Glossario



Dichterliebe (Amore di poeta), op. 48

Ciclo di lieder per voce e pianoforte

Musica: Robert Schumann
Testo: Heinrich Heine dal "Buch der Lieder"
  1. Im wunderschönen Monat Mai - Langsam, zart (fa diesis minore)
  2. Aus meinen Tränen spriessen - Nicht schnell (la maggiore)
  3. Die Rose, die Lilie, die Taube - Munter (re maggiore)
  4. Wenn ich in deine Augen seh' - Langsam (sol maggiore)
  5. Ich will meine Seele tauchen - Leise (mi minore)
  6. Im Rhein, im heiligen Strome - Ziemlich langsam (mi minore)
  7. Ich grolle nicht - Nicht zu schnell (do maggiore)
  8. Und wüssten's die Blumen - (do maggiore)
  9. Das ist ein Flöten und Geigen - Nicht zu rasch (re minore)
  10. Hör' ich das Licdchen klingen - Langsam (sol minore)
  11. Ein Jüngling liebt ein Mädchen - (mi bemolle maggiore)
  12. Am leuchtenden Sommermorgen - Ziemlich langsam (si bemolle maggiore)
  13. Ich hab' im Traum geweinet - Leise (sol bemolle maggiore)
  14. Allnächtlich im Traume seh' ich dich - (si maggiore)
  15. Aus alten Märchen winkt es - Lebendig (mi maggiore)
  16. Die alten bösen Lieder - Ziemlich langsam (do diesis minore)
Organico: voce, pianoforte
Composizione: Lipsia, 24 maggio - 1 giugno 1840
Edizione: Peters, Lipsia, 1844
Dedica: Wilhelmine Schröder-Devrient

Guida all'ascolto (nota 1)

Insieme a Schubert, Schumann fu il seminatore, il creatore e il più degno rappresentante della liederistica romantica, cioè di un tipo di canto strettamente connesso alla parola poetica e ubbidiente alle regole di una declamazione per certi aspetti precorritrice del futuro impressionismo. Il cammino percorso da Schumann per ampliare e arricchire la grande letteratura tedesca del Lied fu relativamente breve e folgorante. Adolescente, il musicista si avvicinò alla poesia di Schiller, di Byron e di Jean-Paul (Richter ed Ernst Th. A. Hoffmann, a lui congeniali, resteranno per sempre i dominatori dell'estetica schumanniana). Più tardi il compositore viene attratto dai versi di Goethe, Rückert, Eichendorff e Tieck. Finalmente il musicista s'incontrò con i poemi di Heine e ne divenne entusiasta: le due personalità si integrano a tal punto che è quasi impossibile credere che uno qualsiasi dei Lieder usciti dall'incontro abbia due distinti autori. Sui versi di Heine, Schumann elaborò le sue prime significative melodie raccolte nel ciclo dei Liederkreis op. 24, scritti nel 1840 e caratterizzati da una omogenea fusione tra il canto e la parola, di cui la musica vuole sottolineare ogni sensazione, e ogni sfumatura della sensazione e ogni particolare della sfumatura. E per penetrarvi con tanta efficacia di effetti l'autore si avvale del pianoforte nella stessa misura con cui si serve della voce solista, e della voce solista con gli stessi intenti espressivi affidati anche al pianoforte.

In uno studio sui Lieder schumanniani, che risale al 1914, il musicologo Guido M. Gatti traccia una comparazione pertinente fra la produzione liederistica dell'autore del Manfred e quella non meno illuminante di Schubert. «Questo artista - osserva Gatti - sceglie una lirica e cerca di intenderla e quasi di immedesimarsi con lo spirito del poeta: il suo è un lavoro incessante di trasposizione della propria sensibilità personale per sostituirvi quella del lirico; si tratta di uno sforzo negativo, nel quale il temperamento del musicista subisce delle costrizioni dolorose. Schumann invece non rinuncia alla propria personalità: innanzitutto perché egli sceglie quelle liriche che in quel momento rappresentano il suo stato interiore, e poi perché egli preferisce sopra ogni cosa rivelare se stesso prima che lo spirito del poeta; di modo che è la propria sensibilità, la propria anima sovrapposta e spesso preponderante su quella dell'autore stesso».

