Glossario



Sinfonia n. 12 in re minore "L'anno 1917", op. 112

Musica: Dmitri Shostakovich
  1. Pietroburgo rivoluzionaria (Moderato – Allegro)
  2. Razliv (Allegro – Adagio)
  3. Aurora (Allegro) attacca
  4. L’alba dell’umanità (L’istesso tempo)
Organico: 3 flauti (3 anche ottavino), 3 oboi (3 anche corno inglese), 3 clarinetti (3 anche clarinetto basso), 3 fagotti (3 anche controfagotto), 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, basso tuba, timpani, triangolo, tamburo, grancassa, piatti, tam-tam, archi
Composizione: Mosca, 22 Agosto 1961
Prima esecuzione: Leningrado, Sala grande della Filarmonica, 1 Ottobre 1961
Dedica: alla memoria di Vladimir Ilyich Lenin

Guida all'ascolto n. 1 (nota 1)

Siccome l'opera ha vaste proporzioni considero utile per facilitare l'ascolto, di stendere come una specie di guida, indicata dai movimenti informativi dell'opera.

Il primo tempo ha per titolo: «Pietrogrado rivoluzionaria» e inizia con un tema fortissimo, Moderato, nei bassi all'unisono in 5/4, ripreso poi dagli archi e quindi da tutta l'orchestra, con molti raddoppi, sviluppandosi fino a sfociare in un Allegro, in cui le varie famiglie conservano un ritmo staccato ed energico. Al più mosso si pone altro tema all'unisono nei soli bassi e violoncelli, ampio, ben cantabile, svolto subito dai soli archi e poi da tutta l'orchestra, infervorandosi ad ogni ripresa. Questo tema viene affidato quindi alle trombe, mentre tutto il resto dell'orchestra si innesta con il tema in ritmo staccato, precedentemente udito, creando un connubio assai geniale. Segue poi un Allegro, ampiamente svolto e complesso che fa assumere quasi la parte fondamentale del tempo.

Su di un pedale dei timpani e dei bassi si stacca un tema simile a quello d'inizio, a ritmo incisivo. Questo passa poi al fagotto e quindi se ne impossessano gli archi, i quali spesso tutti all'unisono sostengono il ritmo incisivo del fiati. Si giunge ad un fortissimo, in cui fiati e archi svolgono il bel tema in 5/4 dell'inizio, variato con grande genialità, insieme ai ritmi già usati. A un certo punto è il primo corno solo che riprende il tema, prima proposto all'unisono dai bassi al «più mosso» del principio. Con frammenti di questo tema, variato per il ritmo, termina il Primo Tempo, al quale si attacca subito, senza interruzione, il

Secondo Tempo, «Razliv». Questo, dopo cinque battute di Allegro nei «pizzicati» d'archi sostenuti dalla batteria, inizia un Adagio, ohe, dopo un movimento cantabile di Bassi, pone nel corno solo un bel terna melodico in tonalità svagante, ripreso poi dai legni (flauto e clarinetto) a guisa di una «invenzione» a due parti. Vi si associano anche gli archi e infine il clarinetto solo presenta un altro tema, che è come la variazione del primo. Questi due temi sono, con eleganza, alternati nei varii strumenti finché sfociano, su dei pizzicati dei Bassi solo interrotti da poche battute «con arco». E si attacca, ancora senza soluzione, il

Terzo Tempo, «Aurora», ohe, dopo un breve tremolo di timpani, inizia, in un Allegro, con un tema «pizzicato» negli archi soli, sempre con tocchi dei timpani. Il tema passa agli ottoni, mentre gli archi con l'arco contrappuntano in frasi puntate a gradi congiunti e sempre all'unisono. Il movimento cresce di sonorità con l'aggiunta degli ottoni, sempre con frammenti dello stesso tema, il quale all'entrata della Tuba, si ripete diminuendo. Poi avviene nelle viole e nei Bassi un movimento omofonico con bicordi; mentre il terzo Trombone e la Tuba attaccano quasi un secondo tema pianissimo, il quale poi, con la unione degli altri strumenti giunge, sullo stesso movimento omofonico, ad un fortissimo di grande effetto per congiungersi, ancora senza soluzione di continuità, con il

Quarto Tempo, «Nascita dell'Umanità». Questo è il più sviluppato avendo anche un carattere spiccatamente drammatico e celebrativo. Iniziandosi con una piccola sequenza del tempo precedente presenta un tema lineare ma incisivo, affidato ai corni, subito ripreso e sviluppato dagli archi e poi rinforzato da tutta l'orchestra. Segue un Allegretto con nuovo tema e nuova, tonalità, più scorrevole e affidato ai violini, i quali giuocano elegantemente sugli elementi tematici a dar varietà al discorso sinfonico. Il flauto e l'oboe aggiungono un secondo tema, che. poco dopo, è ripreso dal primo corno, accompagnato dai «pizzicati» degli archi e dalla Tromba; se ne impossessano quindi tutti gli archi all'unisono, e tutte le famiglie dell'orchestra si aggiungono esaltandolo. Tutto questo materiale tematico, è la base di un ampio svolgimento, dove ritornano alcuni elementi degli altri Tempi, fino a riprendere, nel Moderato, il tema dell'inizio della Sinfonia, i cui caratteri ritmici costituiscono il grandioso Finale, che si conchiude con tre note fortemente accentuate in unisono di tutte le famiglie, seguito da un trillo sull'accordo di tonica fortissimo.

Tutta la Sinfonia, dedicata alla memoria di Vladimir Ilyich Lenin, è una vasta composizione, magistralmente costruita, non esente da qualche accento retorico, istigato dalla celebrazione, ma che ha anche momenti di sincera e alta poesia.

Adelmo Damerini

Guida all'ascolto n. 2 (nota 2)

Dedicata alla memoria di Lenin, la Sinfonia n. 12 in re minore op. 112 con la Sinfonia n. 11, il dittico dedicato alle due rivoluzioni russe, quella fallita del 1905 e quella del 1917. Il primo tempo descrive la vigilia della rivoluzione a Pietroburgo: il brano, in forma-sonata del tutto ortodossa, si apre con un motivo di carattere popolare che costituisce l'elemento tematico principale, ritornando più volte anche variato. Il secondo tempo è intitolato alla località a circa sessanta chilometri da Leningrado (Razliv), da cui Lenin, nascosto in una capanna di contadini, dirigeva le operazioni rivoluzionarie. Il terzo è dedicato all'incrociatore Aurora, la nave che diede il segnale dell'insurrezione sparando contro il Palazzo d'Inverno. Il finale conclude la sinfonia con sonorità enfatiche e magniloquenti, celebrando l'alba di una nuova umanità.

Scritta a Mosca tra il 1960 e il 22 agosto 1961, la Dodicesima Sinfonia venne eseguita per la prima volta nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca dall'Orchestra Sinfonica di Stato dell'URSS diretta da Kiril Kondrasin.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 25 Aprile 1965
(2) Testo tratto dal Repertorio di musica sinfonica a cura di Piero Santi, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze, 2001

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Ultimo aggiornamento 22 febbraio 2012
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