Glossario



Die Forelle (La trota), op. 32, D. 550

Lied per voce e pianoforte (in cinque varianti)

Musica:
Franz Schubert
Testo: Christian Friedrich Daniel Schubart
  1. Prima variante - Etwas lebhaft (re bemolle maggiore)
    Composizione: 1817 circa
    Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1895
  2. Seconda variante - Etwas lebhaft (re bemolle maggiore)
    Composizione: 1817 circa
    Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1895
  3. Terza variante - Etwas lebhaft (re bemolle maggiore)
    Composizione: febbraio 1818
    Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1895
  4. Quarta variante - Etwas lebhaft (re bemolle maggiore)
    Composizione: 1820 circa
    Edizione: Diabelli, Vienna, 1827 (op. 32)
  5. Quinta variante - Etwas geschwind (re bemolle maggiore)
    Composizione: ottobre 1821
    Edizione: Bärenreiter Verlag, Kassel, 1975
Organico: voce, pianoforte

Guida all'ascolto 1 (nota 1)

Die Forelle D. 550 è, assieme ad An den Tod D. 518, ascrivibile, come data di composizione al luglio 1817, se non alla fine dell'anno precedente e si basa sui versi di Christian Friedrich Daniel Schubart, con il quale Schubert aveva già avuto rapporti in passato, come è attestato dai Lieder D. 342 e D. 454. Assieme ad An den Tod, Die Forelle è uno dei canti più famosi della liederistica schubertiana e ne esistono cinque differenti versioni (la prima e la seconda della fine del 1816 e del luglio 1817, la terza del 21 febbraio 1818, la quarta dell'autunno 1820, la quinta dell'ottobre 1821): differenze minime, a dir il vero, dal momento che tutte e cinque sono nella medesima tonalità d'impianto di re bemolle, con lo stesso accompagnamen¬to alla tastiera e l'analogo incedere del tracciato melodico. A raffrontare tra loro le varie versioni si ha l'impressione che Schubert abbia sempre avuto in mente la medesima idea ma che, nel darne la resa sonora agli amici, più che a un testo scritto si sia rifatto in ogni circostanza ad immagini della memoria dai profili a volte indistinti. Nell'opera liederistica schubertiana l'incipit melodico aveva già informato, un anno prima, Daphne am Bach D. 411 sui versi di Friedrich Stolberg ma in Die Forelle l'atmosfera tonale è differente e l'accompagnamento pianistico più ricco e coinvolgente. Sintomatica risulta la contrapposizione tra il clima sonoro delle prime due strofe, incorniciate dal ritornello, e quello della terza strofa, per la quale l'Einstein ha parlato «d'una scena teatrale con recitativo in tempo». Il passaggio al si bemolle minore apporta agitazione e angoscia all'incedere della linea vocale e, del pari, l'accompagnamento si tinge d'una immagine di turbamento e paura. Ma tutto si risolve in pochi istanti e l'emozione d'un momento lascia il passo all'ironia sorridente della conclusione, di nuovo nella tonalità di re bemolle. Non soltanto a Vienna Die Forelle divenne subito popolarissima e nel 1819, nella sosta dell'autore con l'amico Vogl a Steyr, il violoncellista dilettante Sylvester Paumgartner pregò Schubert di inserirne l'evocazione motivica in un lavoro cameristico: e fu il primo passo nella genesi del Quintetto in la maggiore D. 667 dell'autunno 1819.

Luigi Bellingardi

Guida all'ascolto 2 (nota 2)

Sul finire del 1817 Schubert compose questo celeberrimo fra i suoi Lieder. E al successo immediato che il Lied riscosse nelle schubertiadì dobbiamo quattro copie manoscritte del Lied, l'ultima del 1821, contenente le 5 battute introduttive. Prima strofa: In un chiaro ruscello la trota capricciosa sfreccia come un dardo. lo assistevo dalla spiaggia e guardavo in tutta pace i guizzi dell'allegro pesciolino. Seconda strofa: Un pescatore con la canna stava sulla sponda e osservava a sangue freddo l'aggirarsi del pesciolino. Finché la trasparenza dell'acqua, pensai, non vien meno, egli non potrà prenderla all'amo. Terza strofa: Ma finalmente il birbante perse la pazienza. Egli intorbidò a bella posta il ruscello, e prima di quanto pensassi la sua canna si scosse, e il pesciolino vi rimase appeso. Ed io indignato rimirai la trota ingannata. Il fascino del pezzo consiste nella perfetta pittura d'ambiente: lo scorrere gorgogliante delle piccole onde su cui frizzante si distende la melodia. Ma alla terza strofa Schubert partecipa alla tragedia, e la forma metrica si muta per qualche battuta in scena drammatica, su cui tornerà a fluire alla chiusa l'immagine musicale del ruscello.

Gioacchino Lanza Tomasi

Testo

DIE FORELLE
LA TROTA
In einem Bächlein helle,
Da schoss in froher Eil
Die launische Forelle
Vorüber wie ein Pfeil.
Ich stand an dem Gestade
Und sah in süsser Ruh
Des muntern Fischeleins Bade
Im klare Bächlein zu.

Ein Fischer mit der Rute
Wohl an dem Ufer stand,
Und sah's mit kaltem Blute,
Wie sich das Fischlein wand.
Solang dem Wasser Helle,
So dacht ich, nicht gebricht,
So fängt er die Forelle
Mit seiner Angel Nicht.

Doch endlich ward dem Diebe
Die Zeit zu lang. Er macht
Das Bächlein tückisch trübe,
Und eh ich es gedacht,

So zuckte seine Rute,
Das Fischlein zappelt dran,
Und ich mit regem Blute
Sah die Betrog'ne an.
In un limpido ruscelletto
guizzava svelta e allegra
la trota capricciosa,
veloce come una freccia.
Me ne stavo sulla riva
assorto, a contemplare
il bagno del lesto pesciolino,
nel chiaro ruscelletto.

Un pescatore con la lenza
arrivò sulla sponda,
e freddamente guardò
le evoluzioni del pesciolino.
Finché non verrà meno
la trasparenza dell'acqua,
così pensavo, egli non riuscirà
a catturare la trota con l'amo.

Ma infine quel furfante
si stancò di aspettare. Con perfidia
intorbidò le acque,
e prima che me ne accorgessi

tirò di scatto la sua lenza;
il pesciolino vi si dibatteva,
ed io, turbato rimasi
a guardare la vittima ingannata.

(Traduzione di Pietro Soresina)

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 3 giugno 1994
(2) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma Teatro Oòimpico, 14 maggio 1975

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Ultimo aggiornamento 9 ottobre 2015
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