Molti sono i Lieder schumanniani validi per la delicatezza del sentimento e l'esemplare equilibrio tra valore poetico e musicale, ma indubbiamente tra i capolavori appartenenti a questo specifico genere vanno annoverate le ventinove melodie dei Myrthen op. 25 (1840) su poesie di Rückert, Goethe, Mosen, Burns, Heine, Byron e Moore e soprattutto la raccolta del Frauenliebe und - leben (Vita e amore di donna) op. 42 (1840) su versi di Adalbert von Chamisso e i sedici stupendi poemi del ciclo Dichterliebe (Amor di poeta) op. 48 sempre del 1840, ispirati da Heine e dedicati da Schumann alla celebre cantante Wilhelmine Schroeder-Devrient. È proprio in questi esempi, dove la simbiosi tra pianoforte e canto risulta perfetta, che il Lied schumanniano si presenta non solo come uno dei modelli di tutta la lirica vocale da camera dell'Ottocento tedesco, ma anticipa perfino le raffinatezze e le libertà di un Brahms e di un Wolf, il quale ultimo, come Schumann, doveva concludere la sua tormentata esistenza in un manicomio, dopo cinque anni di completo disordine mentale.

La morbidezza struggente del canto schumanniano è presente nel Dichterliebe sin dal primo Lied Im wunderschönen Monat Mai, qundi assume una linea più frastagliata e incisiva nel secondo Aus meinen Tränen spriessen e procede vivace e spigliato nel taglio ritmico nel terzo Die Rose, die Lilie. Nel quarto Lied Wenn ich in deine Augen seh' il sentimento amoroso riacquista il suo fremito interiore e nascosto; in Ich will meine Seele tauchen si espande con fervore di accenti l'anima appassionata di Schumann. Un procedimento a mò di corale con le note ribattute del pianoforte si avverte nel Lied Im Rheim, im heiligen Strome, quasi un'anticipazione del quarto tempo della Sinfonia Renana (la terza) in mi bemolle maggiore. Stupendo per intensità e tensione espressiva è il settimo Lied Ich grolle nicht, mentre assume un tono più mosso e irrequieto il Lied Und wüssten's die Blumen. Ricca di accenti festosi è la narrazione delle nozze dell'amata in Das ist ein Flöten und Geigen, sottolineata specialmente dall'accompagnamento pianistico. Intimità e delicatezza di sentimento sono racchiuse nel Lied Hör'ich das Liedchen klagen. Di intonazione scorrevole, come una favola popolare, è il Lied Ein Jüngling liebt ein Mädchen. Di straordinario effetto, tra modulazioni di plastica espressività, è il successivo brano Am leuchtenden Sommermorgen. Un Lied abbastanza triste e dall'andamento di recitativo è Ich hab'im Traum geweinet su accordi staccati del pianoforte. Cordialmente affettuoso è Allnächtlich im Traume, mentre l'entusiasmo e lo slancio schumanniano sono racchiusi nel Lied Aus alten Märchen winkt es. Un senso di distacco doloroso dalla vita emerge nell'ultimo brano del ciclo Die bösen alten Lieder, in cui la poesia di Heine trova nella musica di Schumann il suo riscontro più vero e autentico di canto del destino dell'uomo.

Testo

1
Im wunderschönen Monat Mai,
Als alle Knospen sprangen,
Da ist in meinem Herzen
Die Liebe aufgegangen.

Im wunderschönen Monat Mai,
Als alle Vögel sangen,
Da hab' ich ihr gestanden
Mein Sehnen und Verlangen.
In maggio, mese stupendo,
quando ogni bocciolo è in fiore,
allora nel cuore mio
dischiuso si è l'amore.

In maggio, mese stupendo,
quando cantano tutti gli uccelli,
allora le ho confessato
i miei desideri ardenti.
2
Aus meinen Tränen spriessen
Viel blühende Blumen hervor,
Und meine Seufzer werden
Ein Nachtigallenchor.

Und wenn du mich lieb hast, Kindchen,
Schenk' ich dir die Blumen all',
Und vor deinem Fenster soll klingen
Das Lied der Nachtigall.
Spuntano dalle mie lacrime
tanti dischiusi fiori,
e i miei sospiri diventano
un coro di usignoli.

