Glossario
Guida all'ascolto



Arabella, op. 79

Commedia lirica in tre atti

Testo del libretto

ATTO PRIMO
Salotto in un Albergo del centro di Vienna. Porta a battenti nel mezzo. A destra, sul davanti, una finestra; più indietro, verso il fondo, un’altra porta. Una terza porta, del pari, a sinistra. Il salotto è messo riccamente, con mobilia nuova, nel gusto degli anni intorno al 1860.

(Adelaide a un tavolo con una cartomante, a sinistra. A destra Zdenka vestita come un ragazzo, è intenta a
mettere ordine a della carte su un tavolinetto)
LA CARTOMANTE
Die Karten fallen besser als das letzte Mal. Le carte dicono meglio che la volta scorsa.
ADELAIDE
Das gebe Gott! Lo voglia Iddio!
(si ode bussare alla porta)
Nur keine Störung jetzt! Non disturbatemi.
ZDENKA
(corre alla porta di mezzo, le porgono da fuori alcune carte)
Mein Vater ist nicht hier, die Mutter hat Migräne!
Kommen Sie später. - Es ist wieder eine Rechnung!
Mio padre non è qui; la Mamma ha l’emicrania.
Venga più tardi. – Ecco, ancora un altro conto!
ADELAIDE
(facendo cenno con la mano di non disturbarla)
Jetzt nicht! Leg sie dorthin! Non ora! Mettilo via!
ZDENKA
Es liegen schon so viele da. Ce n’è già tanti altri!
ADELAIDE
(a Zdenka)
Still, still! - Zitta! Zitta!
(alla cartomante)
Wie liegen unsre Karten?
Die Sorge und die Ungeduld verzehren mich!
Le carte come stanno?
La pena e l’impazienza mi divorano!
LA CARTOMANTE
(china sulle carte)
Beruhigen Sie sich. Die Erbschaft rückt schon
näher - nur langsam!
Signora mia, si calmi! Lei deve ereditare… ma
c’è tempo!
ADELAIDE
(a mani giunte)
Nein, wir können nicht mehr warten!
Es - gibt nur eine Hoffnung
die baldige Vermählung meiner Arabella!
Non possiamo attender oltre!
Io spero solo in questo: che la nostra Arabella
si fidanzi al più presto!
LA CARTOMANTE
Den Vater seh ich, Ihren Herrn Gemahl -
o weh, die Sorge steht ihm nah -ganz finster
ist‘s um ihn.
Er kämpft, er spielt - o weh, und er verspielt
schon wieder
die große Summe.
Io veggo il padre, il Signor Suo marito.
Ahimè!… È pieno di pensieri… è bujo intorno a
lui! –
Egli lotta, giuoca… Ahimè!… ed egli perde
ancora
di gran danari!
ADELAIDE
Heil‘ge Mutter Gottes!
Komm mir zu Hilfe durch mein schönes Kind!
Um Gottes Willen, die Verlobung - ist sie nah?
Unser Kredit ist sehr im Wanken, liebste Frau!
Oh, Madonna Santa!
Fa che m’aiuti questa bella mia figlia!
Pe’l Cielo!… Mi dica: È vicino il fidanzamento?
Il nostro credito vacilla, Signora mia!
LA CARTOMANTE
(osservando a lungo le carte)
Da steht der Offizier. Qui veggo un ufficiale…
ADELAIDE
Ein Offizier? o weh! Un ufficiale?… Ahimè!
ZDENKA
(quasi per sé)
Matteo! Matteo!
LA CARTOMANTE
Nein! der ist der Eigentliche nicht! No!… Non è lui che veggo qui!
ADELAIDE
Das will ich hoffen! Io vo’ sperarlo!
LA CARTOMANTE
Von dort herüber kommt der fremde Herr, der
Bräutigam.
Da lungi viene uno straniero a noi!… Egli è o
sposo!
ADELAIDE
Die Brosche mit Smaragden ist Ihr Eigentum
wenn Ihre Prophezeiung Wahrheit wird,
in dieser Woche!
La spilla di smeraldi sarà cosa sua,
se tal profezia si compirà in questa settimana!
LA CARTOMANTE
(lentamente, come se interrogasse il libro del Destino)
Er kommt von weiter her. Ein Brief hat ihn gerufen. Da più lontano egli viene!… L’ha chiamato una lettera
ADELAIDE
Von weiter her? Es ist Graf Elemer, kein Zweifel! Da più lontano? È il Conte Elemer, nessun dubbio!
LA CARTOMANTE
Ich sehe einen großen Wald: dort kommt er her. Io vedo una grande foresta: Egli viene di là.
ADELAIDE
Das ist er! Elemer! o wie Sie ihn beschreiben!
Herrlich! - Doch warum zögert er?
O… come l’ha descritto! Questi è lui, Elemer!
Bene!… ma perché s’indugia?
LA CARTOMANTE
Die Zögerung kommt von ihr. L’indugio viene da lei.
ADELAIDE
(con giubilo)
Sie sehen durch die Menschen wie durch Glas!
Das ist ihr namenloser Stolz. O Gott, erweiche
ihren Stolz!
Er ist so groß wie ihre Schönheit.
Come legge nel fondo dei cuori!
È l’inaudito orgoglio suo! Cielo, piega il suo
orgoglio!
Esso è grande coma la sua bellezza!
(Bussano, Zdenka corre alla porta)
ZDENKA
Nein, jetzt ist es ganz unmöglich! No… ora non è possibile!
(Da fuori la porta le porgono, di nuovo, una fattura ch’ella depone sul solito tavolino)
ADELAIDE
Was meinen Sie? Was runzeln Sie die Stirn? Che pensa mai?… Perché così accigliata?
LA CARTOMANTE
(meditando sulle carte)
Es drängt sich wer hinein
zwischen die schöne Tochter und den reichen Herrn!
Qualcuno si frappone
fra la Sua bella figlia e quel gran Signore!
ADELAIDE
Heilige Mutter Gottes, laß es nicht geschehen! O, Madonna Santa, fa che ciò non avvenga!
LA CARTOMANTE
(china sulle carte)
Wie? haben Euer Gnaden eine zweite Tochter?
Oh, das wird eine ernstliche Gefahr!
Che?… Vostra Signoria ha un’altra figlia? –
Ahi, ahi… Questo può essere un guaio molto grave!
ADELAIDE
(s’inginocchia presso il tavolo)
Ihr Engelscharen droben, hört das Flehen einer
Mutter in ihrer Herzensangst!
Coorti Sante, a Voi lassù, giunga la preghiera di
un’angosciata madre!
ZDENKA
(con timore)
Mama! Mamma!
ADELAIDE
Zdenka! bleib still und kümmre dich um nichts
was hier geschieht!
Zdenka, sta buona; e non curarti affatto di quel
che avviene!
(accennando a Zdenka)
Leise! sie ist es! Piano… ch’è lei!
LA CARTOMANTE
Dort der junge Herr? Ah… quel giovanotto?

ADELAIDE
Sie ist ein Mädchen. Weil sie wild war wie ein Bub
hat man sie weiterhin als Buben laufen lassen.
Wir sind nicht reich genug, in dieser Stadt
zwei Mädchen standeswürdig auszuführen. -
allein sie liebt die ältere Schwester über alle Maßen
wie könnte sie ihr Böses tun?
È una fanciulla. Ma siccome era un monello,
la consideriamo ancor sempre quale un monello.
Non siamo tanto ricchi da poter educare
due figlie a Vienna, come il rango vuole;…
però, ella ama l’altra sorella più degli occhi suoi:
Or come potrebbe farle del male?
LA CARTOMANTE
Die Karten lügen nicht.
Da steht der Offizier. Da steht das blonde Mädchen.
Gezogne Säbel seh ich, und der Bräutigam
zieht sich zurück.
Die Karten warnen Sie!
Le carte non mentono.
Qui sta l’Ufficiale, qui sta la giovane bionda.
Le sciabole già veggo; e lo sposo adirato, che
se ne va. –
Le carte La ammoniscono.
ADELAIDE
(alzandosi in piedi)
Hier in mein Zimmer! Sie versuchen es noch einmal! Là… in quella stanza! Ella deve provare ancora!
(la trae seco, nella stanza contigua, a sinistra)
ZDENKA
(prende in mano tutte le fatture che si sono andate ammonticchiando sul tavolino, e le scorre distrattamente)
Sie wollen alle Geld! Sie drohn mit den Gerichten!
Was? davon weiß ja ich gar nichts: sie schreiben:
sie haben schon gehört daß wir verreisen wollen!
Oh! dann ist alles aus!
Dann seh ich ihn nie mehr!
Danaro, chiedono tutti! Minacciano di fare causa!
mah!… Non ne capisco un bel nulla! Essi scrivono,
che hanno appreso che noi vogliamo partire!…
Oh!… allora è finita;
perché, allora, non lo vedrò più!
(spinta dalla sua angoscia, corre alla porta di sinistra e tende l’orecchio)
Sie sagt: der Arabella droht etwas -
von einem Offizier.
Er darf nicht mehr ins Haus, sagt die Mama,
sie wird compromittiert von ihm.
Nicht mehr ins Haus? O Gott - dann bringt er
sich ja um -
und alle wissen drum: es ist wegen ihr -
und sie - dann endlich weiß sie, wie er sie
geliebt hat!
Dice… che un Ufficiale mette in pericolo la mia
sorellina!
La Mamma non vuol più che egli venga in casa,
perché la compromette ormai! –
Non vuole che egli venga? O, Cielo!… Allora
egli si ucciderà
e tutti sapranno il perché: sapranno che fu per lei;…
e lei saprà, finalmente, quanto egli l’abbia
amata!
(si allontana dalla porta)
Mein Gott, laß das nicht zu, daß wir verreisen müssen!
Laß den Papa gewinnen! Laß in Görz die Tante sterben!
Mach daß die Bella den Matteo über alles liebt
und daß er glücklich wird, und daß wir nicht
mehr arm sind!
Aufopfern will ich mich dafür - mein Leben lang
in Bubenkleidern laufen und Verzicht auf alles tun!
Mio Dio, non consentire che noi si parta così presto!
Fa che il mio babbo vinca! Fa morir la zia di Praga;
fa che Arabella s’innamori pazzamente di Matteo;
e che sia felice che noi s’arricchisca!
Io son già pronta al sacrificio! –
Voglio restare sempre in vesti di monello,
e rinunciare a tutto per lei, o Signore!
(Si ode bussare. Zdenka muove alla porta di mezzo. Frattanto, la porta viene dischiusa, cautamente, da fuori; e Matteo entra nella sua uniforme di Ufficiale dei Cacciatori, col berretto in mano, ma senza sciabola.)
ZDENKA
(impallidisce)
Matteo! Matteo!
MATTEO
Zdenko! du! Bist du allein? Zdenko! Tu?… solo, qui?
ZDENKA
(piano, con timore)
Da drin ist die Mama. La Mamma sta di là.
MATTEO
Und Arabella? E Arabella?
ZDENKA
Sie ist spazieren auf dem Ring mit der Begleiterin. Sta passeggiando per il Ring con quel suo “Cerbero”.
MATTEO
(facendo un passo in avanti)
Und nichts für mich? Kein Wort? kein Brief? E non un rigo per me? Non una parola?
(Zdenka scuote tristemente il capo)
Und gestern abend? E ieri sera?
ZDENKA
War sie in der Oper
mit der Mama.
Essa andò a teatro
con Mammà.
MATTEO
(con gelosia)
Mit der Mama allein? Solo con Mammà, dici?
ZDENKA
(esitando)
Ich glaub mit der Mama und den drei Grafen. Mi pare… con la Mamma e con i tre Conti.
MATTEO
Und nachmittag? E quest’oggi, poi?
ZDENKA
(timorosa)
Sie kommen mit Schlitten und holen sie ab -
ich soll auch mit.
Verranno con le slitte per condurla seco;
e mi vogliono con loro…
MATTEO
(profondamente colpito)
Dahin ist es gekommen zwischen mir und ihr!
Hätt‘ ich nicht dich, –
Siam giunti a tanto, dunque, tra me e lei!
Non ci fossi tu…
ZDENKA
Ein Chaperon muß doch auch dabei sein. Ma qualcuno deve pure accompagnarla.
MATTEO
ich wüßte nicht einmal mehr was sie tut!
Sie hat nichts mehr für mich als hie und da
einen halb finstern halb zerstreuten Blick!
…io non saprei neppure quello che essa fa!
E per me, più nulla,… se non, talvolta, degli
sguardi cupi e distratti!
ZDENKA
Und doch hat sie dich lieb! Glaub mir! Ich weiß es, ich! Eppure ti vuol bene! Credimi… ne sono certo!
MATTEO
Du weißt‘s? Sie hat es dir gestanden? Lo sai? Te l’ha dunque confessato?
ZDENKA
Hat sie dir nicht vor drei Tagen
den Brief geschrieben, über den du selig warst?
Non ti ha forse scritto qualche giorno fa
una lettera che ti ha reso così felice?
MATTEO
O dreimal selig - wie vom Himmel war der Brief!
Dann aber geht sie wieder kalt und fremd an
mir vorbei!
Wie soll ich das begreifen - und ertragen,
Zdenko - wie?
O, quale gioia! Ne avevo colmo il cuore!
Ma poi… passa di nuovo fredda davanti a me,
che se io per lei fossi uno straniero.
Ma come posso comprendere ciò e sopportarlo,
Zdenko – come?
ZDENKA
(piano, con importanza)
So ist ein Mädel. Geben will ein Mädel mehr
und mehr -
nur zeigen will sie nichts. Sie schämt sich halt
so furchtbar.
Questa è la donna! Le fanciulle vorrebbero concedere
sempre, sempre più…
però non farne mostra! Capisci?… Ne hanno
tanta vergogna!…
MATTEO
Wie du das weißt, du lieber Bub!
So weißt du auch -
Come sei fine, ragazzo mio!
Allora sai pure…
(Egli afferra Zdenka per un braccio, ma essa si libera subito dalla sua stretta)
- was das für Stunden sind
und was da für Gedanken Herrschaft haben über mich
wenn sie so durch mich durchschaut wie durch
leere Luft -
und du mir nicht ein Zeichen bringst
von dem ich wieder hoffen kann und leben!
…quel che io soffra, ahimè!
e quali pensieri tormentino spesso il mio cervello,
quando essa figge in me lo sguardo come
attraverso l’aria…
e tu non mi rechi un segno qualunque,
che mi consenta di sperare e vivere!
ZDENKA
(precipitosamente)
Gewiß. Ich bring dir wieder einen solchen Brief
heut oder morgen!
Va’ pure! Certo… voglio recarti un suo scritto…
oggi o domani!…
MATTEO
(con insistenza)
Heute noch! Du bist mein einziger Freund!
Gib mir dein Manneswort - auf dich verlaß ich mich!
Und wenn ich mich auf dich nicht mehr verlassen könnte, dann käme etwas andres!
Ancora oggi! L’amico mio solo sei tu!
Da gentiluomo qui giura!… Voglio fidare in te!
Perché se un giorno io non potessi più fidare in te,
saprei ben che fare!…
ZDENKA
(con angoscia)
Was? was käme dann, Matteo? Che?… Che mai vorresti fare?
MATTEO
(cupamente)
Dann stünd ich morgen beim Rapport und bäte
um Versetzung nach Galizien.
Und wenn mir das nichts hilft und ich auch dort
die Arabella nicht vergessen kann -
dann gibt‘s halt einen Ausweg: den Revolver.
Mi metterei subito a rapporto per farmi trasferire
laggiù in Galizia;
e se neppur ciò giovasse e neppure laggiù
potessi scordarmi Arabella…
Ebbene: Vi sarebbe un altro scampo: il revolver!
ZDENKA
Mein Gott im Himmel! O Cielo santo!
MATTEO
Denk daran, wie du mir hilfst! Vedi tu d’aiutarmi!
(si allontana rapidamente)
ZDENKA
(quasi fuori di senno per l’agitazione e per la paura, fra tanti pericoli e tante difficoltà)
Ihm helfen - o mein Gott! Und mir, wer hilft denn mir!
Die Wörter hätt‘ ich wohl in mir für hundert
solche Briefe -
und auch die Schrift die treff‘ ich ja im Schlaf -
was aber hilft ihm denn der Brief, wenn ich für sie
die zärtlichen verliebten Wörter schreibe!
Die Wörter muß ich finden die ins Herz ihr gehn
daß sie erkennt den Einzigen der es verdient
von ihr geliebt zu sein -
Das ist das Schwerere und wenn‘s mir nicht
gelingt - hab ich verspielt.
Salvarlo?… Oh, Signore!… E me?… Chi può salvarmi?
Parole a mille io reco in me per cento messaggi
simili;
e perfino in sogno azzecco la scrittura di Arabella;
ma questo non può servirgli, perché sono io
che immagino per lei parole ardenti!…
Trovar parole, io debbo, che le scendano nel cuore;
sicché ella riconosca, alfine, l’unico uomo al
mondo che le sembri degno di tanto Amore!…
Questo è il difficile; e se io non vi riesco, la partita
è persa!

