Glossario
Guida all'ascolto



Das Paradies und die Peri, op. 50

Oratorio profano per soli, coro e orchestra

Testo delle parti vocali (nota 1)

ERSTERTEIL PARTE PRIMA
Nr. l ALT SOLO N. 1 CONTRALTO
Vor Edens Tor im Morgenprangen
Stand eine Peri schmerzbefangen;
Und wie sie lauscht dem Lebensquelle,
Dess Flut harmonisch drinnen hallte,
Und wie vom Licht ihr Fittich helle,
Das durch halboffne Pforten wallte:
Weint sie, verbannt aus diesen Au'n,
Ihr sündiges Geschlecht zu schaun.
Dinanzi alla porta dell'Eden nello splendore mattutino
stava una Peri in preda al dolore;
e mentre ascolta alla sorgente della vita,
quell'armonico fluire,
s'illuminano le sue ali,
dalla luce che giunge dalla porta socchiusa:
piange ella d'esser bandita dal cielo,
per la sua schiatta peccaminosa.
Nr. 2 PERI (SOPRAN SOLO) N. 2 LA PERI (SOPRANO)
Wie glücklich sie wandeln, die sefgen Geister,
Im Dufte von Blumen, die nimmer verblühn!
Sind mein auch die Gärten auf Landen und Meer,
Und pflück' ich selbst Blumen auf Sternen umher:
Ein Blümlein des Himmels ist schöner denn alle!
Glänzt Kaschemirs See auch sonnig und rein
Mit seiner Plataneninseln Schein,
Und rinnen dort Ströme auf goldenem Sand;
Doch ach! nur den Seligen ist's bekannt:
Ein Tropfen des Himmels ist schöner denn alle!
Geh, schwing' dich im Fluge von Stern zu Stern,
Von Welt zu leuchtender Welt, so fern
Als der Himmel wölbt seine Sonnenhalle,
Nimm alle die Wonnen von allen den Sphären
Und lass durch unendliche Zeiten sie währen:
Ein Stündlein des Himmels ist schöner denn alle!
Oh come felici vagabondano gli spiriti beati
nel profumo dei fiori che mai appassiranno!
Divengano miei anche i giardini in terra e mare,
e colga io stessa fiori e stelle tutt'intorno:
un fiorellino del cielo è più bello di tutti!
Risplende nel sole anche il mare del Kaschemir
con lo splendore delle sue isole di platani,
trascorrono fiumi su sabbie dorate;
ma ahimè, soltanto ai beati è noto:
una goccia del cielo è più bella di tutto!
Trasvola, orsù, con le ali di stella in stella,
dal mondo ad un mondo più rilucente, lontano
fin dove il cielo s'inarca all'atrio del sole,
prendi tutte le voluttà da tutte le sfere
e falle durare nei tempi infiniti:
un attimo del cielo è più bello di tutti!
Nr. 3 REZITATIV (TENOR SOLO) N. 3 TENORE (RECITATIVO)
Der hehre Engel, der die Pforte
Des Lichts bewacht, vernimmt die Worte,
Und wie er lauscht und näher schleicht
Den sanften Lied, entsinkt ihm eine Träne.
Er sprach:
Il maestoso angelo che alla porta
della luce sta di guardia, ascoltò la parola,
e fattosi più da presso e prestando maggiormente
l'orecchio
al dolce canto, versò una lacrima.
E disse:
DER ENGEL (ALT SOLO) L'ANGELO (CONTRALTO)
Dir, Kind des Stamms, schön, doch voll Sünden,
Kann eine frohe Hoffnung ich noch künden.
Im Schicksalsbuche stehn die Worte:
...Es sei der Schuld die Peri bar,
Die bringt zu dieser ew'gen Pforte
Des Himmels liebste Gabe dar!
Geh, suche sie und werde rein:
Gern lass ich die Entsühnten ein!
A te, figlia di nobile razza, bella ma impura,
una lieta speranza io non posso negare.
Nel libro del destino è scritto:
... Sia cancellata la colpa alla Peri
che porterà a questa porta eterna
il più gradito dono del cielo!
Va, cercalo e sarai pura:
ben volentieri, purificata, ti lascerò passare!
Nr. 4 PERI N. 4 LA PERI
Wo find' ich sie? Wo blüht, wo liegt
die Gabe, die dem Himmel g'nügt?
Ich kenne die Urnen, mk Schätzen gefüllt,
Tief unter Tschelminars Säulen verhüllt;
Ich sah der Weihrauchinseln Grün
Viel Klaftern tief im Meere blühn;
Ich weiss auch, wo die Genien
König Jamschids Pokal verhehlen.
Er ist von Gold und von Juwelen
Und Lebenstropfen sind sein Getränk.
Doch, will auch der Himmel solch Geschenk?
Strahlt jeder Demant einer Krone,
Wie die Stufen an Allah's Wunderthrone?
Und, o ihr Lebenstropfen, was seid
Ihr für die Tiefen der Ewigkeit!
Dove trovarlo mai? Dove fiorisce, dove sta
il dono che piace al cielo?
Io conosco le urne, colme di tesori,
sepolte nel profondo, sotto le colonne di Chilminar;
ho visto il verde delle Isole Profumate
fiorire per esteso nel fondo del mare;
io so anche dove i Genii
nascondono la coppa del re Jamshid,
e tutta d'oro e di gioielli
e di gocce di vita è la sua bevanda.
Sarà questo il dono gradito al cielo?
rifulge il diamante di una corona,
come i gradini al trono meraviglioso di Allah?
Ma voi, o gocce di vita, che mai
siete per la profonda eternità!
