Diomede punito da Alcide

Dramma per musica in tre atti

Musica: Tomaso Albinoni (1671 - 1751)
Libretto: Aurelio Aureli

Ruoli: Organico: sconosciuto
Composizione: 1700
Prima rappresentazione: Venezia, Teatro Sant’Angelo, autunno 1701
Edizione: Niccolini, Venezia, 1701

La musica è perduta
Nel testo qui di seguito è riportata una dichiarazione inserita all'inizio del libretto originale.

Illustrissimo, & Eccel. Sig. Pat. Colendiss.

Non v'è Cigno in Parnasso, che non procuri la protezionc di qualche Gran Mecenate a' suoi carmi. Onde V.E. in cui risplendono tutte quelle virtudi, che possono rendere ammirabile un Grande, viene da me, riverentemente supplicata a compatir il mio ardire, se per rendere illustre qesto mio Drama, e vederlo protetto dalla sua venerata Grandezza, mi son arrischiato d'imprimergli in fronte il di lei Gloriosissimo Nome.

Risuonò più volte la Fama su i confini dell'Austria i fregi posseduti da V. E.; e non contenta di publicarli sù l'Istro, volò su le rive dell'Adria a spiegarli: ma tanto non disse, quanto V. E. possiede.

Consacro dunque a si Gran degno Ministro dell'Augusto Monarca questo mio Alcide; e se questi fu favoleggiato da Poeti essere figlio di Giove, a V. E., più che ad altri riccorrer doveva, che qual Giove terreno gode sol di giovare à suoi divoti, e spesso di beneficar con pioggie d'oro i suoi servi. Tenterei di disfarmi in si lucidissimo Sole di Virtù, e di Gloria per narrare i suoi pregi; ma nel voler farlo, abacinato rimango. Che perciò supplico umilmente la bontà di V. E. a degnarsi di felicitare questi miei deboli fogli col suo benignissimo Gradimento; e me glorificare col permettermi, ch'io possa pubblicarmi al Mondo.

Di V. Eccellenza.
Umiliss. Divotiss. e Riverendiss. Servo
Aurelio Aureli

Argomento

Diomede Rè Tiranno di Tracia fu così barbaro, ed inumano, che avvezzati i Destrieri delle sue stalle a pascersi di carne umana, quanti schiavi poteva avere faceva ucciderli, ed esporli in cibo ai Destrieri sudetti. Ercole ch'in quel tempo avido di gloria avea con molte famose imprese reso immortale il suo nome, stimò impresa degna del suo valore il levar questo Mostro di crudeltade dal Mondo. Portatosi in Tiride Ctttà della Bistonia dove allora si trovava Diomede e sfidatolo seco a singolare certame, l'uccise; facendolo poscia in pena delle sue commesse barbarie divorar da suoi propri Destieri.

Si finge

Che Arpalice Principessa di Sparta promessa dal Rè Orote suo genitore in sposa ad Evandro Prcncipe di Cipro, nell'essere inviata per mare sovra spalmata Nave al detto suo Sposo, sia stata da Ali famoso Corsaro di Tracia fatta cattiva.

Che Evandro nel portarsi sopra una felucca ad incontrare la Sposa, sia stato anch'egli fatto schiavo da altro Pirata di Diomede, senza che Arpalice sappìa la prigionia dell'amato suo Sposo, ne questi abbia notitia della cattività di suia moglie: non avendosi questi due Sposi giammai veduti; sol che dipinti nei loro Ritratti reciprocamente inviatisi all'uso de' Grandi.

Che Diomede abbia un fratello minore di lui nomato Euripo di genio altrettanto inclinato alla Virtù, quant'egli di natura barbara, e vitiosa.

Nell'arrivo d'Ercole in Tracia fra i monti della Bistonia principiano le azioni del Drama intitolato DIOMEDE punito da Alcide.



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Ultimo aggiornamento 13 ottobre 2021