Glossario
Guida all'ascolto



Le rossignol

Fiaba musicale in tre atti

Libretto (nota 1)

PRIMO ATTO
Paesaggio notturno sulla riva del mare. I margini di una foresta. Sul fondo della scena il Pescatore nella sua barca.
PESCATORE
Névod brosál nebésnyi dukh
V séti svoí rýbu lovíl.
V séti svoí ryb morskíkh nalovíl,
Mnógo poimál nebésnyi dukh.
Bléden, bléden serp luný
Slýsku tíkhii plesk volný.
Razsvét uzh blízitsya, a solovyá vsyo net.
Uzh v étu póru kazhdyi den’ on priletál i pel.
I zvónko pesn’ evó
V nochnói tishí neslás’.
Akh! Dólgo slúshal ya evó
Zabýv pro névod svoi i pro svoí zabóty.
V nébo unyós nebésnyi dukh;
V móre svoyó rýbupustíl.
Ptítsami on sdélal ikh vsekh,
Gólos im dal nebésnyi dukh
Bléden, bléden serp luný
Slýshu tíkhii plesk volný.
Portato dal vento, cadendo lontano,
Prendi, o mia reticella, dei bei pesci,
Nella tua rete i pesci scintillanti.
Ah, il vento è buono, pescatore,
La luna brilla pallida in cielo:
L’onda calma sonnecchia,
E l’aurora è vicina.
Ma non c’è l’usignolo.
Quando di solito, ogni notte egli è venuto, egli canta,
Riempie l’ombra dei boschi di un canto melodioso!
Ah, quanto spesso ti ascoltai,
Trascurando la mia reticella e le mie numerose
 preoccupazioni.
Lo spirito del cielo dà loro voce,
Dà loro un nuovo oceano.
Tutti vengono cambiati in lieti uccelletti,
Il vento dà loro ali e voci.
Pallida brilla in cielo la luna:
L’onda calma sonnecchia.
USIGNOLO
Akh! S néba vysotý blesnúv zvezdá upála.
Oná razsýpalas’ almáznoyu rosói
Na rózy, shto rastút v sadú vokrúg dvortsá.
Ah! Quando dal cielo cade la brillante stella,
Essa diventa rugiada, una rugiada di diamanti,
Che sembrano corolle sulle rose del giardino.
PESCATORE
Ack, Góspodi, kak éto khoroshó! Ah! Dio onnipotente, che canto delizioso!
USIGNOLO
Akh, rózy, gólos moi vy slýshitel’ v noch?
Sklonílil’ vy golóvki pod tyázhestyu rosý?
I plachéte li vy, ronyáya tíkho slyózy?
Akh! Akh!
Ah, ascoltate la mia voce, rose del giardino!
Troppo pesante è la rugiada, le vostre teste si sono
piegate?
O tristemente piangete delle lacrime segrete?
Ah! Ah!
(Entrano il ciambellano, il Bonzo, i Cortigiani e la Cuoca.)
CUOCA
Vot i dostígli my opúshki lésa
Zdes’ kázhdyi den’ ya slýshu solovyá.
Akh, Bózhe moi! Kak on poyót!
Ot pésen tekh iz glaz katyátsya
Slyózy u menyá,
I kázhetsya, shto mat’ menyá tselúet
Seichás uslýshite evó, on zapoyót!
Ecco il posto, vicino a questi alberi in fiore,
Dove ogni giorno si sente l’usignolo.
Ah! giusto Dio, che canto squisito!
La sua voce emozione e fa scendere
Lacrime di felicità,
Sembra di sentire il bacio di una madre.
Presto lo sentirete anche voi. Canterà.
CORTIGIANI
Vot on! Vot on! È lui, è lui!
CIAMBELLANO
Kakáya sílishcha! Che vigoroso cantore!
BONZO
Tsing-Pé! Kakáya moshch v stol’ máloi ptáshke! Tsing-Pé! Lui così piccolo, e così forte il canto!
CORTIGIANI
Ne ozhidáli. Vot síla!
Podúmaite, kakóv!
