Glossario
Guida all'ascolto



Eine florentinische Tragödie (Una tragedia fiorentina), op. 16

Testo delle parti vocali (nota 1)

La casa d'un agiato mercante dì Firenze. Guido Bardi è in ginocchio davanti a Bianca. Tengono le mani intrecciate. Guido le sorride, quando all'improvviso Bianca sbigottisce, si alza e si scioglie da Guido. Nel medesimo momento entra Simone. È in veste da viaggio. Con una mano tiene la spada, con l'altra si trascina appresso un pacco grosso e pesante. Si guarda attorno nella stanza per un istante, poi lancia a Bianca un'occhiata interrogativa. Bianca gli muove incontro lentamente, con lo sguardo abbassato.
SIMONE
So langsam, Weib?
Fliegst du nicht deinem Herrn entgegen?
Si lenta, donna?
Non voli incontro al tuo padrone?
(Bianca gli porge la mano)
Da, nimm meinen Mantel. Erst den Pack! To', prendimi il mantello. Prima il pacco!
(Bianca trascina l'involto verso l'alcova, poi toglie a Simone cappello e mantello, ripone tutto dentro e chiude le tendine)
Schwer ist er. Nichts hab' verkauft. È pesante. Non ho venduto nulla.
(come se scorgesse Guido soltanto ora; tranquillo)
Doch wer ist dies?
Ein Freund bei dir?
Fraglos ein Verwandter,
der kurz vom Ausland erst zurück
mein Haus befällt, indeß der Herr
des Hauses fern. Verzeiht es,
Anverwandter: denn ein Haus ist ohne
seinen Herrn ein leeres Ding und bar
der Ehr', ein Becher ohne Wein,
ein blumenloser Garten sonnverwaist,
Ebbene, chi è costui?
Un amico accanto a te?
Senz'altro un congiunto che,
appena arrivato da fuori,
capita nella mia dimora, mentre
il padrone di casa è lontano.
Perdonate, parente mio: una casa
senza il suo padrone è una cosa vuota,
un calice senza vino, un giardino senza fiori,
abbandonato dal sole.
(sempre devoto e cordiale)
Nochmals Vergebung, lieber Vetter! Ancora perdóno, caro cugino!
BIANCA
(cupa)
Dies ist kein Vetter und auch kein Verwandter Non è un cugino e neppure un congiunto.
SIMONE
Kein Vetter, kein Verwandter?
Wer ist es denn, der mit so art'ger Huld
geruht bei uns zu Gaste sich zu laden?
Né cugino, né congiunto?
Chi mai con tanta grazia s'è degnato
d'invitarsi nella nostra dimora?
GUIDO
Ich heiße Guido Bardi. Mi chiamo Guido Bardi.
SIMONE
Wie, der Sohn des Herzogs von Florenz,
deß blasse Türme im Silberglast
des flüchtigen Monds allnächtlich
wie Schatten ich vor
meinem Fenster sehe?
Herr Guido Bardi, seid willkommen,
zweimal willkommen!
Denn ich hoff', mein ehrbar
Weib fiel Euch mit seichtem
Wortschwall nicht zur Last.
Che? il figlio del duca di Firenze,
le cui torri nella luce argentea
della fuggente luna
io scorgo ogni notte
come ombre davanti alla mia finestra?
Signor Guido Bardi, siate benvenuto,
due volte benvenuto!
Ma spero che la mia sposa onorata
non v'abbia tediato
con vuoto profluvio di parole.
GUIDO
Der Herrin Gnade - die Leuchte ihrer
Schönheit bleicht die Sterne - hat mich
so hold beglückt, daß ich, wenn's ihr
genehm und wenn Euch selbst, dies
schlichte Haus noch oft besuchen will.
Führt das Geschäft Euch übers Land,
so will ich bei ihr sitzen, die Verlass'ne
trösten, damit sie nicht zu sehr sich
um Euch sorge.
Wie dünkt Euch das, Simone?
La grazia della signora - lo splendore
della sua bellezza fa impallidire le stelle
- m'ha fatto si felice che, se aggrada a lei
e anche a voi, visiterò ancora sovente
quest'umile dimora.
Se gli affari vi portano fuori città,
io le siederò accanto,
consolerò la derelitta,
perché non s'affanni troppo per voi.
Che ne pensate, Simone?
SIMONE
Ich dank Euch, Herr,
aus Herzensgrunde!
Derlei schweißt einen Staat zusammen
wenn ein Prinz so edler Herkunft und so
feiner Arteines biedern Bürgers biedres
Haus als biedrer Freund besucht.
Und doch, mein Fürst, bin ich vielleicht
zu kühn. Ein andermal kommt Ihr
als Freund hierher. Heut' Nacht kommt
Ihr, mir Waren abzukaufen.
Ist's nicht so? Samt und Seide,
was Ihr wollt, ich zweifle nicht, ich habe
zarte Stoffe von hoher Werbenkraft.
Vi ringrazio, signore,
dal profondo del cuore!
Ben si regge uno Stato, se un principe
di sì nobil prosàpia e di sì gentili maniere
visita da probo amico la proba casa
d'un probo cittadino.
Eppure, mio principe, io sono forse
troppo audace. Un'altra volta verrete qui
da me come amico. Questa notte venite a
comprare le mie merci.
Non è così? Voi volete velluto e seta,
non ne dubito, io possiedo
stoffe delicate di alto valore.
(a Bianca, con asprezza)
Wo ist mein Bündel? Hörst du nicht?
Non senti? Wo ist's?
Dov'è il mio involto? Non senti?
Wo ist's? Dov'è?
(Bianca toglie l'involto dall'alcova)
Mach's auf, mein gutes Weib! Aprilo, mia buona sposa!
(Bianca cerca di aprire l'involto)
Knie nieder auf den Boden! Inginocchiati sul pavimento!