Nr. 5 TENOR SOLO N. 5 TENORE
So sann sie nach und schwang die Flügel
Jetzt über Indiens Blumenhügel.
Così pensò mentre muoveva le ali
verso le colline fiorite dell'India.
SOLO QUARTETT
(SOPRAN, ALT, TENOR, BARITON)
QUARTETTO
(SOPRANO, CONTRALTO, TENORE, BARITONO)
O süsses Land! O Götterpracht!
Es flüstern die Palmen sacht,
Es flimmert die Sternen nacht.
Dort schäumt auf Bernsteingrund.das Meer
Über Korallenriffe her,
Dort brütet heiss der Sonne Brand
Im Schoss der Berge Diamant.
Es rieseln, reichen Bräuten gleich,
Die Bächlein hold an Golde reich,
Dort duften, Sandelhaine süss -
O Paradies!
O dolcissima terra! O gloria de gli Dei!
Sussurrano le palme,
scintillano le stelle di notte.
Là il mare spumeggia sugli scogli d'ambra
sulla barriera dei coralli,
là fiammeggia la vampa del sole
e colma le montagne di diamanti.
Là scorrono rapidi i ruscelli,
ricchi d'oro come le doviziose spose,
là dolcissimo profuma il sandalo -
oh paradiso!
Nr. 6 CHOR N. 6 CORO
Doch seine Ströme sind jetzt rot
von Menschenblut,
Es wütet fürchterlich der Tod;
Er schreitet durch die blumigen Wiesen
Verheerend mit den ehernen Füssen.
O Land der Sonne, wessen Schritt
Geht über deinen Boden,
Wirft deine Pfeiler um, zertritt
Die Göttersäulen und Pagoden?
Er ist's von Gazna,
Er naht in seinem Zorn!
Ma là i fiumi rosseggiano ora
del sangue degli uomini,
infuria là l'orrore della morte;
s'ode il suo grido tra i campi in fiore
mentre distrugge tutto col suo passo ferreo.
O terra del sole, quale passo spietato
calpesta il tuo suolo,
e, coi suoi dardi distrugge
le colonne e le pagode degli dei?
È lui, è lui quello di Gazna,
e s'approssima in preda alla sua ira!
CHOR DER EROBERER CORO DEI CONQUISTATORI
Gazna lebe, der mächtige Fürst! Lunga vita a Gazna, il potente Principe!
CHOR DER INDER CORO DEGLI INDIANI
Es sterbe der Tyrann! Morte al tiranno!
Nr. 7 TENOR SOLO N. 7 TENORE
Und einsam steht ein Jüngling noch,
Es fliesst sein Blut aus manchen Wunden,
Er beugt den Nacken nicht ins Joch,
Ein Leu, umstellt von Weidmannshunden.
Schon hat sein Schwert in Feindes schwärm
Mit blut'gen Lettern es geschrieben,
Dass ungebeugt ihm Herz und Arm,
Ein Pfeil nur ist ihm übrig blieben.
Sta solitario un giovanetto,
scorre il sangue dalle molte sue ferite;
non piega il collo al giogo del tiranno,
è un leone, attorniato dai cani dei cacciatori.
Già la sua spada nel branco nemico
con lettere di sangue l'ha scritto,
che invincibili saranno il suo cuore, il suo braccio,
una freccia ancora gli è rimasta all'arco.
CHOR DER EROBERER CORO DEI CONQUISTATORI
Gazna lebe, es lebe der mächtige Fürst! Lunga vita a Gazna, il potente Principe!
GAZNA (BASS SOLO) GAZNA (BASSO)
Komm, kühner Held, und huld'ge mir,
Willst du umsonst dein Blut verspritzen?
Dein eitles Kämpfen kann nichts nützen,
Komm, dein Leben schenk ich dir!
Vieni, prode eroe, porgimi omaggio,
perché invano vuoi versare il tuo sangue?
Questa lotta senza scampo non ti salverà,
vieni, ti garantisco la vita!
DER JÜNGLING (TENOR SOLO) IL GIOVANETTO (TENORE)
Du schlugst des Landes Bürger,
Du meiner Brüder Würger...
Dir diesen letzten Pfeil!
Tu hai abbattuto gli abitanti del paese,
tu, macellaio dei miei fratelli...
Per te, quest'ultimo dardo!
GAZNA GAZNA
Das sollst du büssen! Ti pentirai amaramente!
Nr. 8 CHOR N. 8 CORO
Weh, weh, er fehlte das Ziel,
Es lebt der Tyrann, der Edle fiel!
Ahimè, egli ha mancato il bersaglio,
è vivo il tiranno, muore l'eroe!
Nr. 9 TENOR SOLO N. 9 TENORE
Die Peri sah das Mal der Wunde,
Und nun vertobt des Kampfes Wut
 Kam sie im Strahl des Morgenrots
Und nahm das letzte Tröpflein Blut
Das aus dem Heldenherzen drang,
Eh' sich der freie Geist entschwang.
La Peri vide la profondità della ferita,
e, quando passò la furia della battaglia,
sul raggio del primo chiarore dell'alba s'avvicinò
e raccolse l'ultima goccia di sangue
che sgorgava dal cuore dell'eroe,
prima che s'involasse il suo spirito.
PERI UND SCHLUSSCHOR LA PERI E CORO FINALE
Sei dies mein Geschenk,
Willkommen dorten
An Edens Pforten!
Denn heilig ist das Blut
Für die Freiheit verspritzt vom Heldenmut!
Und würde nicht trüben die klarste Flut,
Die durch die Haine der Sel'gen fliesst!
O, gibt es ein Opfer der Erdenwelt,
Ein Geschenk, das teuer der Himmel hält,
's ist das Blut, das der Freiheit sterbender Sohn
Ihr bringt als letzte Libation!