Chi l’avrebbe potuto credere?
È meraviglioso, veramente!
CIAMBELLANO, BONZO E CORTIGIANI
Vot síla! Meraviglioso!
CUOCA
Net, to byl ne solovéi! No, non è l’usignolo!
CIAMBELLANO
Pf! Pff!
CUOCA
Mychit v lesú koróvushka.
Akh, Bózhe moi, uzh kak mne solovyá ne snat’.
Povérte mne, to zamychála koróva rybaká,
A solovyá vsyo net eshchó.
È la giovenca del pescatore. Ah, in fede mia,
Io conosco bene l’usignolo. Credetemi:
Questa è la giovenca che muggisce nel bosco,
L’usignolo non è venuto.
BONZO E CORTIGIANI
Vot on! Vot on! Eccolo! È lui!
CIAMBELLANO
Somnénya net,
Ved’ éto nepreménno solovéi!
Certamente!
Sì, questa volta è proprio l’usignolo!
CORTIGIANI
Neprávda li, prekrásno? Ah, non è superbo?
BONZO
Tsing-Pé!
Zvenít kak kolokólchiki v molélne.
Tsing-Pé!
La campana dell’altare non suona in modo più chiaro!
CIAMBELLANO
Da u nevó serébryanoe górlyshko! Ah, certamente la sua ugola è rivestita di oro puro.
CUOCA
Da net zhe, net, kakoí tut solovéi. Ma no, ma no, vi siete ancora ingannati.
CORTIGIANI
A kto zh éto? E allora che c’è?
CUOCA
Lyagúshki kvákayut, a vy
Za solovyá Priználi ikh
Delle rane stanno gracidando
E voli le scambiate per l’usignolo?
CIAMBELLANO, BONZO E CORTIGIANI
Lyagúshki? Byt’ ne mózhet! Delle ranocchie? Impossibile!
CORTIGIANI
Shto zh éto? Silenzio!
CIAMBELLANO
Skórol’ my évo uslýshim? Allora riusciremo a sentirlo?
CORTIGIANI
Kukhárochka, naidí nam Solovyá! Figlia mia, trovaci l’usignolo!
CIAMBELLANO
Kukhárochka, tebyá naznáchim my leibpovaríkhoi! E come ricompensa sarai nominata Cuoca in
capo dell’Imperatore.
BONZO
Tsing-Pé, tebye pozvólim posmotrét’, kak
kúshaet nash Imperátor. Kak kushaet nash Imperator.
Tsing-Pé! E sarai ammessa a contemplare
Il nostro Imperatore mentre mangia.
CUOCA
Vot on, vot on! Vy slýshite? Ecco! Ascoltate!
CIAMBERLLANO, BONZO E CORTIGIANI
Gde, gde? Dove, che cosa?
CUOCA
Vot on sidít. Sull’albero in fiore.
CIAMBELLANO
Neúzheli? È proprio lui?
CORTIGIANI
Kakoí bestsvétnyi! Che piumaggio scuro!
BONZO
Tsing-Pé! Tsing-Pé!
CIAMBELLANO
Narúzhnost’ sámaya prostáya. Ha un aspetto del tutto insignificante!
CORTIGIANI
Vot shchólkaet! Finalmente canta!
BONZO
Tsing-Pé! Da on iskúsnik! Tsing-Pé! Ma è un maestro!
CIAMBELLANO
On búdet pri dvoré ímet’ uspékh. A palazzo avrà un grandissimo successo.
CUOCA
Solóvushko, syudá idút velmózhi, skazát’ tebé,
Shto Imperátor nash zheláet uslýshat’ tvoyó pénie.
Caro usignolo, grandi signori arrivano per annunciarti
Che il potente Imperatore desidera gioire del tuo canto.

USIGNOLO
Akh! óchen rad’! Nachát’ li mne, velmózhi? Ah! di gran cuore! devo cominciare subito, nobili
principi?
CIAMBELLANO
Solóvushko, nash nesravnénneishii,
Evó Velíchestvo, nash Imperátor…
Bell’usignolo, uccello incomparabile,
Sua alta Maestà, nostro monarca…
BONZO
Tsing-Pé! Tsing-Pé!