ARABELLA
(è entrata nella stanza, in cappello, veletta e pelliccia, seguita dall’accompagnatrice)
Ich danke, Fräulein. Holen Sie mich morgen um
die gleiche Zeit,
für heute brauch ich sie nicht mehr. Adieu.
Grazie, Mam’zelle. Venga qui domani alla
stessa ora;
non ho più bisogno di Lei oggi. Addio!
(L’accompagnatrice esce)
ARABELLA
(posa il cappello e si toglie la mantellina. Ella vede ora le rose che posano sopra una mensola)
Die schönen Rosen! Hat die ein Husar gebracht? Che belle rose! Le ha portate forse un Ussaro?
(prende in mano le rose)
ZDENKA
Wie? ein Husar? Un Ussaro, hai detto?…
ARABELLA
Der Leibhusar von einem fremden Reisenden! Sì; l’Ussaro di un gran Signore straniero.
ZDENKA
Nein. Sie sind von Matteo. No; esse sono di Matteo.
(Subito Arabella depone le rose – Zdenka le rimette nel vaso)
ZDENKA
(con dolcezza)
So gehst du mit seinen Blumen um!
Und trotzdem bringt er neue jeden Tag.
Ah!… così maltratti i suoi fiori, tu!
Eppure… egli te ne porta tutti i giorni.
ARABELLA
(bruscamente)
Ah, laß! - Und dort das andere Bukett? Suvvia! – E l’altro mazzo di chi è?
ZDENKA
Vom Elemer.
Und da Parfum vom Dominik, und Spitzen
vom Lamoral.
Di Elemer.
E il profumo è di Dominik, e i pizzi sono di
Lamoral.
ARABELLA
(con aria di dileggio)
Die drei! Verlumpen Geld zu dritt, verlieben sich
zu dritt ins gleiche Mädel -
am End verloben sie sich auch noch alle drei
mit mir!
Ah, quei tre! Scialacquano denari in tre, s’innamorano
tutti e tre di una stessa donna;
e alla fine vorrebbero fidanzarsi, ancora tutti e
tre,… con me!
ZDENKA
Nichts wert sind sie - und etwas wert ist nur
der eine - der!
Non valgono nulla!… Uno solo vale qualcosa;
quegli…
(Le porge le rose di Matteo)
ARABELLA
Ah, laß! Die drei sind lustiger Ma va! Quei tre son più allegri!
ZDENKA
(con aria di rimprovero)
Kannst du das sagen!
Er liebt dich doch aus seiner ganzen Seele,
aus seinem ganzen Herzen -
Come puoi dirlo!…
Ma se egli t’ama con tutta l’anima e
dal profondo del cuore…
ARABELLA
(con dileggio)
und aus allen seinen Kräften! …e con tutte le sue forze!
ZDENKA
Du hast ihn lieb gehabt! Eppur l’amavi, tu!
ARABELLA
Vielleicht !
Gehabt! So ist‘s vorbei: du sagst es selbst.
Chissà!
L’“amai”! – Dunque è finita: l’hai detto tu stessa.
ZDENKA
Gib acht daß er dich das aussprechen hört!
Es wär‘ sein Tod. Anbeten tut er dich!
Bada!… Che egli non ti oda a dire così!…
Ne morirebbe! Egli ti adora, lo sai!
ARABELLA
(guardandola)
Zdenkerl, du hast schon ganz den exaltierten
Ton von der Mama!
Paß auf auf dich!
Piccola, tu hai già quel tuo tono un po’ esaltato
della nostra Mammà.
Bada a te!
ZDENKA
(con passione)
Weil‘s mir das Herz umdreht, wie ich ihn leiden seh! Mi sento stringere il cuore quando lo vedo soffrire!
ARABELLA
(senza guardarla negli occhi)
Bist du verliebt in ihn? L’ami tu, forse? Di’!
ZDENKA
(battendo i piedi)
Sein Freund bin ich!
Sein einziger Freund auf dieser Welt!
Gli sono amico;
il solo che abbia su questa terra!
ARABELLA
(la guarda di nuovo, con attenzione)
Zdenkerl, in dir steckt was Gefährliches seit
letzter Zeit.
Mir scheint, Zeit wär‘s, daß du ein Mädel wirst
vor aller Welt und daß die Maskerad ein End
hat.
Piccola, da tempo io noto in te dei sintomi
strani che mi danno pensiero.
Mi sembra che sia ora che tu ridiventi donna
davanti al mondo; e che abbia fine questa
mascherata.
ZDENKA
Ich bleib ein Bub bis an mein End. Ich will nicht
eine Frau sein -
so eine wie du bist. Stolz und coquett, und kalt
dabei!
Voglio restare sempre monello! Non ci tengo ad
essere una donna
delle tua qualità: Fiera e civetta e fredda
insieme.
ARABELLA
(con grande serietà)
Er ist der Richtige nicht für mich! No, non è lui l’uomo giusto per me!
(Arabella si siede. Zdenka ha un gesto di viva irritazione)
Ich red im Ernst, ich red die Wahrheit jetzt zu dir!
Ich kann ja nicht dafür, daß ich so bin.
Ein Mann wird mir gar schnell recht viel
und wieder schnell ist er schon gar nichts mehr
für mich!
Da drin im Kopf geschiehts, und schnell, ich
weiß nicht wie!
Es fangt zu fragen an, und auf die Fragen
find ich die Antwort nicht, bei Tag und nicht bei Nacht.
Ganz ohne meinen Willen dreht sich dann mein Herz
und dreht sich los von ihm. Ich kann ja nichts dafür -
aber der Richtige - wenn‘s einen gibt für mich
auf dieser Welt -
der wird auf einmal dastehen, da vor mir
und wird mich anschaun und ich ihn
und keine Zweifel werden sein und keine Fragen
und selig werd ich sein und ihm gehorsam wie
ein Kind.
Non scherzo più; ma voglio parlarti schiettamente.
No, non è colpa mia se io sono fatta così. –
Ogni uomo m’infiamma, ben presto, il cuore;
ma d’un tratto poi egli non vale più nulla per
me. –
Tutto ciò avviene nel mio cervello… così presto,
… né so dirti come!
Il cuore m’interroga;
ma io non so rispondergli in modo alcuno, né di
giorno né di notte, mai.
E senza che io lo voglia, si tramuta il mio cuore,
che è ormai già sciolto da lui. No, non è colpa mia!
Ma l’uomo che io sogno, se ce n’è uno per me
su questa terra,
starà d’un tratto davanti a me;
vorrà mirarmi e io lo fisserò;
e non vi saranno più dubbi né più domande;
e alla fine sarò beata, fatta docile come una bimba!
ZDENKA
(guardandola affettuosamente)
Ich weiß nicht wie du bist, ich weiß nicht ob du
Recht hast -
dazu hab ich dich viel zu lieb! Ich will nur daß
du glücklich wirst -
mit einem der‘s verdient! und helfen will ich dir dazu.
Non leggo nel tuo cuore; ignoro se tu abbia ragione.
Per questo lo sai, ti amo troppo! Io voglio soltanto
che tu sia felice
con un uomo degno di te! E voglio darti aiuto in
questa contingenza!
(con maggiore intimità, più per se stessa)
So hat ja die Prophetin es gesehn:
sie ganz im Licht und ich hinab ins Dunkel.
Ah, come l’ha ben capito l’Indovina!
Lei nel fulgido sole;… ed io… laggiù al buio!
(fra sé)
Sie ist so schön und lieb, - ich werde gehn
und noch im Gehn werd ich dich segnen, meine
Schwester.
Ella è così bella e gentile! Io me ne andrò;
e nell’andare, vorrò benedirti, o mia cara
Sorella!
ARABELLA
(fra sé)
Der Richtige, wenn‘s einen gibt für mich auf
dieser Welt,
der wird einmal dastehn, da vor mir
und wird mich anschaun, und ich ihn,
und keine Zweifel werden sein und keine Fragen,
und selig werd ich sein und ihm gehorsam wie
ein Kind!
Ma l’uomo che io sogno, se ce n’è uno per me
su questa terra,
starà d’un tratto davanti a me;
vorrà mirarmi e io lo fisserò;
e non vi saranno più dubbi né più domande;
e alla fine sarò beata, fatta docile come una
bimba!
(Si sentono i sonagli di una slitta)
ZDENKA
Das ist der Schlitten vom Elemer. Ich kenn die Schellen. Questa è la slitta di Elemer. Riconosco i sonagli.
ARABELLA
(di nuovo leggera e gaia)
Und hinter ihm kommt dann der Dominik gefahren
und hinter dem der Lamoral. So treiben sie‘s.
Und ich - ich treib‘s halt mit - weil halt nur
einmal Fasching ist.
E dietro di lui, ecco il Dominik che avanza;
e dietro Lamoral. Si spassano;
ed io mi spasso con loro perché una sola volta
è Carnevale.
ZDENKA
Nein: heute kommt der Elemer allein.
Freust du dich? Nein! Er kann der Richtige nicht sein!
No: Elemer, quest’oggi è proprio solo:
Ne hai piacere? No! Il vero Amore non è lui!
ARABELLA
Ich weiß ja nicht! – Kann sein, ich muß ihn nehmen! Eh!… Chi lo sa? Forse dovrò sposarlo!
(Si alza pensierosa)
ZDENKA
Nein, nein, das darf nicht sein! No, no! Ciò non sarà mai!
ARABELLA
Heut abend ist der Fasching aus. Heut abend
muß ich mich entscheiden.
Stasera il Carnevale finisce; stasera mi dovrò
decidere.

ZDENKA
O Gott, dann bringt sich der Matteo um - O, Cielo! E allora Matteo si uccide di certo!
(Come se seguisse una visione)
Ich klopf an seine Tür, er gibt nicht Antwort.
Ich werf mich über ihn - ich küß zum ersten Mal
seine eiskalten Lippen! dann ist alles aus.
Io batto alla sua porta… egli non mi risponde!…
Mi getto allora su di lui; e per la prima volta
bacio le sue fredde labbra!… E allora… è finita!
ARABELLA
(che era andata alla finestra)
Siehst du - da war ein fremder Mensch heut
vormittag -
wie ich hier aus dem Haus gegangen bin,
dort drüben war er, an der Ecke, groß, in einem
Reisepelz,
und hinter ihm ein Leibhusar - ein Fremder halt
aus Ungarn oder aus der Wallachei…
Der hat mich angeschaut mit großen ernsten
festen Augen.
Ich hätt geschworen drauf, daß er mir Blumen schickt.
Blumen von dem, das wäre heute mehr für
mich als alles!
Vedi… Stamane, mentre uscivo dal nostro
Hotel,
ho veduto d’un tratto uno straniero.
Stava fermo lì al cantone: un gran signore, in
quella sua pelliccia;
e lo seguiva un Ussaro. –
Un Ungherese, può darsi; o forse uno della
Walacchia.
Egli mi guardò con occhi grandi, seri, fermi…
Avrei giurato di trovar qui i suoi fiori…
Aver suoi fiori varrebbe più per me che ogni
altra cosa al mondo!
ZDENKA
(toglie, con atto rapido, le rose di Matteo dal vaso di fiori e le tende, appassionatamente ad Arabella)
Nimm die! sie kommen von dem treuesten
Menschen auf der Welt!
Nimm sie zu dir, ganz nah zu dir, nimm keine
anderen als die!
Ich fühls: dein und mein Schicksal hängt daran!
Deh, prendi i fiori del più fedele uomo della
terra!
Stringili a te, vicino al cuore; né prenderne altri,
giammai!
Sì… lo sento: ne va del nostro destino!
(si odono squillare, più da presso, i sonagli della slitta)
ARABELLA
(stupita)
Was hast du denn? Was ist denn los mit dir? Ma che hai? Che cosa avviene, in te?
ZDENKA
Sei still! da kommt der Elemer. Sta zitta!… Arriva Elemer.
(Esce piano e rapidamente, da destra. La porta di mezzo si apre – Il Conte Elemer appare sulla soglia, si leva la pelliccia che portava disinvoltamente sulle spalle. Un “groom” l’afferra al volo e chiude la portadall’esterno.)
ARABELLA
So triumphierend treten Sie herein? Con che baldanza Ella mi si presenta!
ELEMER
Heut ist mein Tag! so haben wir gelost.
Anspannen lassen hab ich meine Russen
denn heute darf ich Sie in meinem Schlitten führen,
und abends dann auf dem Fiakerball
bin ich Ihr Herr!
È il mio giorno! Così abbiamo scommesso,
feci attaccare i miei cavalli russi,
poiché posso oggi condurLa con me in slitta;
e a sera poi, al Ballo del Fiaccherai
sarò il suo Signore!
(Arabella aggrotta la fronte)
Ich meine: ich Ihr erster Knecht
denn Sie sind immerdar die Königin!
Suo schiavo, intendevo dire;
poiché ora e sempre la mia Regina è Lei!
ARABELLA
Ihr habt um mich gelost! Ihr seid mir schon die
Rechten!
Avete scommesso su di me? Ah… siete della
brava gente!
ELEMER
Ja, einer von uns dreien muß es sein, den Sie erwählen!
So ist‘s beschlossen und beschworen unter uns.
Sì: uno di noi tre deve essere quello che Ella
presceglie! Questo è deciso e giurato fra di noi!
ARABELLA
Ah? einer von euch dreien muß es sein?
Und ich? ich bin die Sclavin über die ihr schon
das Los geworfen habt?
In welchem Krieg habt ihr mich denn erbeutet
wenn ich fragen darf?
Ah… Uno di voi tre dev’essere il prescelto?
Ed io?… Io sono la schiava, sulla quale avete
già puntato, ormai?
In quale guerra m’avete conquistata, se è
lecito?
ELEMER
Zum Preis hat Sie sich selber eingesetzt
mit Ihren Blicken hat Sie uns gefordert, Ihr zu stehn:
Ein Mädchenblick ist stark und gibt und nimmtund
er verheißt noch mehr!
Voi stessa vi siete posta in palio;
coi vostri sguardi. Voi ci provocaste a questo gioco…
Possente è il vostro sguardo; e dà e prende…
e promette ancor più!
ARABELLA
Verheißt er das? Dann sollt ich zornig sein auf euch
daß ihr mir jetzt den Hof macht einen Fasching
lang -
und immer noch habt ihr mir nicht das Herz erlöst
und immer bin ich noch die Gleiche die ich war,
und dieses einzige bittersüße Glück
das einem Mädel bleibt, das kost ich aus: versteckt
und in der Schwebe sein, und keinem ganz sich
geben!
und zögern noch und noch -
Vielleicht wird aber bald was Andres kommen,
Elemer.
Promette ciò? Allora dovrei tenervi il broncio;
poiché durante tutto il Carnevale voi mi fate già
la corte;
ma nessun di voi ancora mi ha reso lieto il cuore;
e sono ancor sempre, la stessa che ero un dì;
e solo quest’unica, questa agro-dolce gioia che
resta a una ragazza,
la provo anch’io: star lì sospesa e timida,
né darsi mai a uno solo…
e indugiare di giorno in giorno!
Ma forse… forse presto verrà qualche altra
cosa, Elemer!
(Con un dolce sorriso)
Wer weiß - vielleicht sehr bald, vielleicht noch diese Nacht! Chissà, non sia… ben presto, forse anche stanotte!
ELEMER
Das Andere wird kommen in der Stunde
die ich herab vom Himmel flehe, Bella -
wo Sie abwerfen diese feigen zaudernden
Bedenken
und das sein wollen was Sie sind, das herr-
lichste Geschöpf
geschaffen Seligkeit zu bringen über mich,
allein auf dieser Welt!
Hören Sie meine Pferde? Wie sie stampfen
und ihre Glocken schütteln? Wie sie läuten:
Du willst ja! Komm! dann sausen wir mit dir dahin!
Nachdenken ist der Tod! im Nicht-bedenken
liegt das Glück!
Qualcosa di grande verrà certo nell’ora
che io dal Cielo imploro, Bella!…
L’ora in cui senza tema, senza vili reticenze,
vogliate alfine essere quale siete: la donna più
sublime,
creata soltanto per darmi gioia! A me solo, su
questa terra!
Ecco: udite i miei cavalli, come fremono
e come scuotono i sonagli? O, come lieti squillano!
Tu vuoi?… Vieni con me! Poi come il vento
voleremo via! –
Riflettere è la morte: felice è soltanto chi è
spensierato!
ARABELLA
Sind es die Russen? schütteln sie sich schon
vor Ungeduld?
Ja, ja! Ich will. Heut ist doch Faschingdienstag
und heut um Mitternacht ist alles aus.
Die Hauptallee hinunter - daß der Atem mir vergeht. -
Aber der Zdenko fahrt mit uns.
Ah… sono i “Russi”? Scalpitano già d’impazienza?
Sì, sì; verrò. Già muore il Carnevale;
ed oggi a mezzanotte, finisce tutto!
In giù per il gran viale sinché non manchi il
fiato…
ma quel ragazzo viene con noi.
ELEMER
(irritato, scontento)
Kein Wort,
kein Wort soll ich zu Ihnen reden dürfen?
Sie Grausame!
Che mai?… Che mai!
Dunque non potrò neppure parlarLe?
Ella è crudele!
ARABELLA
In einer halben Stunde bin ich unten
mit ihm. Solange müßen sich die Rußen gedulden!
Tra mezz’ora io discenderò insieme con lui.
Sino ad allora i “Russi” avranno pazienza.
(a un gesto di Elemer)
Der Bub kommt mit! Ma Zdenko viene con noi.
(congedandosi da Elemer)
Auf Wiedersehn! Addio, per ora!
ELEMER
Sie sind ein angebetetes Geschöpf
ein unbegreifliches! ein grausames! entzückendes
Geschöpf.
Ella è una creatura celestiale che nessuno
può comprendere… un essere crudele eppure
divino… adorabile!
(Elemer esce)
ZDENKA
(entrando da destra)
Hast du ihn fortgeschickt? L’hai licenziato, alfine?
ARABELLA
Wir fahren aus mit ihm. Schnell zieh dich an.
Im Schlitten.
Vuole che andiamo con lui nella sua slitta.
Su, vestiti.
ZDENKA
Dazu brauchst du mich? E che c’entro io?
ARABELLA
Ja, dazu brauch ich dich. Sì, proprio tu mi servi.
(i campanelli della slitta squillano più vivaci; Arabella muove alla finestra e guarda in basso)
Schau doch die schönen Rappen, wie sie ungeduldig sind. - Guarda quei bei puledri, come fremono d’impazienza!…
(con voce improvvisamente mutata)
Zdenka! Zdenka!
ZDENKA
Was ist denn? was erschrickst du so? Che avviene? Di che temi, dunque?
ARABELLA
Er! das ist er! er! mein Fremder! da! dort drüben
geht er!
mit seinem Diener. Sicher will er wissen, wo ich wohn‘.
Paß auf, jetzt sucht er, welches meine Fenster sind.
Schau seine Augen an, was das für große
ernste Augen sind -
Lui!… Lui, proprio! Il mio straniero!
Là!… Cammina laggiù col proprio servo.
Certo egli vuole sapere dove io dimori.
Sta attenta… che egli cerca ora le nostre finestre…
Guarda quei suoi occhi, come sono grandi e
seri!
ZDENKA
(dietro lei)
Wie soll ich seine Augen sehn, er schaut ja
nicht herauf!
E come vuoi che io li veda? Non guarda mica
su!
ARABELLA
(attende)
Nein, er schaut nicht herauf. No… egli non guarda quassù.
(si volge nuovamente verso la camera)
Er geht vorüber. Egli passa innanzi.
ZDENKA
So willst du fahren mit dem Elemer? Vuoi dunque andare con Elemer?
ARABELLA
Ja, ja. Geh. Zieh dich an. Du fahrst mit uns. Ich wills. Sì, sì, vatti a vestire. Verrai con noi. Lo voglio!
ZDENKA
Pst, die Mama. Sst!… È mammà!
(Adelaide è uscita dalla stanza a sinistra e rimane, ora, in ascolto: Ella ha udito giungere Waldner. Nel medesimo istante Waldner entra dalla porta di mezzo. Egli veste con ricercatezza: pelliccia di lusso, cilindro, bastone da passeggio, guanti. Appare molto elegante e distinto, ma ha l’aria stanca del nottambulo. Egli traversa la stanza, come se non vedesse nessuno; e si lascia cadere pesantemente in una poltrona, suld’innanzi, a destra.)
ADELAIDE
Laßt uns allein, meine Kinder.
Euer Vater hat Sorgen.
Lasciateci soli, figliuole mie;
vostro padre è in pensieri.
(Escono Arabella da sinistra e Zdenka da destra)
WALDNER
(si alza, si toglie la pelliccia dietro un paravento, posa il cilindro sul tavolo. Egli scorge, ora, le buste con le fatture, le guarda con aria distratta, le apre meccanicamente, una dopo l’altra.)
Nichts als das Zeug da? und von niemand
sonst ein Brief?
Soltanto ‘sta roba? Non un rigo da nessuno?