Possa questo essere il mio dono,
sia gradito lassù
alle porte dell'Eden!
Perché santo è il sangue
che sgorga dal coraggio dell'eroe per la sua patria!
Non turba il più limpido fluire
dell'onda che bagna il giardino dei beati!
Oh, se mai possa esservi una offerta del mondo terreno,
un dono, che sia caro al cielo,
questo è il sangue, che un figlio morendo per la libertà
reca come ultimo omaggio!
ZWEITERTEIL PARTE SECONDA
Nr. 10 TENOR SOLO N. 10 TENORE
Die Peri tritt mit schüchterner Gebärde
Vor Edens Tor,
Im Herzen Himmelshoffnungsglück:
Ob sich die Pforte öffnen werde,
Sie fragts mit stummen Liebesblick.
La Perì s'approssima con passo timido
alla porta dell'Eden,
ha nel suo cuore la felicità della speranza del cielo:
oh, se la porta del cielo s'aprisse,
si chiede con silente sguardo d'amore.
ENGEL L'ANGELO
Gern grüssen wir, die so gegangen
Den Heldentod fürs Vaterland.
Doch sieh, noch weicht der eh'rne Riegel nicht;
Viel heil'ger muss die Gabe sein,
Die dich zum Tor des Lichts lässt ein.
Salute a te che sei andata
alla morte dell'eroe per la sua patria.
Ma guarda, la ferrea porta non cede ancora;
assai più sacro dev'essere il dono,
perché si apra per te la porta della luce.
ENGEL-CHOR CORO DI ANGELI
Viel heil'ger muss die Gabe sein,
Die dich zum Tor des Lichts lässt ein!
Assai più sacro dev'esser il dono,
perché si apra per te la porta della luce!
Nr. 11 TENOR SOLO N. 11 TENORE
Ihr erstes Himmelshoffen schwand.
Jetzt sank sie fern im heissen Land,
Auf Afrikas Gebirge nieder,
Und badete ihr matt Gefieder
Im Quell des Nils, dessen Entstehn
Kein Erdgeborner noch gesehn.
E svanita ormai la prima sua speranza del cielo.
Ecco ora discende lontano nella calda terra,
presso le montagne dell'Africa,
e immerge le sue stanche ali
alle sorgenti del Nilo, le cui fonti
nessun mortale ha ancora mai veduto.
CHOR DER GENIEN DES NILS CORO DEI GENI DEL NILO
Hervor aus den Wässern geschwind,
Und sehet das holde, liebliche Kind!
Eine Peri ist's, welch' hold Gesicht...
Doch stört sie nicht!
Hört, wie sie singt,
Hört, wie sie klagt!
Stille!
Laggiù nelle acque veloci,
guardate la cara, deliziosa creatura!
È una Peri, quanto è dolce il suo viso...
Là non disturba affatto!
Ascoltate, come essa canta,
ascoltate come essa piange!
Silenzio!
PERI LA PERI
Ach Eden, ach Eden, wie sehnt sich nach dir
Mein Herz, o wann öffnet die Pforte sich mir?
Oh Eden, oh Eden, come anela a te
il mio cuore, quando mai s'aprirà a me la porta?
Nr. 12 TENOR SOLO N. 12 TENORE
Fort streift von hier das Kind der Lüfte
Über Ägyptens Königsgrüfte,
Von Palmenhainen her umrauscht;
Jetzt sieht sie in Rosettas Tal
Dem Nesterbau'n der Tauben zu,
Jetzt lauscht sie Schwänen, weiss wie Schnee,
Die stolz durchziehen Möris' See.
Welch Bild! Kein sterblich Äug' hat je
Ein Land gesehn von höh'rer Pracht!
Doch eine Stille, fürchterlich,
Liegt über diesen Himmelsfluren:
Mitt gift'gem Hauche ihre Spuren
Verfolgend, zieht durch's Land die Pest.
S'invola da qui la creatura dell'aria
sopra i sepolcri dei re d'Egitto,
tra il sussurrare dei palmizi;
ecco, nella valle di Rosetta osserva
le colombe far i loro nidi,
contempla i cigni, bianchi come neve,
navigare solenni sul lago di Moeris.
Che scena meravigliosa! Nessuno sguardo umano
aveva sinora visto una terra di maggior splendore!
E pure un silenzio da far paura
si stende su quei luoghi celestiali:
percorrendo il suo cammino
con alito velenoso, s'avanza nel paese la peste.
PERI LA PERI
Für euren ersten Fall
Wie hart, ihr Armen, büsst ihr doch,
Habt einige Blüten aus Eden Zwar noch,
Die Schlang' überschleichet sie all'.
Per la vostra prima colpa,
quanto duramente, poveri voi, dovete pagare,
se sopravvivessero sulla terra alcuni fiori dell'Eden,
il serpente su loro striscerebbe.
Nr. 13 TENOR SOLO UND QUARTETT
(SOPRAN, ALT, TENOR, BASS)
N. 13 TENORE E QUARTETTO
(SOPRANO, CONTRALTO, TENORE, BASSO)
Die Peri weint, von ihrer Träne scheint
Rings klar die Luft, der Himmel lacht.
Denn in der Trän' ist Zaubermacht,
Die solch ein Geist für Menschen weint.
La Peri piange e alle sue lacrime sembra
rischiararsi l'aria, sorridere il cielo;
nel pianto sta infatti la magia
che per gli uomini tale spirito pianga.
Nr. 14 ALT SOLO N. 14 CONTRALTO
Im Waldesgrün am stillen See,
Da seufzt ein Jüngling im schweren Weh:
Gepackt von der tötenden Seuche, stahl
Er her sich, zu enden seine Qual.
