Concerto a cinque in si bemolle maggiore, op. 5 n. 1


Musica: Tomaso Albinoni (1671 - 1751)
  1. Allegro
  2. Adagio
  3. Allegro
Organico: 3 violini, 2 viole, violoncello, basso continuo
Composizione: 1707
Edizione: Giuseppe Sala, Venezia, 1707
Dedica: don Carlo Filippo Antonio Spinola Colonna marchese de Los Barbados
Guida all'ascolto (nota 1)

Tomaso Albinoni, compositore veneziano per il quale si è da qualche tempo risvegliato l'interesse dei musicologi e degli interpreti, è autore di varie raccolte, di Concerti a cinque, contrassegnale come op. 2, op. 5, op. 7 e op. 9. I dodici Concerti op. 5, editi per la prima volta a Venezia da Giuseppe Sala nel 1707, rappresentano nella produzione strumenlale del musicista una fase intermedia. Essi conservano la struttura generale iniziata con i Concerti op. 2, nei quali si ha la definitiva affermazione del concerto solistico, ma mostrano un più evidente contrasto tra elementi scolastici e accenti personali. Come nell'op. 2, i Concerti sono in realtà affidati a sette parti: i violini primo, secondo e «da concerto», le viole prima e seconda, il violoncello e il hasso continuo. La funzione di violino solista è svolta dal primo violino, che è sostituito dal violino «da concerto» quando si stacca dal tutti. Nei Concerti op. 5 è però singolare il procedimento, tra solistico e di ripieno, del secondo violino, per cui nel tutti, a differenza dell'op. 2 ove si univano su una stessa linea i tre violini, si verifica solo un abbinamento all'unisono del violino primo è di quello «da concerto». Tra i Concerti op. 5, il primo è notevole per la stringatezza e la logicità della sua costruzione, anche se non presenta quei fermenti espressivi che caratterizzano altri numeri della stessa raccolta.

Alberto Pironti


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Teatro Argentina, 10 maggio 1953


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Ultimo aggiornamento 29 novembre 2019