Glossario
Guida all'ascolto



Mavra

Opera buffa in un atto

Libretto (nota 1)

Ouverture
N. 1 - Aria di Paraša
PARAŠA
(alla finestra, con un lavoro in mano, canta una canzone)
"Drug moi milyi, krasno solnishko moyo,
Sokol yansnyi, sizokrylyi moi oryol.
Uzh nedelyu nye vidalas ya s toboi,
rovno sem dnei, kak spoznalas gorem ya.
Tak skitalas ya po tyomnym lesam.
V tyomnom lesye kinareyechki poyut,
Mne devchonkye, grust razluku pridayut.
Ty nye poi, kinareyechka v sadu,
Nye poi, moya rodimaya v sadu,
Nye davai toski serdechku moyemu”
"Mio diletto, mio caro amico,
tu mio sole, mio aquilotto,
son sei giorni che non t’ho più veduto,
son sei giorni che me ne vo dolente
sola soletta per oscuri boschi.
Nei folti boschi cantano gli uccelli,
ma il loro verso mi attrista ancora di più.
Te non cantare, piccolo uccellino,
non cantare, abbi pietà di me,
non straziare il mio cuoricino!”
N. 2 - Canzone gitana dell’ussaro
L'USSARO
(avvicinandosi alla finestra e cantando una canzone)
"Kolokolchiki zvenyat,
Barabanchiki gremyat.”
"…Era grande la baldoria
alla fiera di Rostòv…”
PARAŠA
Oi! Opyat opasnyi golos
Doletayet storonoi,
Razvye skrytsya v prokhodnoi?
Oh, ancora quella voce
che mi turba senza tregua.
Quasi quasi me ne scappo.
L'USSARO
(continuando)
"A lyudi to lyudi,
Ai lyushenki lyudi!
A lyudi to lyudi,
Na tsyganochku glyadyat
A tsyganochka to plyashet,
V barabanchiki to byot,
I shirinochkoi to mashot,
Zalivayetsya poyot,
I shirinochkoi to mashot,
Zalivayetsya poyot.”
"…Tra la la la lero
c’era tanta gente
tra la la la lero
tanta gente al baraccone,
a guardare come danza
la maliosa zingarella
coi sonagli e il tamburello
svolazzando in qua e in là.”
PARAŠA
U pesen vsekh slova odni,
Skazhitye mnye zamesto penya,
Kak proveli vy eti dni
Ot seredy do voskresenya?
Tutte eguali le canzoni.
Fareste meglio a raccontarmi
che avete fatto voi di bello
da domenica fino a oggi.
L'USSARO
Zachem sledit dozor pustoi
Moi kazhdyi shag i vzor?
Ya tvoi! Akh! Parasha, priznayusya,
Ya toboyu polonyon.
V pervyi raz yeshcho styzhusya
V zhenskii prelesti vlyublyon!
Ogni mio passo non occorre
sorvegliare così: son tuo!
Ah, Paraša, te lo giuro,
non ritrovo più me stesso:
per la prima volta cedo
alla grazia femminile.
PARAŠA
Perestantye predo mnoyu pet
Nevernyya priznanya!
Su, smettetela, per favore,
con le ciarle menzognere.
L'USSARO
Beloi grudi kolykhanye
Sneg zatmivshei berliznoi.
…Come scintillano le nevi
così rifulgi tu…
PARAŠA
Kak poverit vashei rechi? Eterno adulatore!
L’USSARO
Skol schastliveye chem ya,
Plat ukryvshii eti plechi.
…Centomila volte più fortunato di me
lo scialletto che t’avvolge.
PARAŠA
Kak poverit vashei rechi,
Kak poverit?
Ty zastavil vnyat!
Come posso credere alle tue menzogne?
Come credere?
Il tuo amore regna!
PARAŠA, L’USSARO
Moya strast silneye stanovitsya.