(Bianca s'inginocchia, apre l'involto e cerca sotto le vestì e le stoffe)
So ist's besser.
Nicht doch, nicht dies, das andre!
Flink, nur flink!
Così va meglio.
Ma no, non questa, l'altra!
Svelta, svelta!
(Bianca toglie dall'involto una pesante, splendida veste di damasco)
SIMONE
(in estasi)
Ja, das ist's! Gib her - behutsam.
Denn es ist kostbar.
Sì, è questa! da' qua - attenta.
È preziosa.
(Le toglie la veste di mano, la afferra con amorosa attenzione e la distende davanti a Guido)
Und nun, mein Prinz, hierhab
 ich mit Verlaub Luccaner Damast,
wie Silber das Gewebe
und die Rosen so fein gewirkt,
es braucht nur Wohlgeruch
den gieren Sinn zu narrn.
Berührt es, Prinz! Ist es nicht weich
wie Wasser, fest wie Stahl?
E ora, mio principe, ho qui,
con vostra licenza, un damasco lucchese,
come argento è lavorato
il tessuto e le rose sono sì delicate,
vi fosse il profumo,
che beffa per gli avidi sensi!
Toccatelo, principe! Non è morbido
come l'acqua, saldo come l'acciaio?
(con delicatezza)
Die Rosen erst! Seht!
Sind sie nicht schön gewoben?
Der Rose liebster Freund, die
Hügelhänge in Bellosguardo in Fiesole,
streun solche Blüten nicht dem Schoß
des Frühlings. Seht, im Damast hier
herrschet Sommer stets, und keines
Winters Zahn zernagt je diese Blüten.
Jede Elle hat Gold gekostet,
rotes echtes Gold,
sorgsamen Sparens Frucht.
Prima le rose! Guardate!
Non sono bene intessute?
Il più caro amico della rosa, i pendii
di Bellosguardo e di Fiesole, non spargono
simili fiori in grembo a primavera.
Vedete, qui nel damasco regna sempre
l'estate, né il dente dell'inverno
corrode questi fiori.
Ogni suo braccio è costato oro,
rosso oro zecchino,
frutto di accorti risparmi.
GUIDO
(sorrìdendo)
Wackrer Simone, genug, ich bitte Euch.
Ich bin einverstanden.
Ich will Euch morgen einen Diener
schicken, der wird Euch doppelt bezahlen.
Prode Simone, basta, vi prego.
Sono d'accordo.
Domani vi manderò un servitore,
che vi pagherà il doppio.
SIMONE
Edler Prinz, die Hände küss' ich Euch. Nobile principe, vi bacio le mani.
(Vuole baciare le mani a Guido. Guido si scosta da lui e s'avvicina a Bianca)
SIMONE
(all'improvviso ancora devoto e cordiale)
Jetzt fällt mir ein, daß noch ein Schatz
im Haus hier verborgen.
Ihr müßt ihn sehn.
Es ist ein Staatsgewand - Venedigs Werk.
Der Stoff geschorener Samt; Granatäpfel
das Muster; jeder Kern ist eine Perl.
Aus Perlen ganz der Kragen,
wie Mücken dicht zur
Nacht in Sommerstraßen
und weißer als der Mond,
den Tolle früh durch Kerkerstäbe sehen.
Ein männlicher Rubin durchglüht wie
Kohlenbrand die Spange.
Der Heiige Vater hat nicht solchen Stein,
und Indien kann ihm keine
Brüder weisen. Die Schließe
selbst ist von so hoher Kunst -
Cellini schuf zur Augenlust
des grossen Lorenzo Schönres nie.
Ihr müßt sie tragen, sie wird Euch
trefflich stehn. Auf einer Seite hüpft
ein gehörnter, schlanker Faun aus
Golde nach einem Silbernixlein.
Auf der andern die Stille;
ein Krystall in ihrer Hand, nicht dicker
als die kleinste Ähre, man denkt, sie atmet.
Bianca, sag, stünde nicht dies kostb
edle Kleid dem Prinzen Guido gut?
Ora rammento che un altro tesoro
è qui riposto nella casa.
Dovete vederlo.
È una veste di gala - lavoro veneziano.
Stoffa di raso; il modello è la melagrana;
ogni seme è una perla.
Tutto di perle il colletto,
fitto come zanzare
a notte nelle strade estive e più bianco
della luna che i pazzi vedono all'alba
dalle sbarre della prigione.
Un maschio rubino infiamma
come brace infocata la borchia.
Il Santo Padre non ha una simile pietra,
e l'India non può mostrarne
di paragonabili.
Anche la fibbia è di sì nobile arte -
Cellini mai ne cesellò di più belle per la
gioia degli occhi del grande Lorenzo.
Voi dovete indossarlo, vi starà alla perfezione.
Su un fianco saltella un fauno d'oro,
snello e cornuto,
dietro a una piccola ondina d'argento.
Sull'altro il Silenzio;
un cristallo in mano, non più grosso
della più piccola spiga, sembra che respiri.
Bianca, di', questa preziosa nobile veste
non starebbe bene al principe Guido?
(in confidenza, sollecitando Bianca)
Red' ihm doch zu, dir wird er nichts
verweigern, mag der Preis ein fürstlich
Lösegeld auch sein.
Ich teile mit dir dann den Verdienst.
Parlagli allora, a te nulla negherà,
fosse pure il prezzo
d'un riscatto principesco.
Poi dividerò con te il guadagno.
BIANCA
(cupa)
Bin ich dein Lehrbub?
Soll ich um deinen
Sammetmantel schachern?
Sono forse il tuo garzone?
Devo mercanteggiare
sul tuo manto di velluto?
GUIDO
Ich will den Mantel kaufen nebst allem,
was der biedre Händler hat.
Voglio comprare il manto insieme a
tutto quel che possiede il probo mercante.
