Glossario



Viola, op. 123, D. 786

Lied per voce e pianoforte

Musica:
Franz Schubert
Testo: Franz von Schober
Organico: voce, pianoforte
Composizione: marzo 1823
Edizione: Pennauer, Vienna, 1830

Testo (nota 1)

Viola Viola
Schneeglöcklein, o Schneeglöcklein,
In den Auen läutest du,
Läutest in dem stillen Hain,
Läute immer, läute zu, läute immer zu!

Denn du kündest frohe Zeit,
Frühling naht, der Bräutigam,
Kommt mit Sieg vom Winterstreit,
Dem er seine Eiswehr nahm.

Darum schwingt der goldne Stift,
Daß dein Silberhelm erschallt
 Und dein liebliches Gedüft
Leis' wie Schmeichelruf entwallt:

Daß die Blumen in der Erd'
Steigen aus dem düstern Nest,
Und des Bräutigams sich wert
Schmücken zu dem Hochzeitsfest.

Schneeglöcklein, o Schneeglöcklein,
In den Auen läutest du,
Läutest in dem stillen Hain,
Laut' die Blumen aus der Ruh'!

Du Viola, zartes Kind,
Hörst zuerst den Wonnelaut,
Und sie stehet auf geschwind,
Schmücket sorglich sich als Braut.

Hüllet sich in's grüne Kleid,
Nimmt den Mantel sammetblau,
Nimmt das güldene Geschmeid,
Und den Brillantentau.

Eilt dann fort mit mächt'gern Schritt,
Nur den Freund im treuen Sinn,
Ganz von Liebesglück durchglüht,
Sieht nicht her und sieht nicht hin.

Doch ein ängstliches Gefühl
Ihre kleine Brust durchwallt,
Denn es ist noch rings so still,
Und die Lüfte weh'n so kalt.

Uns sie hemmt den schnellen Lauf,
Schon bestrahlt von Sonnenschein,
Doch mit Schrecken blickt sie auf,
Denn sie stehet ganz allein.

Schwestern nicht, nicht Bräutigam
Zugedrungen! und verschmäht!
Da durchschauert sie die Scham,
Fliehet wie vom Sturm geweht.

Fliehet an den fernsten Ort,
Wo sie Gras und Schatten deckt,
Späht und lauschet immerfort,
Ob was rauschet und sich regt.

Und gekränket und getäuscht
Sitzet sie und schluchzt und weint,
Von der tiefsten Angst zerfleischt,
Ob kein Nahender erscheint.

Schneeglöcklein, o Schneeglöcklein,
In den Auen läutest du,
Läutest in dem stillen Hain,
Laut die Schwertern ihr herzu!

Rose nahet, Lilie schwankt,
Tulp' und Hyazinthe schwellt,
Windung kommt daher gerankt,
Und Narciss' hat sich gesellt.

Da der Frühling nun erscheint,
Und das frohe Fest beginnt,
Sieht er alle, die vereint,
Und vermißt sein liebstes Kind.

Alle schickt er suchend fort,
Um die eine, die ihm wert,
Und sie kommen an den Ort,
Wo sie einsam sich verzehrt.

Doch es sitzt das liebe Kind
Stumm und bleich, das Haupt gebückt,
Ach! der Lieb' und Sehnsucht Schmerz
Hat die Zärtliche erdrückt.

Schneeglöcklein, o Schneeglöcklein,
In den Auen läutest du,
Läutest in dem stillen Hain,
Laut Viola sanfte Ruh'.
Bucaneve, o campanellino
che tintinni nei campi,
tintinni nel bosco silente,
tintinna sempre, tintinna sempre più alto!

Perché tu annunci il tempo felice,
si avvicina Primavera, lo sposo,
viene vincitore dalla lotta con l'Inverno,
al quale ha strappato l'arma di ghiaccio.

E quindi rotea l'aureo scettro
fino a far risuonare il tuo elmo d'argento,
e il tuo profumo delicato
si sprigiona piano, richiamo ricco di lusinghe:

che i fiori della terra
sorgano dal tetro nido,
e si facciano degno ornamento
della festa di nozze dello sposo.

Bucaneve, o campanellina
che tintinni nei campi,
tintinni nel bosco silente,
risveglia i fiori dal loro riposo!

Tu Viola, delicata fanciulla,
per la prima volta ascolti il suono del desiderio:
ed ecco che lei si alza frettolosa,
si adorna da sposa, con cura.

Si avvolge nell'abito verde
prende il mantello blu di velluto,
prende i gioielli d'oro
e i brillanti di rugiada.

Poi si affretta con passo veloce
ma l'amico del sentimento più intenso,
tutto irraggiante gioia d'amore, dov'è?
qui non lo vede, là non lo vede.

Ahimé, un senso d'angoscia
trafigge il suo petto minuto,
perché tutt'attorno è ancora silenzio
e le brezze spirano fredde.

E lei arresta il suo veloce andare,
già illuminata dalla luce del sole,
ma guarda in su atterrita,
scoprendosi del tutto sola.

Alle sorelle, allo sposo,
non potrà riunirsi! È ripudiata!
Ecco rabbrividisce di vergogna,
fugge via come involata dal turbine.

Fugge nel luogo più lontano,
dove l'erba e l'ombra le diano riparo,
spia e ascolta tutto il tempo,
se mai qualcosa sussurri e si elevi.

E ormai affranta e delusa
si siede a piangere tra i singhiozzi
dilaniata dalla paura profonda,
che non compaia accanto più alcuno.

Bucaneve, o campanellina
che tintinni nei campi,
tintinni nel bosco silente,
chiama a lei le consorelle!

Si avvicina la rosa, oscilla il giglio,
sbocciano tulipano e giacinto,
il rampicante si accosta avvinghiandosi,
e il narciso viene a tener compagnia.

Ecco che alfine Primavera appare,
ha inizio la lieta festa,
egli le vede tutte riunite,
ma gli manca l'amata fanciulla.

Tutte le manda a cercarla in giro,
lei è l'unica a cui tiene,
ed ecco che giungono là,
dove si struggeva in solitudine.

Ma la cara fanciulla sta seduta
muta e pallida, il capo reclino,
ahimé! il mal d'amore e nostalgia
ha sopraffatto la meschinella.

Bucaneve, o campanellina
che tintinni nei campi,
tintinni nel bosco silente,
risveglia Viola dal dolce riposo!

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 23 ottobre 2003

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Ultimo aggiornamento 2 febbraio 2014
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