Cordoba di Albeniz costituisce il n. 4 dei Canti di Spagna: raccolta di cinque pezzi per pianoforte (op. 232) a cui il De Marliave assegna una posizione intermedia fra la prima maniera (ove la spontaneità dell'improvvisazione prevale sul rigore della elaborazione e della rifinitura artistica e sulla profondità espressiva) e quella più intima e castigata dell'epoca della vita di famiglia e degli studi alla Schola Cantorum di Parigi, a cui poi doveva far seguito la maniera ultima di Iberia, d'Azulejos e d'altre composizioni magistrali.
Si tratta d'una specie di notturno in cui, dice il Collet, si possono immaginare dei ritmi di paso doble e di baile de palillos. Allo spartito sono apposte come didascalia le parole seguenti: "Nel silenzio della notte interrotto dal susurro delle brezze profumate dai gelsomini suonano le guzle accompagnando le serenate e diffondendo nell'aria melodie ardenti e note tanto dolci come il molle ondulare delle palme nell'alto del cielo".