Glossario



Atys (Attis), D. 585

Lied per voce e pianoforte

Musica:
Franz Schubert
Testo: Johann Mayrhofer
Organico: voce, pianoforte
Composizione: settembre 1817
Edizione: Diabelli, Vienna, 1833

Testo (nota 1)

ATYS ATTIS
Der Knabe seufzt über's grüne Meer;
Vom fernenden Ufer kam er her.
Er wünscht sich mächtige Schwingen,
Die sollten ihn zum heimischen Land,
Woran ihn ewige Sehnsucht mahnt,
Im rauschenden Fluge bringen.
« O Heimweh! unergründlicher Schmerz,
Was folterst du das junge Herz?
Kann Liebe dich nicht verdrängen?
Du willst die Frucht, die herrlich reift,
die Gold und flüssiger Purpur streift,
Mit tötlichem Feuer versengen?
Ich liebe und rase, ich hab' sie geseh'n.
Die Lüfte durchschnitt sie im Sturmesweh'n
Auf löwengezogenem Wagen.
Ich inusste Flehen: o nimm mich mit!
Mein Leben ist düster und abgeblüht.
Wirst du meine Bitte versagen?
Sie schaute mit gütigem Lächeln mich an;
Nach Thracien trug uns das Löwengespann,
Da dien' ich als Priester, ihr eigen.
Den Rasenden kränzt ein seliges Glück:
Der Aufgewachte schaudert zurück,
Kein Gott will sich hilfreich erzeigen.
Dort, dort hinter den Bergen,
Im scheinenden Strahl des Abends
Entschlummert mein väterlich Tal:
O war', o war' ich jenseits der Wellen!»
Seufzet der Knabe, «o war' o war' ich jenseits der
[Wellen,
O war' ich jenseits der Wellen! »
Doch Cymbelgetön verkündet die Göttin,
Er stürzt von Höh'n zu Gründen und waldigen Stellen.
Il fanciullo sospira il verde mare,
è qui giunto dalla lontana sponda.
Vorrebbe avere ali possenti
che in rapido volo
lo riportassero alla terra natia
dì cui serba eterno desiderio.
«O nostalgia! Dolore segreto,
perchè tormenti quel povero cuore?
Non può scacciarti l'amore?
Vuoi dunque bruciare con il fuoco micidiale
il frutto che matura mirabilmente,
striato d'oro e di liquida porpora?
Io amo e smanio, io l'ho veduta.
Attraversava l'aria nell'agitarsi della tempesta,
su di un carro trainato dai leoni.
L'ho invocata: portami con te! La mia vita è triste e
[sfiorita.
Vorrai respingere la mia preghiera?
Ella mi ha guardato con benevolo sorriso;
il tiro dei leoni ci ha condotto in Tracia.
Là presto servizio come sacerdote, esclusivamente per
[lei».
Il folle innamorato è coronato da una sublime
[beatitudine
ma risvegliandosi, indietreggia tremante:
nessun dio si mostrerà disposto ad aiutarlo.
«Là, là dietro ai monti,
nel lucente raggio della sera
s'intravede appena la mia valle natia:
o fossi, fossi dall'altra parte delle onde!»
Sospira il fanciullo: «o fossi, fossi dal'altra parte delle
[onde!
Fossi dall'altra parte delle onde!»
Ma un suono di cembali annuncia la dea,
egli precipita dall'alto, giù in luoghi boscosi.

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 22 novembre 1974

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Ultimo aggiornamento 24 febbraio 2016
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