Glossario



Sei mir gegrüsst (Ti giunga il mio saluto), op. 20 n. 1, D. 741

Lied per voce e pianoforte

Musica:
Franz Schubert
Testo: Friedrich Ruckert
Organico: voce, pianoforte
Composizione: tra fine 1821 e autunno 1822
Edizione: Sauer & Leidesdorf, Vienna, 1826
Dedica: Justina von Bruchmann

Guida all'ascolto (nota 1)

Schubert compose nella sua breve vita più di 600 Lieder, con una fecondità, ricchezza, multiformità di energie creative, di tecnica, di sapienza poetica che hanno del prodigioso. Sì, prodigio, miracolo, divina spontaneità sono termini e concetti confusi, enfatici, troppo usati quando si parla di Schubert (già dai suoi fedelissimi amici, lui vivo), e addirittura ingannevoli: eppure nel parlare di un tale dono che ci è stato concesso, di un tale lucente e doloroso fenomeno, sembra che all'illogica, appassionata meraviglia non ci si possa sottrarre. Non tanto, poi, l'abbondanza in sé della musica ci lascia ammirati e commossi, quanto l'altezza assoluta della maggioranza dei risultati (l'abbiamo detto: Schubert inizia a diciassette anni con un capolavoro tale da tacitare chiunque) e la sovrana padronanza di ogni genere stilistico, dalla semplice melodia alla canzone strofica, dal Lied declamato alla più articolata concezione drammatica. A Schubert riusciva sempre ciò che non sempre era concesso neppure ai maggiori liederisti, di nobilitare qualunque testo, anche il più ordinario, e di confrontarsi alla pari con i poeti massimi, primo di tutti Goethe, naturalmente (che non ebbe tempo o voglia di ascoltare qualche Lied del giovanissimo genio e si accorse di lui troppo tardi, tre anni dopo che Schubert era morto). Ma ciò che domina in qualunque forma scelta da Schubert, elementare o complessa, è l'infallibile sicurezza dell'avvio o del nucleo melodico, vocale o strumentale che sia: in molti casi vocale e strumentale insieme in un'integrazione perfetta.

Così è nel celeberrimo Sei mir gegrüsst del 1822, su versi di Rùckert. Le otto battute iniziali del pianoforte sono un suggerimento di melodia, una vaga, indecisa, delicatissima preparazione al canto, che quando poi appare, si slancia e torna più volte su se stesso per assaporare il pensiero del saluto e del bacio alla persona amata. Sei volte il canto ripete il ritornello del saluto e del bacio e ogni volta si tinge di un sentimento diverso, di entusiasmo amoroso, cioè, di tristezza; di disperazione, di congedo.

Franco Serpa

Testo

SEI MIR GEGRÜßT TI GIUNGA IL MIO SALUTO
O du Entrißne mir und meinem Kusse,
Sei mir gegrüßt, sei mir gegrüßt!
Erreichbar nur meinem Sehnsuchtsgruße,
Sei mir gegrüßt, sei mir geküßt!

Du von der Hand der Liebe diesem Herzen
Gegebne, du von dieser
Brust Genommne mir! Mit diesem Tränengusse
Sei mir gegrüßt, sei mir geküßt!

Zum Trotz der Ferne, die sich feindlich trennend
Hat zwischen mich und dich gestellt;
Dem Neid der Schiksalsmächte zum Verdrusse
Sei mir gegrüßt, sei mir geküßt!

Wie du mir je im schönsten Lenz der Liebe
Mit Gruß und Kuß entgegenkamst,
Mit meiner Seele glühendstem Ergüsse,
Sei mir gegrüßt, sei mir geküßt!

Ein Hauch der Liebe tilget Raum und Zeiten,
Ich bin bei dir, du bist bei mir,
Ich halte dich in dieses Arms Umschlusse,
Sei mir gegrüßt, sei mir geküßt!
A te, strappata a me ed al mìo bacio,
giunga il mio saluto, il mio bacio!
A te, raggiungibile dal mio nostalgico addio,
giunga il mio saluto, il mio bacio.

A te ch'eri stata assegnata a questo cuore
dalla mano dell'amore, a te che a quest'anima
sei stata sottratta! Con queste lacrime,
giunga il mìo saluto, il mio bacio!

A dispetto della lontananza, che crudele
s'è messa fra te e me, per separarci;
a dispetto dell'invidia del destino avverso,
a te giunga il mio saluto, il mio bacio!

Come quando, nella più fiorente primavera d'amore
tu mi venisti incontro con l'abbraccio e il bacio
con la più fervida effusione dell'anima mia,
a te giunga il mio saluto, il mio bacio!

Un unico soffio d'amore cancella tempo e distanza
io sono con te, tu sei con me,
ti tengo stretta fra queste mie braccia,
a te giunga il mio saluto, il mio bacio!

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 7 novembre 2002

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Ultimo aggiornamento 11 maggio 2015
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