ADELAIDE
Du hast gespielt? Du hast verloren, Theodor? Hai giocato e hai perduto, Teodoro?
(Waldner tace)
Du hast an dein Regimentscameraden geschrieben? Hai scritto ai tuoi camerati del Reggimento?
WALDNER
Von keinem eine Antwort! das ist hart. Nessuno m’ha risposto. È un colpo duro.
(si getta di nuovo sulla poltrona; un po’ fra sé, un po’ come se parlasse ad Adelaide)
Da war ein gewisser Mandryka
der war steinreich und ein Phantast dazu.
Für ein Mädel hat der einmal die Straßen von Verona
bestreuen lassen mit dreitausend Scheffeln Salz
weil sie hat Schlitten fahren wollen mitten im
August!
Ich hab an seine Großmut appelliert -
und hab von der Bella ein Bild hineingelegt -
in dem stahlblauen Ballkleid mit Schwanenbesatz
Ich hab mir gedacht: vielleicht kommt er daher,
ein Narr wie er ist, und heirath das Mädel!
Laggiù c’è un certo Mandryka,
ch’era assai ricco e originale.
Un bel giorno fece lastricare le strade di Verona
con tremila stai di sale marino
per i begli occhi dell’amata, che voleva andare
in slitta a mezzo agosto!
Ho fatto appello al suo cuore generoso;
e gli ho pure accluso il ritratto di Arabella…
sai… quello in abito grigio con piume di struzzo.
pensai: chissà che non venga qui;
e, pazzo com’è, non mi sposi la bimba!
ADELAIDE
O Gott mein schönes Kind mit einem alten Mann! O Dio!… Sposar mia figlia a un uomo così vecchio!
WALDNER
(violento)
Es muß ein solider Bewerber daher
und ein End mit der ewigen Hofmacherei
die zu nichts führt!
Ci vuole l’aspirante maturo, ormai;
ed è tempo che finiscano questi corteggiamenti
eterni, puerili, senza scopo!
(si alza, va su e giù per la stanza)
Ich weiß sonst keinen Ausweg! Altrimenti non c’è scampo!
ADELAIDE
(in stato di improvvisa estasi)
Fort mit uns! Zur Tante Jadwiga!
Sie nimmt uns auf auf ihre Schlösser!
Du wirst Verwalter
ich führe der Tante das Haus.
Su!… Andiamo da Zia Jadwiga!
Essa ci accoglierà nel suo castello!…
Tu amministrerai i beni della zia,
io condurrò la sua casa.
WALDNER
Und die Mädeln? E le bimbe?
ADELAIDE
Zdenka wird groom für ewige Zeiten -
wir sind nicht in der Lage
zwei Töchter zu erhalten!
Und Arabella - ihr ist prophezeit
sie macht ihr Glück durch eine große Heirath!
Zdenka rimane “groom” per sempre.
Non possiamo mantenere
due figlie allo stesso tempo!
Quanto ad Arabella, le fu già predetto
che ella avrebbe fatto la sua fortuna con un
grande matrimonio.
WALDNER
(con rabbia)
Inzwischen ist der letzte Fünfziger dahin! Intanto sfuma l’ultimo pezzo da cinquanta!
ADELAIDE
Sei ruhig, Theodor, mir sind im Traum drei
Nummern erschienen!
Unfehlbare herrliche Zahlen!
Sta tranquillo, Teodoro! Stanotte ho sognato tre
numeri al lotto!…
Numeri certi, stupendi!
WALDNER
Ah, Geschwätz!
Versetz die Smaragdbrosch und gib mir das Geld!
Was? du hast sie nicht mehr? versetzt? verpfändet?
Ah, sciocchezze!
Impegna la “broche” di smeraldi e porta qui il danaro!
Che?… non l’hai dunque più? Impegnata?… Venduta?
ADELAIDE
Schon vorige Woche. Sie war das Letzte. Sì, da sabato scorso. Non c’era altro!
WALDNER
Und heut hätt ich Glück!
Ich spürs in jedem Finger!
Du unglückselige Person!
E oggi vincerei! Sì… vincerei:
lo sento nelle dita!
O tu, tu, donna sventurata, senza testa!
ADELAIDE
O dieses Wien!
Allein so hab ich‘s oft geträumt!
Aus tiefster Schmach hebt‘s uns einmal empor
zu höchster Höhe durch die Hand der Schönheit!
Oh, questa Vienna!
O, quante volte lo sognai:
su, dal tetro disonore un bel dì noi saliamo,
a grandi altezze, per virtù dell’Amore!
WALDNER
Ich hab’ nicht einen Gulden mehr im Sack! Ed io non ho più neppure un soldo in tasca!
(le fa violentemente cenno di stargli lontana)
ADELAIDE
(ritirandosi a sinistra, sul d’innanzi, tra porta e finestra, come in estasi)
Hat‘s denn vielleicht im Allerhöchsten Erzhaus
noch keine Liebesheirathen gegeben?
Anche nell’Alta Casa Arciducale
ci furono, lo sai bene, dei matrimoni d’amore!
(esce rapidamente)
WALDNER
(riprendendo in mano le fatture, legge la prima)
“Bin ich nicht in der Lage, länger zu warten!” “Non posso ormai attendere oltre!”
(prende la seconda)
“Müsste ich die Gerichte in Anspruch nehmen”
Arme Frau! arme Mädeln!
“Finirai, di certo, d’innanzi ai giudici!”
Povera moglie!… povere figlie!
(tira il cordone del campanello ch’è dietro di lui. Entra il cameriere)
WALDNER
(a voce alta)
Cognac! Cognac!
IL CAMERIERE
Auf Nummer 8 darf ich nichts mehr servieren!
Außer wünschen sofort zu bezahlen!
Non posso più servir nulla al n° 8,
salvoché il Signore desideri pagare subito.
WALDNER
Verschwinden Sie. Ich brauche nichts. Andate al diavolo! Non voglio nulla.
(Il Cameriere esce. Waldner va su e giù per la stanza)
Jetzt setzen sie sich hin und fangen wieder an
zu spielen,
und alles Andre ist verlorene Zeit!
Adesso seggono là, al tavolo verde, già pronti
al giuoco.
E tutto il resto è solo tempo perso!
IL CAMERIERE
(rientra, recando un guantiera il mano. Parlato)
Ein Herr! Un Signore…
WALDNER
Sie sagen: ich bin ausgegangen.
Das Zeug dorthin!
Direte… che io sono uscito.
Posate ‘sta roba laggiù.
(Il cameriere depone il biglietto da visita sulla mensola indicatagli da Waldner, ed esce.)
WALDNER
(guardando in quella direzione)
Das ist ja keine Rechnung. Melden sich
die Lieferanten jetzt schon mit Visitenkarten an?
Ma quello non è un conto!… Forse che i
fornitori s’annunciano ormai a me con il loro biglietto?
(Egli muove alla mensola e prende in mano il biglietto da visita, con l’espressione della più lieta sorpresa)
Mandryka! Mandryka!
(Non crede ai propri occhi)
Der reiche Kerl! mein bester Freund im Regiment! Quel gran riccone!… Il mio caro vecchio camerata
al Reggimento!
IL CAMERIERE
(sulla soglia della porta. Parlato)
Der Herr fragt dringend an. Il Signore insiste per essere ricevuto.
WALDNER
Ich lasse bitten! Fate passare!
(Muovendo a braccia aperte incontro al visitatore)
Tschau, Camerad! Ciao, camerata!
(Entra Mandryka, uomo alto, assai forte, dell’età di trentacinque anni al massimo, con un certo che di primitivo nell’aspetto, ricercatamente vestito, ma senza alcuna goffa eleganza provinciale. Welko si avanza allesue spalle e si ferma sulla soglia. Waldner arretra perplesso)
MANDRYKA
Hab ich die Ehre mit dem Rittmeister Graf
Waldner?
Ho l’onore di parlare col Capitano di Cavalleria,
Conte Waldner?
WALDNER
Waldner, so heiß ich. Rittmeister nicht mehr. Waldner sono io. – ma non più capitano.
(Mandryka allunga la destra da dietro la schiena, tendendola verso il servo che gli sta alle spalle. Welko si inchina e gli porge una lettera)
MANDRYKA
(avanzando con la lettera in mano verso Waldner)
Sind Sie, Herr Graf, der Schreiber dieses Briefes? L’ha scritta lei, signor Conte, questa lettera?
(Waldner prende nelle mani la lettera che è tutta stropicciata e chiazzata di sangue)
MANDRYKA
(con aria leggera, lieta, cortese)
Er ist ein biss‘l blutig worden, und nicht mehr leserlich.
Ich bin den Tag, wo er mir zugekommen,
auf eine alte Bärin gegangen, sie hat mich
angenommen
und ein biss‘l gekratzt - dabei ist das passiert.
È un po’ insanguinata e illeggibile, ormai.
Nel giorno stesso in cui mi giunse io mi imbattei
in una vecchia orsacchiotta che mi accolse fra
le sue braccia
graffiandomi un po’… ed è successo questo.
WALDNER
(nel restituirgli la lettera, dopo avervi gettato uno sguardo fugace)
Geschrieben hab ich allerdings an einen Herren
Ihres Namens -
er war mein Freund und Regimentskamerad.
Ho scritto senza dubbio ad un signore del suo nome,
che era stato mio caro amico e Camerata al Reggimento.

MANDRYKA
Das war mein Onkel. Er ist todt. Ich bin der einzige
Mandryka.
Somit verzeihen Sie, daß ich den Brief
zu öffnen mir gestattete. - jetzt kommt‘s auf
eines an:
Welko, das Bild!
Quello era mio zio. Egli è morto. Io sono l’unico
Mandryka.
Voglia indulgere se mi permisi
di aprire questa lettera. – Ora vi è un sol punto
che vorrei chiarire…
Welko, il ritratto!
WELKO
(nel porgere una fotografia a Mandryka.)
Es ist in Ordnung, Gospodar.
Die schöne Fräulein mit dem Gesicht wohnt hier.
Tutto a posto, Gospodar.
La signorina che ha questo bel volto, abita qui.
MANDRYKA
(reggendo tra le dita la fotografia)
Herr Graf, Sie haben Ihrem werten Brief,
der kameradschaftlich an meinen Onkel gerichtet
war,
Sie haben dieses Damenbildnis beigelegt.
Signor Conte… a quel foglio
che Ella diresse, già, al povero mio zio con
cuore di vecchio Camerata,
Ella volle accludere questo bel ritratto.
WALDNER
(con un fugace sguardo alla fotografia e senza dare importanza alla cosa)
Ah ja! die Photographie meiner Tochter Arabella! Ah già… la fotografia di mia figlia Arabella!…
MANDRYKA
(con visibile agitazione, ma senza mutare il proprio contegno)
Die gnädige Tochter ist unvermählt - ? La graziosa signorina Sua figlia… è nubile?…
WALDNER
Noch unvermählt. Lo è, tuttora.
MANDRYKA
- und derzeit nicht verlobt? …e neppur fidanzata, ancora?
WALDNER
Derzeit noch nicht. Per ora no.
MANDRYKA
(serio, quasi solenne)
Dann bitte ich um ein Gespräch von fünf Minuten. Le chiedo allora, cinque minuti soli d’udienza.
(Welko rapidamente avvicina due poltrone; e poi si ritira. Waldner e Mandryka siedono. – Una breve pausa di imbarazzo in Mandryka, di attesa in Waldner)
MANDRYKA
Darf ich so unbescheiden sein und eine Frage
stellen?
Posso io mostrarmi così inopportuno da rivolgerle
una domanda?
WALDNER
Du bist der Neffe - und Erbe meines teuren Cameraden.
Verfüge über mich!
Tu sei il nipote… l’erede del mio caro camerata.
Disponi pure di me.
MANDRYKA
Ich danke sehr. - Le sono grato.
(dopo un istante di riflessione)
Als in dem Brief an meinen seligen Onkel
das reizende Porträt des Fräulein Tochter
hineingeschlossen wurde,
darf ich annehmen, daß da eine Absicht
im Spiele war? - Ich bitte um Vergebung.
Quando Ella scrisse al mio compianto zio,
unendo alla missiva il bel ritratto
della Sua gentil figliola, –
devo io supporre che vi fosse in gioco, da parte Sua…
qualche intenzione? – Mi voglia perdonare.
WALDNER
(cautamente)
Mein Gott, ich hab mir halt gedacht
ich mach dem Alten damit einen Spaß!
Buon Dio!… Pensai che, alla fin fine,
avrei fatto un gran piacere al secchione!
MANDRYKA
(molto attento, con la palese intenzione di pesare ogni parola di Waldner al suo giusto valore.)
Dem Onkel einen Spaß? - Wenn aber das die
Folge wär gewesen:
daß mein Herr Onkel, der ein ganzer Mann
gewesen ist,
und in den besten Jahren, sich hätte in die
Schönheit des Porträts verliebt
und wär getreten hier vor Ihnen, hochgeborner Herr,
so als ein offenherziger Edelmann vor einen andern,
und hätt gesagt: »Wer das Gesicht gesehen hat
und tritt nicht als Bewerber auf
verdient nicht, daß ihn Gott auf dieser schönen
Erden leben läßt:
So gib das Mädel mir zur Frau und Herrin! «
Was wäre dann gewesen? Gesetzt den Fall, er
hätte so gesagt!
…Un gran piacere a mio zio?… Ma, mettiamo
che da tutto ciò fosse nato questo:
che il mio signor zio, – che fu un uomo da capo
a piedi e,
ancor nei suoi begli anni – si fosse innamorato
di quel bel ritratto;
e si fosse un bel giorno presentato a Vostra Signoria,
qual gentiluomo leale che parli a un Nobile suo pari;
e avesse detto: «Chi abbia visto quel volto divino
e non aspiri a quella mano
è indegno… che il Signore lo lasci vivere su
questa terra!…
Perciò tu dammi la figliola in moglie!»
Che sarebbe avvenuto, ammesso il caso che
egli avesse detto ciò?
WALDNER
Dann hätten wir uns in einer unerwarteten Situation
befunden.
Allora, mio caro… certo ci saremmo trovati in
una situazione falsa e inattesa.
MANDRYKA
(si alza, agitatissimo, ma dominandosi)
Der Onkel ist dahin. Heut bin ich der Mandryka,
niemand sonst.
Mein sind die Wälder, meine sind die Dörfer.
Viertausend Untertanen beten daß ich glücklich sei -
und ich, mit aufgehobenen Händen bitte ich:
Herr Vater, geben mir die gnädige Tochter,
geben mir sie zur Frau, die jetzt seit vierzehn
Wochen
jeden Gedanken hier in dieser Brust regiert.
Lo zio non è più. Ora v’è un solo Mandryka, – e
quello sono io! –
Miei sono i boschi, miei sono i villaggi;
quattromila sudditi pregano che io sia felice;
ed io vi prego a mani giunte, vi supplico,
Signor padre: vogliate concedermi in sposa
Vostra figlia:
colei che già da quattro mesi è ormai
signora di tutti i miei pensieri.
(Waldner tace, stupito)
Ihr Zögern ist kein Todesurteil? Nein? Il Vostro indugio mi condanna? No?…
(Waldner scuote il capo)
Ich darf sie sehn? Posso vederla?
(Waldner fa cenno di assenso)
Bedenken: dieser Brief kommt an, und in der
gleichen Stunde
nimmt mich die alte Bärin in die Arme
und drückt mir vier von meinen Rippen ein.
Zwölf Wochen bin ich so im Bett gelegen -
vor meinen Augen dieses Bild - und ein Gedanken
immer stärker
bis er die Seele mir herausgezogen hat!
Ma pensi: questo foglio mi giunge, e nello
stesso istante
l’orsa mi stringe più forte tra le braccia
e mi sfonda… ben quattro costole!
Per tre mesi sono rimasto a letto immobile,
con questa immagine dentro gli occhi e un sol
pensiero, sempre più forte;
tanto che alla fine mi ha strappato l’anima!
(ingenuamente, senza alcuna vanteria)
Kommen meine Verwalter: Was ists mit unserm
Herrn?
Kommen die von den Meierhöfen: Was ists mit
unserm Herrn?
Kommen die von den Fohlenhöfen: Freut
unsern Herrn kein Pferd mehr?
Kommen meine Förster: Freut unsern Herrn
kein jagen?
Ich geb ihnen keine Antwort. Welko! ruf ich,
hol mir den Juden, na! wie heißt der Jud in
Sissek,
der meinen Wald will kaufen? dort den Eichwald!
Schnell her mit ihm, und er soll Geld mitbringen
denn morgen fahr ich in dem Kaiser seine
Hauptstadt
da kostet Geld ein jeder Atemzug
und Hindernisse darfs nicht geben auf der
Brautfahrt!
Vengono giù i miei fattori: «Che ne è del Signor
nostro?»
…Vengono giù quelli del cascinale: «Che ne è
del nostro padrone?» …
Vengono giù i cavallari: «Più non cavalca il
padrone?» …
Vengono i guardaboschi: «Più non va a caccia il
padrone?» …
Non do loro risposta. Chiamo Welko:
«Va dall’ebreo… sai… quel vecchio ebreo di
Sissek,
che vuol comprarmi il bosco… il bosco delle querce…
Su!… Vieni qui con lui! E che egli porti assai
quattrini,
perché domani io vado a Vienna, l’Imperiale;
e lì tu paghi pure l’aria che respiri;
né voglio imbarazzi quando sono in viaggio di
nozze!
(Egli trae dalla tasca un portafogli grande ma elegante; esso contiene un grosso pacco di banconote sciolte da mille Gulden)
Das ist der Wald. -
Es war ein schöner Wald: Einsiedler waren drin,
Zigeuner waren drin und alte Hirschen
und Kohlenmeiler haben viele drin geraucht -
Hat sich alles in die paar Fetzen Papier verwandelt!
Aber es stehen Eichenwälder genug noch auf
meinem Boden
für Kinder und für Enkel - Gott erhalte! -
Verzeih‘n um Gotteswillen daß ich da von solchen
Sachen rede!
Ist ganz, ich weiß nicht wie, gescheh‘n!
Ed ecco il bosco!
Ed era un gran bel bosco! V’erano degli Eremiti
e v’erano degli Tzigani e dei vecchi cervi;
e v’hanno fumato cento nere carbonaie!…
S’è cambiato tutto in questi pezzi di carta straccia!
Ma ve n’è tanti, tanti boschi di quercia ancora
nei miei possedimenti,
per i figli e per i nipoti, che Dio li protegga! –
Perdoni, caro Conte, se io le parlo di codesta
roba!…
Non so davvero come è successo!…
WALDNER
(Insieme con Mandryka)
Wenn man bedenkt: ein Wald - Einsiedler waren
drin
Zigeuner waren drin und alte Hirschen
und auf eins zwei - ein solches Portefeuille!
Ich hab seit vielen Jahren so was nicht gesehn!
Ah… quanto penso: un bosco… c’erano gli
Eremiti,
c’erano gli Tzigani e dei vecchi cervi…
e d’un tratto un tal portafoglio!…
Io non ho visto da anni niente di simile!
(Egli fissa come affascinato il portafoglio. – Mandryka vuole riporlo nella tasca interna dell’abito. – Waldner glielo impedisce con una mossa involontaria)
Oho! ich find’ es ungeheuer interessant! Per Bacco! La cosa m’interessa, in verità.
MANDRYKA
(gli porge il portafogli con disinvolta e spontanea cortesia)
Darf ich vielleicht? brauchst du vielleicht?
So für den Augenblick? Du tust mir eine Gnad!
Teschek, bedien dich!
Forse potrei?… Forse t’occorre?…
e, solo, per breve tempo?… Fammi questa grazia!…
Conte… fa pure!
WALDNER
(dopo un breve indugio, prende fra le dita un foglio da mille)
Mein Bankier ist nur verreist!
Ich geb es dir heut abend spätestens zurück!
Non ho qui il mio banchiere.
Stasera, tutt’al più, sei certo di riaverli:
MANDRYKA
(porgendogli di nuovo con molta cordialità il portafogli)
Nicht mehr? Ich bitte vielmals! Aber doch!
Teschek, bedien dich!
Non più?… Ti prego, proprio!… Ma sì!…
Conte… fa pure!
(Waldner prende un secondo biglietto da mille e lo pone con disinvoltura insieme all’altro nel taschino del gilet.)
MANDRYKA
(fa scivolare il portafoglio nella tasca interna della giacca – Una breve pausa di imbarazzo)
Und wann wird‘s dir genehm sein
mich deiner Gräfin vorzustellen -
und dann der gnäd‘gen Tochter?
E… quando mi presenti
alla Contessa tua consorte…
e alla tua gentile figliuola?
WALDNER
(alzandosi)
Sie sind gleich da im Nebenzimmer. Ma sono già qui, in questa stanza.
(Mandryka si alza anche lui in piedi)
Willst du sie sehn? Ich ruf‘ -
ich stell dich vor.
Vuoi vederle? Ora le chiamo.
Voglio presentarti a loro.
MANDRYKA
Jetzt? so? Ich bitte: nein! auf keinen Fall! Che?… Così?… Adesso no!… Non conviene!
WALDNER
So schüchtern war der Onkel, nicht! Lo zio era meno timido!
MANDRYKA
(con grande serietà)
Das ist ein Fall von anderer Art.
Es handelt sich für mich um etwas Heiliges.
Ah, questo è un caso ben diverso.
Si tratta qui per me di cosa sacra!
WALDNER
Ganz wie du willst. Fa come vuoi.
MANDRYKA
(cambiando tono)
Ich werd mich hier im Hause einlogieren
und den Befehl abwarten deiner Gräfin
wann ich mich präsentieren darf am Nachmittag
oder am Abend - oder wann es wird belieben.
Io prenderò alloggio in questo albergo,
e attenderò di conoscere la Contessa
quando ella vuole ricevermi; se nel pomeriggio
o stasera, oppure quando più Le aggradi.
(fa un inchino a Waldner; questi gli porge la mano e lo accompagna poi verso la porta)
WALDNER
(solo)
Hab ich geträumt? Dahier ist er gesessen
der Neffe vom Mandryka.
So was passiert einem doch nicht!
Ho dunque sognato?… Egli sedeva qui, proprio qui… già…
il nipote di Mandryka! –
Ma sono cose dell’altro mondo!
(egli trae dal taschino del gilet un foglio da mille sgualcito, poi l’altro, li spiana tutti e due, li ripone nel suo portafogli, completamente vuoto)
Hab ich geträumt? Nein! ich hab nicht geträumt! Dunque … ho sognato?… No!… Non ho sognato!
(Trae di nuovo dal portafogli uno dei biglietti di banca, lo arrotola sì da formare un cartoccino che continua a tenere fra le dita. – Con aria leggera, imitando il tono di voce di Mandryka, abbastanza forte)
Teschek, bedien dich! Conte… fa pure!

