L’incostanza schernita

Dramma comico pastorale in tre atti


Testo del libretto


ATTO PRIMO

Scena prima

Spiaggia di Mare in tempesta. Da un lato Atrio del Tempio della Dea Venere in mezzo ad una Selvetta di Mirti, con Fontane. Nel Mare un palischerino spinto dalla tempesta verso la spiaggia. Tuoni, lampi. D'intorno la spiaggia Pastori, e Ninfe, che l'osservano.

Orfinda, Uranio da una parte; in altra Corina, Dafni.
Orfinda
Ah, Uranio, qual fuor de l'usato scuote
Il trifulco tridente il Dio de l'onde!
Osserva, osserva, oh Dio,
Quel picciol Legno, che da Borea spinto,
Sembra, che ad ora ad ora il Mar l'assorba.
Uranio
N'hò pietà; ma trarrallo il Ciel da morte.
Tutti
Via coraggio, animo forte.
Si guadagni il vento, e l'onda,
Che vicina è omai la sponda.
Orfinda
Quell'infelice mira,
Che tratta il remo, a cui la lena manca.
Chi lo soccorre mai?
Uranio
Non tanto affanno.
Vedi, che cessa in qualche parte il vento.
S'accheta il Mare, e il Sole,
Che sorge dalle nubi, il Ciel disserra.
Tutti
Poco manca, A terra a terra.
Omai vìnti, e superate
Sono i Venti, e l'onde irate.

(Si avvicina il palischermo.)
Orfinda
Respiro. E' in salvo. O quanto;
Vi deggio, algosi Dei,
Che udiste i voti miei.
Uranio
Non è mai sordo a chi l'invoca il Nume.
Orfinda
Veggiam questo meschin, che giunge al lido.
Uranio
A l'elemento infido
Folle chi dassi in preda.
Orfinda
Eccolo a riva.
Tutti
Vieni, vieni, e a l'alma Diva,
Per cui vivi, e lena prendi,
Le tue spoglie in voto appendi.

(Viene Filandro, e mentre canta il Coro tiene sempre gli occhi fissi in Orfinda.)

Scena seconda

Filandro, Orfinda, Uranio.
Uranio
Quanto, stranier, godiam di tua salvezza.
Orfinda
Che non favelli, amico?
Ti istupidì forse il perìglio?
Filandro
Quelle,
Sì quelle luci inaspettate, e belle
M'incatenaro i sensi, e le parole.
Uranio
Narra di tue sciagure a noi la serie.
Filandro
Eh, che non penso adesso
Ad altro, che a quegli occhi. In loro io perdo
Del mare la memoria, e de la morte.
Ma dove son! Dove mi trae la sorte?
Orfinda
Questa è Citera, ove la Dea d'Amore
E' fausta, più che altrove, a i cori amanti.
Uranio
Ogn'um qui vive in villarccci alberghi.
Filandro
O vita sospirata! O foss'ìo nato
Anch'io tra voi; ma già straniero, e senza
Ciò ch'abbnsogna in sì felice stato . . .
Uranio
S'ella t'è in grado, io t'offro
Spoglie, capanna, e tutto ciò, ch'hai d'uopo,
Filandro
Amico generoso.
Orfinda
Avrai d'intorno
Ninfe gentili, che per queste rive
Ti canteran d'amor liete, e festive.
Filandro
Isola fortunata. Accetto il dono,
Io teco a i verdi paschi
Guiderò il gregge; addestrerò la mano
A la marra, a l'aratro.
Uranio
Qui dà per tutto il prato, il monte, il bosco,
La pianta, l'erba, il fiore
Aure spira d'amore.
Filandro
O bel paese! Altro il mio cor non brama.
Uranio
E qui felice è sol quel, che più ama.

Per dove il piede aggiri
A risonar tu senti
Solo amorosi accenti,
Sol languidi sospiri
D'innamorato cor.

Ma care son le pene;
Diletto dà il soffrire
Un lungo bel martire,
E in vita sol ne tiene
Con la sua gloria Amor.

Scena terza

Orfinda, Filandro.
Orfinda
Narrami, o qual tu sia,
Con l'avventure tue la Patria, e il nome.
Filandro
Filandro sono. In quella parte nacqui
Dove, poiche ha bevute
E la Druenza, e l'Isara, e l'Arari,
Gonfio, ed altier nel Mare
Urta col corno il Rodano famoso.
Orfinda
Ma chi ad uscirne fuore
Per mala sorte al Mar ti trasse?
Filandro
Amore.
Vedute due famose illustri Donne
Senza fede per me, cercai paese,
Onde sede trovar; ma il mare ancora
Tanto infido mi fu, che ruppi in scoglio.
Orfinda
Misero.
Filandro
Ma la sorte
Non mi niegò quel palischermo, in cui
Mi salvai da la morte.
Orfinda
E qui giugnesti.
Filandro
Dove da quel Pastor vengo raccolto,
Ma la fortuna mia maggior non sai.
Orfinda
Qual sia?
Filandro
L'aver veduti i tuoi begli occhi.
Orfinda
Possibile?
Filandro
Un sol lampo
Veduto appena, oimè, di foco avvampo,
Orfinda
Hai si tosto obbliati i primi affetti?
Filandro
Come chiodo con chiodo
Tal si caccia dal cor fiamma con fiamma.
Orfinda
E di amante Uranio il tuo Pastore.
Filandro
Non ha riguardi Amore.
Orfinda
L'ospite ne l'amante almen rispetta.
Filandro
In che l'offendo amando una ch'egli ama?
Orfinda
Non mancheran di me più degni oggetti.
Filandro
Chi t'è pari in beltade?
Orfinda
MoIte avrai Pastorelle, in cui vedrai
Altra forse di me più bella assai.