E se tu mi ami, piccola,
tutti i fiori ti dono,
e alla tua finestra udrai
il canto dell'usignolo
3
Die Rose, die Lilie, die Taube, die Sonne,
Die liebt' ich einst alle in Liebeswonne.
Ich lieb' sie nicht mehr, ich liebe alleine
Die Kleine, die Feine, die Reine, die Eine;

Sie selber, aller Liebe Wonne,
Ist Rose und Lilie und Taube und Sonne.
Ich liebe alleine
Die Kleine, die Feine, die Reine, die Eine.
La rosa, il giglio, la colomba, il sole,
li amai tutti un tempo in gioia d'amore.
Non li amo più, la piccola amo
gentile, la unica, la pura soltanto;

lei sola, gioia di ogni amore,
è rosa e giglio e colomba e sole.
La piccola amo
gentile, la unica, la pura soltanto.
4
Wenn ich in deinen Augen seh',
So schwindet all' mein Leid und Weh;
Doch wenn ich küsse deinen Mund,
So werd'ich ganz und gar gesund.

Wenn ich mich lehn' an deine Brust,
Kommt's über mich wie Himmelslust;
Doch wenn du sprichst: ich liebe dich!
So muss ich weinen bitterlich.
Quando guardo i tuoi occhi, tutto
sparisce il mio dolore e il mio cruccio;
ma quando bacio la tua bocca,
in me la salute perduta ritorna.

Quando mi stringo al tuo seno
scende su di me una gioia del cielo;
ma se tu dici: t'amo,
mi sciolgo in amaro pianto.
5
Ich will meine Seele tauchen
In den Kelch der Lilie hinein;
Die Lilie soll klingend hauchen
Ein Lied von der Liebsten mein.

Das Lied soll schauern und beben
Wie der KUSS von ihrem Mund,
Den sie mir einst gegeben
In wunderbar süsser Stund'.
Voglio che la mia anima
nel calice del giglio s'immerga;
il giglio esalerà in una musica
un canto della mia amata.

Il canto avrà un brivido e un tremito
come il bacio della sua bocca,
che lei mi ha dato un tempo
in un'ora dolce, meravigliosa.
6
Im Rhein, im heiligen Strome,
Da spiegelt sich in den Well'n
Mit seinem grossen Dome,
Das grosse, heilige Köln.

Im Dom da steht ein Bildnis,
Auf goldenem Leder gemalt;
In meines Lebens Wildnis
Hat's freundlich hineingestrahlt.

Es schweben Blumen und Eng'lein
Um unsre liebe Frau;
Die Augen, die Lippen, die Wänglein,
Die gleichen der Liebsten genau.
Nel Reno nel suo sacro corso,
si specchia dentro le onde,
con il suo grande duomo
la grande, sacra Colonia.

Nel duomo c'è una immagine
dipinta su cuoio dorato;
il groviglio del mio esistere
benevola ha irraggiato.

Fiori e angioletti si librano
intorno alla nostra amata signora;
gli occhi, le labbra, le guance,
sono gli stessi del mio amore.
7
Ich grolle nicht, und wenn das Herz auch bricht,
Ewig verlor'nes Lieb! Ich grolle nicht.
Wie du auch strahlst in Diamantenpracht,
Es fällt kein Strahl in deines Herzens Nacht.
Das weiss ich längst.

Ich grolle nicht, und wenn das Herz auch bricht
Ich sah dich ja im Traume,
Und sah die Nacht in deines Herzens Räume,
Und sah die Schlang', die dir am Herzen frisst,
Ich sah, mein Lieb, wie sehr du elend bist.

Ich grolle nicht.
Non serbo rancore, anche se si spezza il cuore,
amore perduto per sempre! Non serbo rancore.
Anche se splendi in sfarzo di diamanti,
nella notte del tuo cuore non cadono raggi.
Lo so da tempo.

Non serbo rancore, anche se si spezza il cuore.
Ti ho veduta in sogno,
e ho veduto la notte nel tuo cuore vuoto,
e ho veduto la serpe, che ti rode il cuore,
ho veduto, amore mio, come sei infelice.

Non serbo rancore.
8
Und wüssten's die Blumen, die kleinen,
Wie tief verwundet mein Herz,
Sie würden mit mir weinen,
Zu heilen meinem Schmerz.

Und wüssten's die Nachtigallen,
Wie ich so traurig und krank,
Sie Hessen fröhlich erschallen
Erquickenden Gesang.

Und wüssten sie mein Wehe,
Die goldenen Sternelein,
Sie kämen aus ihrer Höhe,
Und sprächen Trost mir ein.

Sie alle können's nicht wissen,
Nur Eine kennt meinen Schmerz;
Sie hat ja selbst zerrissen,
Zerrissen mir das Herz.
E se sapessero i piccoli, i fiori,
la profonda ferita del mio cuore,
insieme con me piangerebbero,
per lenire il mio dolore.