IL CAMERIERE
(entrando)
Ist hier gerufen? Chi m’ha chiamato?
(egli scorge il biglietto da mille nella mani di Waldner e cambia subito tono)
Haben mich befohlen? Signor mio… comanda?
WALDNER
(piano, delicatamente, fra sé)
Teschek, bedien dich! Conte… fa pure!
IL CAMERIERE
Befehlen diesen Tausender zu wechseln? Vuol cambiare questo foglio da mille?
WALDNER
Später vielleicht. jetzt nicht. Forse più tardi, non ora.
(Il cameriere esce)
WALDNER
(fra sé, con grazia)
Teschek, bedien dich! Conte… fa pure!
(con dolcezza, quasi teneramente)
Teschek, bedien dich! Conte… fa pure!
(Con maestà)
Teschek, bedien dich! Conte… fa pure!
(prende su il mantello, il cilindro e il bastone)
Teschek, bedien dich! Conte… Conte, fa pure!
ZDENKA
(parlando da su la soglia della porta di destra)
Hast du gerufen, Papa? Hai chiamato, papà?
WALDNER
(con crescendo)
Teschek, bedien dich! Conte… Conte…
ZDENKA
Mit wem spricht er? Ist dir etwas geschehen, Papa? Con chi parli, papà? T’è successo qualcosa?…
WALDNER
(solo adesso si accorge di non essere solo)
Gar nichts. Ich geh jetzt aus. Ich werd erwartet Nulla. – Ora debbo uscire. Sono atteso.
(le fa cenno col biglietto da mille, che egli tiene ancora sempre accartocciato fra le dita)
Brauchst du vielleicht? Ich werd mir wechseln lassen.
Adieu.
Ti serve qualcosa? Adesso faccio cambiare.
Addio.
(Esce dalla porta di mezzo)
ZDENKA
(sola)
Papa! Er ist schon fort.
So hab ich ihn noch nie gesehn.
Die Sorgen haben ihn um den Verstand gebracht!
Wir müssen fort aus dieser Stadt - schon morgen
und den Matteo seh ich heut vielleicht zum letzten Mal -
O Gott im Himmel steh mir armem Mädel bei!
Papà!… Se n’è già andato!
Non l’ho mai visto così!…
I pensieri gli han fatto dare di volta al cervello!
Dobbiamo fuggire da questa città… senz’altro!
E il mio Matteo?… Forse oggi lo vedo per l’ultima volta!
O, Cielo, assisti questa misera fanciulla!
(Matteo entra rapido e furtivo dalla porta di mezzo. Zdenka è presa da spavento)
MATTEO
Er hat mich nicht gesehn. Ich hab mich seitwärts
in die Tür gedrückt.
Per fortuna non m’ha visto: mi ero nascosto
dietro quella porta…
ZDENKA
(indicando la porta a sinistra dietro le loro spalle)
Pst! sie ist da! Sst!… Ella è qui!…
(ascolta)
Sie ruft mich! Mi chiama!
MATTEO
Kann ich sie nicht sehn? Non posso vederla?
ZDENKA
Jetzt nicht! Ich bitte dich! jetzt nicht! Non ora!… Ti supplico… non ora!
MATTEO
Hast du den Brief? La lettera dov’è?
ZDENKA
Den Brief? Ja! Nein! Sie will jetzt nicht.
Sie sagt, sie will ihn dir - heut abend - komm
auf den Fiakerball -
und vorher sei zu Haus -
hier im Hotel - vielleicht bring ich ihn dir
ins Zimmer - oder du bekommst ihn dort!
La lettera?… Sì… No!… Non vuole adesso…
Dice che vuole consegnartela stasera al Ballo
dei Fiaccherai…
ma prima passa qui
dal nostro albergo… può darsi che io te la
mandi in camera… oppure… che tu la riceva laggiù!
MATTEO
Du laßt mich nicht im Stich? Ich hab dein Wort! Tu… non abbandonarmi! Devi giurarlo!
(Zdenka, agitata, gli addita la porta a sinistra. Matteo esce rapidamente. Zdenka resta lì, immobile, in un atteggiamento tra il confuso e l’imbarazzato. Arabella esce dalla porta di sinistra. Essa veste un altro abito,un altro mantello, e porta un cappellino diverso. – Si odono squillare le campanelle della slitta)
ARABELLA
Bist du nicht fertig! ja, was hast du denn
gemacht die ganze Zeit?
So zieh dich endlich an! Die Rappen sind schon
voller Ungeduld.
Non sei ancora pronta? Ma dì: tutto questo
tempo che cosa hai fatto?
O, dunque… va a vestirti. I puledri fremono
d’impazienza.
ZDENKA
(furibonda)
Die Rappen - und dein Elemer I puledri… e il tuo Elemer!
(corre via per la porta di destra)
ARABELLA
(si siede)
Mein Elemer! - Das hat so einen sonderbaren
Klang. .
Er mein - ich sein. Was ist denn das,
mir ist ja, wie wenn eine Angst mich überfiele -
und eine Sehnsucht ja, nach was denn auf der
Welt?
Il mio Elemer! Queste parole suonano tanto strane!…
Egli è mio… ed io sono sua… Sono sua… che
vuol dire ciò?
Mi sembra sentirmi assalita da una gran paura…
e da un gran desiderio… ma non saprei dire di
che cosa. –
(si alza)
Nach dem Matteo? Weil er immer sagt,
er kann nicht leben ohne mich, und mich so anschaut
mit Augen wie ein Kind?
Del buon Matteo? Perché dice sempre
che non può vivere senza di me, e poi mi guarda
con quegli occhi suoi da bimbo?
(sta quasi in ascolto di se stessa)
Nach dem Matteo sehnt sich nichts in mir! No… per Matteo non sento più nulla in cuore!
(un breve indugio, poi erompendo)
Ich möchte meinen fremden Mann noch einmal sehn!
Ich möchte einmal seine Stimme hören! - Seine
Stimme
Dann wäre er wie die Anderen für mich. -
Wie sagt die Zdenka: daß wir warten müssen
bis uns einer wählt,
und sonst sind wir verloren.
Verheirat‘t mit dem Elemer?
Vorrei guardare ancora in volto al mio straniero!
Quella sua voce vorrei udirla ancora!… Quella sua voce!…
Poi… egli sarebbe quello che tutti gli altri sono per me!
Che dice Zdenka? Che noi dobbiamo attendere
che un uomo ci scelga –
se no siamo perdute! –
Sposata al Conte Elemer?
(ella ha un brivido involontario)
Was rührt mich denn so an, als trät ich einem
übers Grab?
Ist das der fremde Mann mit dem ich nie ein
Wort geredet hab
zieht der im Dunkel so an mir?
Herr Gott, er ist ja sicher ein verheiratheter Mann
und ich soll und ich werd ihn nicht mehr wiedersehn!
Und heut ist Faschingdienstag und am Abend
ist mein Ball
- Von dem bin ich die Königin - und dann…
Un gelo io sento in me, come al passare sopra
una tomba!
È forse quello straniero col quale, in vita mia,
non ho parlato mai…
è lui che nell’ombra mi trae a sé? –
Signore! sarà di certo già ammogliato, lo straniero;
non debbo e non voglio vederlo mai più!
Ed oggi… e oggi muore il carnevale; poi questa
sera c’è il ballo,
di cui sono Regina… e poi…
ZDENKA
(entra; è avvolta in una pelliccia corta e reca in mano il cilindro)
So ich bin fertig. Ecco, sono pronta.
ARABELLA
Komm! Andiamo.
(giunge il tintinnio delle campanelle della slitta. Zdenka apre la porta ad Arabella, che esce. Zdenka si calca in testa il cilindro e la segue.)

ATTO SECONDO
Atrio a colonne che dà accesso a una pubblica sala da ballo. Ricco addobbo, nel gusto degli anni attorno al 1860. A destra e a sinistra, vani in forma di palchi, costituiti da drappeggi, che vanno da colonna a colonna. Nel mezzo una scalea a due rampe che adduce a una balconata dalla quale si ha la vista della sala da ballo propriamente detta, cui si accede da destra e da sinistra, dalla scalea stessa. Arabella, e dietro di lei Adelaide, accompagnate da vari signori scendono lentamente dalla balconata per una delle rampe della scalea. Waldner e Mandryka stanno lateralmente in basso. Ambedue sono in frac, ilcollo avvolto da grandi cravatte nere.
MANDRYKA
Das ist ein Engel, der vom Himmel niedersteigt! Ma questo è un angelo che scende dal cielo!
WALDNER
Na, endlich! Immer eine halbe Stunde zu spät. O, brave! Sempre una mezz’ora, almeno, di ritardo!
MANDRYKA
O Waldner, Waldner! O, Waldner, Waldner!
WALDNER
Wenn du meine Hand so druckst
werd‘ ich drei Tag‘ lang keine Karten halten können.
jetzt komm! ich stell‘ dich vor! Was gehst du
denn zurück!
Se mi stringi la mano in questo modo,
non potrò più reggere per tre giorni le carte in mano!
Ora vieni qua: Ti voglio presentare loro. Perché
torni indietro?
(Adelaide e Arabella sono giunte in fondo alla scalea e si dirigono verso sinistra. I signori che le accompagnavano sono rimasti un poco indietro.)
ADELAIDE
(piano ad Arabella)
Dort steht er. Findest du ihn elegant?
Habe ich zuviel gesagt?
È quello! Non ti pare elegante?
Ho forse esagerato?
ARABELLA
(senza avere l’aria di guardare nella direzione indicatale dalla madre)
Mama- das ist jetzt wirklich die Entscheidung! Mammà… questa è davvero la decisione!
ADELAIDE
Du bist sehr blass! Ist dir nicht wohl, mein Kind?
Willst du dich setzen? Willst du fort?
Ti senti male?… Sei molto pallida!
Vuoi sederti?… Vuoi che andiamo?
ARABELLA
Nein, laß Mama.
Nur einen Augenblick laß mich allein.
O, no, mammà.
Lasciami qui sola per un attimo!
(Adelaide muove verso i due signori che attendevano in basso)
WALDNER
(andandole incontro)
Was ist denn? Che c’è?… Che avviene?
ADELAIDE
Laß ihr einen Augenblick! Lasciala… Deve pur rimettersi…
WALDNER
Zu was denn? Da che?
ADELAIDE
Eine plötzliche Beklommenheit.
Du kennst ihre Natur.
Da un malessere lieve e passeggero.
La conosci. È il suo temperamento.
WALDNER
Jetzt ist nicht Zeit für solche Faxen!
Hier stell‘ ich Dir Herrn von Mandryka vor.
Lasciamo stare queste smorfie!
Io, qui ti presento il Signor von Mandryka.
(Adelaide porge a Mandryka la mano, che egli bacia)
ARABELLA
(dirigendosi verso i tre)
Mama, da bin ich. Mamma, sono pronta.
WALDNER
(presentando)
Meine Tochter Arabella. Mia figlia Arabella.
(Mandryka fa un profondo inchino. Adelaide spinge Waldner da una parte, poi entrambi spariscono a destra. Mandryka contempla Arabella, senza riuscire ad articolare una sola parola)
ARABELLA
Sie seh‘n nicht aus wie jemand, den das alles
da interessiert.
Ella non ha l’aspetto di un uomo cui tutto ciò
possa interessare.
(sventagliandosi)
Was führt sie dann hierher? Che mai l’addusse qui?
MANDRYKA
Nach Wien? A Vienna?
ARABELLA
Hierher auf diesen Ball! No: qui, a questo ballo.
MANDRYKA
Sie fragen mich, was mich hierherführt, Arabella? E Lei mi chiede che cosa m’abbia condotto qui,
Contessa Arabella?
DOMINIK
(che è alle spalle di Arabella e si avanza verso di lei)
Darf ich vielleicht um einen Walzer bitten? Mi vuole concedere questo walzer?
ARABELLA
(a Dominik)
Später, jetzt sprech‘ ich hier mit diesem Herrn. Dopo. Ora parlo con questo signore.
(Dominik ritorna al ballo, da sinistra)
MANDRYKA
So hat Ihr Vater Ihnen nichts gesagt? Suo Padre dunque non le ha detto nulla?
ARABELLA
(si siede e gli fa cenno col ventaglio di sedersi presso di lei. Fissando Mandryka)
Was hätte er mir sagen sollen? E che mai avrebbe dovuto dirmi?
ELEMER
(viene dal fondo e muove anch’egli verso Arabella)
Darf ich vielleicht um diesen Walzer bitten? Mi vuole concedere, soltanto, questo walzer?
ARABELLA
Später. Jetzt bleib ich hier. Dopo. Per ora rimango qui.
(Elemer s’inchina e s’allontana)
ARABELLA
(guarda Mandryka)
Was hätte mir mein Vater sagen sollen? Mio padre, che doveva dirmi?
MANDRYKA
Sie wissen nichts von mir? Ella non sa dunque nulla di me?
(Arabella scuote il capo)
Ich habe eine Frau gehabt, sehr schön, sehr engelsgut.
Sie ist zwei Jahre nur bei mir geblieben,
dann hat der Herr Gott sie zu sich gerufen schnell.
Zu jung war ich und noch nicht gut genug für
einen solchen Engel.
Iddio m’aveva concesso in moglie un fior del Cielo!
Ma solo due anni, ahimè, io l’ebbi accanto.
Poi il buon Dio la chiamò di nuovo a sé.
Io, troppo giovane, non era degno di quell’angelo!
(China il capo)
ARABELLA
(dopo una breve pausa)
Das ist es, was mein Vater mir erzählen sollte? Questo è ciò che mio padre avrebbe dovuto dirmi?
MANDRYKA
(molto serio e con gravità)
Verzeihen Sie, ich bin ein halber Bauer,
bei mir geht alles langsam, aber stark.
Perdoni! Sono un mezzo contadino.
In me va tutto lento, ma con forza.
(quasi prendendo un’improvvisa decisione)
Sie sind schön, Arabella - Ihr schönes Gesicht
auch auf einem Papier verbrennt schon die Seele!
Lei è il Sole, Arabella! Il Suo volto leggiadro
m’ha bruciato il cuore, già su quel ritratto…
ARABELLA
(aggrottando le ciglia)
Wie kommt man eigentlich da unten in Slawonien
zu einem Bild von mir?
Ma come diavolo ci sono in Slavonia
dei miei ritratti?

MANDRYKA
(guardandola)
Wie man zu einem Bild - das ist ja gleich! -
So schön sind Sie - eine Gewalt ist da in Ihren Zügen
sich einzudrücken in die Seele wie in weiches Wachs!
Über den einfachen Menschen, den Felder und
Wälder umgeben,
ist eine solche Gewalt sehr groß, und er wird
wie ein Träumer,
wie ein Besessener wird er und faßt den Entschluß
mit der Seele,
einen ganzen Entschluß und wie er entschlossen
ist, so muß er handeln.
Laggiù un ritratto?… Ma non importa!
Lei è bella! Spira un potere, fuor dai Suoi tratti,
che s’imprime in fondo al cuore, come in molle cera!
Questo potere è ben grande sull’uomo che,
semplice,
vive in mezzo ai boschi, di fronte a Dio! Egli
diventa sognatore…
indemoniato egli diviene; e alla fine prende la
sua decisione;
e quando egli l’abbia presa con animo convinto,
egli deve agire!
(Arabella intimorita dalla sua veemenza si alza in piedi)
Gräfin, ich habe vergessen wie anderswo
anders die Welt ist.
Contessa, io ho dimenticato che altrove il
mondo è diverso.
(si alza)
Hier sind nicht meine Wälder und Felder, Sie
müßen verzeihen
meine unschicklichen Reden, wodurch ich Sie
hindre am Tanzen.
Qui non vi sono i miei boschi, i miei campi; ella
deve perdonarmi
questi sciocchi discorsi con cui Le impedisco
di danzare.
LAMORAL
(muove dal fondo, verso Arabella)
Darf ich jetzt stören und um einen Walzer bitten? Sono di disturbo? Potrei chiederLe un walzer?
ARABELLA
Nein. Später, Lamoral, ich möcht‘ mit dem
Herrn da noch ein biss‘l reden,
wenn er - vielleicht - sich wieder niedersetzen wird.
No. Più tardi, Lamoral. Vorrei chiacchierare
ancora col signore…
purché si degnasse di mettersi a sedere.
(Lamoral s’inchina e se ne va)
ARABELLA
(si siede e fa cenno a Mandryka di sedersi anch’egli)
Sie wollen mich heiraten, sagt mein Vater.
Ja haben Sie denn eine Ahnung wer wir sind?
Wir sind nicht grad sehr viel, nach dem Maß
dieser Welt -
Wir laufen halt so mit als etwas zweifelhafte
Existenzen!
A quanto il babbo dice, Ella vuole sposarmi.
Ma può supporre, signor mio, chi noi siamo?
Oh… noi non siamo un granché a giudizio del
mondo;
noi ci accodiamo agli altri, a mo’ di gente un
poco dubbia e sospetta.
MANDRYKA
Ihren Stammbaum, Arabella,
den tragen Sie in Ihr Gesicht geschrieben!
und wenn Ihnen genug ist über einen zu gebieten
der selbst wieder gebietet über viele
so kommen Sie mit mir und seien die Herrin!
Sie werden Pfauen weiden auf seidenem Boden
und das wird nicht geschehen daß jemand sich
dünkt über Ihnen
es sei denn der König und Kaiser und seine
Kaiserin! - aber sonst niemand!
Il Vostro lignaggio, Arabella,
si legge chiaro nel Vostro fiero volto!
E qualora possa bastarvi di dominare sovra un uomo
che poi domina a sua volta sovra molti;
me ora vogliate seguire per essere Regina!
Su molli prati pascoleranno i pavoni;
e mai… giammai sarà che alcuno ardisca innalzarsi
su Voi,
salvo il Re e Imperatore e la Sua sposa eletta! E
nessun altro!
ARABELLA
(fra sé)
Der Richtige – so hab‘ ich stil zu mir gesagt,
der Richtige, wenn‘s einen gibt für mich,
der wird auf einmal da sein, so hab‘ ich gesagt
und wird mich anschau‘n und ich ihn
und keine Winkelzüge werden sein und keine Fragen,
nein, alles hell und offen, wie ein lichter Fluß,
auf dem die Sonne blitzt!
Ma l’uomo che io sogno – io dissi più volte in cuor mio –
l’uomo che io sogno – se ve n’ha uno per me,
quello d’un tratto starà qui – io dissi a me stessa; –
egli vorrà mirarmi, io l’affiserò;
e non più dubbi vi saranno, ormai, né domande: …
No … tutto sarà chiaro ed aperto, come azzurro
fiume su cui splenda il sole!
MANDRYKA
So fließt der helle stille Donau mir beim Haus vorbei,
und hat mir dich gebracht! du Allerschönste!
Così il Danubio scorre quieto presso la mia casa
e t’ha condotta a me! O tu, Divina!
(con mistero)
Und heute abend noch, vor Schlafenszeit -
wärst du ein Mädchen aus der Dörfer einem meinigen,
du müßtest mir zum Brunnen gehen hinter
deines Vaters Haus
und klares Wasser schöpfen einen Becher voll
und mir ihn reichen vor der Schwelle, daß ich
dein Verlobterbin vor Gott
und vor den Menschen, meine Allerschönste!
E nella grande pace, stasera ancora,
se una fanciulla tu fossi dei miei villaggi,
andar dovresti al fonte, dietro la paterna casa;
e ivi attingere un bicchiere d’acqua pura
ed offrirlo a me presso la soglia, come al
fidanzato tuo,
dinanzi a Dio e agli uomini, o sublime sposa!
ARABELLA
So wie Sie sind, so hab ich keinen Menschen je geseh‘n!
Sie bringen Ihre eigene Lebensluft mit sich
und was nicht Ihnen zugehört, das ist nicht da
für Sie.
Da che vivo, non ho visto giammai un uomo pari a Lei!
Ella porta con sé l’aria che respira,
e tutto quello che non La riguarda, per Lei neppure
esiste!
MANDRYKA
Darum kann ich erst leben wenn ich etwas
Herrliches
erhöhe über mich, und so in dieser Stunde
erhöhe ich dich, und wähle dich zu meiner Frau
und wo ich Herr bin, wirst du Herrin sein
und wirst gebieten, wo ich der Gebieter bin!
È perciò che io posso vivere soltanto quando elevo
qualche cosa d’alto sopra di me; ed ecco in
questo istante
elevo te e scelgo quale moglie mia,
e sui miei domini potrai dominare;
e tu regnerai là dove il signore sono io!
ARABELLA
(pianissimo, insieme a Mandryka)
Und du wirst mein Gebieter sein und ich dir untertan
dein Haus wird mein Haus sein, in deinem Grab
will ich mit dir begraben sein -
so gebe ich mich dir auf Zeit und Ewigkeit.
E tu sarai il mio signore, ed io la tua suddita.
Mia sarà la tua casa; posar vorrò teco laggiù
nel tuo avello:
così mi dono a te per la vita e per l’eternità!
(cambiando completamente tono, ma con serietà)
Jetzt aber fahren Sie nachhaus. Ich bitte Sie darum. Ora, lei se ne vada a riposare. Lo deve fare per me.
MANDRYKA
Und Sie? E Lei?
ARABELLA
Ich bleibe noch. Rimango ancora.
(Mandryka si inchina)
Ich möchte tanzen noch, und Abschied nehmen
von meiner Mädchenzeit, nur eine Stunde lang.
Gewähren Sie mir die?
Vorrei ballare un poco e prender congedo
da questa dolce età, sol per un’ora.
Mi concedere ciò?
MANDRYKA
Wenn Sie hier bleiben,
so ist mein Platz nicht anderswo als hier.
Se Voi restate
il mio posto non può essere che qui.
(Arabella aggrotta le ciglia)
Sie aber brauchen nicht ein einziges Wort an
mich zu richten!
Io non pretendo che mi diciate una sola parola!
(Un nugolo di Fiaccherai e di ballerini – tra i quali vediamo anche la “Fiaker-Milli”, altre ragazze dello stesso stampo e i tre Conti – esce dalla sala da ballo. E su per le rampe della scala si dirige verso il Ridotto)
ARABELLA
(guardando Mandryka)
Darf ich? Posso?
MANDRYKA
Sie dürfen! ja! Sie dürfen alles was Sie wollen! Potete! – Sì, Voi potete quello che volete!
(Mandryka si fa da una parte e dà il passo ai sopravvenienti)
(La Fiaker-Milli, una bella figliola che porta un abito da ballo molto sgargiante e reca nelle meni un gran mazzo di fiori, esce fuori dalla schiera festevole e muove verso Arabella, che si trova ora nel bel mezzo delgaio cerchio)
DOMINIK
(ponendosi a fianco di Milli)
Der Ball begehrt nach seiner Königin!
die Milli ist der Herold der Fiaker
wir haben unsre Huldigung ihr in den Mund
gelegt!
Il ballo reclama la sua regina.
La Milli dei Fiaccherai ne è l’Araldo.
Essa deve recarvi, o Splendida, il nostro
ardente omaggio!
LA FIAKER-MILLI
(mentre con un inchino goffo porge il mazzo ad Arabella, con leggerezza e quasi con impertinenza)
Die Wiener Herrn verstehen sich
auf die Astronomie:
Die könnten von der Sternwart sein
und wissen gar nicht wie!
Sie finden einen neuen Stern
gar schnell heraus die Wiener Herrn
den machen sie zur Königin
an ihrem Firmament:
Zu der dann schallt es im Verein:
du sollst unsres Festes Königin sein
A Vienna i gentiluomini
sanno d’Astronomia:
Fan parte della specola,
né sanno dir perché!
Essi scoprono la Stella e il suo fulgore,
a Vienna i nobili signori;
e a loro regina la eleggono
in mezzo al loro Cielo!
All’astro clamar s’ode ovunque in coro:
Evviva! Per regina del Ballo noi t’avrem!
I CONTI E I FIACCHERAI
Zu der dann schallt es in Verein:
Du sollst unsres Festes Königin sein.
All’astro clamar s’ode ovunque in coro:
Evviva! Per regina del Ballo noi t’avrem!
La Fiaker-Milli passa rapidamente dalla sua canzoncina a uno jodler allegro e sfrenato – Questo jodler forma il trapasso al Walzer che ora s’inizia. Arabella, mentre risuonano i concenti del walzer, che la Milli accompagna col suo jodler, toglie dei fiori dal mazzo e li distribuisce fra i signori e i fiaccherai. Infine ella getta in mezzo a loro il mazzo già spoglio, prende il braccio di Dominik e scende con lui nella sala da ballo, seguita da tutti gli altri.
Mandryka la accompagna con lo sguardo, poi si volta. Nello stesso momento Adelaide compare sulla destra.
Anche Matteo entra contemporaneamente a sinistra. Timida Zdenka lo segue in abiti da ragazzo, ma in una
specie di frac nero, e si nasconde dietro una colonna.
ADELAIDE
(muovendovi verso Mandryka)
Sie sind allein? Wo ist Arabella? Lei, solo qui? Dov’è Arabella?
MANDRYKA
Wo ihre Pflicht sie ruft als Königin des Balles. Là, ove il dovere la chiama, quale Regina del ballo.
MATTEO
(a parte)
Wie sie mich vergißt - im Rausch ihrer Schönheit! Più non pensa a me, nel suo folle trionfo!
ADELAIDE
(a Mandryka)
Ihre Augen leuchten. Wie darf ich das deuten? Le risplendono gli occhi… che debbo pensare?
ZDENKA
(timorosa, alle spalle di Matteo)
Sie denkt an dich, ich weiß es, Matteo!
Ihre Blicke nur nimmt sie in acht.
Ella pensa a te, lo giuro, Matteo!…
Ma non vuole tradirsi coi suoi sguardi!
MANDRYKA
(avvicinandosi ad Adelaide)
O Gräfin, Sie selber so jung noch, so reizend -
und Sie ihre Mutter! mit was für Worten
womit denn auf Erden vermöchte ich Ihnen zu danken!
O Contessa, sì bella, sì giovane, sì deliziosa!…
Voi… voi siete sua madre! Con quali parole,
con quale fervore potrò dunque ringraziarvi?
(Le bacia con commozione la mano)
MATTEO
(avanzandosi d’un passo)
Die Blumen für alle! für alle ihr Lächeln!
sie selber für alle! was bleibt für mich?
Dei fiori per tutti, per tutti un sorriso!…
Lei stessa per tutti!… Che resta a me?
ADELAIDE
(a Mandryka)
O könnten Sie ahnen, was in mir vorgeht!
mein Freund! mein Sohn!
Zu viel für mein Herz. Ich muß es teilen!
Zu ihm, zu ihr! Er muß Sie umarmen!
O, se Ella sapesse quel che io provo!
O, figlio! O amico!
È troppo per il mio solo cuore! Voglio spartire con altri!
Da lei… da lui! Egli deve abbracciarla!
ZDENKA
(intimamente, ma delicatamente, a Matteo)
Für dich bleibt Alles: sie braucht deine Trauer
tief wie ein Brunnen
ihre ganze Seele hineinzuwerfen -
Seicht sind die andern!
Per te resta tutto; le serve il tuo pianto,
qual profondo pozzo,
per gettarvi l’anima sua ardente.
Gli altri sono aridi.
ADELAIDE
(A Mandryka, che vorrebbe seguirla)
Nein, bleiben Sie hier! Ich finde ihn! No, resti qui pure qui!… Glielo trovo io!
(si allontana rapidamente da destra)
MATTEO
(fra sé)
Eines bleibt: fort nach Galizien,
und sie vergessen - wenn ich noch kann!
Questo mi rimane: fuggire in Galizia
e cercare di dimenticarla, dato che io lo possa!
(egli muove sul davanti della scena; Zdenka rimane a sinistra, per paura di essere scorta dai genitori)