Vsyo k chemu to,
Vsyo k chemu to um stremitsya,
V milykh dumakh utomyas.
La mia passione aumenta d’ora in ora,
la mente fugge via
la mente fugge via perdutamente
in questa adorabile ebbrezza!
L’USSARO
Obeshchai svidanya chas. Dimmi, quando ti vedrò?
PARAŠA
V vosem zavtra na Liteinoi,
Za uglom gdye dom piteinyi.
Alle otto domattina,
giù pel viale delle querce.
(l’Ussaro si allontana. Paraša riprende la sua canzone)
"Ty nye poi kinareyechka v sadu,
Nye davai toski serdechku moyu.”
"Te non cantar piccolo uccellino,
te non straziar il mio cuoricino…”
N. 3 - Dialogo (la Madre e Paraša)
LA MADRE
(entrando)
Izbavi Bob prislugu, doch moya teryat:
Nye zamykayutsya vorota,
Myauchit Vaska,
Chyornaya rabota nye spavlena…
Ty slyshayes menya?
Che brutta cosa rimanere senza serva.
La porta stride e non si chiude,
il gatto miagola
ed è sottosopra tutta la casa.
Dì, non stai a sentire?
PARAŠA
Gdye vzyat kukharku? Che posso farci?
LA MADRE
Gdye vzyat kukharku?
Svedai u sosedki,
Nye snayet li?
Deshovyya tak redki.
Che puoi tu farci?
Corri dai vicini
per cercare una servetta
che sia forte e pagata poco.
PARAŠA
Uznayu, Mamenka! Va bene, mamma!
LA MADRE
Nakin kosynku tyopluyu. Copriti, mettiti la mantella.
PARAŠA
Uzheli nosit salop,
Boyas myateli,
Kogda na ulitsye tyoplyn.
Ma perché mai debbo
in questo modo imbaccuccarmi
quando fuori il freddo non c’è più?
(Paraša esce)
N. 4 - Aria della Madre
LA MADRE
(sola)
Nyet nye zabyt
Vo veki mnye pokoinitsu.
Stryapukha Fyokla
Chinila platy pri ognye,
U pechki polykhavshei mokla,
Bela pokupki
Byla privetliva i vesela.
Byvalo prezhdye:
V svetloi zalye
Veselyem kruglyi stol nakryt:
Kleb sol na chistom pokryvalye,
Dymyatsya shchi,
Vino v bokalye
U shuka v skaterti lezhit.
Nye znayu kak sluchitsya dalshe,
Boyus v prislugye novoi falshi,
sonlivoi brani po utram,
I nye ispravnosti v obedye,
Kotoroi nye prostyat sosedi,
Pridya pod prazdnik
V gosti k nam.
Miseri noi,
non mi vuole uscire dalla testa
la buonanima. Povera Fëkla,
Quant’era brava a metter toppe,
quant’era svelta nel cucinare,
ed era sempre in gamba,
sempre in gamba.
Si stava bene davvero:
una tavola ben apparecchiata,
una bella pentola di minestra succulenta,
funghi freschi…
Che ne sarà di noi adesso?
Basta che non sia un tipo bisbetico
che ogni tanto ci abbia il muso
e faccia capricci e pasticci
esponendosi a brutte figure
con gli invitati.
N. 5 - Dialogo (la Madre e la Vicina)
LA VICINA
(entrando)
Zhelayu zdrastvovat! Salute, cara vicina.
LA MADRE
Petrovna!
Davno pora provedat nas!
Petrovna!
È tanto che non vi si vede.
N. 6 - Duetto (la Madre e la Vicina)
LA VICINA, LA MADRE
Takaya, v koyi veki raz.
Pogoda nam dayotsya.
Slovno luga i vod ozyornykh glad.
Odela Bozhya blagodat
Kakiye dni!
Son già secoli
che non abbiamo avuto
un tempo così bello.
