Glossario



Gott der Weltschöpfer (Dio, il creatore del mondo), op. 112 n. 2, D. 986

per quartetto vocale e pianoforte

Musica:
Franz Schubert
Testo: Johann Peter Uz
Organico: soprano, contralto, tenore, basso, pianoforte
Composizione: 1827 circa
Edizione: Czerny, Vienna, 1829

Guida all'ascolto (nota 1)

Schubert scrisse quarantacinque cori per voci maschili, diciannove cori per voci miste, sei cori per voci femminili e trentasei pezzi a più voci, con o senza accompagnamento. E' una produzione indicativa della felicità creatrice di Schubert in un genere - quello della lirica corale con accompagnamento pianistico - largamente praticato nella vita musicale viennese dei primi decenni del secolo scorso, quando la cosiddetta musica di evasione e di intrattenimento rivestiva un importante significato sociale. Del resto si sa che Schubert si dedicò con grande entusiasmo e passione alla musica da camera e al Lied, di cui resta il cantore più autenticamente romantico, anche per le difficoltà incontrate nell'esecuzione delle sinfonie e delle messe, che ebbero in buona parte molta risonanza solo dopo la morte dell'autore.

Gott der Weltschöpfer (Dio Creatore), su testo di J. P. UZ è in tempo Maestoso, inteso ad evidenziare il sentimento di ringraziamento verso il Dio «grande e buono» dei cristiani. Il coro ha una struttura omoritmica e si snoda secondo la tecnica del corale, vigorosamente sorretto da tutte le voci su una tessitura sonora ampia e spaziosa.

Testo

GOTT DER WELTSCHÖPFER DIO, IL CREATORE DEL MONDO
Zu Gott, zu Gott flieg' auf,
hoch über alle Sphären,
jauchz'ihm, weitschallender Gesang,
dem Ewigen! Er hiess
das alte Nichts gebären;
und sein allmächtig Wort war Zwang.
Ihm, aller Wesen Quelle,
werde von allen Wesen Lob gebracht,
im Himmel und auf Erden Lob
seiner weisen Macht,
zu Gott flieg' auf, zu Gott flieg, auf,
mein schallender Gesang!
A Dio, A Dio io m'innalzo,
al di sopra delle sfere celesti,
a Lui si eleva un giubilante canto,
all'Eterno! Con la sua voce
ha creato il mondo dal nulla;
e la sua parola onnipotente è divenuta legge.
A Lui, sorgente di tutto il creato,
viene innalzata lode da tutto il creato,
in cielo e sulla terra
lode della sua saggia potenza,
a Dio m'innalzo, a Dio s'eleva
il mio canto giubilante.

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 30 aprile 1983

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Ultimo aggiornamento 14 maggio 2015
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