnyj! etc. Pietà, spirito delle tenebre, etc.
(Nella galleria nascosta sotto la volta compare Mefistofele. In basso nessuno lo vede)
MONACHE
(lanciandosi in avanti, nel delirio invitano le altre a inchinarsi al diavolo)
Poklonjajtes’ Bel’zevulu,
Poklonjajtes’ Belu,
slav’te, sestry, čestvujte Pajmona,
čtite Beliala, ich sukkubov i ich inkubov.
Inchinatevi a Belzebu!
Inchinatevi a Baal!
Glorificate, o sorelle, onorate Daimon!
Venerate Belial, i suoi succubi e i suoi incubi!
SEI MONACHE
Ach, sestra Renata!… Ah, sorella Renata!
RENATA
Smilujsja! Abbi pietà!
(Dietro Mefistofele, nella galleria, compaiono Faust e Ruprecht)
RENATA
Ach, otojdi, otojdi, otojdi!
A! A! A!
O-a! O-a! O-a!
Ah, vattene, vattene, vattene!
Ah, ah, ah!
Oh, ah! Oh, ah! Oh, ah!
MEFISTOFELE
(indicando Renata a Ruprecht)
Gljadi, ne ėta li rasstroila
tvoju violu?
Vot ėta! Vot ėta!
Guarda, non è lei che
ha scordato la tua viola?
E‘ lei! è lei!
SEI MONACHE
O! O! O!
O-a! O-a! O-a!
Oh! Oh! Oh!
Oh, ah! Oh, ah! Oh, ah!
MONACHE
Sestra Renata! Sestra Renata!
O-a! O-a! O-a!
Sorella Renata! Sorella Renata!
Oh, ah! Oh, ah! Oh, ah!

(Con queste esclamazioni delle monache e con le parole di Mefistofele, l’attenzione dello spettatore si concentra su Renata. Ruprecht vuol gettarsi giù dalla galleria ma Mefistofele lo trattiene con la forza. In questa posizione, trattenuto da Mefistofele, Ruprecht rimane fino alla chiusura del sipario. Quando suona la campana [fuori scena], Renata e le monache sussultano. Renata e le monache si gettano sull’Inquisitore. Le monache si dividono in cinque gruppi. Il primo gruppo danza intorno a Renata, alle sei monache, all’Inquisitoree al suo seguito)
INQUISITORE E SEGUITO DELL’INQUISITORE
Spiriti maligni, dannati,
interdicti, exterminati, extorsi, jam vobis impero
et praecipio, in ictu oculi discedite!
Spiriti maligni, dannati,
interdicti, exterminati, extorsi, jam vobis impero
et praecipio, in ictu oculi discedite!
RENATA E SEI MONACHE
(all’Inquisitore)
Ty grešnee
vsech sester zdes’.
Začem že ty prišel
zaklinat’, proklinat’,
izgonjat’ nečistych duchov
iz sester?
Licemeriš’ ty, vlastvueš’, zlobstvueš’,
prodaeš’ nas satane!
Ne stuči kostylem.
Ty davno už prodal
dušu satane.
Tu sei un peccatore più grande
di tutte le sorelle qui presenti.
Perchè sei venuto
a esorcizzare, maledire,
cacciare gli spiriti del male
dalle sorelle?
Ipocrita, assetato di potere,
tu dissemini il male,
tu ci vuoi vendere a satana!
Non percuotere il terreno con la croce,
tu da tempo hai venduto l’anima a Satana.
MONACHE
(in preda a convulsioni, alcune cadono a terra)
(1° GRUPPO)
Lja, lja, lja, lja… La, la, la, la…
(2° E 3° GRUPPO)
A A A… Ah, ah, ah, ah!
(5° GRUPPO)
(si inchina al diavolo)
Poklonites’ Bel’zevulu,
slav’te, sestry, Beliala,
čestvujte Pajmona!
Ich sukkubov i ich inkubov!
Lja, lja, lja, lja…
Inchinatevi a Belzebu!
Glorificate, sorelle, Baal!
Venerate Daimon,
i suoi succubi e i suoi incubi!
La, la, la, la, la…
(Renata e tutte le altre monache, colte da un furore violento, si lanciano sull’Inquisitore)
RENATA, SEI MONACHE E ALTRE MONACHE
Ty sam služitel’ d’javola!
Poslannik iz ada!
S toboju nesčast’ja!
Tvoimi ustami glagolet nečistyj.
Pogibni, rassyp’sja,
rassyp’sja, kak prach v pustyne!
Ty d’javol s chvostom
i pokryt volosami.
Tu stesso sei servo del diavolo!
Tu sei un inviato dell’inferno!
Con te vengono le sciagure!
Attraverso le tue labbra avviene la profanazione.
Muori, dissolviti,
dissolviti come polvere nel deserto!
Tu, diavolo con la coda,
coperto di peli!
(Il seguito cerca di difendere l’Inquisitore)
Sorvite, sestry, ego odeždy!
Topčite ego!
Strappategli i vestiti, sorelle;
calpestatelo!
(Uno del seguito si lancia verso la grande porta, la spalanca e chiama aiuto. Un luminoso raggio di sole entra attraverso la porta aperta nel sotterraneo. Irrompono le guardie e trascinano via le donne che gridano all’unisono)
INQUISITORE
(grida con estrema rabbia, tenendo inchiodata a terra Renata con la sua croce)
Ėta ženščina povinna
v plotskich snošenijach s d’javolom.
Ona podležit sudu inkvizicii!
Pytat’ ee nemedlenno,
sžeč’ ved’mu na kostre!
Questa donna è colpevole
di rapporti carnali con il diavolo.
Sarà sottoposta al giudizio dell’Inquisizione.
Torturarla immediatamente!
Bruciare la strega sul rogo!
FINE DELL’OPERA



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Ultimo aggiornamento 22 luglio 2015
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