CIAMBELLANO
…Proslýshav chudesá p péni váshem,… …ha sentito meraviglie del vostro canto…
BONZO
Tsing-Pé! Tsing-Pé!
CIAMBELLANO
…Na prás dnik priglsíl vas vo dvoréts. …e vi invita nel suo palazzo dorato.
USIGNOLO
Akh! Pényu solovyá vsevó priyátnee vnimát’
V lesú glukhóm v tishí nochnoí rassvéta.
Vsyo zh, ésli Imperátor ugódno
Uslýshat’ móe pén e vo dvorsté,
Okhótno ya otprávlyus’ s vámi.
Ah! Il canto dell’usignolo è più soave ascoltato
Nel bosco, di notte nell’ombra profumata.
Ma poiché il monarca preferisce
Invitarmi a cantare nel suo palazzo,
Volentieri eccomi, signori!
CORTIGIANI
Vot udruzhíl! Benissimo detto!
BONZO
Glyadíte ka! Guardate, dunque!
CIAMBELLANO
Solóvushko sletél ei pryámo v rúki.
Kukhárochka, ty vo dvoréts nesí evó,
A my prosléduem za nimi.
L’usignolo che si posa sulla sua mano!
Ma brava ragazza, portalo presto fino al palazzo,
E noi ti seguiremo in tutta fretta.
BONZO
Tsing.Pé! Tsing-Pé!
Kogda b kukhárochka ne pomoglá nam?
Tsing-Pé Tsing-Pé!
Come avremmo fatto, figlia mia, senza il tuo aiuto?
CORTIGIANI
Sovsém by plókho nam prishlós’. Avremmo certamente fallito!
(Il Bonzo e il Ciambellano si allontanano)
BONZO
Tsing-Pé! Tsing-Pé! Tsing-Pé! Tsing-Pé!
CORTIGIANI
(si allontanano)
Eshchó by!
Okh nadaváli b pósle úzhina
Nam bámbuka po zhivotú.
Sì, certo!
E per cena avremmo avuto cento colpi
Di bambù sulla schiena.
PESCATORE
Gólos im dal nebésnyi dukh
Gólos pleníl zemlí vladýk.
Slyózy iz glaz múdrykh teklí,
A slyózy te zvyózdy nebés.
Ali e voce, lo spirito dà,
Il loro canto seduce i più potenti,
Ma dai loro occhi, lacrime, scendono,
Lacrime, stelle del cielo!
SECONDO ATTO
[Intermezzo]
Durante l’intermezzo, la scena è coperta da un velo di tulle.
PRIMO CORO
Ognyá, ognyá, ognyá zhivéi ognyá! Del fuoco, del fuoco, presto, illuminate!
SECONDO CORO
Syudá fonárikov, fonárikov syudá
Zhivéi, zhivéi!
Si portino delle fiaccole!
Portatele qui in fretta!
DONNA
Kto vídel solovyá? Dov’è l’usignolo?
PRIMO CORO
My ne vidáli.
Nesíte kolokólchiki syudá.
Nessuno lo ha visto.
Si portino qui campanellini d’argento!
SECONDO CORO
Kukhárochku sprosít’, oná vidála. La cuoca sa dov’è.
PRIMO E SECONDO CORO
Fonárikov, fonárikov zhivéi, zhivéi
Fonárikov syudá, zhivéi nesíte!
Vot prázdnik to sevódnya búdet, chúdo!
E lanterne, portate subito delle lanterne,
Che si portino fiaccole e lanterne!
Ah, che festa meravigliosa sarà!
UOMO
Pust’ k kázhdomu tsverkú skoréi
Privyázhut po kolokólchiku!
E se ad ogni fiore
Si legasse una campanella?
SECONDO CORO
Vot éto mílo! Idea affascinante!
PRIMO CORO
Akh, éto sovershénno po kitáiski! Ben detto! Presso di noi è un’antica usanza!
SECONDO CORO
Ogní, ogní, goryát, zolotýe blestyát! Ah, i fuochi che brillano! Che fulgore meraviglioso!
