Glossario
Guida all'ascolto



Vier letzte Lieder (Quattro ultimi canti) per soprano e orchestra


Testo delle parti vocali (nota 1)

FRÜHLING PRIMAVERA
In dämmrigen Grüften
Träumte ich lang
Von deinen Bäumen und blauen Lüften,
Von deinem Duft und Vogelsang.

Nun liegst du erschlossen
In Gleiss und Zier,
Von Licht übergössen
Wie ein Wunder vor mir.

Du kennst mich wieder.
Du lockst mich zart.
Es zittert durch all meine Glieder
Deine selige Gegenwart!
Al crepuscolo, tra i sepolcri,
ho sognato a lungo
dei tuoi alberi e dei cieli azzurri,
del tuo profumo e del canto degli uccelli.

Ora sei qui ed appari
ricca di splendori e dolcezze,
soffusa di luce
come un miracolo di fronte a me.

Tu mi conosci ancora una volta,
tu mi attrai teneramente
vibra in tutte le mie membra
la tua beatificante presenza!
(Hermann Hesse)

SEPTEMBER SETTEMBRE
Der Garten trauert,
Kühl sinkt in die Blumen der Regen.
Der Sommer schauert
Still seinem Ende entgegen.

Golden tropft Blatt um Blatt
Nieder vom hohen Akazienbaum.
Sommer lächelt erstaunt und matt
in den sterbenden Gartentraum.

Lange noch bei den Rosen
Bleibt er stehen, sehnt sich nach Ruh.
Langsam tut er die [grossen]
Müdgewordenen Augen zu.
Il giardino è in lutto,
fredda cola tra i fiori la pioggia.
L'estate rabbrividendo
s'avvia in silenzio verso la fine.

A foglia a foglia l'oro cade
a terra, dall'alto albero d'acacia.
L'estate sorride stupita e languida
nel sognante giardino che trascolorando muore.

A lungo ancora vicino alle rose
l'estate sembra sopravvivere, ma anela al riposo.
Ad uno ad uno chiude i [grandi]
suoi occhi divenuti ormai stanchi.
(Hermann Hesse)

BEIM SCHLAFENGEHEN ANDANDO A DORMIRE
Nun der Tag mich müd gemacht.
Soll mein sehnliches Verlangen
Freundlich die gestirnte Nacht
Wie ein müdes Kind empfangen.

Hände, lasst von allem Tun,
Stirn, vergiss du alles Denken,
Alle meine Sinne nun
Wollen sich in Schlummer senken.

Und die Seele, unbewacht,
Will in freien Flügeln schweben,
Um im Zauberkreis der Nacht
Tief und tausendfach zu leben.
Ora il giorno mi ha spossato
ed allora il mio ardente desiderio
è di accogliere con gioia la notte stellata,
come un fanciullo affaticato.

Mani mie, giacete inoperose,
mente mia, dimentica ogni pensiero,
tutti i miei pensieri ora
bramano soltanto abbandonarsi al sopore.

E la mia anima indifesa
vuoi librarsi alta nell'aria
per vivere profondamente e sotto mille aspetti
nel cerchio magico della notte.
(Hermann Hesse)

IM ABENDROT AL TRAMONTO
Wir sind durch Not und Freude
Gegangen Hand in Hand,
Vom Wandern ruhen wir
Nun über'm stillen Land.

Rings sich die Täler neigen,
Es dunkelt schon die Luft,
Zwei Lerchen nur noch steigen
Nachtträumend in den Duft.

Tritt her und lass sie schwirren,
Bald ist es Schlafenszeit,
Dass wir uns nicht verirren
In dieser Einsamkeit.

O weiter, stiller Friede,
So tief im Abendrot.
Wie sind wir wandermüde -
Ist dies etwa der Tod?
Tra affanni e gioie
siamo andati mano nella mano;
dei vagabondaggi assieme ci riposiamo
ora in luogo tranquillo.

Tutt'intorno le valli digradano,
già il cieìo si oscura,
due allodole soltanto s'innalzano
sognanti nell'aria profumata.

Vieni qui, lasciale volare,
prossima è l'ora di addormentarci,
perché non si abbia a smarrirci
in questa solitudine.

O immensa e silente pace!
così profonda nel rosseggiante tramonto;
quanto ci ha spossati il nostro vagabondare.
È questa forse la morte?
(Joseph von Eichendorff) (Traduzioni di Luigi Bellingardi)


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorium Parco della Musica, 27 Marzo 2004

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