E se sapessero gli usignoli
come sono triste e malato,
per ricrearmi, gioiosi
intonerebbero un canto.

E sapessero il mio tormento
i piccoli astri d'oro,
scenderebbero dal cielo,
per infondermi conforto.

Ma tutti questi non sanno,
tranne Una, il mio dolore;
è lei che ha dilacerato
dilacerato il mio cuore.
9
Das ist ein Flöten und Geigen,
Trompeten schmettern darein;
Da tanzt wohl den Hochzeitsreigen
Die Herzallerliebste mein.

Das ist ein Klangen und Dröhnen,
Ein Pauken und ein Schalmei'n;
Dazwischen schluchzen und stöhnen
Die lieblichen Engelein.
Flauti e violini, squillare
in mezzo si sentono trombe;
lì balla la danza nuziale
il mio più grande amore.

Suoni e rimbombi echeggiano,
si sentono timpani e pifferi;
in mezzo singhiozzano e gemono
gli angioletti amabili.
10
Hör'ich das Liedchen klingen,
Das einst die Liebste sang,
So will mir die Brust zerspringen
Von wildem Schmerzendrang.

Es treibt mich ein dunkles Sehnen
Hinauf zur Waldeshöh',
Dort löst sich auf in Tränen
Mein übergrosses Weh'.
Odo echeggiare il canto
che intonava un tempo il mio amore,
sentirò nel petto uno schianto
sotto l'empito del dolore.

Un desiderio oscuro mi muove
su, all'altura della foresta,
lì, in lacrime si dissolve
la mia pena immensa.
11
Ein Jüngling liebt ein Mädchen,
Die hat einen ändern erwählt;
Der andre liebt eine andre,
Und hat sich mit dieser vermählt.

Das Mädchen nimmt aus Ärger
Den ersten besten Mann,
Der ihr in den Weg gelaufen;
Der Jüngling ist übel dran.

Es ist eine alte Geschichte,
Doch bleibt sie immer neu;
Und wem sie just passieret,
Dem bricht das Herz entzwei.
Un giovane ama una ragazza
che si è scelta un altro;
l'altro poi ama un'altra,
e con questa si è fidanzato.

La ragazza prende per rabbia
il primo che ha incontrato
così per la sua strada;
il giovane ne esce disfatto.

È una vecchia storia,
ma sempre nuova resta;
e a chi fa la prova
in due il cuore si spezza.
12
Am leuchtenden Sommermorgen
Geh' ich im Garten herum.
Es flüstern und sprechen die Blumen,
Ich aber wandle stumm.

Es flüstern und sprechen die Blumen,
Und schaun mitleidig mich an:
Sei unsrer Schwester nicht böse,
Du trauriger blasser Mann.
Nel luminoso mattino d'estate
nel giardino io passeggio.
Sussurrano e parlano i fiori,
mentre cammino in silenzio.

Sussurrano e parlano i fiori,
mi guardano con fare pietoso:
non odiare nostra sorella,
tu triste pallido uomo.
13
Ich hab' im Traum geweinet,
Mir träumte, du lägest im Grab.
Ich wachte auf, und die Träne
Floss noch von der Wange herab.

Ich hab' im Traum geweinet,
Mir träumt', du verliessest mich.
Ich wachte auf, und ich weinte
Noch lange bitterlich.

Ich hab' im Traum geweinet,
Mir träumte, du wär'st mir noch gut.
Ich wachte auf, und noch immer
Strömt meine Tränenflut.
Io ho pianto in sogno,
sognai che nella tomba eri stesa.
Mi risvegliai e la lacrima
giù per la guancia scorreva.

Io ho pianto in sogno,
sognai che tu mi lasciavi.
Mi risvegliai e piansi ancora
a lungo, in fiotti amari.

Io ho pianto in sogno,
sognai che ancora mi ami.
Mi risvegliai e continuano
a sgorgarmi le lacrime.
14
Allnächtlich im Traume seh' ich dich,
Und sehe dich freundlich grüssen,
Und laut aufweinend stürz ich mich
Zu deinen süssen Füssen.

Du siebest mich an wehmütiglich
Und schüttelst das blonde Köpfchen;
Aus deinen Augen schleichen sich
Die Perlentränentröpfchen.

