Glossario



Trois chansons (Tre canzoni)

versione per coro a cappella

Musica: Maurice Ravel
Testo: Maurice Ravel
  1. Nicolette
    Composizione: Parigi, febbreio 1915
    Dedica: Tristan Klingsor
  2. Trois beaux oiseaux du paradis
    Composizione: Parigi, dicembre 1914
    Dedica: Paul Painlevé
  3. Ronde
    Composizione: Parigi, febbraio 1915
    Dedica: Madame Paul Clémenceau
Organico: coro misto senza accompagnamento
Prima esecuzione: Parigi, Théâtre du Vieux-Colombier, 11 ottobre 1917
Edizione: Durand and Company, Parigi, 1916

Vedi al 1915 n. 102 la versione per voce e pianoforte

Guida all'ascolto (nota 1)

Queste «Trois Chansons» sono le uniche musiche solo per voci scritte da Ravel, che in un secondo momento le ridusse per canto e pianoforte. Furono composte tra il 1915 e il 1916 su versi dello stesso Ravel, rimatore e giocoliere delle parole non sufficientemente conosciuto e apprezzato da tutti coloro ohe pur esaltano la sua genialità musicale. Esse si ispirano alle vecchie canzoni del Rinascimento e utilizzano il verso libero, senza rigori ritmici e sillabici, in quanto esso si adegua meglio alla fantasia e all'istinto un pò stravagante e anticonformista del musicista. La prima chanson si intitola «Nicolette» ed ha un andamento gentilmente beffardo, cadenzato sul verso che dice: «Hé là, ma Nicolette/Veux - tu pas tous ces écus?». La seconda canzone ha per titolo «Trois beaux oiseaux de Paradìs» ed è semplice e scorrevole come una elegia popolare; Ravel utilizza una melodia fresca e suadente, che si richiama allo stile delle vecchie canzoni trovadoriche, tra il nostalgico e il sentimentale. L'ultima canzone «La Ronde» è brillante, vivace e piena di ritmo musicale; in essa si rievoca una specie di sabba romantico con divinità pagane, fauni e folletti di ogni genere, che permettono all'artista di scapricciarsi in un travolgente e divertente discorso sonoro, sulle parole di un testo assonante e spiritoso.

E' un Ravel letterariamente insolito, ma musicalmente si avvertono già i segni di certe estrose e originali invenzioni ritmico-armoniche che sfoceranno più tardi nella favola dell'«Enfant et les sortilèges», esemplare nel suo calibratissimo rapporto tra voce e strumenti.

Testo

NICOLETTE

Nicolette, à la vesprée, s'allait promener au pré cueillir la pâquerette, la jonquille et le muguet. Toute sautillante, toute guillerette, lorgnant ci, là de tous les côtés ou rencontra vieux loup grognant tout hérissé, l'oeil brillant hé là! ma Nicolette viens tu pas chez Mére-Grand? A porte d'haleine, s'enfuit Nicolette, laissant là cornette et saques blancs.
Joli, rencontra page joli, chausses blancs et pourpoint gris:
Ah! page joli, sage s'en retourna, très lentement.
Ah, pauvre Nicolette, rencontra seigneur chenu, ventru, tors, laid, puant et ventru. Ma Nicolette veux-tu pas tous ces écus? Vite fut en ses bras bonne Nicolette, jamais au près n'est revenue.
NICOLETTA

Nicoletta a vespro passeggiava per il prato, coglieva margherite, giunchiglie e mughetti. Saltellante e vispa, occhieggiava di qua e di là, da tutti i lati. Oh là! Nicoletta mìa, non vieni dalla nonna? Nicoletta fuggì via a perdifiato perdendo la cuffietta e i sandali bianchi.
Grazioso incontrò, paggio Grazioso, brache e farsetto grigio.
Ah! il paggio Grazioso saggiamente tornò indietro, lentamente.
Ah! la povera Nicoletta incontrò un signore canuto, grasso, contorto, brutto, puzzolente e grosso. - Nicoletta, vuoi tu questi scudi? - E fu subito nelle sue braccia, la brava Nicoletta. E non è mai più tornata sul prato.