Er, dem im Leben, wo er stand,
Sich jedes Herz einst zugewandt,
Stirbt jetzt, als hätt' er keinen Freund,
Hier ungesehen und unbeweint.
Nel nero del bosco in riva al lago silente,
sta un giovanetto amaramente sospirando:
infettato dal morbo mortale, ruberebbe
qualsiasi cosa per sottrarsi alla sua miseria.
Egli infatti, che nella vita, ovunque fosse,
avrebbe vinto l'amore di ognuno,
muore adesso come se non avesse un amico,
senza che alcuno lo vegli o lo pianga.
JÜNGLING (TENOR II SOLO) IL GIOVANETTO (TENORE II)
Ach, einen Tropfen nur aus der See,
Zu kühlen das fiebrisch brennende Weh
 Ach, einen Tropfen nur aus der Flut,
Zu kühlen die fiebrische Glut!
Ah, una goccia soltanto da questo lago,
per rinfrescar la febbrile, bruciante mia arsura,
ah, una goccia soltanto da questa corrente,
per rinfrescar il mio fuoco febbrile!
Nr. 15 MEZZO-SOPRAN SOLO N. 15 MEZZOSOPRANO
Verlassener Jüngling, nur das Eine
Bleibt, was ihm Trost noch gibt,
Dass sie, die er seit Jahren treu geliebt
 Geschützt ist vor dem Hauch der Gruft,
In ihres Vaters Fürstenhallen;
Denn dorten kühlig fallen
Fontänen, süss durchraucht
Balsam'scher Duft die Hallen,
Und rein ist dorten noch die Luft,
Rein wie die Stirn von ihr umhaucht.
Derelitto giovanetto, una cosa soltanto
rimane che possa recar consolazione,
il pensiero che lei, ch'egli amò fedelmente per anni,
sia sopravvissuta all'alito del morbo,
nel palazzo principesco di suo padre;
perché là rinfrescanti scorrono
le fontane, ed un dolce profumo
di balsamo pervade tutto l'ambiente,
e là purissima è ancora l'aria,
pura come la candida sua fronte.
TENOR SOLO TENORE
Doch sieh, wer naht dort leise schleichend
Dem melancholischen Gebüsch,
Der Göttin der Gesundheit gleichend,
Mit Rosenwangen frühlingsfrisch!
Sie ist's! - vom Strähl des Mondes schaut
Er still verklärt sich nah'n die treue Braut.
Sie hält im Arm den Freund, sie presst
Die rote Wang' an seine bleiche,
Sie netzt ihr wallend Haar im Teiche,
Dass es die Stirn ihm kühlend nässt.
Guarda, chi mai s'avvicina, furtiva e leggera
alla malinconica, folta macchia,
simile alla dea della salute,
con le guance rosate, fresca come la primavera!
È proprio lei! Alla luce della luna vede
egli con gioia silente avvicinarsi la fedele moglie.
Avvolge nel suo braccio l'amico, accosta
le rosse guance alle sue pallide,
intinge le sue trecce nel lago,
per poter rinfrescare la sua fronte.
JÜNGLING (TENOR II SOLO) IL GIOVANETTO
Du hier? - Entflieh' !
Ein Hauch von mir bringt dir den Tod!
Tu qui? - Va via!
un mio alito può darti la morte!
Nr. 16 JUNGFRAU (SOPRAN II SOLO) N. 16 LA GIOVANE SPOSA (SOPRANO II)
O lass mich von der Luft durchdringen,
Der sel'gen Luft, gehaucht von dir,
Und was sie trag' auf ihren Schwingen,
Tod oder Leben, süss ist's mir.
Trink meine Tränen, auch mein Blut,
Mein Herzblut selbst empfingest du,
Wärs Balsam nur für deine Glut,
Gäbs dir nur auf Minuten Ruh!
Wend', o! dein hold Gesicht nicht ab,
Bin ich nicht deine Braut, bin dein?
Ist nicht im Leben, wie im Grab,
Der Platz an deiner Seite mein?
Denkst du, dass sie, die nur von dir
In dunkler Welt empfängt ihr Licht,
Die trübe Nacht erträgt, die ihr
Hereinsinkt, wenn dein Auge bricht?
Ich leben ohne dich, allein,
Du meines Lebens Leben, nein!
O lass mich von der Luft durchdringen,
Der sel'gen Luft, gehaucht von dir,
Und was sie trag'auf ihren Schwingen,
Tod oder Leben, süss ist's mir!
Oh lasciami soltanto respirare l'aria,
l'aria beata, che tu hai respirato,
e quanto essa reca sulle sue ali,
morte o vita, dolce è per me.
Bevi le mie lacrime, bevi il mio sangue,
ti darei il sangue del mio cuore,
sarebbe un balsamo per la tua febbre,
ti darebbe soltanto un attimo di pace!
Oh, non distogliere il tuo volto dal mio,
sono io la tua sposa, lo sono davvero io?
Nella vita, come nella tomba,
non è il giusto mio posto accanto al tuo fianco?
Pensi tu che colei che da te soltanto
nel buio mondo riceve la sua luce,
possa sopportare la fosca notte, che su di lei
si distenderà, quando il tuo occhio si dovesse chiudere?
Vivere io senza di te, sola, senza
Te, vita della mia vita, no davvero!
Oh lasciami soltanto respirare l'aria,
l'aria beata, che tu hai respirato,
e quanto essa reca sulle ali,
morte o vita, dolce è per me.