ZDENKA
Der Papa! die Mama! daß keiner mich sieht!
Wohin gehst du, Matteo?
Il papà… e la mamma! Che nessuno mi veda!
Dove vai, Matteo?
(Matteo va verso il fondo, fissa cupamente lo sguardo giù nella sala da ballo; da destra Adelaide e Waldner si avvicinano a Mandryka; Zdenka scompare da sinistra)
ADELAIDE
O Theodor! hier ist er, Theodor! Teodoro!… Egli è qui, Teodoro!…
WALDNER
(con giovialità, a Mandryka)
Wie stehst du vor mir, neveu meines alten Mandryka?
Na! Teschek! umarme mich schon!
Che gioia vederti o nipote del mio vecchio Mandryka!
Coraggio!… Abbracciami!
(si abbracciano)
MANDRYKA
Hierher einen Tisch. Wir werden soupieren. Un tavolo… qui! Ora noi ceneremo.
(lo chef, seguito da vari camerieri, accorre subito, recando la carta dei vini)
MANDRYKA
(ad Adelaide)
Welchen Champagner? befehlen Sie selber! Quale champagne? Ordini lei!
(Lo chef presenta ad Adelaide la carta dei vini)
ADELAIDE
Moët-Chandon, halb herb und halb süß - der
war es bei meiner Verlobung!
Moët-Chandon demisec; l’ho bevuto al mio
fidanzamento!
WALDNER
(a Mandryka)
Ich stehe sofort zur Verfügung! Sono subito agli ordini tuoi!
(Vuole andare, ma Adelaide lo trattiene)
Laß mich, ich bin im Gewinn! Lasciami… perché ora sono in vena!
(esce)
MANDRYKA
Dreißig Flaschen von diesem! Trenta bottiglie di questo!
(lo indica nella lista dei vini)
Sechs für den Tisch
und die andern herumservieren im Saal -
und noch einmal dreißig!
und noch einmal dreißig herumservieren.
Welko, du ordnest! Eiskübel in jede Ecke!
bis sie alle im Saal da nimmermehr wissen
ob sie sind Grafen, verhext in Fiakerkutscher,
oder Fiakerkutscher, umgekrempelt in Grafen!
Sie sollen sich freuen, wenn ich mich freue!
Sei, qui per noi.
E poi ancora trenta,
e poi trenta ancora! Servite intorno.
Welko, disponi! Del ghiaccio in ogni canto!…
Sinché tutti insieme non sappiano più dire
se siano Conti mutati in Fiaccherai
o Fiaccherai in guarnacche di Conti!
Io voglio che essi gioiscano quando io gioisco!
(ad Adelaide)
Befehlen weiter! Disponga ancora!
ADELAIDE
(mentre le presentano piatti colmi di aragoste, di fagiani, di creme ghiacciate, ecc.)
Haben wir Blumen? Fiori ce ne sono?
MANDRYKA
(chiamando)
Aufpassen, Djura!
Nimmst einen Fiaker und noch einen zweiten
aufsperren laßt dir die Gärtnergeschäfte,
aufwecken die hübschen Verkäuferinnen,
ausräumen sollen sie ihre Keller!
Füllst einen Wagen an mit Rosen,
einen mit roten und weißen Kamelien.
Walzer soll sie auf Blumen tanzen
Abschied nehmen von Mädchenzeiten!
Später breit ich meine Hände
sie wird nicht mehr Walzer tanzen
aber tanzen auf meinen Händen!
Attento, Djura!
Prendi un fiacre e poi un altro;
fa spalancare i negozi di fiorai
e destare le più belle venditrici…
fa che essi vuotino le grotte!
Riempi di rose una vettura,
l’altra di rosse e bianche camelie!
Ella deve danzare il walzer sui fiori
e prendere congedo dalla sua giovinezza!
Poi, voglio tenderle queste mani:
non dovrà più danzare il walzer,
ma danzare su queste mie palme!
(Adelaide si appoggia al braccio di Mandryka; essi vanno verso il fondo e salgono poi alla balconata, su per la scalea. I camerieri recano da destra un tavolino che preparano lussuosamente per il buffet freddo)
ARABELLA
(al braccio di Dominik, esce dal fondo fuor dalla sala da ballo; e i due si volgono a sinistra)
Und jetzt sag ich Adieu, mein lieber Dominik. E ora vi saluto per sempre, caro Dominik!
DOMINIK
Adieu? Sie fahren schon nachhaus? Ma che!… Voi volete già andarvene?
ARABELLA
Das war jetzt unser letzter Tanz für alle Zeit.
Kann sein daß wir uns später einmal wiedersehn
dann sind wir halt Bekannte aus der Jugendzeit.
Sì! Fu l’ultimo nostro ballo, per tutti i tempi!
Può darsi che un giorno ci rivediamo;
e allora… allora saremo amici di un tempo che fu!
DOMINIK
(afferrandola per un braccio)
Arabella! Arabella!
ARABELLA
(si libera con mossa rapida dalla sua stretta)
Nein. Dominik!
Sie sind der erste Mann gewesen, Dominik,
- von Buben red‘ ich nicht - der mir gesagt hat,
daß er mich gern hat, und es hat mich recht gefreut.
Aber die Richtige für Sie die war ich nicht,
und Sie halt nicht der Richtige für mich.
Nicht reden, Dominik. Da kommt auch schon
der Elemer. Adieu!
No, Dominik!
È stato il primo Lei, mio caro Dominik –
non parlo dei giovinetti – che m’abbia detto
che mi vuol bene; e, confesso, che io ne ebbi piacere.
Ma non facevo per Lei, amico mio;
e Lei… Lei neppure faceva per me.
Non parli, Dominik; che viene a noi Elemer
Addio.
(Dominik si allontana lentamente)
ELEMER
(entrando impetuosamente in scena)
So schön wie heut hab ich Sie nie gesehn!
Mit Ihnen ist etwas passiert!
Non t'ho mai vista così bella come oggi!
Qualcosa avvenne in te!
ARABELLA
(calma)
Ja, Elemer, mit mir ist was passiert!
Und darum geb‘ ich Ihnen jetzt die Hand
und sag: Adieu, ich danke Ihnen, Elemer -
es waren viele schöne Augenblicke drunter -
Sì, Elemer, qualcosa avvenne in me!…
Perciò Le voglio stringere la mano
e dirLe addio e ringraziarLa, Elemer!…
Abbiamo trascorso insieme qualche bel momento.
ELEMER
Es waren, Bella, und es werden sein! “Trascorso”, Bella?… Altri ancora ne trascorreremo
insieme!
ARABELLA
Nicht halten meine Hand, grad schnell den
Druck von meinen Fingern spüren,
und wissen daß wir gute Freunde sind
wenn wir uns auch nicht wiedersehn!
Non stringa così la mia mano; solo la lieve
pressione delle mie dita
Le dica che siamo buoni amici,
anche se non dovessimo rivederci mai più!
ELEMER
(violento)
Sie haben sich verliebt in diesen Fremden,
diesen Wallachen oder was er ist!
Vi siete innamorata di uno straniero,
di quel Valacco… o che diavolo è!
ARABELLA
(con dolcezza)
Nicht mir verderben diesen letzten Augenblick!
Da kommt auch schon der Lamoral und wartet
auf seinen letzten Tanz!
Deh, non mi guasti questo dolce, breve istante!
Si appressa pure Lamoral, che attende
l’ultima sua danza!
(Lamoral, uscito dalla sala da ballo sale su per la scalea. A destra i camerieri continuano a preparare e ad adornare la mensa)
ELEMER
(accostandosi a lei)
Werden Sie meine Frau!
Wer in der Welt ist, der mich hindern darf!
Siate mia moglie, alfine!
Chi mai sulla terra potrà impedirlo?
ARABELLA
Nein. Nein. Für mich war halt ein andres Glück bestimmt. No. No! A me il Cielo prescrisse un’altra sorte!
(pianta in asso Elemer e muove verso Lamoral. Elemer esce da sinistra)
LAMORAL
O Arabella, gibt es was Schöneres als Sie auf
einem Ball!
O, Arabella, che v’ha di più splendido di Voi, in
questo ballo!
ARABELLA
Ja, süß ist die Verliebtheit, süß ist dieses Auf
und Ab,
aber es gibt was Schöneres und Höh‘res tausendmal!
und einmal wirst du auch verstehn, vielleicht -
Sì, dolce è l’amoreggiare; dolce è questo mutar
d’affetti…
pur v’è alcunché di più nobile e di più sublime ancora!
E forse un bel giorno capirai tu pure!
LAMORAL
Nicht reden jetzt von anderem, das weit weg ist- Perché parli, tu, di cose che sono lontane?…
ARABELLA
(seria)
Für dich ist‘s noch weit weg, da hast du recht. Sì, per te sono lontane ancora… hai ben ragione!
LAMORAL
Ich ängstig‘ mich. Sie sind so anders, Arabella!
Es nimmt Sie mir wer weg!
Sono turbato!… Ella è cambiata, Arabella!
Qualcuno me La toglie!
ARABELLA
Wegnehmen? geh, du Bub!
Aber da hast du deinen ersten und zugleich
auch deinen letzten Kuß.
Mi toglie a te?… Va, fanciullo!
Ecco qua! Prendi il primo, ed insieme l’ultimo
bacio mio!
(si china su di lui e lo bacia, rapidamente e leggermente, sulla fronte. Essi stanno a sinistra, celati in certo qual modo dai tendaggi)
LAMORAL
(raggiante)
Von wem hab ich den wunderbaren Kuß? Oh!… Chi mi dà questo bacio celestiale?

ARABELLA
(di nuovo del tutto disinvolta, si allontana da lui e muove verso il mezzo della scena)
Von einem Mädel, das heut glücklich ist,
so glücklich, dass sie ganz allein sein muß,
ganz mit sich selbst allein in ihrem Zimmer,
und lang noch liegen ohne Schlaf vor lauter
Glück!
Una fanciulla che oggi ha il cuore colmo di gioia…
Così colmo che ella vuol restare sola con se stessa…
sola, sola, tra quattro mura;
e stare lì, distesa, senza sonno, per la troppa
gioia!
(cangiando tono)
Jetzt tanzen wir noch diesen Walzer aus
dann fahr ich fort von euch - auf Nimmerwiedersehn!
Prima danziamo ancora questo bel walzer;
poi dovrò lasciarvi per non rivedervi mai più!
(si allontana con Lamoral verso la sala da ballo. Matteo viene da destra, passando rasente ai camerieri che preparano la tavola. Zdenka, avanzando da sinistra, ansiosa di non essere vista, lo guarda fissamente)
MATTEO
(tra sé)
Fort mit mir! Fort und ein Ende! Sonst bin ich
ein Feigling!
Io sono un vile! Via di qua! Via! – Voglio finirla!
ZDENKA
O Gott! Seine Miene! wie furchtbar entschlossen! O Cielo!… quale aspetto e quale decisione!
(gli fa cenno di avvicinarsi; ed egli la raggiunge)
(Mandryka discende i gradini della scalea che conduce dalla balconata al ridotto inferiore, attraversa la scena e muove in direzione del tavolo apparecchiato, raccogliendo una comunicazione dell’Ussaro Welko)
ZDENKA
(con turbamento)
Bist du schon wieder so - ? Hat‘s dich schon wieder? Triste di nuovo? T’opprime l’angoscia?
MATTEO
Rasend verzehrt‘s mich! L’ansia mi divora!
ZDENKA
Sie denkt an dich! nichts andres denkt sie! Essa pensa a te… non pensa ad altri!
(Matteo ride amaramente)
Sie hat mir einen Brief für dich gegeben!
Hier ist er.
M’ha dato una lettera per te!…
Su … prendi!
(Caccia la mano nella tasca interna del suo frac)
MATTEO
(retrocede verso il mezzo della scena)
Ich nehme ihn nicht!
Der bringt das Ende für immer!
Ich fühl‘ es!
Riprendila tu!…
Questa è la fine di tutto,
lo sento!
(Zdenka con la lettera in mano segue Matteo che arretra. Mandryka si fa attento. Da destra entra il servo Jankel con gente che porta una massa di fiori. Zdenka ha seguito Matteo fino al centro della scena)
MATTEO
Trag ihn zurück! Ich fühl daß es mein Abschied
ist!
Io non la prendo! Io so che è il mio congedo!…
Ahimè!
ZDENKA
Du mußt ihn nehmen, alles wird anders!
So fühl ihn doch!
La devi prendere! Tutto ora cambia!
Ma palpala dunque!
MATTEO
(afferra la lettera, la palpa)
Ein Schlüssel? Una chiave?
ZDENKA
Nimm ihn! nimm ihn nur! Prendila… prendila pure!
MATTEO
(apre con mossa nervosa la lettera)
Kein Brief! nur ein Schlüssel?
Was sind das für Späße? Zdenko, ich frage!
Non c’è nessuna lettera, solo una chiave?
Che scherzi sono questi? Zdenko, rispondi!
ZDENKA
(pallida, prossima a venir meno)
Das ist ihr Schlüssel! È la sua chiave!
MATTEO
O Ihr Schlüssel? La sua chiave?
ZDENKA
(con voce senza tono)
Vom Zimmer. Gib acht. Versteck ihn. Sì!… la chiave della sua stanza. Sta attento! Nascondila!
MATTEO
Das ist der Schlüssel - ? ich bin nicht bei Sinnen!
Sind wir auf dem Ball? Bist du der Zdenko?
ist sie deine Schwester, die tanzt dort unten?
Das ist der Schlüssel - ?
Questa è la chiave?… Sono fuori dei sensi!
Siamo al ballo qui? – E tu sei Zdenko?…
E lei… è tua sorella? È la che danza?…
Questa è la chiave?…
ZDENKA
Zu ihrem Zimmer.
Der Schlüssel zu Arabellas Zimmer!
…Alla sua camera!
La chiave che dà alla camera di Arabella!
MANDRYKA
(ha un sussulto)
Ich hab mich verhört! Ho certo frainteso!
(Il servo Jankel si vuole avvicinare a Mandryka; questi gli fa cenno di non importunarlo e si avvicina maggiormente ai due)
ZDENKA
Du sollst nachhaus - sie kommt in einer Viertelstunde.
Der Schlüssel sperrt das Zimmer neben ihrem.
Adesso devi tornare al nostro albergo. Ella verrà
tra un quarto d’ora.
Questa chiave apre la camera contigua alla sua.
(Zdenka, ora arrossendo, ora impallidendo, cerca di vincere il pudore)
Lautlos kommt sie zu dir - Matteo, denn sie will nicht,
daß du unglücklich bist! Sie will alles tun. alles,
damit du glücklich wirst noch diese Nacht!
Essa viene da te silenziosa, Matteo; essa non vuole
che tu soffra per lei; ma vuole far sì che,
alfine, tu sia felice stanotte ancora!
MATTEO
Schwör mir, daß das wahr ist!
Der Schlüssel zu Arabellas Zimmer!
Giura… giura che è vero!…
Che è la chiave che apre la sua stanza!
ZDENKA
Du hast ihn ja! so wahr er sperrt
so wahr will die, die ihn dir gibt
heut alles tun, damit du glücklich wirst!
Ich muß jetzt fort! mich darf man hier nicht sehn!
È proprio quella; e per quanto è vero
che essa apre quella stanza, chi te la porge
vuol fare di tutto perché tu oggi sia felice!
Ora devo andare! nessuno deve vedermi!
(corre via da sinistra)
MATTEO
(fra sé)
Geheimnis eines Mädchenherzens, unergründliches! Segreto d’un femmineo cuore… insondabile!
(esce rapidamente a sinistra)
MANDRYKA
(destandosi d’un tratto, dal suo stupore)
Halt! du irgendeiner oder wer Du bist!
Welko! Djura! Halten dort den Menschen!
Her mit ihm vor mich! den dort mit dem Schlüssel!
Alt!… Olà… fermati, dunque, individuo… o chi diavolo sei!… Welko!… Djura!… Presto!… Fermatelo!
Poi qui da me insieme a lui! Quello là con la chiave!
(Dominik e Adelaide sono apparsi sul dinanzi della scena, a sinistra. Welko e Djura sono incerti circa la persona contro la quale il loro padrone li abbia voluti sguinzagliare)
WELKO
Welchen, Gospodar? Chi è, Gospodar?
DJURA
und was für einen? Chi, dunque?
WELKO
(additando Dominik)
Diesen? Questo?…
(Dominik e Adelaide si siedono ora, sempre a sinistra, su un divano)
MANDRYKA
(fra sé)
Und wenn hier viele Arabella heißen -
meine gottverdammten Jägerohren
foppen meinen dummen harten Schädel -
daß ich als ein Narr dasteh vor einem Fremden?
Wird sie denn den Schlüssel schicken von dem
Zimmer
während selber sie hier tanzt im Ballsaal?
E se altre avessero qui il nome di Arabella?…
Queste mie grosse orecchie da cacciatore
danno la baja al maledetto mio testone,
al punto che uno straniero possa fare di me il suo zimbello?
Vuoi che essa invii a qualcuno la chiave della propria stanza,
mentre ella stessa sta ballando, laggiù nella sala?
(guarda l’orologio)
Noch ist nicht einmal vorbei die Stunde
die ich grad ihr freigegeben habe -
also bin ich schon ein Narr und Esel?
Neppure l’ora è ancora passata,
che io le diedi perché ella potesse disporne a
suo piacere…
e già sono gabbato come un merlo?
(ai tre)
Alles lassen! Weitermachen dort am Eßtisch! No!… Lasciate… Presto!… Che sia posta in ordine la mensa!
(va nervosamente su e giù per la scena)
Schön ist die Musik, und nichts von Schlüssel,
Geigen drin, und nicht verdammte Schlüssel
und in paar Minuten wird sie dastehn
‚da vor mir, und Blumen werd‘ ich hinstreu‘n
daß statt meiner sie den Fuß ihr küssen.
Haj! Wie tanzt sie jetzt und nimmt den Abschied
in dieser Stunde von der Mädchenzeit!
Dolce è la musica… ma senza chiavi…
ci sono i violini, qui… non già le infami chiavi!…
Fra due o tre minuti ella sarà da me…
qui da me; e fiori sparger voglio,
che le bacino, in mia vece, il piede.
Veh!… sta ancora danzando; e si congeda
in questo istante, dalla sua dolce età virginale!
DOMINIK
(a sinistra, presso Adelaide)
O bezaubernde Frau! Viel schöner als jemals die Tochter!
Wie Sie die Melancholie mir zu heilen verstünden –
Incantevole donna! Più bella di sua figlia! O,
come saprebbe cacciarmi di dosso la malinconia!
(la bacia su una spalla)

