Glossario



Ellens Gesang I (Primo canto di Ellen), op. 52 n. 1, D. 837

Lied per voce e pianoforte

Musica:
Franz Schubert
Testo: Walter Scott da The Lady of the Lake; tradotto da D. Adam Storck
Organico: voce, pianoforte
Composizione: aprile - luglio 1825
Prima esecuzione: Vienna, Musikvereinsaal, 31 gennaio 1828
Edizione: Artaria, Vienna, 1826
Dedica: Sophie von Weissenwolf

Testo (nota 1)

ELLEN'S ERSTER GESANG PRIMO CANTO DI ELLEN
Raste, Krieger! Krieg ist aus,
Schlaf'den Schlaf, nichts wird dich wecken.
Träume nicht von wildem Strauss,
Nicht von Tag und Nacht voll Schrecken.

In der Insel Zauberhallen
Wird ein weicher Schlafgesang
Um das müde Haupt dir wallen
Zu der Zauberharfe Klang.

Feeen mit unsichtbaren Händen
Werden auf dein Lager hin
Holde Schlummerblumen senden,
Die im Zauberlande blüh'n.

Nicht der Trommel wildes Rasen,
Nicht des Kriegs gebietend Wort.
Nicht der Todeshörner Blasen
Scheuchen deinen Schlummer fort.

Nicht das Stampfen wilder Pferde,
Nicht der Schreckensruf der Wacht,
Nicht das Bild von Tagsbeschwerde
Stören deine stille Nacht.

Doch der Lerche Morgensänge
Wechen saft dein schlummernd Ohr,
Und des Sumpfgefieders Klänge
Steigen aus Geschilf und Rohr.

Raste, Krieger! Krieg ist aus.
Schlaf'den Schlaf, nichts wird dich wecken.
Träume nicht von wildem Strauss,
Nicht von Tag und Nacht voll Schrecken.
Riposa guerriero! La guerra è finita.
Dormi il tuo sonno, nulla ti sveglierà.
Non sognare una lotta selvaggia,
ne un giorno o una notte dominati dal terrore.

Nelle sale magiche dell'isola
aliterà un tenero canto di riposo
fluttuando attorno al tuo capo stanco
al suono dell'arpa magica.

Le Fate con invisibili mani
cospargeranno sul tuo giaciglio
incantevoli fiori soporiferi
che fioriscono in terra magica.

Non il tamburo della furia selvaggia
non il richiamo imperioso della guerra
non lo squillo di corni annuncianti la morte
turbano il tuo riposo.

Non lo scalpitare di un cavallo furioso
non l'appello angoscioso della veglia
non l'immagine molesta del giorno
disturbano la tua notte quieta.

Pur il canto mattutino dell'allodola
è una dolce sveglia al tuo orecchio assopito
e lo squittire della quaglia piumata
s'alza dalla riva e dal canneto.

Riposa, guerriero! La guerra è finita.
Dormi il tuo sonno, nulla ti sveglierà.
Non sognare una lotta selvaggia,
nè un giorno o una notte dominati dal terrore.

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 15 gennaio 1971

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Ultimo aggiornamento 19 settembre 2015
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