Son certo stati i santi tutti insieme
a metterci la mano.
O che giornate!
N. 7 - Dialogo (la Madre, la Vicina, Paraša e Mavra)
LA VICINA
Zimoi, zimoi ugryumoi ismayut serdtsye ikh sledy! Ahimè, le sconteremo quest’inverno.
LA MADRE
Zimoi, zimoi ugryumoi ismayut serdtsye ikh sledy!
I nye odin iz nikh, podumai,
Nye obosholsya bez bedy!
Ahimè, le sconteremo quest’inverno.
Eppure, cara mia Petrovna,
non son passate senza guai.
LA VICINA
O tom, o tom slova pustoi molvy,
Shto khoronili Fyoklu vy.
Pare che vi sia morta
quella brava serva.
LA MADRE
My nye zabyli, my nye zabyli…
Shto vo vlasti Gospodnei radost i nedug.
My nye zabyli v Yevo vlasti radost i nedug.
Sappiamo. sappiamo bene
che le gioie e le pene ci sono dispensate
dalla volontà divina.
LA MADRE E LA VICINA
Shto vo vlasti Gospodnei radost i nedug.
My nye zabyli v Yevo vlasti radost i nedug.
Le gioie e le pene ci sono dispensate
dalla volontà divina.
LA MADRE
No kak, skazhi, v takoi napasti nye vozroptat
Kogda prislug nye zhayu ya v okrugye?
È vero, sì. Però, sentite, posso pur lagnarmi
se domestiche proprio non ne trovo punto.
LA VICINA
A vy nye oboidyotyes bez prislugi.
Na dnyakh tolknulas tut odna k popu devitsa:
Govor nezhnyi, Skazalas tikhoi i prilezhnoi,
No nye po nas byla tsena.
E già, capisco la sciagura…
Ier l’altro se n’è presentata una
dal prete, che sembrava tento seria.
Però certe pretese, vi dirò!
LA MADRE
A im v tsenye nye prekoslov. Le paghe se le fissano da sé.
LA VICINA
Da, skromnoi mozhno li prelstitsya,
Kogda otrez khudovo sitsta
Dorozhe s kazhdym chasom vnov.
Invece bisogna contare ogni soldo
visto che un taglio di stoffa
rincara ogni giorno.
LA MADRE
Pustoye!
Vam dana svoboda boltat!
Nakidku etu ya,
Tomu nazad nebolye goda
Kupila chut nedarom.
Zrya nye verish ty.
Uznai sama.
Vokrug vitaya bakhroma uzlami,
Podlye serediny,
Shelkami vyshity ryabiny.
Golubok tesnaya semya
I belym biserom kraya.
Macché!
Via non esageriamo.
Questo vestito non è un anno
che l’ho comprato
dal vecchio armeno.
Per niente! Potete informarvi.
Ecco, guardate che tessuto fine,
guardate che disegni
e che ricami tutt’intorno
con questa famigliuola
di palombelle azzurre
in campo giallo!
(intravedendo Paraša di ritorno)
Parasha, gdye tak dolgo ty byla? Paraša! Dove sei stata tento tempo?
LA VICINA
(voltandosi)
Kto tam? Chi c’è?

PARAŠA
Vot ya kukharku privela! Ecco, t’ho portato una cuoca.
LA MADRE
(alla Cuoca)
Podi ka devushka,
Oktuda ty vzyalas?
Sentiam ragazza mia,
chi t’ha mandata qui?
PARAŠA
Ya vstretila yeyo u khvoroi Anny. Me l’ha raccomandata la comare.
LA MADRE
(idem)
Nu shto zhe, milaya, sluzhi. Va bene, l’assumiamo.
PARAŠA, LA VICINA, LA MADRE
(alla Cuoca)
Da pomni, pomni, pomni:
Glaz i dnyom i nochyu nuzhe neustannyi.
Ricordati che giorno e notte
devi stare sempre all’erta.