(sorrìdendo)
Vom Prinzen darf man Lösegeld
erwarten, und glücklich sind die, die in
so schöner Feinde weiße Hände fallen.
Dal principe è lecito aspettarsi un riscatto,
e beato chi cade nelle bianche mani
di nemici sì belli.
SIMONE
Ich bin beschämt!
Ihr wollt doch meine Waren erstehn?
Nicht wahr? An fünfzigtausend Kronen
verdien' ich kaum. Doch Ihr, Prinz,
sollt sie haben für vierzigtausend.
Ist der Preis zu hoch? Nennt Euren
eignen Preis! Ich hab die Grille, in
diesem Wunderwerk des Webstuhls
Euch bei Hof zu sehn im Kreise schöner
Damen, als Blume zwischen Blumen,
Sono confuso!
Voi volete acquistare le mie merci?
Non è vero? A cinquantamila corone,
ci guadagno appena. Ma voi, prìncipe,
l'avrete per quarantamila. È troppo alto
il prezzo? Dite voi il vostro prezzo!
Mi salta l'uzzolo di vedervi a corte
con questo capolavoro
del telaio nel crocchio di belle dame,
come fiore tra fiori.
(sorridendo, come in ammirazione)
Man sagt, die hohen Damen
schwärmen so von Euch!
Dicono che le nobili dame
spasimano tanto per voi!
(un po' confidenziale)
Von Männern hört' ich, die
Hörner tragen und sie tapfer tragen -
Ho sentito di mariti che portan le corna
e che le portano alla brava -
GUIDO
(eccitato, imperioso)
Simone, legt Eurer kecken Zunge
Zügel an. Auch achtet Ihr
der edlen Frau hier nicht!
Simone, mettete freno alla vostra
lingua audace.
E abbiate rispetto di questa nobile signora!
(Si volge ancora verso Bianca)
SIMONE
(sempre devoto)
Ja, ich vergaß, und will nicht wieder
Anstoß geben. Liebster Prinz,
Ihr kauft das Staatsgewand.
Nicht wahr, Ihr kauft's?
Sì, dimenticavo, non darò più scandalo.
Amatissimo principe, voi comprate la
veste di gala. La comprate, non è vero?
La comprate, non è vero?
GUIDO
(con leggerezza)
Erledigt morgen das mit meinem
Kämmerer. Ihr sollt
hunderttausend Kronen haben.
Domani accomodate tutto
col mio camerlengo.
Dovete avere centomila corone.
(Simone sembra fuori di sé per la gioia)
SIMONE
(con vivacità)
Hunderttausend, hunderttausend!
Von heute an gehört mein Haus
mit allem, was es birgt, Euch zu,
Euch allein. Hunderttausend, mir flirrt
der Kopf! Die Nacht soll meiner
Liebe Herold werden. Sie ist
was Ihr auch begehrt, so groß,
daß ich's nicht verweigre.
Centomila, centomila!
Da oggi la mia casa,
con tutto quel che contiene,
appartiene a voi, soltanto a voi.
Centomila, mi gira la testa!
La notte sarà l'araldo del mio amore.
Esso è sì grande che, qualsiasi cosa
bramate, non ve la negherò.
GUIDO
(preso da un pensiero fulmìneo, rivolgendosi a Simone, con un sorriso tranquillo)
Wie, wenn ich die weiße Bianca forcierte? Che? se io chiedessi la candida Bianca?
(Simone ha un soprassalto, ma subito si ricompone e sorride come per una facezia)
SIMONE
Ihr scherzt, mein Herr. Sie ist nicht
wert des hohen Prinzen, ist zum
Haushalt nur geschaffen und zum
Spinnen, ist's nicht so, liebes Weib?
Voi scherzate, mio signore.
Ella non è degna del nobile principe,
è fatta solo per la casa e
per tessere, non è così, cara sposa?
(sempre più serio)
Sieh, der Rocken wartet dein,
setz dich und spinn!
Vedi, la rocca ti attende,
siediti e fila!
BIANCA
(cupa)
Was soll ich spinnen? Che devo filare?
SIMONE
Spinn ein Kleid, getaucht in Purpur,
für den Gram zu seinem Trost.
Ein feines Laken mit süßen Kräutern
zart durchtränkt, als Hülle für einen
toten Mann. Spinn was
du willst, mir gleich, mir gleich!
Fila una veste, intrisa di porpora,
a conforto del suo lutto.
Un sottile lenzuolo, imbevuto
di dolci erbe, qual velo per un morto.
Fila quel che vuoi,
per me è lo stesso, lo stesso!
BIANCA
(seria)
Der dünne Faden riß, das stumpfe Rad
müd' der ew'gen Runde, die stumpfe
Spindel ihrer Last verdrossen.
Ich will heut Nacht nicht spinnen.
L'esile filo si spezzò, la smussata rotella
è stanca dell'eterno girare,
il fuso è smussato pel tedio del suo peso.
Questa notte non voglio filare.

SIMONE
(imperioso, ma tranquillo)
Dann sollst du morgen spinnen,
jeder Tag soll dich am Rocken sehn!
Ma devi filare domani, ogni giorno
devo vederti alla canocchia!
(Visibilmente eccitato, raggiunge la finestra e vi si ferma per un poco, immerso nei suoi pensieri. Guido si è girato verso Bianca e la tranquillizza. Anche Simone sì gira, osserva Bianca con un sorriso triste, poi avanza sul proscenio, sì siede accanto a Guido e riprende la sua candida ciarla)
Was gibt es Neues, mein Prinz?
In Pisa hat man heute erzählt, aus
England ein'ge Händler möchten zu
billigerm Preis die Wolle geben,
als er erlaubt, und haben um Gehör
die Signorie gebeten. Schickt sich das?
Darf der Fremde, der im Lande lebt, uns
listig den Verdienst zu rauben suchen?