TENOR SOLO TENORE
Sie wankt - sie sinkt - und wie ein Licht
Im giftigen Hauche des Schachts
Verlischt, so plötzlich bricht
Ihr holdes Auge -
Ein Krampf - sein Weh ist dann vergangen,
Vollendet ist sein Leben.
Auf drückt sie ihm noch einen langen
Und letzten KUSS und stirbt im Geben.
Essa vacilla - essa cade - e come una luce
nell'aria velenosa della fossa
scompare, subitanea, non appena
il suo amore muore -
uno spasmo - il suo dolore allora passa,
finita è la sua vita.
China su di lui, ancora un lungo
ed ultimo bacio, e muore nel darlo.
Nr. 17 PERI UND CHOR N. 17 LA PERI E CORO
Schlaf nun und ruhe in Träumen voll Duft,
Balsam'scher umweh' dich die Luft,
Als dem magischen Brand des Phönix entsteigt,
Wenn er sein eigenes Grablied singt.
Schlaf nun und ruh' in Träumen voll Lust,
Du, die treueste, liebendste Brust!

Sie sprachs, und Himmelshauch durchfliesst
Von ihren Lippen diese Stelle,
Sie schwingt den Strahlenkranz und giesst
Auf beider Antlitz solche Helle,
Dass wie ein Heil'genpaar sie lagen.
Indes die Peri wacht, und Licht
Mild strahlt in ihre Todesnacht,
Bis ihre Seelen auferwacht.
Dormi ora e riposa nei sogni fragranti di profumo,
balsamica diviene ora l'aria,
dal magico fuoco della fenice sorgendo,
allorché intona il suo proprio canto di morte.
Dormi ora e riposa nei sogni colmi di piacere.
Tu, il più fedele, il più amante cuore!

Cosi parlò lei, e un soffio celeste alitò
dalle sue labbra in quel luogo,
agita la corona di raggi e versa
su entrambi i loro volti tale un chiarore di luce
che entrambi i giacenti sembrano essere due santi.
Mentre la Peri veglia, e luce
gentilmente irrora nella loro notte mortale,
sino alla resurrezione delle loro anime.
DRITTER TEIL PARTE TERZA
Nr. 18 CHOR DER HOURIS N. 18 CORO DELLE URI
Schmücket die Stufen zu Allahs Thron
 Schmückt sie mit Blumen, Freundinnen alle,
Dass auf des Himmels Unterste auch
Gnädig ein Blick des Ewigen falle!
Schlinget den Reigen,
Lasst uns verneigen
Freudig demutsvoll vor dem Herrn!
Auch der Geliebten vergesset nicht,
Die auf der Erde zurückgeblieben!
Unten ist's dunkel, oben das Licht,
Hass ist dort, hier ewiges Lieben.
Schmücket die Stufen ...usw.

Seht da, die Bahn zum ew'gen Licht
Kommt schon die Peri herangeflogen!
Liebliche Peri, verzweifle nicht,
Treu' und Glaub' hat noch nie betrogen!
Suche das Gut,
Im Auge ruht
Was das Teuerste ist dem Herrn!
Ornate i gradini del trono di Allah,
ornateli con fiori, voi dolci compagne,
perché anche dal cielo al luogo più infimo
benevolo possa cadere lo sguardo dell'eterno!
Unitevi nella danza,
lasciateci prostrare
in gioiosa umiltà al cospetto del Signore!
E non dimenticatevi degli amati
che sono stati lasciati sulla terra!
Là sotto tutto è oscuro, là sopra tutto è luce,
là sotto tutto è odio, qui sopra tutto è eterno amore.
Ornate i gradini ... ecc.

Guardate! sulla via della luce eterna
s'avanza già la Peri ad ali spiegate!
Peri amatissima, non disperarti,
la fedeltà e la fede non hanno mai tradito!
Cerca il bene,
sta nell'occhio
quanto al Signore è più prezioso!
Nr. 19 TENOR SOLO N. 19 TENORE
Dem Sang von Ferne lauschend, schwingt
Die Peri höher sich empor;
Der reinsten. Liebe Seufzer bringt
Sie als Geschenk vor Edens Tor.
Hoch klopft ihr Herz, die Hoffnung spricht's;
Bald soll sie Edens Palmen nah'n,
Denn lächelnd nimmt der Geist des Lichts
Am Tore diese Gabe an.
Und horch, von Himmelsbäumen ruft
Kristall' ner Glöckchen Klang, sie lauscht
Dem Läuten in ambrosischer Luft,
Die her von Allahs Throne rauscht;
Sie sieht die Sternenschalen blinken
Rings um den See des Lichts gereiht,
Wo die verklärten Seelen trinken
Den ersten Trank der Herrlichkeit.
Doch eitel war der Peri Hoffen,
Noch stand das ew'ge Tor nicht offen;
Es spricht der Engel, Schmerz im Blick:
Ascoltando il canto remoto, vola
nell'aria sempre più alta la Peri;
come dono alla porte dell'Eden
ella porta la vista dell'amore più puro.
Forte batte il suo cuore, forte parla la sua speranza;
presto s'approssima alle palme dell'Eden
perché, sorridendo, lo spirito della luce
accoglierà alla porta questo dono.
E squillante dagli alberi del cielo verrà
il suono delle campanelle di cristallo, essa lo sente
risuonare nell'aria pervasa d'ambrosia,
che s'irradia dal trono di Allah;
essa vede lo scintillìo delle stelle
tutt'attorno al lago di luce,
ove le anime trasfigurate bevono
il primo sorso di felicità.
Ma ancora vana era la speranza della Peri,
ancora non s'era aperta per lei la porta eterna;
così parla l'angelo, col dolore negli occhi:
ENGEL L'ANGELO
Noch nicht!