LA VICINA
A tsenu vy uznaitye naperyod! Bisogna farsi dire quanto vuole.
PARAŠA
Ya govorila, monogo nye vozmyot. Glie ne ho parlato, chiederà pochissimo.
LA MADRE
No skolko zhe? Ma quanto?
LA CUOCA
Shto budet vam ugodno, Sudarynya. A vostro piacimento, mia signora.
LA MADRE
A kak tebya zovut? Dunque, com’è il tuo nome?
LA CUOCA
A Mavroi. È Mavra.
LA VICINA
Razgovor vedyot svobodno. La parlata è disinvolta.
PARAŠA
Ya dumayu polezen byl moi trud. Allora la mia caccia è stata proficua.
LA CUOCA
Slykhala, slykhala, slykhala ya:
Pokoinitsa Fyoklusha sluzhila
Nam userdno desyat let.
M’ha già detto
che la Fekluša buonanima
per dieci anni vi ha così ben serviti…
N. 8 - Quartetto (la Madre, la Vicina, Paraša e Mavra)
PARAŠA, LA VICINA, LA MADRE
Pokoinitsa Fyoklusha sluzhila
Nam
Im userno desyat let.
Vam
Ni razu dolga chesti nye narusha.
Pokoinitsa Fyoklusha sluzhila
Nam userdno desyat let.
Ni razu dolga chesti nye narusha.
La Fekluša buonanima
per dieci anni
ci ha così ben serviti
E senza
mai mancare al suo dovere.
La Fekluša buonanima
per dieci anni ci ha così ben serviti.
E senza mai mancare al suo dovere.
CUOCA
Ni razu, ni razu, dolga chesti nye narusha.
Ty moloda, moi svet…
Vozmi vo vsyom, vo vsyom s neyo primer.
E senza mai mancare al suo dovere.
E per dieci anni
è sempre stata fedele ai suoi padroni.
PARAŠA, LA VICINA, LA MADRE
Vozmi vo vsyom, vo vsyom s neyo primer.
Pochtitelna, byla by bogomolna!
Ora tu in tutto devi prendere
da lei esempio: rispettosa e pia.
LA CUOCA
Nadeyus, vsye…
Nadeyus, vsye ostanutsya dovolny!
Spero che tutti…
Spero che tutti sarete soddisfatti.
PARASHA E LA MADRE
Nadeyus, my ostanutsya dovolny! Spero che saremo soddisfatte!
LE ALTRE
Nu kak, zabyv rashyoty i dela,
Nye skazhesh pryamo
Shto ona mila!
Ora dimentichiamo i nostri affanni.
Ma veramente
questa ragazza pare assai carina!
N. 9 - Dialogo (la Madre, la Vicina, Paraša e Mavra)
LA VICINA
Proshchaitye! Vi saluto!
(esce)
LA MADRE
Nam teper pora idti s Parashei so dvora.
Parasha, ya poidu sobratsya,
a ty kukharku
Provedi v lyudskuyu gorenku;
Staratsya beli da malost posledi.
Anch’io devo andare.
Paraša, mentre vo’ a vestirmi,
rimani un po’ con la ragazza,
falle vedere la cucina
e quel che c’è da fare qui.
(esce)
LA CUOCA
Parasha! Paraša!
PARAŠA
Ya, Vasilii milyi!
Kakaya radost!
Ah! Vassilij caro!
Che immensa gioia!
LA CUOCA
Da, moi svet,
Odna iz boyevykh pobed
Udacha nyneshnyaya.
Ah, tesoro!
Cantiamo vittoria
e rendiamo grazie al cielo!
N. 10 - Duetto (Paraša e Mavra)
PARAŠA, LA CUOCA
Ya pamatyu nye izmenyu
Vo vek sevodnyashnemu dnyu,
Schastlivomu , schastlivomu.
I tem poslednim chasam.
I tem poslednim chasam.