Che c'è di nuovo, mio principe?
A Pisa oggi raccontavano
che certi mercanti d'Inghilterra
vorrebbero dar la lana a un prezzo al di
sotto del calmiere, e han chiesto udienze
alla Signoria. È giusto?
Lo straniero, che vive nel nostro paese,
può cercar di rubarci il guadagno?
GUIDO
(sorridendo annoiato)
Was hab ich damit zu tun?
Mit Wolle handeln, das ist Eures Amts
Mein Witz spürt anderm Wild nach.
E io che c'entro?
Commerciare lana è compito vostro.
Il mio spirito bracca altra selvaggina.
BIANCA
Hoher Herr, verzeiht, ich bitt' Euch,
meinem guten Mann.
Sein Geist steht immer auf dem
Marktplatz, und sein Herz schlägt
immer für den Preis der Wolle.
Doch ist auf seine Alltagsart er redlich.
Nobile signore, perdonate, vi prego,
il mìo buon marito.
Il suo spirito è sempre in piazza
del mercato, e il suo cuore batte sempre
per il prezzo della lana.
Ma è onesto nel suo mestiere.
(a Simone)
Und du, du schämst dich nicht?
Ein gnäd'ger Prinz erscheint
in unserm Hause und du
belästigst ihn durch üblen Vorwitz!
E tu, non ti vergogni?
Un grazioso principe compare
in casa nostra e tu lo infastidisci
con la tua maligna impertinenza!
SIMONE
(compunto)
In Demut bitt' ich. Laßt von andern
Dingen uns reden heut' Nacht.
Es heißt, der Papst hat brieflich sich
nach Frankreich an den König
gewandt, daß er die Alpen überschreite
und Frieden in Italien vermittle.
Schlimmer wär's wie Bürgerkrieg.
Prego umilmente.
Parliamo d'altro questa notte.
Dicono che il papa abbia scrìtto
al re di Francia perché valichi le Alpi
a negoziare la pace in Italia.
Peggio sarebbe la guerra civile.
GUIDO
Was kümmert mich dergleichen?
Andre Dinge sind näher und mehr
von Belang, Simone
Che m'importa di queste cose?
Altre cose sono più vicine
e più a portata di mano, Simone.
SIMONE
(cupo e pensoso)
Ist dem so? Ist die ganze mächtige
Welt in dieses Zimmers
Umfang eingeengt,
È così? Dunque, tutto quanto
il vasto mondo è chiuso
fra le quattro mura di questa stanza,
(sottovoce, smarrendosi sempre più nei suoi pensieri)
und hat drei Seelen als Bewohner nur? e non solo tre anime ad abitarvi?
(serio, mezzo fra sé)
So sei der dürft'ge Raum jetzt eine
Weltenbühne, wo Herrscher fall'n,
und unser tatlos Leben der Einsatz
wird, um den Gott spielt.
Dunque la modesta stanza
sia ora la scena del mondo,
dove cadono i potenti, e la nostra
inutile vita è la posta su cui gioca Dio.
(Pesante e stanco, si alza dalla sua sedia)
Ich weiß nicht, was sprech' ich so!
Mein Ritt hat mich erhitzt und
dreimal strauchelte mein Pferd.
Ein Omen, das keinem
Gutes kündet.
Non so perché parlo così!
La mia cavalcata mi ha riscaldato
e tre volte ha incespicato il mio cavallo.
Un presagio che non preannuncia
niente di buono.
(Indietreggia, raccoglie il suo involto e lo porta nella stanza attigua)
BIANCA
(in fretta e sottovoce a Guido)
Wie er gleich einem schalen Krämer
spricht! Ich hass' ihn, Seel'
und Leib. Ihr bleiches Siegel
hat seiner Stirn die Feigheit aufgeprägt.
Vom Schlag gerührt, bebt seine Hand,
die weißer als Pappelblätter in des
Lenzes Stürmen, und schäumend
sprudelt Wortgestammel ihm, wie
Röhrenwasser, aus dem Mund.
Parla proprio come
uno sciocco rivendugliolo!
Lo odio, anima e corpo.
La viltà gli ha impresso sulla fronte
il suo pallido sigillo. Se un colpo lo sfiora,
gli trema la mano, più bianca di foglie
di pioppo nelle tempeste di primavera,
e dalla bocca gorgoglia un balbettìo
che schiuma come acqua da un tubo.
GUIDO
(sottovoce)
Bianca, er ist nicht deiner Sorge wert,
noch meiner. Der Mann ist bloß
ein sehr ehrbarer Wicht, der teuer
losschlägt, was gering er schätzt!
Bianca, non è degno delle tue cure,
né delle mie. È solo un piccolo individuo
che si disfa a caro prezzo
di quel che avido ammassa!
BIANCA
(sottovoce)
O daß der Tod ihn träfe, wo er steht! Oh lo colpisca la morte ovunque si trovi!
(Alle ultime parole di Bianca, Simone è nuovamente rientrato)
SIMONE
Wer spricht vom Tod?
Vom Tod soll keiner sprechen!
Chi parla della morte?
Nessuno deve parlare della morte!
(ancora tranquillo e sorridente)
Was sucht der Tod in so vergnügtem
Haus, wo nur ein Weib, ein Gatte,
ein Freund ihn grüßen?
Laß den Tod dort Einkehr halten, wo
man die Ehe bricht, wo keusche Frauen,
die ihrer edlen Männer überdrüssig,
den Vorhang ihres Ehebettes lüften
und in besudelten, entehrten Kissen
der unerlaubten Wollust frönen!
Che cerca la morte in sì lieta dimora,
dove a salutarla stanno solo una sposa,
un marito, un amico?
Lascia che la morte penetri là
dove si rovinano matrimoni,
dove caste spose, stanche dei nobili mariti,
sollevano la cortina dei talami coniugali
e su imbrattati, disonorati guanciali
si concedono a una vietata voluttà!