Treu war die Maid, und die Geschichte,
Geschrieben überm Haupt des Herrn,
Liest lange noch der Seraph gern;
Doch, Peri, noch währt der Verschluss
Von Edens Tor:
Viel heil'ger muss die Gabe sein,
Die dich zum Tor des Lichts lässt ein!
Non ancora!
Fedele fu la giovane, e la sua vicenda,
scritta sul capo del Signore,
che il Serafino a lungo leggerà volentieri;
ma per te, o Peri, il bando è ancora affisso
dinanzi alla porta dell'Eden:
molto più sacro dovrà esser il dono,
che potrà schiuderti la porta della luce!
Nr. 20 PERI N. 20 LA PERI
Verstossen!
Verschlossen
Aufs neu das Goldportal!
Gerichtet! Vernichtet
Der Hoffnung letzter Strahl!
So soll ich 's nimmer finden,
Das edle köstliche Gut -
Weh mir - ich fühl ihn schwinden
Den hohen Mut;
Doch will ich nicht ruhn, will ohne Rast
Von einem Pole zum ändern schreiten,
Durchpilgern will ich alle Weiten,
Bis ich das Gut, bis ich's erfasst,
Das mir das höchste Glück verheisst,
Das, Eden, mir dein Tor erschleusst!
Und war's bewacht
In Graun und Nacht,
Tief in der Erde tiefsten Gründen,
Ich will, ich muss das Kleinod finden!
Scacciata!
Sbarrata
di nuovo la porta d'oro!
bandita! Caduto
è l'ultima raggio di speranza!
Non potrò allora mai più trovare
il dono più nobile, più prezioso -
guai a m e- sento scomparire
ogni mio coraggio;
pur non voglio indugiare, né smettere
di cercare gridando senza sosta da un polo all'altro,
continuerò il mio pellegrinaggio in tutto il mondo,
finché avrò trovato il dono
che possa permettermi la più grande felicità
che possa aprire a me, o Eden, la tua porta!
E ovunque si nasconda
nel profondo e nella notte,
nel più tetro abisso della terra,
io voglio trovare, io devo trovare quel gioiello!
Nr. 21 BARITON SOLO N. 21 BARITONO
Jetzt sank des Abends goldner Schein
Auf Syriens Rosenland herein,
Wie Glorienschimmer hing die Sonn'
Über dem hil'gen Libanon.
Es ragt in Wintermajestät
Sein Haupt, vom ewigen Schnee beglänzt,
Indes der Sommer schläft bekränzt
Am FUSS auf einem Blumenbeet.
Die aus der Höhe konnte schau'n
Herab auf all die Zauberau'n,
Wie schön erschien ihr nicht die Welt,
Das rege Leben rings erhellt,
Der Gärten Pracht, der Wellen Schimmern,
An ihren Ufern goldne Früchte,
Die schöner noch im Sonnenlichte,
Und dann das tausendstimm'ge Rufen,
Das alte Schäferrohr, das Summen
Der Bienen im gelobten Land,
Die schwärmen über Blumenfelder,
Und Jordan, dein beglückter Strand,
Und deine nachtigallenreichen Wälder!
Cadeva dorato il crepuscolo
laggiù sulla Siria, la terra delle rose,
il glorioso fulgore del sole splendeva
sulla sacra terra del Libano.
Il suo culmine nella maestà dell'inverno
s'erge, rilucente d'eterna neve,
mentre l'estate s'addormenta ai suoi piedi
incoronata di serti di fiori.
A chi dall'alto potesse mirare
tutte quelle lontane terre incantate,
qual meraviglia sembrerebbe il mondo,
che la fervida vita tutt'attorno anima,
i giardini lussureggianti, le onde rilucenti,
alle sue sponde i frutti dorati
resi ancora più splendenti dalla luce del sole,
e poi la miriade di suoni e di voci,
l'antico canto dei pastori, il ronzare
nella sacra terra delle api
che sciamano sui campi in fiore,
e il Giordano, la felice tua riva.
E le foreste ricche di usignoli!
Nt. 22 TENOR SOLO N. 22 TENORE
Und wie sie niederwärts sich schwingt,
Eine Schar von Peris sie um ringt:
E mentre giù volando si cala,
uno stuolo di Peri l'avvolge:
QUARTETT
(SOPRAN I UND II, ALT I UND II) (CHOR)
QUARTETTO
(SOPRANO I E ii, CONTRALTO I E II) (CORO)
Peri, ist's wahr,
Dass du in den Himmel'willst?
Genügt dir nicht
Das Sonnenlicht
Und Sterne, Mond und Erde?
Peri, ist's wahr,
Dass du in den Himmel willst,
So nimm uns eilig mit.
O Peri, è proprio vero,
che tu desideri entrare in paradiso?
Non ti è sufficiente
la luce del sole
e le stelle, la luna e la terra?
O Peri, se è vero
che tu desideri entrare in paradiso,
affrettati allora a prenderci con te.
BARITON SOLO BARITONO
Mit ihrer Schwestern Worten wächst ihr Schmerz,
Schwer ist ihr Fittig, trüb ihr Herz;
Freudlos sieht sie die Sonn' sich neigen
Dort hinterm Tempel, einst ihr eigen,
Des Säulen hoch und einsam, weit
Die Schatten breiten durch die Au'n.
Alle parole delle sorelle s'accresce il suo dolore,
pesanti le sono le ali, triste il cuore;
senza gioia contempla il sole tramontare
là dietro al tempio che una volta era suo,
le cui colonne, alte e solitarie, lontano
proiettano la loro ombra sulla terra.