PRIMO CORO
Ogní, ogní, goryát, zolotýe blestyát! Mille fuochi si accendono! Che splendore meraviglioso!
PRIMO E SECONDO CORO
Zolotýe blestyát. Kolokólchiki zvenyát
Ognyá, ognyá, fonárikov skorée zolotýkh, syudá!
Vot zolotyé fonarí
Che fulgore meraviglioso! Ascoltate le campanelle!
Del fuoco, del fuoco, portateci presto delle lanterne
d’oro!
Ed ecco le lanterne d’oro!
UOMO
Kukhárochka kudá deválas? Dove si è nascosta la cuoca?
DONNA
Kukhárochka tepér’ leibpovaríkha. Ora si chiama Somma Capo Cuoca.
SECONDO CORO
Kukhárochka samá idyót. Smotríte
Pozvólte, vas sprosít’ leibpovaríkha!
Ma ecco che viene verso di noi, è lei.
Somma Capo Cuoca, degnati di ascoltarci!
UOMO
Fonárikov zhivéi! Vot zolotýe! Qua delle fiaccole, presto presto! Torce, lanterne!
DONNA
Komú fonárikov? Vot zolotýe! Dove occorrono? Torce, lanterne!
PRIMO CORO
Nesíte kolokólchiki syudá! Che si portino qui delle campanelle!
SECONDO CORO
Tsvetý zvenyát ot dunovénya vétra. I fiori battuti dal vento, tintinnano dolcemente.
UOMO
Fonárikov, fonárikov! Qua delle lanterne!
SECONDO CORO
Kukhárochka, kukhárochka, skazhí nam,
Ty vídela ved’ solovyá? Bolshói on?
Navérnoe ogrómnyi? I blistít
Sverkáet, kak almáz?
Somma Capo Cuoca, Somma Capo Cuoca, racconta.
Tu che hai visto l’usignolo,
È di enormi dimensioni? Brilla
Come un diamante?
PRIMO CORO
Vot zolotýe, zolotýe fonarí. Ecco ancora, ancora delle lanterne d’oro.

CUOCA
Net, málenkaya, sérenkaya ptíckka,
Eyó v kustákh edvá zamétit’ mózhno,
A zapoyót, legkó tak stánet, slyózy
Iz glaz pokátyatsya neuderzhímo.
No, è un piccolo uccello grigio.
A volte lo si può vedere nel boschetto
E quando canta, per un nulla
I vostri occhi si riempiono di lacrime, fa piangere!
PRIMO E SECONDO CORO
Ogní, ogní goryát!
Zolotýe blestyát kolokólchiki zvenyát!
Fonáriki, ogní povsyúdu
Prázdnik i vesély búdet, chúdo!
Tutto è illuminato, mille fuochi scintillano,
Che meraviglioso splendore! Ascoltate il carillon!
Dappertutto fuochi, fiamme vive!
Che bella festa si prepara!
(con timore)
Akh! Ah!
CIAMBELLANO
Stupáite von’! Syudá idút velmózhi! Andatevene. Arriva l’Imperatore!
(Il velo di tulle si leva lentamente.)
(Il palazzo di porcellana dell’Imperatore della Cina. Architettura fantastica. Decorazioni di festa, luminarie in abbondanza. Entrata solenne dei dignitari di corte. Sull’avanscena, in prossimità del pubblico, c’è unlacché di corte che porta un lungo trespolo sul quale è appollaiato l’usignolo.)
[Marcia cinese]
(Servitori portano trionfalmente l’Imperatore della Cina seduto sul trono a baldacchino. Il trono dell’Imperatore è posto su un palco in mezzo alla scena.)
CIAMBELLANO
Velíki Imperátor,
Solóvushko uzh zdes’
I tvoevó lish znáka dozhidáet.
O signore magnanimo
Ecco l’usignolo;
Per cominciare non attende che un tuo segno.
(L’imperatore fa segno all’usignolo di cominciare)
USIGNOLO
Akh! Sérdtse dóbroe,
Akh, sad blágoukhánny,
Tsvertý dushístye,
I sólntsei, i tsvertý!