(tranquillo e cordiale)
ja, 's ist seltsam und doch so!
Du kennst die Welt nicht.
Du bist zu unverdorben, zu ehrbar.
Ich kenne sie. Und wollt', es war
nicht so. Doch Weisheit kommt mit
Wintern, grau werd' ich, und längst
floh Jugend meinen Leib.
Sì, è strano, eppure è così!
Tu non conosci il mondo.
Tu sei troppo casta, troppo onesta.
lo lo conosco. Si vorrebbe non fosse così.
Ma la saggezza viene con gli inverni che
passano, io ingrigisco, e la giovinezza da
tempo ormai è fuggita dal mìo corpo.
(Il suo avvilimento si trasforma repentinamente in una viva esaltazione)
Genug! Zur Freude reif ist diese Nacht.
Fürwahr, ich möchte heiter sein,
heiter sein, wie's Pflicht des Wirts,
der unerwartet einen gnädgen
Gast, des Grußes harrend, findet.
Basta! Fatta per la gioia è questa notte.
Davvero, vorrei essere sereno,
com'è dovere del padrone
che inaspettatamente trova un
grazioso ospite in attesa di saluto.
(Scorge il liuto, lo prende)
Was ist das? Ihr brachtet eine Laute
mit zum Spielen. O spielt, mein Prinz!
Und bin ich allzu kühn,
verzeiht, doch spielt!
Che cos'è? Avete portato un liuto con voi,
per suonare. Oh suonate, mio principe!
E se son troppo audace,
perdonate, ma suonate!
GUIDO
Ich will heut' Nacht nicht spielen.
Ein andermal, Simone.
Questa notte non voglio suonare.
Un'altra volta, Simone.
(sottovoce a Bianca)
Ihr und ich vereint, mit keinem
Lauscher als den Sternen und dem
noch eifersücht'gern Mond.
Voi e io uniti, senz'altri testimoni
che le stelle e la sempre gelosa luna.
(Simone in apparenza è immerso nella contemplazione del liuto)
SIMONE
Nicht doch, mein Prinz. Ma no, mio principe.
(porgendo il liuto a Guido)
Ich bitt' Euch drum! Ich hab' schon
gehört, durch bloßes Greifen einer
Saite, durch zarten Hauch an einem
hohlen Rohr, durch Blasen in des
Horns krystallenen Mund, daß,
wer ein Meister ist in dieser Kunst,
aus Kerkern arme Seelen locken kann,
So seltner Zauber lauert in der Leier,
daß Fenster weit auf ihr Geheiß
sich öffnen, die Unschuld Weinlaub
in das Haar sich flicht und rast gleich
der Mänade. Sei dem so! Eu'r Spiel,
ich weiß, ist keusch. Und darum spielt,
entzückt mein Ohr mit süßer Melodie!
In einem Kerker schmachtet
meine Seele, Musik
heilt ihren Wahnwitz.
Ve ne prego! Ho già inteso
che, sforando appena un liuto,
delicatamente alitando
su una vuota canna,
soffiando nella cristallina
bocca d'un corno, chi è maestro
in quest'arte, dalle prigioni sa trarre
le povere anime.
Si strano miracolo s'asconde nel liuto
che le finestre si spalancano al suo
comando, l'innocenza s'intreccia
pampini nei capelli e infuria come
una mènade. Così sia! Il vostro suono,
lo so, è casto. E quindi suonate,
rapite il mio orecchio con dolce melodia!
In un carcere languisce la mia anima,
la musica guarisce la sua follia.
GUIDO
(cordiale, sorridendo con commiserazione)
Ein andermal, Simone.
Ich hab' heut' Nacht genug
am Wohllaut von Biancas Stimme.
Sie stillt den Liebesdurst der Luft
und hemmt der Erde Taumel,
oder heißt sie kreisen um
ihre Schönheit, wenn sie spricht.
Un'altra volta, Simone.
Questa notte mi basta
l'armonia della voce di Bianca.
Placa l'amorosa sete ch'è nell'aria,
e frena l'ebbrezza della terra,
o la fa roteare intorno alla sua bellezze
se ella parla.
SIMONE
Ihr schmeichelt! Sie hat ihr Gutes,
wie die meisten Frauen,
doch ist Schönheit ihr versagt,
's ist besser so.
Nun, teurer Prinz, wollt
Ihr der Laute nicht Musik entlocken,
mein banges überschweres Herz
zu laben, trinkt mit mir!
Voi adulate! Ella ha del buono,
come il più delle donne,
ma la bellezza le è negata.
Ed è meglio così.
Ora, caro principe, se non volete
cavare musica dal liuto
per consolare il mio triste,
aggravato cuore, allora bevete con me!
{indicando la tavola apparecchiata)
Es ist für Euch gedeckt.
Hol' einen Stuhl mir, Bianca!
Schließ die Läden! Den Eisenriegel
Den Eisenriegel lege vor!
È apparecchiata per voi.
Prendi una sedia, Bianca.
Chiudi le imposte!
Tira il chiavistello!
(Bianca aggiunge alla tavola una terza sedia, chiude le due finestre e tira la cortina della porta)
Ich will nicht, daß scheelen Späherblicks
die neid'sche Welt auf unsre Freude
starre. Nun, mein Prinz, stoßt an mit
vollem schäumendem Pokal!
Non voglio che il mondo invidioso
con torvo sguardo osservi la nostra gioie.
Ora, mio principe,
brindate col calice colmo e schiumante.
(Indietreggia atterrito)
Was meint der Fleck hier
auf dem Tuch? Er sieht so
purpurn wie die Seitenwunde Christi.
Wein ist es bloß? Ich habe sagen hören,
wenn Wein vergossen wird, wird Blut
vergossen. Doch das ist Ammenklatsch.
