Glossario



Gloria in re maggiore, RV 589

per soli, coro, tromba, oboe, archi e basso continuo

Musica:
Antonio Vivaldi
  1. Gloria in excelsis Deo - Allegro (re maggiore)
    Coro e tutti gli strumenti
  2. Et in terra pax - Andante (si minore)
    Coro, archi e basso continuo
  3. Laudamus te - Allegro (solo maggiore)
    2 soprani, archi e basso continuo
  4. Gratias agimus tibi - Adagio (sol maggiore)
    Coro, archi e basso continuo
  5. Propter magnam gloriam - Allegro (mi minore)
    Coro, archi e basso continuo
  6. Domine Deus Rex celesti - Largo (do maggiore)
    Soprano, violino, oboe e basso continuo
  7. Domine Fili unigenite - Allegro (fa maggiore)
    Coro, archi e basso continuo
  8. Domine Deus - Adagio (re minore)
    Contralto, coro, archi e basso continuo
  9. Qui tollis peccata mundi - Adagio (do maggiore)
    Coro, archi e basso continuo
  10. Qui sedes ad dexteram Patris - Allegro (si minore)
    Contralto, archi e basso continuo
  11. Quoniam tu solus sanctus - ... (re maggiore)
    Coro, tromba, oboe, archi e basso continuo
  12. Cum Sancto Spiritu - Allegro (do maggiore)
    Coro, tromba, oboe, archi e basso continuo
Organico: 2 soprani, contralto, coro misto, tromba, oboe, archi, basso continuo
Composizione: Venezia, 9 settembre 1708

Utilizza le introduzioni RV 637, 640 e 642

Guida all'ascolto (nota 1)

Nel 1713 Francesco Gasparini, "maestro di coro" all'Ospedale della Pietà di Venezia, ottiene licenza di assentarsi temporaneamente dalla città per tornare a Roma ad occuparsi di "premurosi affari della sua casa". Vivaldi, a quel tempo, operava già alla Pietà come "maestro, di strumenti" con l'incarico di insegnare alle "putte" il violino e la viola all'inglese. Fra i due incarichi vi era una sostanziale differenza: infatti mentre il "maestro di strumenti" aveva soprattutto una responsabilità di ordine didattico e non era tenuto a scrivere musica, il "maestro di coro" doveva soddisfare anche impegni di ordine artistico-compositivo.

Quando Gasparini, poco tempo dopo, comunicherà la sua intenzione di non ritornare più in laguna, i Governatori nomineranno come suo sostituto Pietro Scarpati ma decideranno anche di affidare a Vivaldi il compito di provvedere alla composizione di musiche liturgiche e Concerti. Nel giugno 1715 gli viene riconosciuto un compenso speciale di 50 ducati per aver i omposto: "una Messa intiera, un vespero, un oratorio, più di 30 mottetti ed altre fatiche".

Questa attività viene poi definitivamente ufficializzata nel 1716, quando il prete rosso ottiene il titolo di "maestro dei concerti" con il compito di scrivere lavori appositamente per le musiciste della Pietà. A quell'anno risalgono il Concerto RV 172 scritto per Pisendel, l'oratorio sacro Juditha Triumphans e l'opera Arsilda Regina di Ponto. Secondo gli studi condotti da Paul Everett sulle carte e sui pennini, al 1716 apparterebbe anche il Gloria RV 589, il cui autografo è conservato nel preziosissimo Fondo Foa-Giordano della Biblioteca Universitaria di Torino [Giordano 32-4].

Le opere sacre vivaldiane su testi liturgici rientrano in tre categorie: parti di messe, salmi per Vespri (più il responsorio Domine ad adiuvandum e il Magnificat) e inni. Benché siano stati fatti tentativi di raggruppare le parti di messe e i salmi in un insieme più ampio, i risultati, data l'estrema frammentazione del materiale giunto fino a noi, sono assai poco convincenti.

Per quanto riguarda le sezioni della Messa abbiamo a disposizione solo un Kyrie in sol minore (RV 587) per doppio coro, archi e continuo, un Credo in mi minore (RV 591) per soli, coro, archi e continuo e due versioni del Gloria, entrambe in re maggiore, RV 588 e 589. Le due versioni sono assai imparentate, fino a collimare in alcuni momenti nelle scelte compositive e anche nel materiale musicale utilizzato.