Akh, sérdtse grústnoe,
Tumán perédrazsvétnyi,
Slezá prozráchnaya,
I mésyats, i sleza.
Akh, sérdtse nézhnoe,
Akh, nébo sínei nóchi,
Mechtý lyubímyya,
I zvyózdy, i mechtý.
Akh!
Ah! Gioia, riempi il mio cuore,
Un dolce profumo mi inebria,
I fiori incantevoli,
I fiori, il chiaro sole!
Ah, pena riempi il mio cuore,
Ecco le scure nebbie,
Le lacrime nei miei occhi,
Le lacrime e la notte.
Tenerezza, riempi il mio cuore,
Oh, il chiarore lunare,
Un sogno d’amore infinito,
Un sogno nella notte.
Ah!
IMPERATORE
Kak khoroshól ty spel!
Chem nagradít’ tebyá?
Skazhí?
Ya zháluyu emú
Na shéyu túflyu zolotúyu.
Che canto delizioso!
Per ricompensarti,
Dimmi…
Vuoi delle pantofole d’oro
Da portare sul collo come insegne?
USIGNOLO
Ty pláchesh’,
Slyózy na tvoíkh glazákh,
Velíki Imperátor, akh, net,
Mne mílostei drugíkh ne nádo.
Akh! Ya shchédro nagrazhdyón!
Lagrime luccicano veramente
Nei tuoi occhi?
O magnanimo principe, io non ho bisogno
Di nessun altra elargizione.
Ah Grande è la ricompensa.
(Tutte le dame, per imitare l’usignolo, si riempiono la bocca d’acqua e piegano all’indietro la testa, sforzandosi di trillare.)
DAME
Oua oua… Ua ua…
CORTIGIANI
Ocharovátelno!
Kakóe míloe kokétstvo!
Come canta bene la sua canzone!
È affascinante, pieno di grazia!
CIAMBELLANO
Velíki Imperátor,
Ot povelítelya Yapónii poslý.
O Signore magnanimo,
Ecco dei messaggeri del principe del Giappone.
(Tre inviati giapponesi si avvicinano all’Imperatore, due davanti assieme; quello che li segue porta una grande cassa d’oro sul cui coperchio si erge un grande usignolo meccanico.)
PRIMO INVIATO E SECONDO INVIATO
Kogdá sólntse zashló
Vladýk a Yapónii
Povelíl ití rabám svoím k tebé,
Povelítel Kitáya,
Vot my, privét i dar.
Al tramonto del sole,
Dal Giappone il Sovrano
Ha inviato noi, suoi schiavi,
A te, grande re della Cina,
Per portati omaggio e un dono.
(I due inviati che sono davanti si spostano, e avanza il terzo inviato verso l’Imperatore e gli presenta l’usignolo artificiale.)
TERZO INVIATO
(quasi gridato)
Solovéi Imperátora Yapónskavo
Zhálok v sravnéni
S solovyóm Imperátora Kitáiskavo.
L’Imperatore del Giappone
Invia il suo usignolo
Infimo rivale di quello dell’Imperatore della Cina.
(Durante questa scena, il vero usignolo sparisce senza essere visto.)
[Canto dell’usignolo meccanico]
(L’Imperatore con un gesto mette fine al canto dell’Usignolo meccanico.)
CORTIGIANI
Tsk, tsk, tsk, tsk…
Klyu, klyu… Klyu, klyu, klyu…
Psst, psst, psst, psst…
Tui, tui… Tui, tui…
(L’Imperatore, che vuol sentire di nuovo il vero usignolo, gira la testa da un lato e leva la mano. Vedendo che l’uccello non c’è più, si gira perplesso verso il ciambellano.)
IMPERATORE
Éto shto? Dov’è?
CIAMBELLANO
On uletél, Vlíki Imperátor. Se ne è andato, o Signore magnanimo.
IMPERATORE
Iz predélov gosudárstva
Obyavlyáyu ízgnannoi
Ptítsu uletévshuyu.
