La compilazione del catalogo delle composizioni di Ferruccio Busoni presenta gravi difficoltà per quanto riguarda i numeri di opus che hanno diverse anomalie.

Busoni che aveva iniziato fin da giovane a numerare le sue composizioni, si è poi accorto che i numeri assegnati non andavano bene ed ha cominciato a variarli più volte. Ci sono numeri ripetuti, numeri seguiti dalla lettera a e buchi di numerazione.

Per dare qualche indicazione riportiamo una nota esplicativa scritta dallo stesso Busoni e ripotata da Sergio Sablich nel suo volume: Ferruccio Busoni, EDT, Torino


"Da ragazzo ho scritto molto e ho pubblicato qualche cosa prematuramente. Mal consigliato e privo io stesso di esperienza, invece che numerare i lavori che venivano stampati secondo l'ordine di pubblicazione, li numerai secondo la data di composizione. Così i fascicoli dal 30 al 40 furono stampati con questa numerazione, mentre quelli contrassegnati con i numeri dal 15 al 29 (esclusi il 21 e il 25) non furono pubblicati. Quando ebbi felicemente dato alle stampe i lavoretti con i numeri d'opus dall'1 al 14 e dal 30 al 40, ero arrivato all'inarca al diciassettesimo anno d'età.

A questo punto - a diciott'anni - nacquero i veri e propri tentativi giovanili e cominciai a capire che bisognava mettere ordine nella numerazione. Albert Gutmann pubblicò in quel tempo a Vienna 2 Lieder op. 15, 6 Studi op. 16 e infine Studio in forma di variazioni op. 17, i due ultimi dedicati a Johannes Brahms.

Imboccai una strada più seria nella primavera del 1885 con il mio viaggio a Lipsia, dove tornai nell'autunno del 1887 per fuggire condizioni domestiche penose e incerte.

Con il mio lavoro seguente, pubblicato da Kistner, mi proposi di integrare i numeri d'opus mancanti nella serie dei lavori stampati: continuai dunque con il numero 18 e in breve (nel 1890) avevo completato la numerazione mancante.

Rivedendo più tardi i miei lavori infantili dal numero 30 in là, notai il divario dovuto ai miei progressi e non potei più adattarmi a lasciare che quei numeri dal 30 al 40 fossero considerati una continuazione dei lavori più maturi che portavano i numeri 20-29. Escogitai la scappatoia di costituire una nuova serie di numeri dal 30 al 40, a cui aggiunsi, per distinguerli, la lettera a. Solo le opere giovanili 37 (24 Preludi) e 40 (quattro cori italiani per voci maschili con accompagnamento d'orchestra) mi sembrarono abbastanza buone da non aver bisogno di sostituzione; e per l'opera 39 della nuova serie, invece della lettera, preferii il numero in cifre romane.

La serie cronologica è quindi:


1-14, 21, 25, 61, 70, 30-40 Fanciullezza
15, 16, 17, 18, 19, 20, 22, 23, 24, 25 (per la seconda volta), 26, 27, 28, 29 Giovinezza
30a, 31a, 32a, 33a, 33b, 34a, 35a, 36a, 38 (per la seconda volta), XXXIX, 41 Maturità fino al 1906

Le Elegie sarebbero il n. 42, ma sono state pubblicate senza numero d'opera e così pure Kultaselle (variazioni per violino [in realtà violoncello]).

In senso ideale ho trovato la strada mia propria, come compositore, soltanto con la seconda Sonata per violino op. 36a, che tra amici chiamo anche il mio op. 1; a questa seguirono (secondo e terzo in senso proprio) il Concerto e Turandot.

Ma ho assunto finalmente il mio volto assolutamente personale soltanto con le Elegie (finite il I gennaio 1908)."


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