Glossario



Cinque canti, op. 27

per voce e pianoforte

Musica:
Sergej Prokofiev
Testo: Anna Akhmatova
  1. Il sole riempiva la stanza
  2. Una vera tenerezza
  3. Il ricordo del sole
  4. Salve!
  5. Il re dagli occhi grigi
Organico: voce, pianoforte
Composizione: 1916
Edizione: Gutheil, Parigi, 1917

Guida all'ascolto (nota 1)

Brani meno conosciuti del Prokof'ev cameristico concludono l'excursus del concerto di stasera dedicato ad alcune pagine per canto e pianoforte del grande repertorio lirico della letteratura musicale russa. Il nome di Prokof'ev è legato saldamente alla produzione operistica, orchestrale, pianistica e di balletto con composizioni segnate il più delle volte da una forte e originale personalità creatrice, che succhia il proprio nutrimento in gran parte dalle naturali sorgenti del melos russo, come è il caso anche dei cinque Lieder su poesie di Anna Achmatova, recentemente scomparsa, e risalenti al 1916, nel periodo compreso tra due raccolte pianistiche di largo interesse, come le Visioni fuggitive op. 22 (1915-1917) e I racconti della nonna op. 31 (1918), e un anno prima della fortunata Sinfonia classica. Le cinque melodie si richiamano ad un clima espressivo neo-musorgskijano, tanto da poter affermare che un filo rosso sottile, ma evidente, unisce questi poemi al ciclo La camera dei bambini, per la stessa delicata e soffusa intimità melodica e armonica che li caratterizza. In questi fogli d'album di una musicalità essenziale (durano dieci-undici minuti) sono descritti vari stati d'animo in un gioco tra realtà e sogno e in cui l'elemento predominante è il senso di malinconia e di tristezza per una persona cara attesa e lontana, come si può avvertire nelle pagine intitolate La vera tenerezza, Ricordo del sole e soprattutto in quella conclusiva Il re dagli occhi grigi, così carica di angoscia sentimentale tardo-romantica e su un piano estetico nettamente contrario a quello perseguito successivamente dallo stesso musicista.

Testo

LA POLVERE D'ORO DEL SOLE

La polvere d'oro del sole ha riempito la stanza.
Io mi sono svegliata e mi sono ricordata:
caro, oggi è la tua festa.
Ecco perché i campi coperti di neve
non mi sembrano freddi.
Ecco perché io, insonne,
ho invece dormito come la notte dopo la
mia Prima Comunione


LA VERA TENEREZZA

La vera tenerezza si riconosce sempre. Essa è silenziosa.
E' inutile che tu posi la pelliccia sulle mie spalle con tanta cura.
E' inutile che tu mi finga la timidezza dei primi giorni
Conosco bene quel tuo sguardo insistente ed avido...


RICORDO DEL SOLE

Il ricordo del sole nel cuore s'indebolisce.
L'erba è ingiallita.
Alitano al vento fiocchi di neve, leggeri leggeri.
Sul fondo vuoto del cielo, il salice stira i suoi rami.
Forse è meglio che io non sia diventata tua moglie.
Il ricordo del sole nel cuore s'indebolisce...
Che cosa è questo? La notte? Forse,
Forse durante la notte l'inverno farà in tempo a venire.


BUONGIORNO!

Buongiorno! Senti questo leggero rumore vicino a te?
No, non finirai di scrivere queste righe: sono arrivata io!
E' possibile che anche questa volta mi tratterai così male?
Pretendi di non vedere né le mie mani né i miei occhi...
Da te si sta così bene...
Non costringermi a fuggire là sotto il ponte,
dove scorre l'acqua profonda e scura.


IL RE DAGLI OCCHI GRIGI

Sia lodato il dolore senza rimedio!
Ieri è morto il re dagli occhi grigi.
La sera d'autunno era afosa e soffocante.
Mio marito, tornando a casa, tranquillamente mi disse:
«Sai, i cacciatori hanno trasportato il suo corpo a braccia.
Lo han trovato sotto una quercia. Povera regina!
Perderlo così presto.
I capelli le son diventati bianchi in una notte».
Prese la pipa sul caminetto, la riempì
e se ne andò al suo lavoro notturno.
Io andrò ora a svegliare la mia figlioletta
e mi metterò a guardare in fondo ai suoi dolci occhi grigi.
Dietro alla finestra, le foglie sussurrano:
«Il re non è più su questa terra».


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 11 dicembre 1981

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Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2016
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