Glossario



Circus Polka, per un giovane elefante

Musica: Igor Stravinskij
Organico: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, basso tuba, percussioni, archi
Composizione: 5 ottobre 1942
Prima esecuzione: Cambridge, Sanders Theatre, 13 gennaio 1944
Edizione: Associated Music Publishers, New York, 1944
Dedica: Circo Barnum

Guida all'ascolto (nota 1)

Nel 1939 Igor Strawinsky fu invitato negli Stati Uniti dalla Harvard University di Boston per un ciclo di lezioni; lo scoppio della seconda guerra mondiale sorprese oltre oceano il compositore che si stabilì definitivamente nel nuovo paese divenendo nel 1945 cittadino americano.

Circus Polka, «composed for a young elephant» è un delizioso scherzo sinfonico scritto nel 1942, appartenente al gruppo delle prime brevi composizioni del periodo americano. Lo spunto del lavoro fu un'idea del coreografo George Balanchine e una commissione del famoso circo americano Barnum and Bailey che richiese a Strawinsky un breve pezzo per un balletto di elefanti, uno dei quali doveva trasportare Vera Zorina; la prima esecuzione pubblica avvenne tuttavia ad opera di un'altra compagine, la Ringling Brothers' Circus Band. L'organico orchestrale comprende, oltre il consueto gruppo degli archi, un ottavino, un flauto, due oboi, due fagotti, quattro corni, due trombe, tre tromboni, un basso tuba e percussioni; come si vede, la tavolozza timbrica è soprattutto carica nelle carnose sonorità degli ottoni.

A questi, e in modo particolare alle pachidermiche movenze del basso tuba e della grancassa, resta affidato il nocciolo dell'invenzione timbrica del lavoro, resa comica dal paradossale accostamento con le voci acutissime e filiformi di flauto e ottavino o con il fraseggio carezzevole degli archi. Dopo il sussulto iniziale (quasi teatrale captatio benevolentiae) che alterna metri pari e dispari, la composizione imbocca risoluta il binario del passo di marcia in capo al quale, trionfante e spumeggiante, risuonerà il tema della celebre Marcia militare di Schubert. Il compositore ha assicurato che il riferimento gli è sorto spontaneo mentre attendeva al lavoro, senza cioè nessuna intenzione parodistica; possiamo credergli pienamente, così come è vero che l'estetica del circo e del music-hall che tanti scandali sollevò intorno agli anni venti ha perso qui ogni carica intenzionale per dissolversi in un festoso e magistrale gioco sonoro.

Giorgio Pestelli


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 4 aprile 1971

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Ultimo aggiornamento 13 marzo 2013
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