ADELAIDE
(coprendosi le spalle con una mantiglia)
Dominik! Nicht! Aber später, ich werd’ immer
allein sein
ohne mein Kind
No, Dominik!… No!… ma, più tardi io sarò
sempre sola,
senza mia figlia!…
(continuano a parlare sommessamente fra loro. Parecchie coppie, provenienti dalla sala da ballo, salgono su per la scala)
MANDRYKA
(guardando verso i sopravvenienti, con espressione d’ira)
Warum kommen viele und nicht sie darunter?
Warum scheppern gottverdammte Schlüssel da
dazwischen!
Perché vengono tutti quassù, e non lei, insieme
con gli altri?
Perché tintinnano quelle odiose chiavi, là in mezzo?
LA FIAKER-MILLI
(al braccio di Elemer si dirige verso Mandryka e altre coppie si uniscono a loro)
Mein Herr, schon wieder muß ich kommen
und bitten: geben Sie dem Ball die Königin zurück!
Signor mio: devo ancora pregarla umilmente
che Ella voglia renderci la Regina del ballo!
MANDRYKA
(con ira, fra sé)
Was sagt das Frauenzimmer? Ich soll sie
zurück ihr geben? Ich hab sie nicht eingesperrt.
Ich hab den Schlüssel nicht. Er ist in dem Kuvert.
Che vuole questa femmina? A lei debbo
io renderla? Non l’ho mica imprigionata!
la chiave io non l’ho: è dentro quella busta!
(afferra una sedia per la spalliera con moto così convulso della mani, che la si ode scricchiolare. Welko serve in giro lo champagne)
MANDRYKA
(contenendosi)
Ich bitte, daß Sie mir die Ehre geben -
Sie alle wie Sie sind, bekannt und unbekannt!
Li prego di volermi fare l’onore…
tutti quanti sono qui, amici ed estranei.
ELEMER
(a Mandryka)
Doch Gräfin Arabella wollen wir
nicht in dem schönen Augenblick vermissen!
Sie werden sicher sie zu finden wissen.
In questo lieto istante noi non sapremmo
rinunciare alla Contessa Arabella!
E Lei, certo, la saprà trovare.
MANDRYKA
(pone la mano al collo, si slaccia la cravatta)
Zu finden wissen? Schlüssel! Welko! Djura! Saprò trovarla?… La chiave!… Djura! Welko!…
(I due accorrono)
Die gnädige Fräulein suchen in dem Saal!
Hast du gefunden in der großen Wienerstadt
wirst du zu finden wissen in der Tanzhütten dahier!
Cercate giù in sala Madamigella!
Voi la scovaste un dì nell’immensa Vienna;
e voi saprete trovarla di certo in questo baraccone!
(Djura e Welko si allontanano di corsa. Mandryka grida alle loro spalle)
- und bitten sie hierher wenn sie die Gnade haben will! Pregatela per me che si compiaccia di venire qui!
(Servendo un bicchiere di champagne alla Milli, che ha lasciato il braccio di Elemer)
Ein solcher süßer Schnabel muß auch etwas Süßes trinken! Ci vuole qualcosa di dolce per questo dolce
musetto!
(Il servo Jankel si avvicina a Mandryka e gli porge, su una guantiera, un bigliettino)
JANKEL
Da wäre ein Billet für Euer Gnaden. Qui ci sarebbe un biglietto per Vostra Signoria!
MANDRYKA
Fühl ob ein Schlüssel drin ist. Palpalo e senti se c’è dentro una chiave.
JANKEL
Wie? ein Schlüssel? Come?… Una chiave?…
MANDRYKA
(afferra con una mossa rapida e nervosa il biglietto, ma indugia ancora prima di aprirlo)
Wer, Herr Gott, hat diesem Gesicht so viel
Gewalt gegeben über mich!
daß ich mich fürchte jetzt -
Chi dunque ha dato a costei un tanto e sì
grande potere su me,
che io ne ho paura?
(si trae da una parte, apre il biglietto e legge)
Für heute sag ich Ihnen gute Nacht.
Ich fahr nachhaus.
Von morgen an bin ich die Ihrige.
“Per oggi Le do la buona notte,
vado a casa;
ma da domani sarò tutta Sua”
(rilegge con ira ad alta voce il contenuto del biglietto)
Ein kleines A statt einer Unterschrift!
Nicht einmal ihren Namen! Steht auch nicht dafür
für einen Gimpel, einen auf den Leim gegangenen!
Una piccola A. in luogo della firma.
Manca persino il suo nome! Non ne vale la pena
perché io sono un allocco… uno che è caduto in trappola!
(con amara allegria)
Sie muß ja Abschied nehmen von der Mädchenzeit -
dafür braucht sie die ganze Zärtlichkeit:
sie hat jetzt keine Zeit für zärtlichere Unterschrift!
Ora essa deve prendere congedo dalla sua vergine età;
perciò deve usare ogni suo più tenero riguardo agli altri;
né di certo ha tempo, ormai, per firme più gentili!
egli si sforza ad una sfrontata gaiezza, si avvicina di nuovo agli altri e fa un cenno)
Wegschmeißen jetzt die Blumen! Schampus her!
Servieren links und rechts, bis alle liegen unterm Tisch -
die Grafen und Fiaker und Fiakerbräute alle miteinander!
Heut geht das Ganze, aber schon das Ganze
auf meine Rechnung!
Al diavolo questi fiori! Su!… Trinchiamo!
Servite in qua e in là, finché siano tutti sotto la tavola,
i Conti e i Fiaccherai e le loro degne spose;
Oggi va tutto, tutto… ma proprio tutto
a conto mio!
(i camerieri si fanno in tre per servire in fretta lo Champagne a tutti)
Soll ich der schönen Milli jetzt vielleicht was
singen?
Vuole forse la graziosa Milli che io canti un
poco per lei?
(la trae a sé)
Ich wäre aufgelegt! Sarei in vena!
LA FIAKER-MILLI
(risponde amorevolmente, senza parlare, con un semplice jodler alle galanterie di Mandryka)
Ah!… Ah!…
MANDRYKA
(tra l’irrisione di se stesso e lacrime d’ira)
Ging durch einen Wald, weiß nicht durch welchen
Fand ein Mädchen, weiß nicht, wessen Tochter!
Trat ihm auf den Fuß, weiß nicht auf welchen,
fing es an zu schrein, weiß nicht warum doch:
seht den Wicht, wie der sich denkt die Liebe!
Un giorno, mentre stavo in mezzo al bosco,
io donna vidi bella come il sole!
Le sussurrai, allora, dolci parole,
e mi versò nel cuore fiamma d’amore.
Esser mi credea l’eletto amante…
Disse “Non sa che amor non è costante!”
(Milli ripete il ritornello accompagnandolo con lo jodler… Mandryka la trae a sé sul divano. Adelaide lascia Dominik e si alza)
MANDRYKA
Wohl stünd‘s an, ihm Kanne Wein zu geben,
Wein zu geben, Becher nicht zu geben
mag der Wicht aus schwerer Kanne trinken!
Mag sich plagen bis zu klugern Tagen!
O cuor mio,, tu devi giurar
d’amare me… me solo
Mi disse: “Te lo giuro!”
Ah, no!… Macché!… Macché!…
Un cuor di donna a Vienna,
dee bastar per tre!
(Milli gorgheggia il ritornello con uno jodler)

Wohl stünd‘s an, mich Mädchen ihm zu geben
mich zu geben, doch kein Bett zu geben
“Io sono tua se giaccio nel tuo letto;
ma fuor da quello, tutto cambia aspetto!…”
(truce)
Mag der Kerl auf bloßer Erde schlafen
mag sich plagen bis zu klugern Tagen!
Macché!… Macchè! Un cuor di donna a Vienna
ahi!… deve bastare, deve bastare per tre!
(Pianta in asso la Milli e si alza. Fra sé, con cipiglio sempre più torvo)
Für heut fahrt sie nachhaus zu ihrem Schlüsselherrn -
von morgen an ist sie die meinige!
Milli, gib mir ein Bußl!
Per oggi torna a casa… sol per l’uomo della chiave;
… da domani poi ella sarà tutta mia!…
Milli, dammi un bacetto!
(la bacia)
Wie viel kost‘t der Schlüssel für Comtessenzimmer
hier in Wien?
Qual prezzo hanno le chiavi delle stanze comitali
qui a Vienna?
ADELAIDE
(parandoglisi d’improvviso dinanzi)
Herr von Mandryka, wo ist meine Tochter? Signor Mandryka, dov’è mia figlia?
MANDRYKA
(in piedi, avanti ad Adelaide, cinge d’un braccio la Milli)
Weiß nicht! sie hat die Gnade nicht gehabt
mir mitzuteilen. Wünschen noch Moët-Chandon?
Hier ist! Servieren der Frau Gräfin Mutter!
Non lo so!… Non s’è degnata di dirmelo,
gentile signora! Vuole ancora del Moët-Chandon?
Olà!… Servita madama, la Contessa madre!
ADELAIDE
(correndo tutta agitata, verso destra)
Wo ist mein Mann? man suche meinen Mann! Dov’è mio marito?… Si cerchi mio marito!
(Dominik esce rapido da destra per andare in cerca di Waldner)
ADELAIDE
(tornando verso Mandryka)
Lassen Sie sich beschwören! Wo ist Arabella? La scongiuro di dirmi… dov’è Arabella!
MANDRYKA
(con impertinenza)
Das frag‘ ich selber die Frau Gräfin Mutter! Io stesso lo chiedo alla Contessa Madre!
(Waldner appare da destra con Dominik, seguito dai tre signori con i quali stava giocando)
ADELAIDE
O Theodor!
Beschütze deine Frau und deine Tochter!
O, Teodoro!
Difendi tua moglie e tua figlia!
WALDNER
Was geht hier vor? Mandryka, wie benimmst du dich?
in Gegenwart von meiner Frau!
Che avviene qui? Mandryka, qual contegno è il tuo?
in presenza di mia moglie?
MANDRYKA
Genau wie sich‘s gehört!
Ich streife ab den dummen Kerl aus der Provinz
und bin, wie unter wienerischen Grafen sich geziemt!
Setz dich zu uns, sind Mädel da, is Schampus
da,
Teschek! bedien dich!
È il contegno che si conviene!
Io getto le vesti del villano, del provinciale,
e sono gentiluomo fra i suoi pari – comme il faut!
Siedi con noi! Ci sono delle ragazze e del gran
Champagne!
Conte… fa pure!
WALDNER
(faccia a faccia con Mandryka)
Wo ist meine Tochter? Dov’è mia figlia?
MANDRYKA
Ich kann dir leider keine Auskunft geben!
Comtessen scheint es, ziehen manchmal sich zurück
in einem animierten Augenblick.
Ahimé… non posso dirti proprio nulla!
Sembra talvolta che le Contesse si ritirino
in momenti assai animati…

WALDNER
(furibondo, ad Adelaide)
Wo ist das Mädel? wissen will ich wo sie ist! Dov’è la ragazza? Voglio sapere dove sta?
ADELAIDE
Zuhaus. …A casa!
WALDNER
Du weißt es? was soll das bedeuten? Lo sai… di certo? E che diavolo è questo?
ADELAIDE
Ein Einfall! eine plötzliche Melancholie!
eine Caprice! Du kennst ihr Naturell.
Un capriccio… un’improvvisa, profonda tristezza…
un colpo di testa! Sai bene com’è fatta!
WALDNER
Du schwörst, sie ist zuhause? Puoi giurare che ella è a casa?
ADELAIDE
Theodor!
Es handelt sich um dein und meine Tochter!
Teodoro!
Si tratta di tua figlia… e della mia!
WALDNER
Sehr gut. Wir fahren auch nachhause. Augenblicklich.
Du klopfst an ihrer Tür und gibst uns Nachricht
ob sie ganz wohl ist: nur damit wir uns beruhigen.
Sta bene, Ora anche noi andremo a casa – e
sull’istante!
Tu batterai all’uscio per darci nuove della sua salute…
solo per farci stare tranquilli.
(A Mandryka, scuro in volto, con ira)
Dann spreche ich zwei Worte noch mit dir -
darum wirst du die Güte haben, uns begleiten.
Poi dovrò dirti ancora due parole;
perciò spero che sarai così cortese da accompagnarci.
MANDRYKA
Es wird mir eine ganz besondere Ehre sein. Ma pensa, dunque!… Sarà proprio un grande
onore per me!
(s’inchina e offre il braccio ad Adelaide)
WALDNER
(ai suoi compagni di gioco)
Wir spielen augenblicklich weiter im Hotel,
sobald das kleine Mißverständnis da beseitigt ist.
Seguitiamo a giocare in albergo fra un momento,
non appena è chiarito questo piccolo equivoco.
MANDRYKA
(giunto sulla soglia si ferma e volge il capo all’indietro per gridare)
Die Herrn und Damen sind einstweilen meine Le Loro Signorie sono frattanto ospiti miei!
LA FIAKER-MILLI
Eljen! wir sind Ihre Gäste! Urrà! Urrà! Siamo suoi ospiti!
CORO DEGLI INVITATI
Eljen! wir sind Ihre Gäste! Urrà!… Urrà!… Siamo suoi ospiti!
(Gli ospiti levano i loro calici per brindare. Mandryka e Adelaide sono già usciti, preceduti da Welko e Djura; seguono Waldner e i suoi compagni di gioco)
ATTO TERZO
Nell’albergo. Grande vestibolo, con scala che sale per due rampe ai piani superiori. In basso alcuni tavolini con giornali; sedie a dondolo, poltrone. Sul davanti a destra l’edicola del Portiere e l’uscita sulla strada, È notte; il vestibolo è illuminato con lampade a olio.
(Matteo in giubba da servizio, appare all’altezza del primo piano, presso la ringhiera della scala. Egli guarda in basso, come se cercasse qualcuno. Si ode suonare alla porta d’ingresso. Matteo scompare. Il cameriere esce dall’edicola del Portiere e va ad aprire. Arabella entra di ritorno dal ballo, in mantello e cappuccio. Il cameriere si ritira. Arabella muove, a passi lenti, verso la scala. I suoi occhi sono semichiusi; il suo volto ha un’espressione di serena felicità. Essa è ancora cullata dalle musiche del ballo; sorride, e quasi che sognasse ad occhi aperti, si siede nella sedia a dondolo più vicina alla ribalta, e si dondola lievemente, immersa in dolci pensieri.)
ARABELLA
Über seine Felder wird der Wagen fahren
und durch seine hohen stillen Wälder -
ja, zu denen paßt er: hohe stille Wälder.
Und dann werden seine Reiter uns entgegenkommen
»Das ist Eure Herrin«, wird er sagen,
»die ich mir geholt hab«, wird er sagen,
»aus der Kaiserstadt, jetzt aber will sie nimmermehr
zurück,
bleiben will sie nur bei mir in meinen Wäldern.«
Per i suoi vasti campi andrà volando il cocchio;
e per le sue grandi mute selve.
Oh sì: egli è degno di esse, della grandi mute selve!
E poi ci verranno incontro tutti i suoi cavalieri.–
“Ecco la vostra padrona”, – dirà ai suoi fidi, –
“che io presi in sposa” – dirà loro, –
“nell’Imperiale città! Ma ritornarvi ormai più non
vuole:
vuole restare qui con me, nei miei grandi boschi”.
MATTEO
(riappare sull’alto della scala e si china sulla ringhiera. Scorge colei che siede in basso, non può credere che sia Arabella, e mormora fra sé)
Arabella! unmöglich! es ist ja nicht denkbar! Arabella?… Travedo!… Non lo posso credere!
(Arabella si desta dal suo dolce sognare; non vede Matteo, poiché gli volge la schiena; ma sente ormai che non è più sola. Matteo, giunto silenziosamente ai piedi della scala, le muove incontro e la fa un profondoinchino)
ARABELLA
(stupita, ma senza alcuna emozione)
Sie hier? So spät? Lei qui?
(si alza rapidamente in piedi)
So wohnen Sie noch immer hier im Haus? Così tardi? Dunque Ella abita ancora qui in albergo?
MATTEO
(con una tacita segreta allusione)
Sie hier? so muß ich fragen, Arabella! Lei qui?… glielo chiedo io, Arabella!
(avvicinandosi di un passo)
Sie gehst so spät noch einmal aus? È così tardi… e tu vorresti ancora uscire?
ARABELLA
Ich komme heim vom Ball und gehe auf mein
Zimmer. Gute Nacht.
Torno adesso dal ballo e vado nella mia stanza.
Buona notte!
(gli fa breve cenno di saluto e vuole passargli davanti per salire nella stanza)
MATTEO
(con indicibile ironia)
Sie kommen heim vom Ball! Sie gehen auf Ihr Zimmer! Ella torna adesso dal ballo… e va nella sua stanza?…
(fra sé)
Geheimnis eines Mädchenherzens, unergründliches! Mistero d’un cuore di donna… insondabile!
ARABELLA
Ja. Gute Nacht. Was amüsiert Sie da so sehr? Sì, buona notte. Che la diverte tanto, in tutto ciò?
MATTEO
Oh, Arabella! O, Arabella!…
(egli sorride d’un sorriso innamorato, gravido di sottintesi)
ARABELLA
Wenn Sie mir noch etwas zu sagen haben,
dann bitte ich, bei Tag! nicht jetzt, nicht hier!
Se Ella dovesse dirmi ancora qualcosa,
mi parli altrove, di giorno… non ora, non qui!
MATTEO
Noch - etwas? Ich - noch - etwas?
Oh süße Arabella, danken will ich dir
von heute bis ans Ende meines Lebens!
Se io avessi qualcosa… da dirle?…
O dolce Arabella, voglio ringraziarti
da oggi insino al giorno del mio estremo!
ARABELLA
Danken - wofür? Das ist doch alles ein für allemal
vorbei.
Ringraziarmi?… Di che?… Se ormai tutto è
passato e non torna più!…
MATTEO
(Con ironia più accentuata)
Danken? wofür? - die Kunst ist mir zu hoch!
Mir graut vor so viel Virtuosität.
Come?… Che dici?… Non giungo a tanta altezza!
Ho terrore di un sì geniale virtuosismo!
ARABELLA
Was haben Sie? Ma che diavolo dice?
MATTEO
So meisterhaft Komödie spielen, nur um der Komödie willen, Komödie spielen ohne Publikum!
das ist zu viel! das grenzt an böse Hexenkünste!
Recitare con sì grande arte, solo per amor dell’arte;
e recitare senza pubblico!…
Ah, questo è troppo! Questa è la peggiore delle
stregonerie!
ARABELLA
Von allen Ihren Reden da versteh ich nicht ein
Wort,
und somit gute Nacht.
Di tutte queste chiacchiere io non comprendo
proprio un bel nulla!
E con questo buona notte!
MATTEO
(sbarrandole il passo)
Schon gut! jetzt einen Blick noch, einen einzigen,
der mir sagt,
daß du im Innersten die gleiche bist!
Sta bene!… Ed ora uno sguardo ancora, un
solo sguardo che mi dica che tu,
nel tuo intimo sei sempre la stessa!
ARABELLA
Die gleiche? La stessa?…
MATTEO
(con ardore)
Wie vor einer Viertelstunde! La stessa. Sì, la stessa, come un quarto d’ora fa!…
ARABELLA
(ingenuamente)
Vor einer Viertelstunde war ich anderswo! Un quarto d’ora fa – ero lontano da qui!