Nr. 23 PERI N. 23 LA PERI
Hinab zu jenem Sonnentempel!
Ein Amulet, auf dessen Stein
Ein Ziechen glänzt, vom Blitz hinein
Geschmolzen, dort gewahr ich's, auch
Ein Blatt, auf welchem rein
Das Siegel prangt von Salomo;
Vielleicht entziffern sie mirs, wo
Auf Erden, in den Meeren, ruht
Die Zaubermacht, das edle Gut,
Das Eden öffnet sünd'gen Wesen,
Vielleicht vermags mein Äug' zu lesen, Hinab!
Andrò laggiù, al tempio del sole!
Un amuleto, sulla cui pietra
sfolgora un legno, da un lampo
colpito, là mi recherò io, vedo anche
un foglio, sul cui biancore
risplende il sigillo di Salomone;
forse mi riveleranno dove,
sulla terra, sul mare, sta
il potere magico; il nobile dono,
che apre ai peccatori la via dell'Eden,
forse il mio occhio potrà leggerlo! Laggiù!
TENOR SOLO TENORE
Sie schwebt herab in frohen Hoffen,
Noch lacht des Himmels Auge hold,
Die Lauben auch aus Abendgold
Stehn noch im Westen offen.
Jetzt über Balbeks Tal sich schwingend,
Erblickt im Spiele sie ein Kind,
Inmitten wilder Rosen singend,
So rosig wild wie selbst sie sind.
Beim Knaben, der des Spiels nun satt,
In Blumen sich gelagert hat,
Sieht sie vom heissen Rosse steigen
Jetzt einen müden Mann und schnell
An einem hochumgrasten Quell
Zum Trunke sich hinunterbeugen,
Dann kehrt er schnell sein wild Gesicht
Aufs schöne Kind, das furchtlos sass,
Obgleich noch nie des Tages Licht
Ein wild'res Antlitz sah als das,
Entsetzlich wild, ein grauser Bund,
Wie Wetterwolk aus Nacht und Glut,
Dort stehn die Laster all, es tut
Dort jedes Bubenstück sich kund,
Meineid, erschlagner Gast,
Betrogne Braut, mit blut'ger Schrift
Auf jenem Antlitz stand geschrieben.
Si precipita laggiù in gioiosa speranza,
ancora sorride il radioso occhio del cielo,
ed ancora le dorate arcate della sera
sono in occidente tuttora aperte.
Ora volando sopra la valle di Balbek,
scorge un bimbo che gioca,
e canta tra i pungenti cespugli di rose,
roseo e pungente, un fior tra i fiori, come loro egli è.
Vicino al bimbo, che stanco dal gioco,
si è sdraiato a riposare tra i fiori,
essa vede smontare da un accaldato destriero
un uomo stanco che subito
a una fonte circondata dall'erba alta
ad abbeverarsi si china
poi svelto volge il suo viso selvaggio
sul bimbo bellissimo che giace inconsapevole,
pur se mai la luce del giorno
ha visto un viso più bieco, un orrido miscuglio
di tenebra e di fuoco, come una nube di tempesta;
sul suo viso stanno tutti i vizi,
tutti i peccati vi sono effigiati
la frode, l'ospite assassinato
la sposa tradita, con caratteri di sangue
sul suo viso stanno scritti.
MEZZO-SOPRAN SOLO MEZZOSOPRANO
Dorch horch, wie Vesperruf zum Beten,
Da still die Sonn' hernieder schwebt,
Von Syriens tausend Minareten
Jetzt durch die Lüfte bebt;
Vom Blumenbeet hebt sich der Knab',
Das seinem Haupt ein Lager gab,
Kniet nieder auf den blum'gen Grund,
Worauf mit reinem Engelsmund
Er Gottes ew'gen Namen spricht;
Er scheint, indem er Blick und Hand
Zum Abendhimmel aufgewandt,
Ein Engelskind, das sich hernieder
Verirrt hat
Und seine Heimat cuchet wieder.
Ma ascolta, come il vespro chiama alla preghiera,
mentre il sole tramonta lentamente,
dalla Siria migliaia di minareti
si fanno udire nell'aria;
dal suo giaciglio di fiori s'è destato il bimbo,
ed il capo solleva dalla terra ov'era posato,
s'inginocchia sul prato fiorito,
e dalla sua bocca, pura come quella di un angelo,
vien pronunciato l'eterno nome di Dio;
nell'aspetto egli sembra, con lo sguardo e le mani
rivolti su al cielo vespertino,
un angelo-bimbo, che sulla terra
abbia smarrito la via,
e cerchi di nuovo la sua casa.
TENOR SOLO TENORE
Und was fühlt er, der sünd'ge Mann,
Der dort lehnt und sich nun entsann
So manchen Jahrs voll Schuld und Blut,
Der auf des Lebens dunkler Flut
Umsonst späht nach dem Rettungspfade,
Wo nichts den Ölzweig bringt der Gnade!
Ma cosa prova egli, peccatore,
che là sta e ora ricorda
tutti i suoi anni pieni di colpa e di sangue,
ed egli che nell'oscuro corso della vita
invano ha cercato la via della salvezza,
mai ha trovato il ramo d'olivo della grazia!
DER MANN (BARITON SOLO) L'UOMO (BARITONO)
's war eine Zeit, du selig Kind,
Da jung und rein, wie du, mein Tun
Und Beten war, - doch nun!
C'è stato un tempo, o bimbo benedetto,
che giovane e puro, come tu sei, anch'io
ero e sapevo pregare, - ma ora!