Che significa questa macchia
sul fazzoletto? Sembra purpurea
come la ferita del costato di Cristo.
È soltanto vino? Ho sentito che
spargere vino è come spargere sangue.
Ma sono pettegolezzi da balia.
(Si domina, fa segno a Bianca e Guido di sedere e colma ì calici)
Ich hoffe, mein Tropfen mundet Euch?
Neapels Wein ist feurig
wie sein Berg!
Spero che il mio vinello vi aggradi
Il vino di Napoli è infuocato
come il suo monte!
GUIDO
(afferrando il calice)
Wackrer Freund,
er schmeckt mir; und so gütig
Ihr erlaubet, trink' ich Biancas Wohl,
Prode amico,
e se avete la bontà di autorizzarmi,
io bevo alla salute di Bianca,
(con esaltazione)
wenn ihre Lippen, wie Rosenblätter
auf dem Becher treibend, mir seinen
Schluck versüßt.
se le sue labbra,
posando sul calice come foglie di rose,
addolciranno il mio sorso.
(Le porge il calice)
Bianca, koste! Assaggia, Bianca!
(Bianca centellina guardando Guido. Poi Guido le prende di mano il calice e beve un lungo sorso)
GUIDO
(in estasi)
Ach, aller Honig der hybläischen
Bienen ist bitter neben diesem Trank!
Ah, tutto il miele delle api iblèe
è amaro appetto a questo sorso!
(Beve ancora una volta. Simone, che ha osservato con crescente eccitazione, sobbalza e s'allontana dalla tavola)
GUIDO
(con disappunto)
Ihr bleibt vom Feste fern, Simone? V'allontanate dalla festa, Simone?
SIMONE
(cupo)
's ist seltsam, Herr, ich kann mit Euch
nicht tafeln heute Nacht. Verstimmung,
oder Fieber meines Bluts, oder ein
Gedanke, der wie die Natter kriecht
von Punkt zu Punkt, dem
Irren gleich von Zell' zu Zelle schleicht,
vergiftet meinen Gaumen, macht den
Hunger zur Last mir, nicht zur Lust.
È strano, signore, questa notte non posso
banchettare con voi. Una indisposizione,
o una febbre del mio sangue,
o un pensiero che come l'aspide striscia
da un punto all'altro,
sciama come un folle di cella in cella,
m'avvelena il palato, della mia fame
fa un peso, non un piacere.
(Apre la porta verso il giardino, come per poter meglio respirare, poi esce nel giardino che si scorge immerso nello splendore lunare. Bianca e Guido restano per un poco in pensoso silenzio)
GUIDO
(alzandosi)
HoldsePge Bianca, der schale Krämer
langweilt mich. Ich will jetzt gehn.
Ich werde morgen kommen.
Nenn mir die Zeit!
Incantevole Bianca,
lo sciocco rivendugliolo mi annoia.
Ora voglio andare. Tornerò domani.
Dimmi l'ora!

BIANCA
(alzandosi anche lei)
Komm mit dem jüngsten Frührot.
 Bis dahin ist mein ganzes Leben eitel.
Vieni alla prima aurora.
Fin allora sarà vuota la mia vita.
GUIDO
Ach, löse deines Haares Mitternacht
und laß mich in den Sternen,
deinen Augen, mein Bildnis
wie im Spiegel sehn, Geliebte!
Ist's auch ein Schatten nur,
bewahr mich
dort, schau nichts an, das dir von
meinem Selbst nicht ein Symbol gibt.
Ich bin eifersüchtig
auf das, woran dein Blick sich lechzt.
Ah, sciogli la mezzanotte dei tuoi capelli
e fa' ch'io veda nelle stelle,
nei tuoi occhi, la mìa immagine
come in uno specchio,
oh amata!
Anche se è solo un'ombra, conservami
là, non guardare nulla che non ti porti
un simbolo di me stesso.
Sono geloso di
ciò che dà conforto al tuo sguardo.
BIANCA
(con dolcezza e tenerezza estreme)
Dein Bild wird immer um mich sein.
Du Teurer, die Liebe kann das
Allerhäßlichste zum süßen Zeichen
der Erinnerung wandeln.
O komm, bevor der Lerche schrilles
Lied die Welt der Träumer weckt.
Auf dem Altan dort will ich stehn.
La tua immagine mi starà sempre intorno
Oh caro, l'amore sa trasformare
la cosa più odiosa
nella dolce immagine d'un ricordo.
Oh vieni prima che lo stridulo canto
dell'allodola desti il mondo dei sognatori.
Starò là sul balcone.
GUIDO
Und auf einer Leiter aus Seide,
scharlachrot bestickt mit Perlen, komm
mir entgegen weißer Fuß nach Fuß, wie
Schnee auf dunklen Rosensträuchern.
E su una scala di seta scarlatta,
intessuta di perle, vieni incontro a me,
un bianco piede dopo l'altro,
come neve su cupi cespugli di rose.
(La bacia a lungo sulla bocca. Bianca si scioglie dal suo abbraccio)
BIANCA
Du weißt, in Liebe und Tod gehör' ich dir. Lo sai, in vita e in morte io ti appartengo.
(Gli porge le mani e lo guarda a lungo con dolcezza. Simone viene dal giardino, resta un momento sulla soglia e osserva Guido e Bianca con serietà e tristezza)
GUIDO
Simone, jetzt muß ich nach Hause gehn! Simone, ora devo andare a casa!
SIMONE
So rasch? Weshalb? Vom großen Dom
die Glocke schlug noch nicht Mitternach.
Ein Weilchen bleibt noch, Ich furcht,
wir sehen uns nicht mehr hier.
Sì presto? Perché? Dal grande duomo
la campana ancora non suonò
mezzanotte. Restate ancora un momento,
temo che qui non ci rivedremo più.