MATTEO
(con uno sguardo che tradisce un sublime, radioso ricordo)
Vor einer Viertelstunde! ja! da oben! Un quarto d’ora fa! Già… là sopra!…
(la fissa con occhi ardenti)
ARABELLA
(alzando gli occhi al sommo della scala, senza comprendere)
Ich weiß nicht was Sie meinen, und ich möchte
hier nicht länger stehn.
Ignoro ciò che Ella voglia dire; ma non vorrei
restare più a lungo qui.
MATTEO
(con grande violenza)
Das ist zu viel! So kalte Herrschaft über jeden Nerv
nach solchen Augenblicken - das erträgt kein
Mann!
Ich appelliere an den einen Blutstropfen in dir
der unfähig zu heucheln ist!
Ah, questo è troppo! Un tal dominio sopra i propri nervi!
E dopo quei momenti! No, questo non lo sopporta alcuno!
Io faccio appello alla sola goccia del tuo sangue
che sia incapace di fingere!
(la afferra per un braccio)
ARABELLA
Sie sind ja nicht bei sich!
Matteo! Geben Sie den Weg mir frei oder ich rufe!
Ma lei è fuor di senno!…
Matteo! Se non mi fa passare subito, io chiamo gente!
MATTEO
Du könntest einen Mann zum Wahnsinn bringen,
du, so wie niemand auf der Welt!
Bekräftige mit einem einzigen letzten Blick
was zwischen uns gewesen ist dort oben
und nichts auf dieser Welt verlang ich mehr von dir!
Tu potresti spingere un uomo alla follia;
tu… come nessun’altra donna al mondo!
Suggella con un tuo unico, estremo sguardo
ciò che è avvenuto fra noi, lassù;
ed io non voglio chiederti nulla, mai più!
(Il cameriere esce silenziosamente dall’edicola del portiere e va ad aprire la porta)
ARABELLA
Hier kommen Menschen, lassen Sie mich los! Qui viene gente! Dunque… mi lasci stare!
MATTEO
Ich hab‘s geschworen, daß du frei sein wirst von mir,
in deine Tränen, in deine flüsternden Küsse
hab‘ ichs geschworen -
von morgen ab! Ich halte meinen Schwur!
Im Dunkel waren wir, ich habe deine Augen
nicht gesehen:
Gib einen Blick mir jetzt, der alles noch zum
letzten Mal besiegelt,
und du bist frei für immer!
Giurai che tu saresti rimasta libera da me;
io lo giurai tra le tue lacrime e i tuoi sussurranti baci…
e tu lo sarai, sin da domani! Mantengo il mio
giuramento!
Stavamo nell’ombra ed io non ho veduto i tuoi
occhi!…
Or dammi un solo sguardo che suggelli ormai
per sempre quel che fu tra noi…
e per sempre sarai libera!
(Entrano: Adelaide, e dietro di lei Mandryka che si ferma sui due piedi; poi, Waldner; e in ultimo i suoi tre compagni di gioco, che si fermano nella parte semibuia del vestibolo; dietro di loro Welko e Djura)
ADELAIDE
Welch ein erregtes tête-à-tête im Stiegenhaus!
Du hast dich also nicht zurückgezogen?
Mein Kind, was soll das heißen?
Quale animato tête-à-tête ai piedi della scala!
Tu non ti sei ancora ritirata?
Orbene… che vuol dire questo, figliuola mia?
ARABELLA
Aber nichts, Mama. Gar nichts. Nulla, mammà… proprio nulla!
MANDRYKA
(guardando fissamente Matteo)
Ja. Es ist der Verfluchte mit dem Schlüssel. Sì!… È quel maledetto… della chiave!
ARABELLA
(ignara, semplice, per nulla turbata, muove un passo verso Mandryka)
Sie hab ich heut nicht mehr zu sehen vermutet,
Herr von Mandryka!
Oggi io non credevo di rivederla,
signor Mandryka.
MANDRYKA
(cupo, ad Adelaide)
Ich bitte, Gräfin, um Erlaubnis, mich zurückzuziehn! Contessa, voglia consentire che io mi ritiri.
(retrocedendo d’un passo)
Welko! Welko!
WELKO
(accorrendo)
Der Gospodar hat ihn erkannt? Il Gospodar l’ha ravvisato?
MANDRYKA
Du packst. Wir fahren mit dein ersten Zug nachhaus. I bagagli! Torniamo a casa mia col primo treno!
ARABELLA
(accostandosi a Mandryka)
Hier ist nichts, das Sie anginge, Mandryka.
Ich komm nachhaus, begegne diesem Herrn.
Das ist ein alter Freund von uns. Darüber alles
erzähl ich Ihnen später, wenn Sie wollen.
Qui non v’è nulla che possa offenderla, Mandryka.
Io vengo a casa e incontro qui il signore
che è un nostro vecchio e buon amico. – Ma
tutto questo glielo voglio narrare dopo, se permette.-
MANDRYKA
Ich bitte wirklich sehr, mich zu entschuldigen! La prego di scusarmi… se io mi allontano!
(fa l’atto di andare via)
ADELAIDE
Oh Wien! du Stadt der Medisance und der Intrige! O Vienna, Città della maldicenza e dell’intrigo!
(rivolta a Matteo)
Sie Unglückseliger! Scompaia, misero!
WALDNER
(trattenendo Mandryka)
Du bleibst noch einen Augenblick!
Es scheint, daß hier noch Mißverständnisse geblieben sind!
Tu, resta ancora un attimo.
Mi pare che qui sussistano tuttora degli equivoci.
(ad Arabella)
Ich frage dich, mein Kind! Wo kommst du her?
Hat der Herr Leutnant dich vom Ball nachhaus begleitet
mit deiner Zustimmung?
Ma dimmi, figlia mia, donde vieni?
Forse il tenete ti ha ricondotta a casa dal ballo?
Col tuo consenso?
ARABELLA
Papa, so schau mir ins Gesicht!
Kann ein Verrückter alle närrisch machen auf
eins zwei?
O papà… ma guardami in volto!
Può dunque un pazzo fare ammattire tutti d’un
colpo?
WALDNER
Du hast mir nichts zu sagen? Non hai da dirmi nulla?
ARABELLA
Aber wirklich nichts,
als was du ohnehin schon weißt, Papa,
seit heute abend. Oder weißt du etwa nicht?
Proprio nulla,
tranne quello che ormai t’è noto, mio buon papà,
da questa sera… o non sai nulla tu ancora?
WALDNER
Da bin ich sehr erleichtert. Ora sono più tranquillo!
(bacia Arabella sulla fronte. A Mandryka)
Also bitte!
Es ist nichts vorgefallen! aber gar nichts!
Schwamm drüber über alle Aufregung und gute Nacht!
Dunque ti prego…
Non è successo proprio nulla… proprio nulla.
Credimi: un buon colpo di spugna, e buona notte!
(ai giocatori)
Ich bitte dort hinein. Wir spielen sofort weiter. In quel salotto… poi riprendiamo subito il gioco.
MANDRYKA
(muove verso Arabella e parla soltanto a lei)
Ich werde helfen, soviel Geld und guter Wille
helfen kann,
vertuschen diese häßliche Komödie,
da ich die Rolle nicht geeignet bin zu spielen,
die Sie mir haben zugedacht, mein Fräulein.
Farò di tutto, coi miei mezzi e col miglior volere
– pur di troncare questa ignobile commedia;
poiché non sono tagliato davvero a recitare la
parte
che Ella mi vuole assegnare, signorina!
ADELAIDE
O dreimal unglückselige Begegnung! O incontro ben tre volte fatale!
MANDRYKA
(scostandosi da Arabella, fra sé)
Nein, -nein, wie ist das möglich! nein, wie kann
das möglich sein!
No, no!… Com’è possibile… come può essere
possibile, ciò?
WALDNER
Jetzt keine Arien, wenn ich bitten darf! Poniamo fine a queste chiacchiere!
ARABELLA
(soltanto a Mandryka)
Mandryka, hören Sie, so wahr ein Gott im
Himmel ist,
so haben Sie mir nichts hier zu verzeihen!
Viel eher muß ich Ihnen, wenn ich kann, verzeihen,
was Sie zu mir geredet haben und in welchem
Ton!
Mandryka, mi ascolti, dunque! Le giuro nel
nome di Dio, che è su nel Cielo,
che Ella non ha nulla da perdonarmi!
Piuttosto, se lo potessi, io dovrei perdonarle
quello che Ella mi ha detto, pur ora… e il tono
con cui l’ha detto!
MANDRYKA
(puntando su Matteo uno sguardo torvo e cattivo)
Ich müßte blind sein und hab leider scharfe Augen,
ich müßte taub sein und hab leider gute Ohren,
und müßte schwach im Kopf sein -dann vielleicht,
daß ich das Individuum dort nicht erkennen täte
und nicht verstünde, was hier für ein Spiel
gespielt wird bei der Nacht!
Dovrei essere cieco e, purtroppo ho buona vista;
e dovrei essere sordo, mentre invece ho buoni orecchi;
se io fossi un imbecille, potrebbe darsi
che io non sapessi più distinguere quel gentil messere;
e non capissi a qual gioco si giochi, stanotte, in
questo luogo.
MATTEO
(ferito dalla insultante provocazione che egli legge nello sguardo e nell’atteggiamento di Mandryka)
Mein Herr, falls Sie hier irgendwelche Rechte
besitzen, wenn auch erst seit kurzer Zeit -
ich stehe zur Verfügung!
Signore! Se Ella vanta qualche suo diritto
su costei, sia pure da poco tempo,
sono a sua disposizione!
ARABELLA
(frapponendosi fra i due, volta a Matteo)
Ja, alle Rechte besitzt dieser Herr: denn er ist
mein Verlobter!
und Sie besitzen das leiseste nicht, auch nicht
einen Schatten von Rechten!
Sagen Sie selber!
Sì; quel signore ha tutti i diritti perché è il mio
fidanzato;
mentre Lei non ha alcun diritto… neppure l’ombra
di un diritto! Comprende? –
Dica lei stesso!

MATTEO
(reticente, con intenso tormento)
Nein. Keines - No!… Nessuno!
ARABELLA
(a Mandryka)
Sie hören. Ha udito?
MANDRYKA
Hätten Sie den Herrn ausreden lassen!
Ein kleines Wort war ihm noch auf der Zunge -
“Nein keines - außer” hat er sagen wollen
und hat es schnell verschluckt
Ich aber hab es grade noch gesehn auf seinen
Lippen.
Ah, se l’avesse lasciato dire!…
Aveva ancora sulla lingua una parola:
“No, nessuno… tranne…” ei voleva dire…
e poi se l’ingoiò!
Ma io l’ho ben scorta, ancora quella paroletta,
sul suo labbro!
ARABELLA
Matteo, nie hab ich für niedrig Sie gekannt!
Was tun Sie jetzt an mir - !
Sie wollen mich aus Trotz vor aller Welt kompromittieren!
Sie wollen meine Heirat mir verderben!
Matteo! Io non La ho mai creduta di animo basso!
Ma dunque… che vuol fare di me?…
Mi vuole compromettere davanti a tutti per un
puntiglio?
Vuol mandare a monte il mio matrimonio?
ADELAIDE
Unseliger Intrigant! so will er die Hand meines
Kindes erschleichen!
Oh l’ignobile intrigante! Egli cerca di estorcere
così la mano di mia figlia!
MANDRYKA
(muovendo un passo verso Matteo)
“Außer - “! Heraus mit der verschwiegenen
Wahrheit!
“Tranne” – Ma parli dunque; e non nasconda
oltre il vero!
MATTEO
(con fermezza)
Kein Wort! Kein Wort! Non ho che dire!
MANDRYKA
(ad Arabella)
“Außer den Rechten,” hat er sagen wollen -
“die diese Nacht verliehen hat!”
Versuchen Sie, vielleicht zu Ihnen ganz allein
wird er ein Wörterl drüber sagen!
“Tranne i diritti” – egli voleva dire –
“che questa notte mi ha elargiti!” –
Orsù!… provi Lei; può darsi che egli
Le dica alfine, una parolina a tal riguardo!
ARABELLA
(a Matteo)
Haben Sie
vor diesem Herrn mir etwas noch zu sagen?
Ha Ella ancora
qualcosa da dirmi, davanti a questo signore?
MATTEO
(chinando il capo)
Nein. No!
MANDRYKA
(a Matteo)
Ich gratuliere Ihnen, Herr Leutnant,
zu Ihrem Glück bei schönen Mädchen und zu
Ihrer Diskretion.
Die beiden sind gleich groß.
Le faccio i miei complimenti, signor Tenente
per la sua fortuna con le belle donne e per la
sua discrezione…
che sono, del pari, grandi!
ARABELLA
(a Waldner)
Hast du gehört, Papa! Hai dunque udito, babbo?
WALDNER
Mandryka, dafür wirst du Rechenschaft mir geben!
Wo sind meine Pistolen? Was – verkauft? O Sakrament!
Ich werd‘ mir andere zu verschaffen wissen.
Mandryka, dovrai rendermi conto di tutto questo!
Dove sono le mie pistole?… Che? Vendute? Perdinci!
saprò ben io procurarmene della altre!
ARABELLA
(rimane immobile, con una espressione di profondo dolore nel volto)
Soll alles gehen wie es will, das Leben ist nichts wert!
Was ist an allem in der Welt, wenn dieser Mann
so schwach ist und die Kraft nicht hat an mich zu glauben - und mich dahingibt wegen eines Nichts!
E vada tutto come vuole! La vita non vale nulla!
Quale valore può avere la vita se quest’uomo
è un debole che non ha la forza di credere in me
e m’abbandona così, per un nonnulla!
I CLIENTI
(al sommo della scala)
Wie? Kennen Sie sich aus? Welcher hat wen erwischt?
Was? Sie hat fort gewollt? Wie mit dem Leutnant?
Beh!… Che ci ha capito Lei?… Chi è stato preso in trappola?
Che?… Essa voleva scappare?… Come?… Col Tenente?
ADELAIDE
(muovendo con un gran gesto teatrale verso Waldner)
Nein, dieser junge Mensch ist es nicht wert
vor dein Pistol zu kommen, Theodor!
das ist die niederträchtige Kabale
des abgewiesenen Freiers, und nichts weiter!
No!… Questo bell’arnese non è degno
di esporsi alle tue pistole, Teodoro!
Questo è il consueto vile ricatto
del pretendente respinto… e non altro!
WALDNER
Von dem da redet niemand. Der Mandryka -
der ist Genugtuung mir schuldig.
Chi parla di costui? È Mandryka
che deve darmi soddisfazione!
MATTEO
Ich bin allein der Schuldige. Ich nehme jedes
Wort zurück
und jeden Blick! Mißdeutet hat man alles.
Ich habe nichts von dem gemeint, was Sie zu
hören glaubten.
Wenn jemand Strafe hier verdient hat, so bin ichs.
Io sono il solo colpevole. Ritiro ogni mia parola
ed ogni sguardo. Qui tutto fu falsato;
non ho inteso dire nulla di quanto loro hanno
creduto di udire.
Se qui v’è qualcuno da punire, quello sono io.
WALDNER
(con asprezza)
Eintunken und reinwaschen wiederum in einem
Atem
das war zu meiner Zeit nicht Brauch bei Offizieren
Mi sembra che il dir male di una persona, e poi
ritrattarsi d’un fiato,
non fosse d’uso, ai miei tempi, fra gli Ufficiali!
MANDRYKA
(parlando soltanto ad Arabella)
Der junge Mensch benimmt sich brav wie möglich.
Es wäre an der Zeit, daß Sie auf ihn
ein biss‘l Rücksicht nehmen täten, schönes Kind.
Gestehn Sie mir die Wahrheit, mir allein!
Es ist Ihr Liebhaber! Ich werde alles tun -
Sie können sich auf mich verlassen, Arabella!
Quel bravo giovane si porta in verità del suo meglio.
Sarebbe giusto, io credo, che Ella volesse
usargli alfine qualche riguardo, mia cara bimba!
Suvvia! La verità la confessi a me:
costui è il Suo amante! Voglio fare quanto potrò.
Lei sa bene che può fidarsi di me, Arabella!
ARABELLA
(guardandolo con fermezza)
Bei meiner Seel‘ und Seligkeit, Mandryka,
die Wahrheit ist bei mir!
Le giuro qui sull’anima mia e sulla mia pace
eterna, Mandryka, che il Vero è con me!
MANDRYKA
Nicht deine Seele so verschwören, Mädel!
Mir tut das Herz zu weh um dich!
O, non giocarti così leggermente l’anima, bimba mia!
Mi piange proprio il cuore per te!
(fra sé)
O Gott, was tust du mir für eine Schande an
durch dieses Weib!
O Dio, perché mi infliggi una tanta umiliazione a
causa di costei?
(volgendosi di nuovo ad Arabella, piano)
Wenn ich den Buben doch gesehen hab,
wie er den Schlüssel ihm hat übergeben zu
Ihrem Zimmer.
Ma se io l’ho visto, quel monello,
mentre passava a costui la segreta chiave della
sua stanza!
ARABELLA
Was für einen Buben? Quale monello?
MANDRYKA
Den Buben, Ihren groom, den Sie geschickt! Quel “groom” che Ella mandò con quella chiave!…
ARABELLA
Den Zdenko? Mein Gott! oder wen? Zdenko?… O chi mai… Santo Iddio?…
MANDRYKA
Aha! Ich will, daß Sie gestehen! mir allein! Aha! Io voglio che Ella confessi, e a me solo!
ARABELLA
(fra sé)
Ist denn die Hölle gegen mich verschworen! L’inferno dunque congiura contro di me?
MANDRYKA
Soll ich den Menschen dort, der mir mein
Leben ruiniert hat,
soll ich ihn schonen als Ihren Geliebten?
Reden Sie!
Quel miserabile che m’ha
distrutto la vita…
debbo io risparmiarlo quale Suo amante?
Dunque… parli!
ARABELLA
Die Wahrheit ist bei mir, Mandryka, nur die Wahrheit,
denn alles sonst - das seh‘ ich ja - ist gegen mich.
Il vero sta con me, Mandryka! Solo il Vero;
che tutto il resto – ben lo vedo – è contro di me!
MANDRYKA
Zum letzten Mal! Willst du heiraten dort den Menschen
mit dem du hast das süße Stelldichein gehabt
nach unserer Verlobung zehn Minuten!
Per l’ultima volta! Vuoi sposare tu quell’uomo
col quale avesti un dolce tête-à-tête,
solo pochi istanti dopo il nostro convegno?
ARABELLA
Ich habe nichts zu antworten, Herr von Mandryka,
auf Ihre Fragen.
Io non ho nulla da rispondere alle Sue domande,
signor von Mandryka!
(lo pianta in asso e si allontana)
MANDRYKA
(con rabbia)
Auch gut. Aufsperren laß dir eine Waffenhandlung,
Welko,
soll kosten was es will, ich brauche Säbel!
zwei schwere Säbel, scharfgeschliffene!
Sofort hierher! und einen Doktor laß aufwecken,
sonst brauch ich nichts. Dort ist der Wintergarten.
Fa niente! Welko!… Va, corri e fatti aprire un
negozio d’armi!
Costi pure quel che vuole… Ho bisogno di sciabole!
Di due sciabole pesanti, ben affilate!
Subito qua! E fa svegliare un medico.
Non m’occorre altro, C’è il “Giardino d’Inverno” laggiù.
(con una mezza mossa verso Matteo)
Wir werden ohne Zeugen alles schon zu Ende bringen. Ce la caveremo lo stesso, anche senza testimoni.
(Egli toglie dal taschino del panciotto il suo portasigari; e dopo breve riflessione, offre un sigaro a Matteo, che lo rifiuta; indi accende il suo)