Solovyá zhe Imperátora Yapónskavo zháluyu:
Pust’ búdet Imperátorskovo
Stólika nochnóvo
Pérvym s lévoi storoný pevtsóm.
Dalle frontiere dell’Impero
Io bandisco questo insolente,
L’uccello che ha osato fuggire.
In quanto all’altro usignolo, regalo dell’Imperatore,
Sarà portato nella nostra camera,
Al primo posto alla sinistra
Del comodino del letto imperiale.
(L’Imperatore fa segno di formare il corteo. Lo si porta sul baldacchino. Tutti escono in una trionfale processione.)
VOCE DEL PESCATORE
Túchami vse zvyózdy sakrýv,
Khólod i tmu smert’ prineslá
Smert’ sámoyu gólosom ptits,
Smert’ pobedíl nebésnyi dukh.
Velando di nebbia gli astri e il cielo
La morte apporta ombra e nevischio.
E nella voce dell’usignolo
Essa ha vinto la dolce primavera.
TERZO ATTO
Una sala del palazzo dell’Imperatore della Cina. Notte. Chiaro di luna. Sul fondo della camera di riposo dell’Imperatore, letto gigantesco sul quale giace l’Imperatore malato. Al suo capezzale è seduta la Morte. Essa porta la corona imperiale, e si è impadronita della spada e dello stendardo. La tenda che separa lacamera di riposo dalle altre stanze, è sollevata.
SPETTRI
My vse pred tobói,
My vse prishlí syudá.
O, vspómni, vspómni ty.
Vspómni ty o nas!
Vspómni!
Guardaci tutti assieme
Davanti al tuo capezzale.
Ci riconosci bene,
Trema davanti a noi.
Trema!
IMPERATORE
Shto éto? Kto oní? Chi c’è là? Chi va là?
SPETTRI
My vse tvoí delá,
My zdes’, my ne uidyóm.
O, vspómni, vspómni ty.
Vspómni ty o nas!
Vspómni!
Tutti i tuoi atti passati,
Che nulla potrà cancellare!
Ci riconosci bene,
Trema davanti a noi.
Trema!
IMPERATORE
Akh, ya ne znáyu vas!
Ya ne khochú, ya ne khochú vas slúshat’!
Akh, múzyki, syudá skorée, múzyki, múzyki!
Bolshíkh kitáiskikh barabánov!
Akh, múzyki, múzyki!
Non vi conosco, non voglio
Vedervi né ascoltarvi!
I miei musicisti! Venite presto, musicisti!
Tamburi, cimbali, venite, presto!
Miei musicisti, di grazia!
USIGNOLO
Akh, zdes’, ya zdes’,
Velíki Imperátor!
Tebé spoyú o tom kak
Khoroshó v sadú tvoyóm! Akh!
Noch’ sínyaya uzh blízitsya k kontsú.
Mertsáne zvyozd s dykhánem
Dushístym tsvetóv slilós’,
I ya ne znáyu bólshe
Gde zvyozd mertsáne, gde tsvetý.
I béloi rózy kust stoít v slezákh.
Ah, eccomi,
O magnanimo Principe!
Vengo a cantare dei tuoi giardini
Il fascino e la dolcezza! Ah!
La notte farà posto alla chiara aurora.
Il fulgore del cielo,
L’aroma dei fiori si mescola nell’aria;
Raggi e profumi si uniscono,
Astri e rose si confondono.
Gocce di rugiada brillano come lacrime.
IMPERATORE
Kak khoroshó! Che canto meraviglioso!
USIGNOLO
Akh, zvyodz mertsáne…
Akh, tsvetý…
A tam, za béloyu ográdoi
Est’ sad drugói.
Ah, stelle pure…
Bianche gocce di rugiada…
Più lontano c’è un giardino tranquillo
Chiuso da un muro bianco.
LA MORTE
Mne slúshat’ nrávitsya, kak ty poyósh.
Zachém umólknul?
Spoi eshchó!
Ah, amo ascoltarti,
Il tuo canto è dolce.
Perché taci? Canta ancora?
USIGNOLO
Otdái korónu Imperátoru!