Il Gloria RV 589 è senz'altro una delle pagine più avvincenti e conosciute del musicista veneziano: l'organico prevede un coro a quattro parti, due soprani, un contralto, oboe, tromba, archi e basso continuo. Il testo è organizzato in 12 sezioni che si alternano in una varietà di forme, di tempi, di ritmi, di tonalità e di organico: brani solistici nello stile dell'aria, strumenti concertanti, cori omofonici, contrappunti, ritornelli nello stile del Concerto. L'unitarietà del lavoro viene garantito dalla ripresa, nel penultimo movimento, dello stesso tema iniziale in una sorta di circolarità strutturale.

L'opera si apre con una incalzante e trionfale introduzione orchestrale su un tema incisivo e ritmico (con salto di ottava) degli archi bassi al quale risponde un disegno più scorrevole proposto prima dai violini e poi dai fiati; su questo deciso andamento si innesta la maestosa entrata omoritmica del coro, Gloria in excelsis, che si amalgama e si alterna con l'orchestra secondo i tipici dettami dello stile sacro concertato.

Con il versetto Et in terra pax l'atmosfera cambia radicalmente; protagonista e sempre il coro (questa volta trattato contrappuntisticamente) ma con accenti e modulazioni di intimismo sofferto.

Il Laudamus te è sostanzialmente un duetto per due soprani con l'accompagnamento di archi e continuo; il clima è festoso e la chiarezza formale della pagina è assicurata dalla ripresa cadenzata del ritornello strumentale. Torna il coro con un lento e omofonico Gratias agimus tibi che si trasforma immediatamente in un perfetto fugato a quattro voci (Propter magnam gloriam tuam).

Il Domine Deus Rex Coelestis è una delicata aria in do maggiore affidata ai soprani; la concertazione con l'oboe dona a questa pagina una idilliaca atmosfera pastorale avvallata anche dal ritmico andamento "alla siciliana". È nuovamente il coro a riprendere la parola in compagnia degli archi: il Domine Fili Unigenite è retto da un incisivo ritmo puntato con un ampio ricorso alla tecnica imitativa del canone.

Un bellissimo tema affidato ai bassi sorregge il Domine Deus, agnus Dei sul quale si libra l'intensa voce del contralto punteggiata da accorati interventi invocativi del coro ("miserere nobis!"). Coro a cui è lasciata la pagina successiva, Qui tollis, dal carattere assorto e intimamente spirituale: voci e orchestra procedono insieme solennemente e mestamente, come in un corale luterano.

Lo stile maestoso dell'inizio comincia a riapparire nel Qui sedes ad dexteram patris strutturato nella forma del Concerto: un ampio ritornello dell'orchestra introduce l'aria del contralto che dialoga con la compagine strumentale in una sorta di rinnovata alternanza solo-tutti.

Il circolo quindi si chiude sul Quoniam tu solus sanctus che è in realtà una sintesi del materiale utilizzato nel primo movimento e ha il compito di introdurre la solenne fuga finale, Cum Sancto Spiritu. Quest'ultimo brano però, che conclude anche l'altro Gloria RV 588, non è opera di Vivaldi; si tratta infatti di una sezione di Gloria scritta da Giovanni Maria Ruggieri nel 1708 e solo ricopiata dal compositore veneziano.

Laura Pietrantoni

Testo

  1. Coro [Allegro]
    Gloria in excelsis Deo

  2. Coro [Andante]
    Et in terra pax hominibus

  3. Aria [Allegro] - Due soprani
    Laudamus te, benedicimus te,
    adoramus  te, glorificamus te.

  4. Coro [Adagio]
    Gratias agimus tibi

  5. Coro [Allegro]
    Propter magnam gloriam tuam.

  6. Aria [Largo] - Soprani
    Domine Deus, Rex coelestis,
    Deus Pater omnipotens,

  7. Coro [Allegro]
    Domine Fili unigenite Jesu Christe,

  8. Aria [Adagio] - Contralto e Coro
    Domine Deus, Agnus Dei, Filius Patris.
    Qui tollis peccata mundi,
    miserere nobis

  9. Coro [Adagio]
    Qui tollis peccata mundi,
    miserere nobis,
    suscipe deprecationem nostram.

  10. Aria [Allegro] - Contralto
    Qui sedes ad dexteram patris,
    miserere nobis.

  11. Coro [Allegro]
    Quoniam tu solus sanctus,
    tu solus Dominus,
    tu solus altissimus Jesu Christe.

  12. Coro [Allegro]
    Cum Sancto Spiritu in gloria Dei Patris, Amen.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 18 maggio 2002

I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.

Ultimo aggiornamento 18 giugno 2014
html validator  css validator


Questo testo è stato prelevato sul sito http://www.flaminioonline.it. ed è utilizzabile esclusivamente per fini di consultazione e di studio.
Le guide all'ascolto sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note e quindi ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.