Tomaso Albinoni, compositore veneziano per il quale si è da qualche tempo risvegliato l'interesse dei musicologi e degli interpreti, è autore di varie raccolte, di Concerti a cinque, contrassegnale come op. 2, op. 5, op. 7 e op. 9. I dodici Concerti op. 5, editi per la prima volta a Venezia da Giuseppe Sala nel 1707, rappresentano nella produzione strumenlale del musicista una fase intermedia. Essi conservano la struttura generale iniziata con i Concerti op. 2, nei quali si ha la definitiva affermazione del concerto solistico, ma mostrano un più evidente contrasto tra elementi scolastici e accenti personali. Come nell'op. 2, i Concerti sono in realtà affidati a sette parti: i violini primo, secondo e «da concerto», le viole prima e seconda, il violoncello e il hasso continuo. La funzione di violino solista è svolta dal primo violino, che è sostituito dal violino «da concerto» quando si stacca dal tutti. Nei Concerti op. 5 è però singolare il procedimento, tra solistico e di ripieno, del secondo violino, per cui nel tutti, a differenza dell'op. 2 ove si univano su una stessa linea i tre violini, si verifica solo un abbinamento all'unisono del violino primo è di quello «da concerto». Tra i Concerti op. 5, il primo è notevole per la stringatezza e la logicità della sua costruzione, anche se non presenta quei fermenti espressivi che caratterizzano altri numeri della stessa raccolta.
Alberto Pironti