Glossario
Guida all'ascolto



Threni: id est Lamentationes Jeremiae prophetae

per soli, coro, e orchestra

Testo (nota 1)

N. B. - Le prime quattro elegie sono alfabetiche, cioè i vari gruppi di versi cominciano - nell'originale ebraico - con parole le cui prime lettere riproducono per ordine le 22 lettere dell'alfabeto della medesima lingua. In conformità del testo originale, i nomi ebraici di tali lettere sono riportati (in carattere maiuscolo) nel testo che segue, al principio dei versi a cui si riferiscono; l'Autore ha messo in musica anche questi nomi ebraici.

DE ELEGIA PRIMA
JERUSALEM HUMILIATA (Umiliazione di Gerusalemme)
Incipit lamentatio
Jeremiae Prophetae.
Incomincia la lamentazione
di Geremia Profeta.
ALEPH - Quomodo sedet sola
civitas plena populo!
Facta est quasi vidua
domina gentium;
prìnceps provinciarum
facta est sub tributo!
Come siede solitaria
la città piena di popolo!
E' diventata come vedova
la signora delle genti;
la sovrana delle province
fu sottoposta al tributo!
BETH - Plorans ploravit in nocte
et lacrymae ejus in maxillis ejus.
Raddoppia i pianti nella notte,
le lagrime le rigano le gote.
HE - Facti sunt hostes ejus in capite,
inimici ejus locupletati sunt;
quia Dominus locutus est super eam
propter multitudinem iniquitatum ejus.
Gli avversari suoi si vide in capo,
e i suoi nemici prosperarono;
perché il Signore s'è pronunciato contro di lei,
per la moltitudine delle sue scelleratezze.
CAPH - Vide, Domine, et considera
quoniam facta sum vilis!
Guarda, o Signore, e vedi
in quale avvilimento son ridotta!
RES - Vide, Domine, quoniam tribulor,
conturbatus est venter meus,
subversum est cor meum in me metipsa;
quoniam amaritudine plena sum:
foris interficit gladius,
et domi mors similis est.
Guarda, Signore, quanto angosciata sono,
le mie viscere sono sconvolte
e in iscompìglio il cuore dentro di me;
sono piena di amarezza:
di fuori infierisce la spada
e di dentro la mortalità.
DE ELEGIA TERTIA
1. QUERIMONIA (Lamentela)
ALEPH - Ego vir videns paupertatem meam
in virga ìndignationis ejus.
Io sono l'uomo spettatore della mia miseria
sotto la verga del suo sdegno.
ALEPH - Me menavit, et adduxit in tenebras,
et non in lucem.
Mi ha guidato e condotto
nelle tenebre e non nella luce.
ALEPH - Tantum in me vertit, et convertit
manum suam tota die.
Sol contro di me mena e rimena
le mani tutto il giorno.
BETH - Vetustam fecit pellem meam et carnem meam,
contrivit ossa mea.
Egli fece invecchiare la mia pelle e la mia carne,
ed ha fiaccate le mie ossa.
BETH - Aedificavit in gyro meo, et circumdedit me
felle et labore.
Costrusse in giro a me e mi cerchiò
di amarezza e di affanno.
BETH - In tenebrosis collocavit me,
quasi mortuos sempiternos.
Mi ripose in luoghi tenebrosi,
come i trapassati da secoli.
VAU - Et fregit ad numerum dentes meos,
cibavit me cinere.
Mi ha rotto ad uno ad uno i denti,
mi ha cibato di cenere.
VAU - Et repulsa est a pace anima mea,
oblitus sum honorum.
Dalla pace è divisa l'anima mia,
dei beni ho perduto il ricordo.
VAU - Et dixi: «Perii finis meus
et spes mea a Domino!».
E ho detto: «E' perduta la mia ultima aspettazione,
e la speranza mia dal Signore!».
ZAIN - Recordare paupertatis, et transgressionis meae,
absinthii et fellis!
Ricordati della mia miseria e delle mie traversie,
delle mie amarezze e acerbità!
ZAIN - Memoria memor ero, et tabescet
in me anima mea.
Con la memoria mia nel rammentarle
si strugge in me l'anima mia.
ZAIN - Haec recolens in corde meo,
ideo sperabo.
Tutto questo sto rivolgendo nel cuor mio,
e quindi io spererò.
2. SENSUS SPEI (Sentimento della speranza)
HETH - Misericordiae Domini, quia non sumus consumpti,
quia non defecerunt miserationes ejus,
E' bontà del Signore se non fummo annientati,
perché le sue misericordie non son venute meno,
HETH - Novi diluculo,
multa est fides tua.
in nuovi modi rinnovellate ogni mattina,
molto grande è la tua fedeltà.
HETH - «Pars mea Dominus», dixit anima mea;
propterea expectabo eum.
«La mia porzione è il Signore», disse l'anima mia,
per questo io l'aspetterò.
TETH - Bonus est Dominus sperantibus in eum,
animae qruaerenti illum... ab adolescenza sua.
Il Signore è buono con quelli che sperano in lui,
con l'anima che lo ricerca... sin dalla sua fanciullezza.
TETH - Bonum est praestolari cum silentio salutare Dei. E' bene attendere in silenzio la salvezza di Dio.
TETH - Bonum est viro eum portaverit jugum. E' bene per l'uomo l'aver portato il giogo,
LAMED - Ut contereret sub pedibus suis
omnes vinctos terrae;
lasciando che altri sotto i suoi piedi