TROIS BEAUX OISEAUX DU PARADIS

Trois oiseaux du Paradis ont passé par ici, le premier était plus bleu que ciel, le second était couleur de neige, le troisième rouge vermeil.
Beaux oiseàets du Paradis qu'apportez pas ici?
Je porte un regard couleur d'azur,
moi sur beau front couleur de neige,
un baiser doit mettre, encor plus pur.
Oiseau vermeil du Paradis que portez-vous ainsi?
Un joli coeur tout cramoisi,
ah! je sens mon coeur qui froidit... emportez-le aussi.
TRE BELLI UCCELLI DEL PARADISO

Tre uccelli del Paradiso son passati di qua: il primo era più azzurro del cielo, il secondo era come la neve, il terzo rosso vermiglio.
Uccelletti del Paradiso, che ci portate?
Io porto uno sguardo color di cielo.
Su di una fronte color di neve, io devo mettere un bacìo ancor più puro.
Uccelletti del Paradiso, che ci portate?
Un bel cuore tutto vermiglio!
Ah! sento che il mio cuore si gela ... portatelo, via con voi.

RONDE

N'allez pas au bois d'Ormonde, jeunes filles, n'allez pas au bois, il y a plein de satyres, de centaures, de malins sorciers. Des farfadets et des incubes, des ogres, des lutins, de faunes, des follets, des lamies, diables,
diablots, diablotins, des chèvres-pieds, des gnomes, des démons, des loups-garous, des elfes, des myrmidons, des chanteurs et des mages, de stryges, des sylphes, des moines bourrus, des cyclopes, des djinns, gobelins, korrigans, nécromans. N'allez-pas au bois d'Ormonde, n'allez-pas au bois d'Ormonde. Jeunes garçons il y a pleins de faunesses, de bacchantes et de males fées, des satyresses, des ogresses, et desbaba-la-gas, des centauresses ei des diablesses, goules sortant du sabbat, des farfadettes et de démons, des larves, des nymphes, des myrmidones, Ha-ma-dry-a-des, dry-a-des, na-Pia-des, mé-na-des, thy-a-des, folet-tes, lé-mu-res, gno-mi-des, suc-cu-bes, gorgones, gobelines, n'allez pas au bois d'Ormonde, n'irons plus au bois d'Ormonde hélas! plus jamais n'irons au bois il n'y a plus de satyres, plus de nymphes, ni de males fées, plus d'ogres, de lutins, de faunes de follets, de la-mi-es, diables, diablots, diablotins, de chèvre-pieds, de gnomes, de démons, de loups-garous, ni d'elfes, de myrmidons, plus d'enchanteurs ni de mages, de stryges, de sylphes, de moines bourrus, de cyclopes, de djinns, de diabloteaux d'efrils, d'aegypans, de sylvains, gobelins, korigans, nécromans, kobolds ah! n'allez pas au bois d'Ormonde les vi-sés vieilles, les mala vises vieux les ont effarouchés - ah!
RONDA

Non andate al bosco d'Ormonde, ragazze, non andate al bosco. E' pieno di satiri, centauri e cattivi stregoni. Di spiriti folletti e di cùcùli, di orchi, spiritelli, fauni, folletti, lémuri, diavoli e diavoletti, satiri, gnomi, demoni, lupi mannari, elfi, mirmidoni, cantastorie, maghi, vampiri, silfidi, monaci neri, ciclopi, dijnns, nani dì Bretagna negromanti.
Non andate al bosco d'Ormonde, non andate al bosco d'Ormonde.
Ragazzi, è pieno di faunesse, baccanti e fate cattive, satiri e satiresse, orchesse, centauresse, e diavolesse, vampiri usciti dal Sabbah, spiriti, folletti, e demoni, larve, ninfe, mirmidoni, Amadrìadi, Driadi, Mènadi, Tiadi, folletti, lèmuri, gnomidi, succubi, Gorgoni.
Non andate al bosco d'Ormonde. Non si andrà più, ahimé, al bosco d'Ormonde! Mai più andremo al bosco! Non ci sono più Satiri né Ninfe né cattive Fate. Più orchi, folletti, lemuri, diavoli, diavolotti e diavoletti, satiri, gnomi, demoni, lupi mannari, elfi, mirmidoni. Non ci son più nè incantatori né maghi, strigidi, silfidi, monaci neri, Ciclopi, dijnns, diavoli d'Efrils, Silvani, nani di Bretagna, negromanti, coboldi.
Oh! non andate al bosco d'Ormonde! Gli sguardi delle vecchie, i cattivi sguardi dei vecchi li hanno fatti fuggire. Ah!

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 1 marzo 1974

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Ultimo aggiornamento 30 gennaio 2015
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