Glossario



Des Fischers Liebesglück (L'amore felice del pescatore), D. 933

Lied per voce e pianoforte

Musica:
Franz Schubert
Testo: Karl Gottfried von Leitner
Organico: voce, pianoforte
Composizione: novembre 1827
Edizione: Diabelli, Vienna, 1835

Testo (nota 1)

Des Fischers Liebesglück L'amore felice del pescatore
Dort blinket
Durch Weiden und winket
Ein Schimmer
Blaßstrahlig vom Zimmer
Der Holden mir zu.

Es gaukelt
Wie Irrlicht und schaukelt
Sich leise
Sein Abglanz im Kreise
Des schwankenden Sees.

Ich schaue
Mit Sehnen ins Blaue
Der Wellen
Und grüße den hellen
Gespiegelten Strahl.

Und springe
Zum Ruder und schwinge
Den Nachen
Dahin auf dem flachen,
Kristallenen Weg.

Fein Liebchen
Schleicht traulich vom Stübchen
Herunter
Und sputet sich munter
Zu mir in das Boot.

Gelinde
Treiben die Winde
Uns wieder
See-einwärts zum Flieder
Des Ufers hin dann.

Die blassen
Nachtnebel umfassen
Mit Hüllen
Vor Spähern den stillen,
Unschuldigen Scherz.

Und tauschen
Wir Küsse, so rauschen
Die Wellen,
Im Sinken und Schwellen
Den Horchern zum Trotz.

Nur Sterne
Belauschen uns ferne
Und baden
Tief unter den Pfaden
Des gleitenden Kahns.

So schweben
Wir selig, umgeben
Vom Dunkel,
Hoch überm Gefunkel
Der Sterne einher.

Und weinen
Und lächeln und meinen,
Enthoben
Der Erde, schon oben,
Schon drüben zu sein.
Lampeggia laggiù
attraverso i salici e mi invita
un bagliore
pallido, dalla camera
del mio amore.

Aleggia
come fuoco fatuo e dondola
leggermente
il suo riflesso nel cerchio
del lago ondeggiante.

Io scruto
con ansia nell'azzurro
delle onde
e saluto il luminoso
raggio riflesso.

E salto
al timone e spingo
la navicella
avanti lungo la piatta
via di cristallo.

Il mio dolce amore
striscia furtiva dalla cameretta
fin giù
e scivola allegra, di corsa,
da me sulla barca.

Dolcemente
ci spingono i venti
di nuovo
all'interno del lago, poi
verso la sponda fiorita.

Le pallide
nebbie notturne proteggono
coi loro veli
da occhi indiscreti il silenzioso,
innocente scherzo.

E se ci scambiamo
baci, mormorano
le onde,
inabissandosi e rigonfiandosi,
a dispetto di chi ascolta.

Solo le stelle
ci spiano da lontano,
e nuotano
profonde sotto i sentieri
della barchetta che scivola via.

Così ci libriamo
beati, circondati
dal buio,
alti sopra lo scintillio
tremolante delle stelle.

E piangiamo
e ridiamo e ci pare
(d'esser) sollevati
da terra, d'esser già lassù,
già nel mondo di là.
(Traduzione di Sergio Sablich)

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto del Maggio Musicale Fiorentino,
Firenze, Teatro Comunale, 13 giugno 1983

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Ultimo aggiornamento 8 giugno 2016
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