GUIDO
Seid unbesorgt. Meine Freundschaft Non temete. La mia amicizia
(con un sorrìso a Bianca)
hält unvermindert stand. si conserverà intatta.
SIMONE
Nun so sei's, gut Nacht, Herr!
Hol' eine Fackel, Frau!
Allora così sia, buona notte, signore!
Prendi una fiaccola, donna!
Bianca va in giardino a prendere la fiaccola)
Die alte Treppe ist voller Löcher,
und der karge Mond geizt wie ein Filz
seinem Licht und birgt sein Antlitz
hintereiner Mask' aus Mull,
wie Dirnen, die auf Sündenfang
ausgehn nach armen Seelen.
Jetzt will ich euch Schwert und Mantel
bringen. Ja, lieber Herr, es ist nur
schicklich, daß ich Euch bediene,
der so mein kläglich Bürgerhaus
beehrt, der Wein und Brot mit uns
geteil und uns ein trauter
Hausfreund ward.
La vecchia scala è piena di buche,
e la scarsa luna è avara della sua luce
come una spilorcia
e cela il viso dietro una maschera di
mussola, come le sgualdrine che escono
a far peccare le povere anime.
Ora voglio portarvi spada e mantello.
Si, caro signore, è giusto ch'io vi serva,
voi avete tanto onorato
la mia misera casa borghese,
voi che avete diviso con noi
vino e pane e siete diventato
un fido amico di casa.
(Ora ritorna Bianca con una fiaccola accesa, che assicura a un anello della porta)
Oft wird mein Weib mit mir
von dieser schönen Nacht
noch sprechen und ihrer großen Tat!
Sovente la mia sposa parlerà con me
di questa bella notte
e delle sue nobili gesta!
(Simone va verso l'alcova per prendere la spada di Guido. Prende la spada dalla sedia e la contempla con grande interesse)
Ei, welch ein Schwert! Ferraras Stahl,
geschmeidig wie die Schlange
und tödlicher gewiß.
So zarte Klinge hab' ich nie berührt.
Auch ich besitz' ein Schwert,
schon angerostet.
Uns Bürgersleuten schärft man Demut
ein. Doch einst, als mir ein Räuber
auf dem Weg nach Padua mein
Packpferd nehmen wollte, schlitzt
ich ihm den Hals und ritt davon.
Eh, che spada! Acciaio di Ferrara,
flessibile come la serpe e
certo più mortifero.
Non ho mai sfiorato una lama più fine.
Anch'io possiedo una spada,
ormai arrugginita.
A noi borghesi s'inculca l'umiltà.
Ma un giorno, quando un masnadiero
sulla via di Padova voleva prendermi
il cavallo da soma, io gli segai il collo
di netto e m'allontanai a cavallo.
(con espressione sempre più minacciosa)
Ich kann ertragen Verachtung,
Schande von mancher Art, den
schrillen Hohn und offnen Schimpf.
Doch wer mir irgendetwas stiehlt, das
mir gehört, und wär's auch nur der
schlechteste Teller, davon ich meinen
Hunger füttre, setzt SeeP und Leib auf's
Spiel bei seinem Frevel und stirbt!
So sopportare disprezzo,
qualsiasi vituperio, lo stridulo scherno e
l'aperto insulto. Ma chi mi ruba
qualsiasi cosa m'appartenga,
fosse anche il peggior piatto
con cui sazio la mia fame,
col suo delitto mette in gioco anima e
vita e muore!
GUIDO
(all'improvviso molto serio)
Wie deut' ich das? Che significa?
SIMONE
Wer weiß, Herr Guido, ob mein Schwert
nicht besser ist geglüht als das Eure!
Sollen wir's versuchen?
Oder ist mein Stand zu niedrig,
daß Euren Schläger Ihr mit meinem
kreuzet, sei's Scherz, sei's Ernst?
Chissà, signor Guido, se la mia spada
non sia meglio forgiata della vostra!
Dobbiamo provarlo?
O il mio ceto è troppo basso perché
voi scambiate i vostri colpi coi miei,
per scherzo o sul serio?
GUIDO
Nichts kam' mir mehr zupaß,
als Euch mit blanker Klinge
zu begegnen, sei's Scherz, sei's Ernst,
Gebt mir mein Schwert!
Holt Eures!
Nulla mi toma più a proposito
che incontrarvi all'arma bianca,
per scherzo o sul serio.
Datemi la mia spada!
Prendete la vostra!
(Simone, che lo ha osservato fissamente come incantato, ora gli porge la spada)
Die große Tat wird spruchreif heute
Nacht noch, ob des Prinzen, ob
des Kaufmanns Stahl besser geglüht.
War das nicht Euer Wort?
Holt Euer eignes Schwert!
Was säumt Ihr, Mann?
La grande gesta giudicherà questa notte
se meglio forgiata sia la spada
del principe o quella del mercante.
Non eran queste le vostre parole?
Prendete la vostra spada!
Perché indugiate, uomo?
SIMONE
(come destandosi dall'incantesimo)
Bianca, hol mein Schwert! Bianca, prendi la mia spada!
(Bianca rapidamente va a prendere la spada di Simone)
Fort da mit Stuhl und Tisch! Vìa da qui sedie e tavola!
(Leva di mezzo personalmente tavola e sedie)
SIMONE
(sorridendo ancora con cordialità)
Die liebe Bianca soll die Fackel
halten, damit was nur ein Scherz ist,
Ernst nicht werde!
La cara Bianca deve tenere la fiaccola,
perché quel ch'è solo uno scherzo,
non diventi cosa seria!
BIANCA
(sottovoce in fretta a Guido)
Ach tot ihn! Tot ihn! Ah uccidilo! Uccidilo!
SIMONE
(ora in tutta serietà)
Halt die Fackel, Bianca! Tieni la fiaccola, Bianca!
