Glossario



Adélaïde ou le langage des fleurs (Valses nobles et sentimentales)

versione per balletto (utilizzata anche come suite da concerto)

Musica: Maurice Ravel
  1. Modéré - très franc (sol maggiore)
  2. Assez lent - avec une expression intense (sol minore)
  3. Modéré (mi minore)
  4. Assez animé (la bemolle maggiore)
  5. Presque lent - dans un sentiment intime (mi maggiore)
  6. Vif (do maggiore)
  7. Moins vif (do maggiore - la maggiore)
  8. Épilogue. Lent (sol maggiore)
Organico: 2 flauti, 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, bassotuba, timpani, grancassa, piatti, triangolo, tamburo militare, tamburello, glockenspiel, celesta, 2 arpe, archi
Prima rappresentazione (balletto): Parigi, Théâtre Municipal du Châtelet, 22 aprle 1912
Prima esecuzione (sinfonica): Parigi, Casino, 15 febbraio 1912
Edizione: Durand, Parigi, 1912
Dedica: Louis Aubert

Versione per orchestra dei Valses nobles et sentimentales per pianoforte del 1911

Guida all'ascolto (nota 1)

I «Valses nobles et sentimentales», scritti originariamente per pianoforte, nel 1911, ed in seguito orchestrati dallo stesso Ravel, costituiscono una sorta di «omaggio» a Schubert e, come disse il compositore, «alle belle viennesi». «Il titolo di questa composizione - aggiunse il musicista - indica sufficientemente la mia intenzione di comporre una successione di valzer sull'esempio di Schubert. Alla virtuosità delle mie precedenti opere pianistiche, succede una scrittura decisamente più chiarificata e dalla linearità ben rilevata». I sette valzer, creati «pour le plaisir délicieux et toujours nouveau d'une occupation inutile» - sono ancora parole di Ravel - si succedono contrastandosi o rispondendosi in una serie di quadretti romantici dalle tinte ricercate e sottili. La loro versione orchestrale fu compiuta da Ravel per accompagnare il balletto intitolato «Adelaide o il linguaggio dei fiori» di cui egli stesso immaginò il soggetto, che si svolge in un salotto del primo Ottocento: «Adelaide, bella e capricciosa donzella, è corteggiata da due spasimanti, l'uno giovane e bello e l'altro, un Duca, alquanto maturo e pingue. Durante un ballo, Adelaide concede alternativamente il suo interesse ai due cavalieri, donando ad essi, di volta in volta, un fiore simboleggiante i suoi sentimenti. Al termine del ballo, il Duca riceve da lei un ramoscello di acacia - simbolo di amore platonico - e il giovane, un papavero «scordati di me». Disperato, il damerino sta per uccidersi sotto le finestre dell'amata, quando la fanciulla gli lancia dal suo balcone una rosa rossa - «amore ardente» -; e così i due cadranno l'uno nelle braccia dell'altro».

Nicola Costarelli


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 22 febbraio 1967

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Ultimo aggiornamento 20 dicembre 2014
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