Finché vivo non potrò dimenticare
questo giorno di felicità.
E quelle ultime ore…
Mai perirà il ricordo
di queste dolci ore.
PARAŠA
Kogda pered kanvoi sadilas ya
V oknye sosednem sledit zapretnyi obraz tvoi.
Ya pamatyu nye izmenyu
Vo vek sevodnyashnemu dnyu.
quando nascosta
in un angolo della veranda
cercavo di vederti passare nella via.
Non dimenticherò mai questo giorno.
PARAŠA, LA CUOCA
Ya pamatyu nye izmenyu
Vo vek sevodnyashnemu dnyu,
Schastlivomu , schastlivomu…
Finché vivo non potrò dimenticare
questo giorno di felicità.
E quelle ultime ore…
LA CUOCA
I tem poslednim chasam
Kogda staralsya ya v oknye sosednem
Uvidet milyi obraz tvoi.
Ricorderò sempre le dolci ore
quando davanti alla finestra
aspettavo di vedere il tuo bel viso.
PARAŠA, LA CUOCA
A kak nye pomnit tekh nochei
Kogda yavlyalsya v lyokhkom dymye
Mechtanii blesk tvoyikh ochei.
E come posso dimenticare quelle notti
quando l’amore appariva in sogno,
quelle sognanti notti
quando l’amore illuminava i tuoi occhi.
PARAŠA
I povtoryalos dolgo, dolgo imya tvoyo. E io ripetevo il tuo nome
LA CUOCA
V trevozhnom polusnye. E io sognavo in un sonno senza riposo.

PARAŠA
No ty nye otklikalsya mnye. Perché non rispondevi ai miei sogni?
LA CUOCA
I povtoryalos dolgo imya tvoyo,
V trevozhnom polusnye.
E io ripetevo il tuo nome
e ti sognavo in un sonno senza riposo.
PARAŠA, LA CUOCA
No ty nye otklikalsya/otklikalas mnye. Oh, ma tu avresti dovuto rispondermi subito.
LA CUOCA
No ty nye otklikalas mnye. Avresti dovuto rispondermi subito.
PARAŠA, LA CUOCA
Teper tomitelnyi zapret narushen.
I nyet kontsa blazhenstvam etim.
Prokhodit vsyo na novyi son,
Kogda v dvoinom soyuzye
Tretim byvayet nezhnyi Kupidon.
Ma ora le catene che ci tenevano prigionieri
sono rotte per sempre!
E ora comincia la nostra felicità,
e vivremo in un nuovo sogno!
Oh, quando due cuori innamorati si uniscono
Allora Cupido diventa il terzo.
N. 11 - Dialogo (Paraša, Mavra e la Madre)
LA VOCE DELLA MADRE
Parasha! Paraša!
PARAŠA
Slyshish? Klichet mat. Senti? mi chiama.
(finge di continuare un discorso)
Idi posudu pibirat! …poi spazza in queste camere…
(entra la Madre)
LA MADRE
Potoropis! Facciamo presto.
(alla Cuoca)
A ty posudu pribrav,
Nye kinsya so dvora.
Nye skoro ya obratno budu.
E tu, quando avrai fatto tutto,
non te ne andar di qua
perché ci ho molte commissioni.
PARAŠA
Poidyomtye, mamenka, pora! Andiamo, mamma. È tardi.
LA CUOCA
Nadeyus krepko na sebya. Signora, non mi muoverò.
(a Paraša)
Parasha, dolgo bez tebya
Shagami dom pridyotsa merit?
Paraša, quanto tempo
devo star qui solo ad annoiarmi?
LA MADRE
(in disparte)
Da ya vernus yeshchyo proverit. Ma tornerò a vedere cosa fa.