(Bianca la prende e si mette dietro a Guido. Simone e Guido si accingono al duello. Ora la scena è illuminata solo dalla fiaccola e dai ceri quasi consumati. Guido attacca con focosa furia. Simone para con calma e grande vigore)
Pariert! Ah! Ihr möchtet wohl? Parato! Ah! Vorreste forse proseguire?
(Guido colpisce di nuovo e ferisce Simone)
Ein Ritz, nichts mehr.
Mich blendete die Flamme.
Un graffio, niente più.
Mi ha accecato la fiamma.
(Si rimbocca un poco la manica e osserva la ferita)
Nicht traurig sein, Bianca! 's ist nichts.
Dein Gatte blutet. Nichts ist's.
Nimm ein Tuch,
verbinde mir den Arm!
Non essere triste, Bianca! Non è nulla.
il tuo sposo sanguina. Non è nulla.
Prendi un fazzoletto,
fasciami il braccio!
(Bianca lo fascia. Simone trasalisce per il dolore)
Nicht so fest. Und sei nicht traurig,
ich bitte dich, sei nicht traurig!
Non così forte. E non essere triste,
ti prego, non essere triste!
(con fermezza)
Nein, nimm's ab!
Was liegt dran, wenn ich blute!
No, toglilo!
Che importa se io sanguino!
(Strappa la benda)
Auf! Noch einmal! Su! Ancora un assalto!
(Riprendono a combattere. Simone strappa la spada di mano a Guido. Simone lo disarma)
Mein hoher Herr, Ihr seht,
ich hatt' Recht.
Mein Schwert ist bess'rer Stahl,
härter geglüht!
Mio nobile signore, vedete,
avevo ragione io.
La mia spada è di migliore acciaio,
più saldamente forgiato!
(gettando via la sua spada)
Doch proben wir die Dolche! Proviamo allora i pugnali!
BIANCA
(con passione a Guido)
Tot ihn! Tot ihn! Uccidilo! Uccidilo!
SIMONE
Lösch aus die Fackel, Bianca! Spegni la fiaccola, Bianca!
(Bianca spegne la fiaccola al suolo. È quasi buio completo)
Nun, mein Herrchen,
nun bis zum Tod des eines
oder beider, vielleicht gar aller dreie!
Ora, signorino mio,
ora fino alla morte di uno di noi
o di entrambi, forse di tutti e tre!
(Si avventano l'uno contro l'altro a pugnali sguainati)
Da und da! Ha, Teufel!
Halt' ich dich mit meinem Griff!
Questo e ancora questo! Ah, diavolo!
Ti abbatte questo fendente!
(Simone sopraffa Guido, lo getta a terra e, ponendo il suo ginocchio sul petto di Guido, si avvinghia al suo collo con entrambe le mani)
GUIDO
Narr, nimm mir vom Hals
deine Würgenfinger!
Ich bin des Vaters einz'ger Sohn!
Buffone, toglimi dal collo
le tue mani assassine!
Sono l'unico figlio di mio padre!
SIMONE
Schweig, dein Vater wird,
wenn er kinderlos, beglückter sein.
Taci, tuo padre sarà più fortunato
se rimarrà senza figli.
GUIDO
(sempre più atterrito, con voce strozzata)
Fort die Hand! Nimm die verfluchte
Hand fort! Laß mich los!
Via la mano! Togli la maledetta mano!
Lasciami!
SIMONE
So sinnreich hält der Schraubstock
dich umspannt, daß nichts dir helfen
kann, und dein Leben, auf seiner
Schande Gipfel angelangt, mit dieser
Schande endet, schändlich endet.
Sì stretto ti tiene la mia morsa
che nulla ti può più aiutare, e la tua vita,
giunta al culmine della sua vergogna,
finisce con questa vergogna,
vergognosamente finisce.
GUIDO
(ormai rantolante)
Ach hilf mir, Bianca!
Du weißt, es lastet keine Schuld auf mir.
Ah aiutami, Bianca!
Sai che in me non v'è colpa.
SIMONE
Wie, Leben ist auf deinen
Lügenlippen? Stirb, gleich dem Hund
mit schlapper Zunge!
Stirb! Stirb! Der stumme Fluß
soll deinen Leib empfahn und sang
und klanglos spülen in das Meer.
Che? c'è ancora vita
nelle tue labbra menzognere?
Muori, come il cane con la lingua
a penzoloni! Muori! Muori! Il muto fiume
accoglierà il tuo cadavere e lo sciacquerà
nel mare, senza suono o rumore.
(Lo lascia. Guido cade riverso)
GUIDO
Nimm, Heiland, meinen armen
Geist zu dir!
Ricevi, Salvatore,
il mio povero spirito!
(Muore)
SIMONE
Amen. Amen.
(tranquillo, sottovoce)
Und jetzt zu dir! E ora a te!
(Si solleva lentamente. Bianca, che già all'inizio del duello aveva assistito con terrore ed emozione e ha osservato Guido con ansia, durante l'azione si è ritirata verso la porta. Ha aperto cortina e porta in modo che il raggio della luna piena illumini la scena. Si è fermata sulla soglia, in crescente esaltazione, osservando Simone. Ora si avvicina a lui, come abbagliata da un miracolo)
BIANCA
(con tenera esaltazione)
Warum hast du mir nicht gesagt,
daß du so stark?
Perché non mi hai detto
che sei così forte?
SIMONE
(mentre il suo sconfinato stupore trapassa in ammirazione della bellezza di Bianca)
Warum hast du mir nicht gesagt,
daß du so schön?
Perché non mi hai detto
che sei così bella?
(Allarga le braccia verso Bianca. Bianca s'inginocchia davanti a lui. Simone la bacia sulla bocca)
(Traduzione italiana di Olimpio Cescatti)


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorium Parco della Musica, 17 aprile 2010

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Ultimo aggiornamento 5 ottobre 2014
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