Glossario



Suite dall'opera "L'amore delle tre melarance", op. 33bis

Musica: Sergej Prokofiev
  1. I ridicoli
  2. Il mago Celio e la fata Morgana giocano a carte (Scena infernale)
  3. Marcia
  4. Scherzo
  5. Il principe e la principessa
  6. La fuga
Organico: ottavino, 2 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, clarinetto basso, 3 fagotti (3 anche controfagotto), 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, basso tuba, timpani, grancassa, piatti, triangolo, tamburo militare, tamburello, tam-tam, xilofono, campane, 2 arpe, archi
Composizione: 1922
Prima esecuzione: Parigi, 29 novembre 1925
Edizione: Gutheil, Parigi, 1922

Guida all'ascolto (nota 1)

Ispirata a una fiaba di Carlo Gozzi, L'amore delle tre melarance è la prima Opera di Prokof'ev. Composta nel 1919, venne\ rappresentata per la prima volta a Chicago il 30 dicembre 1921, sotto la direzione dell'autore. È un'opera di carattere profondamente antirealistico, che presenta una singolare mescolanza di elementi fiabeschi, satirici e comici; la musica, dal canto suo, ne sottolinea efficacemente il tono parodistico e fantastico, quale appare anche nei sei brani costituenti la suite sinfonica op. 33 bis tratta dal lavoro teatrale, che fu diretta la prima volta dall'autore il 29 novembre 1925. Tra i vari pezzi della suite, particolare fortuna conobbero la Marcia e lo Scherzo, entrambi brevissimi ma di grande maestria strumentale, tanto da affermarsi nel repertorio concertistico come un dittico a sé, eseguibile autonomamente. Anche gli altri brani della suite presentano comunque un'orchestrazione timbricamente sfaccettata a illustrazione dei vari episodi: da quello in cui Tragici, Comici, Scervellati, Lirici e infine Originali discutono, fin quasi ad azzuffarsi, su quale sia il genere di spettacolo migliore; a quello in cui il buon Mago Celio, protettore del re (che ha il figlio malato), e la malvagia Fata Morgana, protettrice del perfido ministro Leandro, giocano a carte, fra i diavoletti del seguito, i destini dei loro protetti; a quelli della famosa marcetta introduttiva e poi della festa spassosa che si tiene a corte per cercare di far divertire il malinconico principe; a quelli infine della apparizione al principe della principessa Ninetta, uscita dalla melarancia, e della sua fuga.


(1) Testo tratto dal Repertorio di Musica Classica a cura di Pietro Santi, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze, 2001

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Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2017
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