calpesti tutti quei che ha catturato sulla terra;
LAMED - Ut declinarci judicium viri
in conspectu vultus Altissimi;
e che altri perverta la giustizia umana
nel cospetto dell'Altissimo;
LAMED - Ut perverteret hominem in judicio suo;
Dominus ignoravit.
e che faccia torto al diritto altrui;
come se il Signore non vedesse.
NUN - Scrutemur vias nostras, et quaeremus,
et revertamur ad Dominum.
Disaminiamo piuttosto i nostri andamenti,
e richiamiamoli, e torniamo al Signore.
NUN - Levemus corda nostra cum manibus
ad Dominum in coelos.
Alziamo i nostri cuori insieme con le palme,
verso il Signore in cielo.
NUN - Nos inique egimus, et ad iracundiam provocavimus,
incirco tu inexorabilis es.
Noi abbiamo male operato, provocammo lo sdegno,
per questo tu fosti inesorabile.
SAMECH - Operuisti in furore, et percussisti nos;
occidisti, nec pepercisti.
Nel tuo furore nascondesti la faccia, ci hai percossi,
hai menato strage senza remissione.
SAMECH - Opposuisti nubem tibi,
ne transeat oratio.
Ti sei fatto delle nubi schermo
affinchè non passasse la preghiera.
SAMECH - Eradicationem et abjectionem posuisti me
in medio populorum.
Spazzatura ed abiezione ci hai resi
in mezzo alle nazioni.
AIN - Oculus meus afflictus est, nec tacuit,
eo quod non esset requies:
L'occhio mio è afflitto e non si può calmare,
perche non trova requie:
AIN - Donec respiceret et videret
Dominus de coelis.
fino a tanto che s'affacci e guardi
il Signore dal cielo.
AIN - Oculus meus depredatus est animam meam
in cunctis filiabus urbis meae.
Il mio occhio ha straziato l'anima mia
per tutte le figlie della mia città.
SADE - Venatione ceperunt me quasi avem
inimici mei gratis.
Mi hanno dato la caccia come ad un uccello
quei che mi osteggiano senza ragione.
SADE - Lapsa est in lacum vita mea,
et posuerunt lapidem super me.
La mia vita rovinò nella fossa
e mi hanno sovrapposto una pietra.
SADE - Inundaverunt aquae super caput meum;
dixi: «Perii!»
Una piena dilagò sopra il mio capo;
ho detto: «Sono perduto!»
COPH - Invocavi nomen tuum, Domine,
de lacu novissimo.
Ho invocato il tuo nome, o Signore,
dalla profonda fossa.
COPH - Vocem meam audisti: ne avertas aurem tuam
a singultii meo et clamoribus.
Hai udita la mia voce: non torcere le orecchie
dai miei singhiozzi e dalle mie querele.
COPH - Appropinquasti in die quando invocavi te;
dixisti: «Ne timeas».
Nel dì ch'io t'invocai ti appressasti;
hai detto: «Non temere».
3. SOLACIUM (Conforto)
RES - Judicasti, Domine, causam animae meae,
redemptor vitae meae.
Hai patrocinato, o Signore, la causa dell'anima mia,
ti sei fatto tutore della mia vita.
RES - Vidisti, Domine, iniquitatem illorum adversum me Hai veduto, o Signore, i torti che fanno a me,
RES - Vidisti omnem furorem;
universas cogitationes eorum adversum me.
Hai veduto tutta la loro tracotanza;
quanti disegni fanno contro di me.
SIN - Audisti opprobrium eorum, Domine,
omnes cogitationes eorum adversum me.
Hai udito i loro oltraggi, o Signore,
tutti i loro disegni contro di me.
SIN - Labia insurgentium mihi et meditationes eorum
adversum me tota die.
Le labbra dei miei oppositori, i loro ragionamenti
son contro di me tutto il giorno.
SIN - Sessionem eorum et resurrectionem eorum vide;
ego sum psalmus eorum.
Quando seggono e quando sorgo, no, li vedi
come mi prendono in canzone.
THAU - Reddes eis vicem, Domine,
juxta opera manuum suarum.
Renderai loro il contraccambio, Signore,
secondo il loro operato.
THAU - Dabis eis scutum cordis,
laborem tuum.
Premerai loro il cuore sotto lo scudo
delle tue pene.
THAU - Persequeris in furore, et conteres eos
sub coelis, Domine!
Li perseguiterai col tuo furore, li distruggerai
di sotto ai cieli, o Signore!
DE ELEGIA QUINTA
ORATIO JEREMIAE PROPHETAE (Preghiera di Geremia Profeta)
Recordare, Domine, quid acciderit nobis; Ricorda, o Signore, quello che è accaduto a noi,
ìntuere et respice opprobrium nostrum. guarda, e vedi l'obbrobrio nostro.
Tu autem, Domine, in aeternum permanebis, Ma tu, o Signore, resterai in eterno,
solium tuum in generationem et generationem il tuo soglio resterà pel volgere di tutte le generazioni.
Converte nos, Domine, ad te, et convermemur, Convertici a te, Signore, e ritorneremo,
innova dies nostros, sicut a principio. ripristina i nostri giorni come da principio.
(Traduzione del P. Giacomo Mezzacasa)


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 5 febbraio 1961

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Ultimo aggiornamento 21 novembre 2016
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