Glossario
Testo dei Lieder



Die schöne Müllerin, op. 25, D. 795

Ciclo di venti Lieder per voce e pianoforte

Musica: Franz Schubert
Testo: Wilhelm Müller
  1. Das Wandern: Das Wandern ist des Müllers Lust - Mässig geschwind (si bemolle maggiore)
  2. Wohin?: Ich hört' ein Bächlein rauschen - Mässig (sol maggiore)
  3. Halt!: Eine Mühle seh' ich blinken - Nicht zu geschwind (do maggiore)
  4. Danksagung an den Bach: War es also gemeint - Etwas langsam (sol maggiore)
  5. Am Feierabend: Hätt' ich tausend Arme zu rühren - Zeimlich geschwind (la minore)
  6. Der Neugierige: Ich frage keine Blume - Langsam (si maggiore)
  7. Ungeduld: Ich schnitt es gern in alle Rinden ein - Etwas geschwind (la maggiore)
  8. Morgengruss: Guten Morgen, schöne Müllerin - Mässig (do maggiore)
  9. Des Müllers Blumen: Am Bach viel kleine Blumen stehn - Mässig (la maggiore)
  10. Tränenregen: Wir sassen so traulich beisammen - Ziemlich langsam (la maggiore)
  11. Mein!: Bächlein, lass dein Rauschen sein - Mässig geschwind (re maggiore)
  12. Pause: Meine Laute hab' ich gehängt - Ziemlich geschwind (si bemolle maggiore)
  13. Mit dem grünen Lautenbande: Schad' um das schöne grüne Band - Mässig (si bemolle maggiore)
  14. Der Jäger: Was sucht denn der Jäger - Geschwind (do minore)
  15. Eifersucht und Stolz: Wohin so schnell - Geschwind (sol minore)
  16. Die liebe Farbe: In Grün will ich mich kleiden - Etwas langsam (si minore)
  17. Die böse Farbe: Ich möchte ziehn in die Welt hinaus - Ziemlich geschwind (si maggiore)
  18. Trockne Blumen: Ihr Blümlein alle, die sie mir gab - Ziemlich langsam (mi minore)
  19. Der Müller und der Bach: Wo ein treues Herze in Liebe vergeht - Mässig (sol minore)
  20. Des Baches Wiegenlied: Gute Ruh', gute Ruh' - Mässig (mi maggiore)
Organico: voce, pianoforte
Composizione: ottobre - novembre 1823
Edizione: Sauer & Leidesdorf, Vienna, 1824
Dedica: Carl Freiherr von Schönstein

Guida all'ascolto 1 (nota 1)

Il più fedele amico di Schubert, Josef von Spaun, scriveva nel 1858

Povero Schubert, così giovane e all'inizio di una lumiosa carriera! Di quali ricchezze, di quali tesori nascosti ci ha defraudato la sua morte! Nella mia mente sono sicuro che lo stato di eccitazione nel quale ha composto la maggior parte dei suoi Lieder e specialmente la Winterreise ha contribuito alla sua morte precoce.

Schubert non immaginava affatto che sarebbe morto nel giro di pochi mesi, né al momento di comporre la prima parte della Winterreise, né quando decise di completare la raccolta con un secondo fascicolo. La morte costituisce un grande tema di riflessione nell'opera di Schubert, però di carattere ben diverso dall'immagine romantica e sentimentale di presentimento della fine che si è voluto sovrapporre ai suoi ultimi lavori. La figura della morte - in tedesco parola di genere maschile (der Tod) - era presente da sempre nella sua musica vocale, in particolare nel mondo del Lied. Ma non poteva essere l'idea della morte a suscitare in Schubert quello "stato di eccitazione" di cui parlava Spaun, bensì la coscienza di essere in grado di dare una nuova definizione al genere del Lied, o meglio del Klavierlied, che nessuno dei classici viennesi aveva rimesso in discussione in sostanza rispetto alla tradizione.

Schubert musicò nel 1823 Die schone Müllerin, un ciclo di poesie che apriva la raccolta dello scrittore quasi coetaneo Wilhelm Müller (1794-1827), Sieben und siebzig Gedichte aus den hinterlassenen Papieren eines reisenden Waldhornisten (Settantasette poesie dalle carte postume di un suonatore di corno itinerante). Figlio d'un calzolaio di Dessau, Müller si era trasferito a Berlino per studiare all'Università, dopo aver partecipato alla guerra di liberazione contro i francesi nel 1813 e 1814. Nella capitale s'inserì nella cerchia dei giovani artisti romantici, di cui facevano parte tra gli altri Achim von Arnim, Ludwig Rellstab e il pittore Wilhelm Hensel, in seguito marito della sorella di Mendelssohn, Fanny. Müller morì come Schubert molto giovane, ma fece in tempo a godere di una discreta fama, grazie al suo appassionato impegno poetico a favore del movimento d'indipendenza greca e agli apprezzati studi di antichistica.

Il ciclo di Schubert non fioriva dal nulla, bensì era il punto d'arrivo di una lunga e radicata tradizione. Sin dall'epoca carolingia il Lied ha configurato in Germania un particolare rapporto tra identità culturale, lingua e musica, dando origine a uno stile vocale specifico durato senza cesure fino alla prima metà del Novecento. Questa corrente principale si è arricchita, nel corso del tempo, di varie sfumature, per esempio il genere tipico del Wanderlied. Il monumentale repertorio di Volkslieder compilato da Ludwig Erk, rielaborato nel 1893 da Franz Böhme, divideva i Wanderlieder in due categorie distinte: da una parte i Lieder der Handwerksburschen (canti dei garzoni), dall'altra gli Abschieds-und Wanderlieder (canti dell'addio e del viaggio senza meta). Entrambe le tipologie erano ben radicate nella storia della poesia tedesca e corrispondevano ai rami da cui nascono rispettivamente i due grandi cicli liederistici di Schubert, Die schöne Müllerin e Die Winterreise. L'Abschiedslied, un genere pressoché estinto alla fine del Settecento, era stato riesumato dal movimento romantico con la pubblicazione nel 1806 della raccolta di Arnim e Brentano Des Knaben Wunderhorn.

Nel primo Ottocento diversi compositori musicarono dei Wanderlieder, come Conradin Kreutzer, per esempio, che compose un ciclo di nove