N. 12 - Aria di Mavra
LA CUOCA
Ya zhdu, ya zhdu, pokorno,
Ya zhdu pokorno drug moi neshnyi,
Parasha, vremeni,
Kogda vozniknet pervaya zvezda vo mglye;
Dremotoi bezmyatezhnoi
Zabudetsya pustynnyi dom,
I my ostanemsya vdvoyom,
I my ostanemsya vdvoyom.
Togda potuplennyye vzglyady
Zazhgutsya plamenem lyubvi,
I ty, do utrenney prokhlady,
Vnimaya zamysly moyi,
Moyi lyubovnyya priznanya
I dnei nedavnikh vozdykhanya,
Uznayesh vsyo, uznayesh vsyo,
Sklonyas ko mnye v blagoslovennoi tichinye.
Do sveta budet mezhdu nami
Rasti besedy tomnoi zvuk,
I potseluyev sladkii krug,
Cheredovatsya so slovami,
I potseluyev sladkii krug,
Cheredovatsya so slovami,
Pozhaluyi vremya nastupilo pobritsya.
Nekomu v okno vzglyanut?
A britvu ya davno pripas.
Voda… kholstina… mylo.
Attendo
con impazienza,
cara mia Paraša,
l’apparizione della prima stella.
Nel silenzio la casa s’addormenterà
e resteremo soli.
Allora i nostri sguardi
rifletteranno il fuoco
del nostro amore e fino all’alba
udrai le mie parole ardenti,
saprai del mio atroce tormento
e della mia passione.
Tutto saprai da me
nella misteriosa quiete…
Tutta la notte, finalmente,
staremo insieme indisturbati
e le parole alterneremo
con le carezze e i folli baci.
Se mi facessi nel frattempo la barba?
Non mi vedrà nessuno.
Per fortuna ci ho il rasoio con me.
Sapone…
Acqua…
(si rade)
Krivitsya stol.
Tomit povoinik.
La sedia balla…
La tavola è storta…
(entra la Madre)
N. 13 - Coda (Mavra, Paraša, la Madre e la Vicina)
LA MADRE
Otkryta nastezh dver? Tutto spalancato qui?
(scorge la Cuoca che si fa la barba)
Razboinik, zlodei! Aiuto!
LA CUOCA
Pomiluyi, Gospodi! Accidenti!
LA MADRE
Akh, durno! Al ladro! Ohi, svengo.
(la Madre sviene. Paraša entra in tempo per accoglierla fra le sue braccia)
PARAŠA
Mamenka!
Skorei vody!
Mammina!
Su, presto, dell’acqua.
LA CUOCA
Parasha! Paraša!
PARAŠA
Gdye voda? Dai soli! Un panno! Muoviti!
LA CUOCA
Kuda ukrytsya mnye? Dove cacciarmi?
PARAŠA
Mamenka! Mamma!
LA CUOCA
Kuda ukrytsya mnye?
Starukha skoro pridyot v soznanye.
Dove cacciarmi?
La vecchia tornerà in sé fra poco…
PARAŠA, LA CUOCA
Vot beda! Che guaio!
(entra la Vicina)
LA VICINA
Svyatitel Prov! skorbei opora! Gesù, Maria, cosa succede?
LA MADRE
(riavendosi per un istante)
Derzhi! Ferma!
LA CUOCA
(precipitandosi alla finestra e scavalcandola)
Proshchai! Addio!
LA VICINA
Derzhitye vora! Assassino!
PARAŠA
Vasilii! Vassilij!
LA VICINA
Derzhitye, derzhitye vora! Acchiappa il ladro!
(volgendosi alla Madre giacente)
Batyushki, nikak ona konchayetsya? Santo cielo, che stia per morire?
PARAŠA
(sporgendosi dalla finestra)
Vasilii! Vasilii! Vassilij! Vassilij!
FINE DELL’OPERA


(1) Testo tratto dal sito Libretti d'opera al quale rimandiamo per la consultazione dei libretti di altre opere

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Ultimo aggiornamento 28 novembre 2013
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