NR. 24 QUARTETT UND CHOR
(SOPRAN, ALT, TENOR, BASS)
N. 24 QUARTETTO E CORO
(SOPRANO, CONTRALTO, TENORE, BASSO)
O heil'ge Tränen inniger Reue,
In euer sanften Sühnungsflut
Die einzige, die erste neue
Schuldlose Lust für Schuld'ge ruht!
O heil'ge Tränen inn'ger Reue!
O lacrime benedette di penitenza sentita nel profondo,
nel dolcissimo vostro flusso redentore
l'unica, la prima nuova
gioia senza pena pervade il peccatore
O sacre lacrime di penitenza sentita nel profondo!
Nr. 25 PERI N. 25 LA PERI
Es fällt ein Tropfen aufs Land
Ägypten, von Juniushitze verbrannt,
Vom Mond herab,
Von so heilender Kraft, dass zur Stunde
Der Dämon der Pest entschwebt,
Und Gesundheit, Himmel und Erde belebt.
Lässt so, o Sünder, nicht genesen
Dich dieser Reuetränen Fall?
Wie glühnd die Wunden der Brust gewesen,
Ein Himmelstropfen, er heilt sie all!
Ecco cade una goccia sulla terra
d'Egitto, riarsa dalla canicola di giugno,
una goccia dalla luna!
Di tale salutare forza, che d'un tratto
il demone della peste scompare
e la salute rianima cielo e terra.
Non puoi tu, o peccatore, esser risanato,
da queste lacrime d'autentico rimorso?
Come bruciavano le ferite nel tuo petto,
ma una sola goccia dal cielo è in grado di sanarle tutte!
TENOR SOLO MIT CHOR TENORE E CORO
Und sieh, demütig betend kniet
Der Mann dort an des Kindes Seite,
Indes ein Sonnenstrahl auf beide,
Den Sünder und den Reinen, glüht.
Und Hymnen durch den Himmel schweben,
Denn einer Seele ward vergeben!
Gesunken war der goldne Ball,
Da fiel ein rein'rer, schön'rer Strahl,
Als je aus Sonn' und Sternen schien,
Auf jene Träne.
Ein sterblich Auge nahm' ihn zwar
Als Meteor, als Nordlicht wahr,
Doch weiss die Peri wohl: der Schein,
Er muss des Engels Lächeln sein,
Womit er mild die Träne grüsst,
Die bald den Himmel ihr erschliesst.
Ed ecco, fattosi umile ed orante
s'inginocchia l'uomo laggiù a lato del bimbo,
mentre un raggio di sole su entrambi,
sull'impuro e sul puro, risplende!
Ed inni di gioia si librano nel cielo,
perché è stata perdonata un'anima umana!
Tramontato era ormai il globo dorato,
quando un raggio, il più puro, meraviglioso raggio,
che mai si sia visto dal sole e dalle stelle,
scese su quelle lacrime.
Un occhio mortale potrebbe prenderlo
per una meteora, o una luce del nord,
ma la Peri ben s'è accorta dell'apparizione:
il raggio proviene dal sorriso dell'angelo,
e con esso benignamente saluta le lacrime,
che presto le apriranno la porta del cielo.
Nr. 26 PERI UND CHOR DER SELIGEN N. 26 LA PERI E IL CORO DEGLI SPIRITI BEATI
Freud', ew'ge Freude, mein Werk ist getan,
Die Pforte geöffnet, zum Himmel hinan.
Wie selig, o Wonne, wie selig bin ich!
Lebt wohl, ihr Düfte der Erd', ihr verraucht.
Schnell, wie der Liebenden Seufzer verhaucht!
Vom Tubabaum ist nun mein Schmaus,
Er duftet der Ewigkeit Odem aus!
Lebt wohl, ihr Blüten in meinem Kranz,
Ihr blühtet so schön und verwelket doch schon;
O was sind Blumen im irdischen Glanz
Doch gegen den Lotos vor Allahs Thron,
Mit ew'gen Blütenästen umstrebt,
Wo in jeglichem Blatt eine Seele lebt!
O ew'ge Freude, mein Werk ist getan,
Die Pforte geöffnet zum Himmel hinan,
Wie selig, o Wonne, wie selig bin ich!

Willkommen, willkommen
Unter den Frommen!
Du hast gerungen und nicht geruht,
Nun hast dus errungen, das köstliche Gut!
Aufgenommen
In Edens Garten,
Wo liebende Seelen warten,
Dich ew'ge Wonne umfliesst,
Sei uns willkommen,
Sei uns gegrüsst! -
Gioia, eterna gioia, il mio compito s'è realizzato,
la porta s'è aperta, la via del cielo è raggiunta.
Quanto beata, o letizia, quanto beata son io!
Addio, profumi della terra, voi finite
presto, al pari dei sospiri degli amanti!
Dall'albero di tooba giunge ora il mio godimento,
il suo fiato respira d'eternità!
Addio, fiori della mia ghirlanda,
così meravigliosi nel fiorire e subito poi nell'avvizzire;
oh, cos'è mai il terrestre splendore dei fiori
al cospetto del loto dinanzi al trono diAllah,
abbracciato dai rami dei fiori eterni,
ove in ogni foglia un'anima vive!
O eterna gioia, il mio compito s'è realizzato!
la porta s'è aperta, la via del cielo è raggiunta,
quanto beata, o letizia, quanto beata son io!

Benvenuta, benvenuta
tra gli esseri divini!
Tu hai tribolato e mai riposato,
ora è stato ottenuto il dono prezioso!
Accolto in alto
nel giardino dell'Eden,
ove le anime attendono te con amore,
ove l'eterna letizia ti abbraccia.
Sii tu la nostra benvenuta,
Salve a te!
(Traduzione di Luigi Bellingardi)


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 24 gennaio 1993

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Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2012
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