Otdásh? Togdá spoyú eshchó.
Ma rendi la sua corona all’imperatore!
Rendila, e io canterò per te.
LA MORTE
Korónu? Korónu?
Nu khoroshó,
Korónu ya otdám, smotrí.
Nu poi zhe, poi eshchó.
Renderla? renderla?
Sia, acconsento.
La rendo senza indugio. Ecco.
Ma canta, canta ancora.
USIGNOLO
I sáblyu dragotsénnuyu i známya
Otdái. I búdu pet’ ya do razsvéta.
Rendigli anche la sua spada e il suo stendardo,
Rendile e io canterò fino all’aurora.
LA MORTE
Ya vsyo, ya vsyo otdám.
Tebyá khochú ya slúshat’.
Sì, tutto, gli renderò tutto.
Voglio ascoltarti ancora.
USIGNOLO
Pechálnyi sad umérshikh.
Akh, v tom sadú tak tikho,
I pádaet rosá
S vetveí tsvetúshchei slívy
Na moch mogíl zabýtykh.
Pechálnyi svétit mésyats,
Pechálnyi sad umérshikh.
Akh, tíkho myórknut zvyózdy.
Sredí kamnéi mogílnykh tumánov
Bélykh klóchya pogásli svet yachkí!
Pechálnyi svétit mésyats,
Pechálnyi sad umérshikh.
I morti sono in pace e dormono.
Ah, tutto è silenzio,
E la rugiada dei fiori cadendo
Va a perdersi nella schiuma
Delle fredde lapidi tombali!
La luna triste vi brilla,
Le morti sono in pace e dormono.
Pallidi, dei raggi muoiono
Sull’ombra delle tombe.
La nebbia avvolge e vela le bianche faci del cielo!
La luna triste rischiara
Le tombe dimenticate.
(La Morte sparisce. Comincia a farsi giorno)
IMPERATORE
Kak khoroshó, Solóvushko!
Ko mne vernúlis sily.
Tepér’ ne uletísh ty?
Pri dvoré ya pérvoi sdélayu tebyá osóboi.
Hai cantato bene, usignoletto!
Mi sono ritornate le forze.
Ma, di grazia, resta qui:
Ti prometto il primo posto nel mio cuore.
USIGNOLO
Akh net, akh net,
Mne lúchshii dar dostálsya:
Ya slyózy vídel na tvoíkh glazákh,
Velíki Imperátor.
Akh, slyoz tekh nikogdá ya ne zabúdu.
I búdu priletát’ k tebé
I pet’ ya kázhdoi nóchyu,
I búdu per’ tebé vsyu noch’,
Vsyu noch’ do sámavo razsvéta!
Proshchái, proshchái,
Velíki Imperátor!
Ah no, ah no!
Io ho la mia ricompensa.
Ho visto delle dolci lacrime nei tuoi occhi,
O principe magnanimo.
Ah, io non dimenticherò mai queste lacrime.
Così tornerò da te
E ogni notte nell’ombra
Canterò fino al mattino,
Canterò fino all’aurora!
A presto, a presto,
sublime principe!
[Corteo solenne]
(I cortigiani, credendo che l’Imperatore sia morto, entrano al suono di una marcia solenne e avanzano verso la camera di riposo. I tendaggi della camera di riposo si aprono. La camera di riposo è illuminata dalsole. L’Imperatore in pompa magna è in piedi al centro. I cortigiani cadono a terra.)
IMPERATORE
Zdrávstvuite! Buongiorno a tutti!
VOCE DEL PESCATORE
Sólntse vzoshló, kónchilas’ noch’,
Grómko poyút ptitsu v lesákh.
Slúshaite ikh: gólosom ptits
Sam govorít nebésnyi dukh.
Il chiarore del sole caccia la notte,
Gaiamente nel bosco canta l’uccello.
Ascoltate bene, e nella sua voce,
Riconoscere la voce del cielo.
FINE DELL’OPERA


(1) Testo tratto dal sito Libretti d'opera al quale rimandiamo per la consultazione dei libretti di altre opere

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