MANDRYKA
(ai curiosi che guardano giù dall’alto della scala)
Die Herrschaften vielleicht gestatten uns
allein zu bleiben bis dahin.
Lorsignori ci consentiranno, forse,
di restare soli fino a quel momento.
(Egli fuma. Attesa grave di imbarazzo)
VOCE DI ZDENKA
(dall’alto della scala)
Papa! Mama! Papà… Mamma!…
(tutti guardano in su)
ZDENKA
(in negligé, con i capelli sciolti – vera fanciulla, questa volta – vien giù precipitosamente dalla scala, corre incontro al padre e gli si getta davanti in ginocchio)
Papa! Papà!
ADELAIDE
(coprendo pudicamente Zdenka con la sua mantiglia)
Zdenka! Was für ein Aufzug! welche Schande! Zdenka!… Che tenuta è questa! Che vergogna!
ARABELLA
(a Zdenka)
Was ist geschehen! Zdenkerl! Red. Ich bin bei dir. Dimmi, che avvenne, cara?… Rispondi! Io son con te!
ZDENKA
Nur schnell Adieu sag ich euch allen. Ich muß fort.
Ich muß ja in die Donau noch bevor es Tag wird.
Un solo istante voglio salutarvi! Devo andare.
Mi getto nel Danubio prima che sia giorno!
WALDNER
Was soll das heißen? Ch’è mai codesto?
I CLIENTI
(mormorando)
Wer ist wieder dieses hübsche Mädel? Ma questa bimba, donde viene?
MANDRYKA
(tra sé)
Ich hab doch das Gesicht schon heute wo
gesehn!
Questa faccia l’ho già vista, quest’oggi, in qualche
luogo!
ZDENKA
(ai genitori e ad Arabella)
Verzeiht‘s mir alles nur - und laßt‘s mich fort!
Ich schäm‘ mich so - ich sterb‘ vor Scham - so
laßt‘s mich fort!
Vor Sonnenaufgang schon muß ich drin liegen - tief -
nachher dann werden alle mir verzeihn, auch
der Papa!
Vogliate perdonarmi… ed ora lasciatemi!
O, quale vergogna!… Mi sento morire! lasciatemi!
prima che sorga il sole, io dovrò giacere
laggiù… nell’acqua fonda!
E allora tutti vorranno perdonarmi, … anche il
babbo!
ARABELLA
(Abbracciandola affettuosamente e traendola a sé)
Du bleibst bei mir. Und was dir auch geschehen ist,
an dir ist nichts geschehen, daß man dich
weniger lieb müßt haben!
Tu starai con me. Se qualcosa ti è successo, di certo
non è tale che, sol per questo, ti si debba
amare di meno!
ZDENKA
(indicando Matteo)
Er ist unschuldig. Er hat nichts gewußt.
Nur ich allein -
Egli non ha colpa! Non poteva sapere…
sono io sola che…
ADELAIDE
(a Zdenka)
Schweig, unglückseliges Kind!
Schweig bis ans Grab!
Taci, infelice figlia!…
Taci fino alla tomba!
WALDNER
(ad Adelaide)
Schweig du sofort, und reden laß das Mädel!
Da habt ihr jetzt den Lohn von euren Maskeraden.
Ora taci tu, e fa parlare la bimba!
L’avete, adesso, il premio delle vostre pagliacciate!
ZDENKA
(ad Arabella)
Nur dir kann ich es sagen, dir nur, dir allein! A te sola posso dirlo; solo a te, mia cara!
ARABELLA
Ich bin bei dir, ich laß dich nicht im Stich, ich
bin bei dir!
Io sono con te, né penso di abbandonarti. Io
sono con te!
ZDENKA
(stringendosi ad Arabella)
Er hat geglaubt, daß du es bist! ich hab‘s getan
aus Angst um ihn, Bella, verstehst du mich!
Er weiß ja jetzt noch nicht, daß ich es war!
Egli ha creduto che fossi tu! Ho fatto ciò
per pietà di lui, Bella… comprendi?…
Non sa neppure adesso che sono stata io!
(con angoscia)
Matteo! Matteo!
MATTEO
Welche süße Stimme ruft mich an? Qual dolce voce mi chiama?
ZDENKA
(pudibonda)
Die Stimme der Betrügerin, Matteo!
Dein Freund, dein einziger, dein Zdenko ruft zu dir!
Ich bin ein Mädchen, o mein Gott, ich war ja nie
was andres!
La voce di chi ti ha ingannato, Matteo!
Il tuo amico, il solo, il tuo Zdenko ti sta davanti!
Io sono donna, ahimè; né sono mai stata altro!
MATTEO
O du mein Freund! Du meine Freundin! Du mein Alles! O, caro amico!… O, dolce amica! Angelo mio gentile!
ZDENKA
Dich muß ich um Verzeihung bitten, dich und sie
euch beide - o mein Gott!
A te devo chiedere venia, adesso; a te e a lei…
ad entrambi… Gesù mio!
(si copre il volto con le mani)
ARABELLA
(a Zdenka)
Wenn zu viel Liebe um Verzeihung bitten muß,
so bitte ihn halt um Verzeihung!
Se tanto amore deve farsi perdonare…
allora digli che ti perdoni!
(la stringe a sé e la bacia)
MATTEO
Im Zimmer war‘s zu finster, deine Stimme hab
ich nicht gehört -
und doch ist mir als hätt‘ ich es geahnt
von Anfang an, o süßer kleiner Zdenko!
Là dentro era buio e non ho udito la tua cara
voce;
eppure mi sembra di avere avuto
come un presentimento, o mio piccolo caro Zdenko!
(Zdenka lo guarda teneramente, ma resta avvinta ad Arabella)
MANDRYKA
(fra sé)
Das Mädel war der groom! Ich möcht‘ in Boden sinken!
Wie soll sie jemals mir verzeihen können
wo ich mir selber nicht verzeihen kann!
Quella bimba era il “groom”! Vorrei scomparir sotto terra!
Potrebbe essa perdonarmi,
se io… se io stesso non mi so perdonare?
(Welko viene da destra, recando sottobraccio due sciabole da cavalleria. Dietro di lui Djura, con una cassetta contenente due pistole; indi subito il medico. Mandryka li vede, fa loro cenno di rimanere indietro; essisi fermano a destra)
WALDNER
(li ha visti anch’egli. Con la fredda decisione del giocatore)
Sehr gut. jetzt habe ich mein richtiges vis-à-vis.
Die Sache geht allein den Vater an.
Sta bene! Ora ho di fronte l’obiettivo giusto!
L’affare riguarda solo il padre.
I TRE GIOCATORI
Oho! oho! O, senti… senti…
MANDRYKA
(senza badare a Waldner, parla solo ad Arabella)
Wie stehe ich vor Ihnen, Arabella!
Ich weiß: nicht einen Blick von Ihnen bin ich
wert mein Leben lang!
So wie ein Tölpel, mit den beiden Fäusten da,
hab ich gemeint, man dürfe greifen nach dem
allergrößten Glück!
und bin unwert geworden - so im Handumdrehn.
Und jetzt bleibt Reue und Mich-schämen bis an
meinen letzten Tag.
Ah… non oso guardarvi, Arabella!
Ahimè, non sono più degno d’un solo vostro
sguardo, finché vivo!
Come un gaglioffo, io credei di poter ghermire,
con rozze mani, la più sublime tra le gioie della vita;
e in un sol batter d’occhio, me ne sono reso
indegno;
e non mi resta altro che rimorso e vergogna,
sino alla morte!
ARABELLA
(a Zdenka, senza badargli)
Zdenkerl, du bist die Bess‘re von uns zweien,
du hast das liebevollere Herz, und nichts ist da für dich
nichts in der Welt, als was dein Herz dich heißt zu tun.
Ich dank dir schön, du gibst mir eine gute Lehre
daß wir nichts wollen dürfen, nichts verlangen,
abwägen nicht und markten nicht und geizen nicht,
nur geben und lieb haben immer fort!
Cara Zdenka, tu sei la migliore di noi due.
Il tuo cuore è pieno di affetto; e non esiste nulla,
nulla per te, tranne ciò che il cuore ti sa dettare.
Ti sono grata! Mi dai una ben degna lezione:
che non dobbiamo volere né chiedere nulla;
né soppesare, né fare mercato, né essere avari;
ma dare e amare senza posa!
(nel dire ciò ella non rivolge per nulla a Mandryka lo sguardo della riconciliazione che egli così ardentemente attende e che metterebbe tutto a posto.)
ZDENKA
Wie sanft du zu mir sprichst! du bist nicht bös auf mich!
Du bist so unaussprechlich gut, ich kenn‘ dich
wie dich keiner kennt,
und immer möcht‘ ich alles dir zu liebe tun -
und nur verschwinden hätt‘ ich mögen still
und euch nicht kränken! aber du verstehst mich, du,
und wirst mich nicht verlassen, was auch jetzt
noch kommt!
Con quale bontà mi parli! Non sei in collera con me?
Il tuo cuore è senza fine, buono! Leggo in te
come nessun altro al mondo;
e vorrei fare sempre quello che più ti aggrada;
perciò avrei voluto sparire, quieta, quieta,
senza crucciarvi! Tu però mi intendi;
e non vorrai abbandonarmi qualunque cosa
accada!
MANDRYKA
(fra sé, incerto, titubante)
Was jetzt noch kommt - Checché accada?…

ADELAIDE
O Gott! o Übermaß der Schande!
Oh wäre dieser Abend nie gewesen!
Das hat keine Prophetin uns vorausgesagt!
O, Cielo! Oh, colmo di vergogna!
Non fosse mai spuntata questa notte!
No! nessuna veggente mi ha predetto questo!
WALDNER
(con fermezza)
Was jetzt noch kommt, das ist ganz klar! Quello che verrà è chiaro, ormai!
(Muove un passo deciso in avanti, fissando lo sguardo sulle pistole)
ARABELLA
(a Zdenka)
Was immer kommt, ich bin bei dir! Per ogni evento, io sono con te!
MANDRYKA
(con lo sguardo fisso su Arabella, oppresso)
Was jetzt noch kommt - Per ogni evento?!…
ZDENKA
(con angoscia)
Papa! Papà!
MATTEO
Engel vom Himmel,
da sei Gott vor, daß dich die Welt beschmutzen dürfe!
Angelo del Cielo!
Non voglia Dio che il mondo macchi la tua purezza!
MANDRYKA
(ancora più oppresso)
Was jetzt noch kommt - Quello che ancora verrà!…
(Si volge come per andar via)
ARABELLA
(piano, di sopra la spalla di Zdenka)
Mandryka! Mandryka!
(essa alza la mano)
MANDRYKA
(precipitandosi sulla mano di Arabella)
Ich bin nicht wert solche Verzeihung! Io non sono degno del vostro perdono!
ARABELLA
Still Mandryka!
Wir sprechen jetzt nichts mehr. Wir haben jetzt
vergessen, was uns hier geschehen ist!
Es war nicht unsere Schuld.
Wir wollen allen guten Willen haben,
für das was jetzt noch kommt!
Taccia, Mandryka!
Perché parlare ancora? Abbiamo dimenticato,
ormai, quello che oggi ci avvenne qui.
La colpa non fu nostra.
Vogliamo tutti attendere con fiducia
quello che ancora ci serba il Destino?
MANDRYKA
Für das was jetzt noch kommt? Quello che ancora ci serba il destino?…
(egli afferra con rapida decisione la mano di Matteo e conduce quest’ultimo verso Waldner)
Brautwerbung kommt!
Mit diesem Herrn da trete ich vor Ihnen, hochgeborener
Herr,
verneige mich und bitte vor für ihn als meinen Freund,
daß Sie die Hand nicht weigern ihm von diesem
jungen Fräulein.
Un pretendente!
Con questo signore vengo d’innanzi a voi,
molto nobile Conte;
a Voi m’inchino e V’esorto, in suo nome, quale
suo amico,
perché negargli non vogliate la mano di vostra figlia:
(Waldner fa un atto di ripulsa)
Nicht weigern ihm was große Liebe ihm verliehen
hat!
Non vogliate negare a lui, Signore, quello che
Amore ha già concesso!
ZDENKA
(debole)
Matteo! oh, Papa! was ist das alles?
muß ich nicht fort?
Matteo!… Papà!… Che cosa è tutto questo?
Non debbo andare?…
ARABELLA
Du mußt jetzt glücklich sein wie du‘s verdienst! Sarai felice, ormai, perché ne sei degna!
WALDNER
(commosso, la bacia)
So wein nicht, Kleine. Non piangere, bimba!
(a Matteo)
Reichen Sie mir Ihre Hand, mein Herr. Porga a me, Signore mio, la Sua mano.
(porge la mano a Matteo)
ADELAIDE
Oh Theodor, welch eine Wendung! O, Teodoro, qual colpo di scena!
WALDNER
Kolossal! Colossale!
ADELAIDE
(fra le lacrime)
Oh Theodor! Oh, Teodoro mio!
WALDNER
(abbraccia fuggevolmente Adelaide e si volge indi subito ai giocatori)
Ich stehe zur Verfügung, meine Herrn! A loro disposizione, miei signori!
(esce rapidamente, dirigendosi verso il Giardino d’inverno; i giocatori lo seguono)
I CLIENTI
(mormorando fra loro)
Wir gehen schlafen. jetzt passiert nichts mehr. Andiamo a letto. Non succede più nulla!
(vanno in cerca delle loro stanze)
ARABELLA
(a Adelaide, accennando a Zdenka)
Führ sie hinauf, Mama. Conducila su, mammà.
(Mandryka muove un passo verso Arabella)
Wir sprechen jetzt nichts mehr,
bis wieder heller Tag ist! Meinen Sie nicht auch?
Ora non parliamo più
finché non spunti il giorno! Non sembra anche a Lei?
(Adelaide e Zdenka salgono su per la scala che conduce al piano superiore)
ZDENKA
(Teneramente)
Matteo! Matteo!…
ARABELLA
(guardando su, verso Zdenka)
Geh nur, er kommt morgen früh.
Dann hast du ihn für immer.
Vai pure! Egli tornerà domani,
e poi sarà tuo per sempre!
(Matteo scompare. Mandryka rimane incerto in un’attesa penosa)
ARABELLA
(a Mandryka, con leggerezza)
Kann Ihr Diener
im Hof zum Brunnen gehn und mir ein Glas
recht frisches Wasser bringen dort hinauf?
Può mandare il suo servo
al fonte perché mi porti un bicchiere
d’acqua lassù?
(Welko ode e parte come un fulmine)
Ich glaub‘ es täte mir ganz gut! Io credo che mi farebbe bene, dopo un tale
trattenimento.
(sale su per la scala)
MANDRYKA
(la segue con l’occhio sino a che è giunta su in alto. Qualche altro lume è stato spento; ora s’è fatto alquanto più buio)
Sie gibt mir keinen Blick, sie sagt nicht Gute Nacht,
sie läßt mich stehn und geht. Hab ich was
anderes verdient?
Was ist verdient auf dieser Welt? Verdient ist nichts,
Stockprügel sind verdient für einen Kerl wie mich -
aber geschenkt hätt‘ ich gern einen Blick
genommen -
so einen halben Blick!
Neppure un solo sguardo… neppure la “buona notte”!
Mi lascia in asso… e se ne va! Ho meritato di
meglio?
Che ci si merita nel mondo? Ahimè! proprio nulla!
Nerbate, si merita un bestione come me!…
Ma avrei gradito volentieri un solo sguardo…
diciamo…
almeno un mezzo sguardo!
(Welko ritorna recando su una guantiera un bicchiere d’acqua; e rivolge uno sguardo interrogativo a Mandryka)
MANDRYKA
Geh nur hinauf! Va pure su!
(Welko sale al primo piano)
Sie hat gar nichts gemeint, als ein Glas Wasser haben
und Ruh vor meinem Anblick. Oder spotten hat
sie wollen,
vielleicht - ? Wenn sie nur spottet wenigstens,
ist‘s doch schon eine Gnade, eine unverdiente,
das weiß Gott!
Ella non ha voluto altro se non un bicchiere
d’acqua fresca…
e non vedermi più! – O ha voluto dileggiarmi?
Chissà?… Se mi dileggia, per lo meno
è già una vera grazia… una grazia immeritata…
Dio lo sa!
(Arabella appare sull’alto della scala; guarda giù in basso per vedere se Mandryka c’è ancora. Allorché lo scorge, il suo volto s’illumina tutto. Ella prende la guantiera col bicchiere, e scende la scala reggendo l’una e l’altro fra le mani. Welko la segue. Mandryka si volta e vede Arabella che scende lentamente e solennementegiù per la scala; e retrocede d’un passo, vinto da una lieta emozione)
ARABELLA
(soffermandosi sull’ultimo gradino)
Das war sehr gut, Mandryka, daß Sie noch
nicht fortgegangen sind -
Das Glas da habe ich austrinken wollen ganz allein
auf das Vergessen von dem Bösen, was gewesen ist
und still zu Bett gehn, und nicht denken mehr
an Sie und mich,
bis wieder heller Tag gekommen wäre über uns,
Dann aber, wie ich Sie gespürt hab hier im
Finstern stehn
hat eine große Macht mich angerührt
von oben bis ans Herz
daß ich mich nicht erfrischen muß an einem Trunk:
nein, mich erfrischt schon das Gefühl von
meinem Glück,
und diesen unberührten Trank kredenz‘ ich
meinem Freund,
den Abend, wo die freie Mädchenzeit zu Ende
ist für mich.
Ha fatto bene, Mandryka, a rimanere ancora un
poco qui.
Volevo dapprima bere io sola questo bicchiere,
per obliare tutto il male che soffrimmo insieme;
e andarmene zitta zitta a letto e non pensare
più né a lei, né a me,
finché non fosse sorto il nuovo giorno sul
nostro capo.
Ma poi, quando m’accorsi che Ella stava
immoto, al buio,
una gran forza m’ha ghermito a un tratto
dal capo fino al cuore;
e allora m’è parso inutile il dissetarmi;
perché mi ristora già il sapere che io sono
felice;
e questa intatta bevanda io la offro al mio
amico,
la sera in cui l’età virginale ha fine.
(Ella scende l’ultimo gradino e gli porge il bicchiere. Welko, rapido, le toglie abilmente la guantiera dalle mani e scompare)
MANDRYKA
(bevendo l’acqua d’un sorso e tenendo alto il bicchiere nella destra)
So wahr aus diesem Glas da keiner trinken wird
nach mir,
so bist du mein und ich bin dein für ewige Zeit!
Sì, come è vero che nessuno berrà da questa
coppa dopo di me,
tu sei mia e io sono tuo per l’eternità!
(egli lancia lungi da sé il bicchiere che va ad infrangersi sui gradini di pietra della scala)
ARABELLA
(È risalita sul primo gradino della scala e gli pone ora una mano sulla spalla)
Und so sind wir Verlobte und Verbundene
auf Freud und Leid, und Wehtun und Verzeihn!
Così noi siamo, alfine, promessi e uniti nella
gioia e nel dolore e uniti nel perdono!
MANDRYKA
Auf immer, du mein Engel, und auf alles was da
kommen wird!
Per sempre, Angelo mio; e per quello che
ancora accadrà!
ARABELLA
Und du wirst glauben - ? Avrai tu fede in me?
MANDRYKA
Du wirst bleiben wie du bist? E resterai tu qual sei?
ARABELLA
Ich kann nicht anders werden, nimm mich wie
ich bin!
Non posso ormai più mutarmi… Prendimi quale
io sono!
(essa gli si abbandona nelle braccia, egli la bacia; essa si libera rapidamente dal suo abbraccio e corre su per la scala. Mandryka la segue amorosamente con lo sguardo)
FINE DELL’OPERA
(Versione ritmica italiana di Ottone Schanzer)

I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.

Ultimo aggiornamento 25 ottobre 2017
html validator  css validator


Questo testo è stato prelevato sul sitohttp://www.flaminioonline.it. ed è utilizzabile esclusivamente per fini di consultazione e di studio.
Le guide all'ascolto sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note e quindi ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.