Du sags mir heimlich ein leises Wort
Und gibst mir den Strauss von Cypressen.
Ich wache auf, und der Strauss ist fort,
Und's Wort hab' ich vergessen.
Ogni notte in sogno ti vedo,
amichevole tu mi saluti,
in un pianto dirotto mi getto
ai tuoi piedi delicati.

Tu mi guardi con aria triste
e scuoti la testina bionda;
dai tuoi occhi scendono furtive
perle di lacrime, goccia a goccia.

Una parola sommessa mi dici in segreto
e un mazzo di cipresso è il tuo dono.
Mi sveglio; il mazzo è sparito
e la parola più non ricordo.
15
Aus alten Märchen winkt es
Hervor mit weisser Hand,
Da singt es und da klingt es
Von einem Zauberland;

Wo bunte Blumen blühen
Im gold'nen Abendlicht,
Und lieblich duftend glühen,
Mit bräutlichem Gesicht;

Und grüne Bäume singen
Uralte Melodein,
Die Lüfte heimlich klingen,
Und Vögel schmettern drein;

Und Nebelbilder steigen
Wohl aus der Erd' hervor,
Und tanzen luft'gen Reigen
Im wunderlichen Chor;

Und blaue Funken brennen
An jedem Blatt und Reis,
Und rote Lichter rennen
Im irren, wirren Kreis;

Und laute Quellen brechen
Uns wildem Marmorstein.
Und seltsam in den Bächen
Strahlt fort der Winderschein.

Ach, könnt' ich dorthin kommen,
Und dort mein Herz erfreu'n,
Und aller Qual entnommen,
Und frei und selig sein!

Ach! jenes Land der Wonne,
Das seh' ich oft im Traum,
Doch kommt die Morgensonne,
Zerfliesst's wie eitel Schaum.
Da fiabe antiche un cenno
viene con bianca mano,
un canto e una musica si sentono
da un paese fatato;

dove fiori variopinti si aprono
nell'aura luce che muore,
gentili e odorosi avvampano
con un volto amoroso;

e alberi verdi cantano
antichissime melodie,
e una musica segreta è nell'aria,
e gli uccelli con il loro vocio;

e figure di nebbia balzano
fuori dal seno della terra,
e intrecciano aeree danze
in fantastici cori;

e scintille azzurre ardono
da ogni foglia e ramoscello,
e rosse luci corrono
nel caos di un folle cerchio;

ed erompono sonore sorgenti
da un selvaggio marmo,
e s'irradia nei ruscelli
il riflesso bizzarro.

Oh, se lì andare potessi,
e rallegrare il mio cuore
e sfuggire a tutti i tormenti,
essere libero e ricco di gioie!

Oh, questo paradiso
spesso in sogno mi appare,
ma viene il sole del mattino,
si dilegua, schiuma inane.
16
Die alten bösen Lieder,
Die Träume bös' und arg,
Die lasst uns jetzt begraben,
Holt einen grossen Sarg.

Hinein leg' ich gar manches,
Doch sag' ich noch nicht, was;
Der Sarg muss sein noch grösser
Wie's Heidelberger Fass.

Und holt eine Totenbahre
Und Bretter fest und dick;
Auch muss sie sein noch länger,
Als wie zu Mainz die Brück'.

Und holt mir auch zwölf Riesen,
Die müssen noch stärker sein
Als wie der starke Christoph
Im Dom zu Köln am Rhein.

Die sollen den Sarg forttragen,
Und senken ins Meer hinab;
Denn solchem grossen Sarge
Gebührt ein grossen Grab.

Wist ihr, warum der Sarg wohl
So gross und schwer mag sein?
Ich senkt auch meine Liebe
Und meinem Schmerz hinein.
I vecchi canti cattivi,
i sogni, genia malvagia,
li voglio seppellire,
prendete una grande bara.

Sarà tanto quello che ci metto,
ma non vi dico che cosa;
rispetto alla botte di Heidelberg
la cassa sia ancora più spaziosa.

E prendete una cassa da morto,
ogni asse sia solida e spessa;
anche il ponte di Magonza
deve superare in lunghezza.

E portatemi dodici giganti,
più forti essere devono
del forte San Cristoforo
nel duomo di Colonia sul Reno.

Devono portare via la bara
e sprofondarla nel mare;
per una così grande bara
ci vuole una tomba grande.

Sapete come mai una bara,
sia così grande e greve?
Dentro vi ho calato anche
il mio amore e le mie pene.

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, sala Accademica di via dei Greci, 13 maggio 1977

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Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2015
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