Glossario



Ganymed: Wie im Morgenglanze, op. 19 n. 3, D. 544

Lied per voce e pianoforte

Musica:
Franz Schubert
Testo: Johann Wolfgang von Goethe
Organico: voce, pianoforte
Composizione: marzo 1817
Edizione: Diabeli, Vienna, 1825
Dedica: Johann Wolfgang von Goethe

Guida all'ascolto (nota 1)

Nel 1817, pochi mesi dopo aver lasciato l'insegnamento, Schubert si dedica alla poesia di Goethe. Ganymed, e la sua ansia goethiana di infinito si rivelarono un soggetto troppo arduo per il musicista ventenne. L'anelito è trasferito nella scena drammatica col ricorso ad incisi melodici caratterizzati dall'entusiasmo di un procedere innodico: Come tu ardi attorno a me nello splendore del mattino, amata primavera. Con mille volti d'amore il tuo eterno calore penetra il mio cuore, sacro sentimento ed eterna bellezza. Che possa stringerti fra queste braccia, io riposo nel suo seno e languo e i tuoi fiori, la tua erba si serrano attorno al mio cuore. Tu calmi la sete ardente del mio petto, o amata brezza mattutina. L'usignolo mi chiama dalla valle vicina. lo vengo, vengo e dove, dove vado? Tendere in alto, in alto. Le nuvole ondeggiano verso il basso, le nuvole si inclinano all'amore bruciante. A me! a me! in alto, avviluppando, avviluppato, verso il tuo seno padre fonte di amore.

Gioacchino Lanza Tomasi

Testo (nota 2)

GANYMED GANIMEDE
Wie im Morgenglanze
Du rings mich anglühst,
Frühling, Geliebter!
Mit tausendfacher Liebeswonne
Sich an mein Herz drängt
Deiner ewigen Wärme
Heilig Gefühl,
Unendliche Schöne!

Dass ich dich fassen möcht
In diesen Arm!

Ach, an deinem Busen
Lieg ich, schmachte,
Und deine Blumen, dein Gras
Drängen sich an mein Herz.
Du kühlst den brennenden
Durst meines Busens,
Lieblicher Morgenwind!
Ruft drein die Nachtigall
Liebend nach mir aus dem Nebeltal.

Ich komm, ich komme!
Wohin? Ach, wohin?

Hinauf! Hinauf strebt's.
Es schweben die Wolken
Abwärts, die Wolken
Neigen sich der sehnenden Liebe.
Mir! Mir!

In euerm Schosse
Aufwärts!
Umfangend umfangen!
Aufwärts an deinen Busen, Alliebender Vater!
Nel fulgido mattino
come ardi a me d'intorno,
tempo di primavera, mio amato!
Con voluttà dai mille modi
preme sul mio cuore
del tuo calore eterno
il sacro senso,
infinita bellezza!

Oh, ti potessi stringere
fra queste braccia!

Ahimè, sul tuo petto
mi giaccio anelante
e i tuoi fiorì, la tua erba
premono il mio cuore.
Tu sopisci l'ardente
sete del mio petto,
gentile vento dell'alba!
E mi porti il tenero richiamo
dell'usignolo dalla valle nebbiosa.

Eccomi, vengo!
Ma dove? Oh, dove?

In alto! In alto mi spinge
una forza. Le nubi
si librano in giù, le nubi
piegano al desioso amore.
A me! A me!

Nel vostro grembo
in alto!
Abbracciato e abbracciante!
In alto verso il tuo seno,
padre, infinito amore!
(Johann Wolfgang von Goethe) (Traduzione di Emilio Castellani)

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 14 maggio 1975
(2) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 28 gennaio 2000

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Ultimo aggiornamento 25 ottobre 2015
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