Glossario



Im gegenwärtigen Vergangenes (Passato nel presente), D. 710

per quartetto vocale maschile e pianoforte

Musica:
Franz Schubert
Testo: Wolfgang von Goethe dal "West-östlicher Diwan"
Organico: 2 tenori, 2 bassi, pianoforte
Composizione: marzo 1821 circa
Edizione: Diabelli, Vienna, 1849

Guida all'ascolto(nota 1)

Piccolo grande capolavoro della produzione corale profana di Schubert, il pezzo in programma offre un saggio eloquente dell'elevatezza di un repertorio alimentato anzitutto dalla consuetudine di cantare in riunioni amatoriali, private. È la tipica cornice viennese attorno al musicista - un mondo segnato dalla capacità e dal piacere di far musica tra amici o in ristrette associazioni borghesi, ma ad alto livello - che ispira anche quest'ampio catalogo di pagine a più voci con o senza accompagnamento, per lo più pianistico. Composizioni concepite dunque per un gruppo di solisti, ma che volentieri permettevano esecuzioni con organico più ampio.

Im Gegenwärtigen Vergangenes (Passato nel presente) attinge i versi dal Goethe maturo, quello di Westöstlicher Diwan nel quale, ispirato da traduzioni di poesia persiana, l'artista si diffonde su temi particolarmente alti. Di qui un tono problematico e concettoso che, sul piano musicale, si riflette direttamente nel profilo complesso e delicato di una pagina che propone via via atmosfere diverse, non facili da rendere nella linea e nell'essenza di grande compostezza che le governa. E un tenore solo che, all'inizio, fa da corifeo; poi l'intervento del coro, a quattro voci pari, impone il clima tipico di certi altri Lieder su testo goethiano (Ganymed, Der Musensohn, Prometheus), dei quali sembra quasi di cogliere una versione corale: Lieder di tinte apollinee, nei quali la natura è vista come luogo mitico, oggetto di neoclassici rimpianti.

Intense nostalgie di un mondo perduto, influssi di un certo fiabismo protoromantico, alla Weber. Una musica che, se si protende inquieta a rendere difficili simbolismi e allegorie, quando però il testo diventa più narrativo si riaccende a evocare fervidamente immagini di aria mattutina e di profumi impalpabili che sono nelle corde più felici di Schubert. Ma accanto all'apparente decoro neoclassico, ecco lampeggiare invece asimmettie, dispersioni, contorni poco precisi che richiamano la più schietta Romamtik; lo stesso fomite dal quale deriva - perfetto topos, romantico appunto, di gusto anticheggiante - la scena di caccia incastonata nella modanatura umbratile dell'Allegro moderato che precede il piccolo fugato conclusivo dove, con effetti quasi di cetra, si ristabiliscono infine grazia e contegnosità neoclassiche.

Testo

IM GEGENWARTIGEN VERGANGENES PASSATO NEL PRESENTE
Ros' und Lilie morgentaulich
blüht im Garten meiner Nähe,
hintenan bebuscht und traulich
steigt der Felsen in die Höhe,
und mit hohem Wald umzogen
und mit Ritterschloss gekrönet,
lenkt sich hin des Gipfels Bogen,
bis er sich dem Thal versöhnet.

Und da duftet's wie vor alters,
da wir noch von Liebe litten,
und die Saiten meines Psalters
mit dem Morgenstrahl sich stritten;
wo das Jagdlied aus den Büschen
Fülle runden Tons enthauchte,
anzufeuern, zu erfrischen
wie's der Busen wollt' und brauchte.

Nun die Wälder ewig sprossen,
so ermutigt euch mit diesen,
was ihr sonst für euch genossen,
lasst nun andern sich gemessen.
Niemand wird uns dann beschreien,
dass wir uns alleine gönnen!
Nun in allen Lebensreihen
müsset ihr geniessen können.

Und mit diesem Lied und Wendung
sind wir wieder bei Hafisen,
denn es ziemt des Tag's Vollendung
mit Geniessern zu geniessen.
La rosa e il giglio, all'alba rugiadosi,
fioriscono qui accanto nel giardino;
e dì dietro s'innalza tra ì cespugli,
la rupe verso il cielo familiare.
Vestito d'alti boschi, coronato
da un castello che fu di cavalieri,
s'incurva al basso l'arco della cima
sino a riconciliarsi con la valle.

C'è un profumo a quest'ora come un tempo,
quando d'amore ancora soffrivamo,
e il mio salterio con le corde tese
contendeva coi raggi del mattino.
Quando un canto di caccia dalla macchia
levava suoni pieni, vigorosi,
per infiammare e poi per ristorare,
come il cuore voleva e abbisognava.

Ora i boschi germogliano perenni,
e siano questi a darvi più coraggio;
ciò che prima godeste per voi stessi,
è concesso negli altri di godere.
Così nessun potrà rimproverarci
solamente per noi di provvedere;
ora in tutte le fasce della vita
bisogna che a godere v'addestriate.

Con tale canto e con tale svolta
a Hafis siamo ancora ritornati;
s'addice che del giorno il compimento
sia goduto con chi sappia goderlo.
(traduzione di Giorgio Cusatelli)

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Villa Giulia, 20 luglio 1995

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Ultimo aggiornamento 21 giugno 2014
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