In veder rosa gentile,
Ch'alta siede, e l'occhio appaga,
Nieghi allor, che fior simile
Sia, ch'eguagli i suoi colori.

Ma se il guardo poi d'intorno
Volgi a piaggia amena, e vaga,
Qualche fior di lei più adorno
Puoi scoprir tra tanti fiori,

Scena quarta

Filandro.
Filandro
Son morto! Occhi vedeste
Beltà simil? Altro che quella mai
Non amerò. Felici piagge, in cui
Trovar sorte miglior spera il mio core.
Eccomi già Pastore
In fra le greggi, in rozze lane avvinto;
Ed omai d'esser parmi
Cefalo, Endimion, Ila, o Giacinto.

Ove l'erbetta
Tenera, e molle
S'alza dal colle;
Ove diletta
Col mormorio
L'onda del rio
A i paschi guiderò le pecorelle.

E a l'ombra amena
Di faggio, od orno
Canterò intorno
Con dolce avena
Del mio tesoro
La chioma d'oro,
Del sembiante gentil le forme belle.

Qui si cangia la Scena per l'intermezzo, e poi ritorna come prima.

Scena quinta

Corina, Dafni.
Corina
Nò non sperar mai, Dafni,
Che solo io t'ami. Se il mio amor t'è caro,
Non mi niegar, che un altro amar io possa.
Dafni
Chiedi ciò che non lice.
Corina
Un solo amore
E' spazio troppo angusto a gentil core.
Dafni
Questo è un dirmi, che amar tu non mi vuoli.
Corina
Anzi allor più che mai.
Ah, se sapessi quanto piace a noi
Condiscendente amante,
Che ne lascia in balia del genio nostro!
Dafni
Far parte del tuo cor come poss'io?
Corina
Che pensì? Del cor mio
A me disporne, e non a te s'aspetta.
Se parte non ne vuoi, tutto mel tengo.
Dafni
In che m'impegni?
Corina
E dei risolver tosto
Con lieto volto, e con in bocca il riso,
Altrimente al tuo affetto
Rinunzio, e m'ho in tua vece un'altro eletto.
Dafne
Facciam così Ama chi vuoi; ma almeno
Non far, ch'io'l sappia mai. Fingi di amarmi solo.
M'appagherò di questo inganno.
Corina
Ch' io
Ingannassi il mio Dafni? Eh, non son quella.
Di mia sincerità vò, che t'appaghi.
Dafni
Ma se ad altra dispensi
Favor, ch'a me dispiaccia?
Corina
Il tutto hai da soffrir con lieta faccia.
Dafni
Misero me!
Corina
Se di ciò non sei pago,
Cerca miglior ventura.
Dafni
Ah no, Corina.
Purche amante m'accetti, ogn'aspra sorte
Si soffra, e se lo brami, anche la morte.

Scena sesta

Corina, Orsinda, Uranio, Filandro, Ninfe, Pastori.
Corina
(Quanto mai godo in tormentar quest'alma)
Vieni, Filandro, e mira
Quante mai Pastorelle
Di mirarti han vaghezza.
Filandro
(Osservandole bene.)
E come belle.
Uranio
Getta l'occhio frattanto, e ad una ad una
Osserva quella, che più cara avresti.
Orsinda
Tuo genio ad appagar son qui condutte.
Corina
Quale ti piace più?
Filandro
Mi piacion tutte.
Orsinda
Ma in pria saper tu dei, ch'hai da far prova
Di qualche nobil pregio, ond'altri avvanzi.
Filandro
Mi sieno in prima noti i pregi altrui.
Uranio
Elpino è quel, che si donò ad Eurilla,
Perche con forte destra
Vinse ne la palestra.
Corina
Argeo quell'é, che addietro
Ogn'un lascia nel corso,
Qual si teneramente ama Amarilli.
Orsinda
O quella quella é Filli,
Ch'ebbe Alcipo terror d'Orsi, e Cignali.
Filandro
In tutto questo io men di lor non vaglio.
Corina
Ma spiega in ciò, che puoi
Sopra ogn'altro di lor portarne il vanto.
Filandro
Prova del mio valor siasi il mio canto.
Uranio
A la prova, a la prova.
Orsinda
Molti Pastori abbiam ne l'arte esperti,
Che, se sia d'uopo, accompagnar potranno
Co' rustici stromenti
I tuoi musici accenti.
Corina
O là, s'arrechi
Onde sieder si possa. Il bel concento
Dal monte ascolti, e non sussurri, il vento.

(Vien recato da sedere, e qualche stromento, onde Filandro canta la seguente Cantata.)
Filandro
Comparve Amor, che ignoto
Fu al Mondo in pria, se il Mondo ancor non v'era;
Ed ecco balenar la bianca luce,
E stesi in ampj giri
Vidersì i Cieli, il Sol, la Luna, e quelle,
Che veggiam, vaghe stelle.
Ecco l'acque occupar loco profondo,
E nel suo proprio pondo
L'arida terra equilibrarsi intorno
Spiegar d'immensì oggetti il grembo adorno.

Bel veder guizzar da l'onde
Muti armenti, e più ruscelli
Irrigar le nove fronde,
Ed in cima a gl'arboscelli
Gli augelletti a saltellar.

Bei veder piante maggiori
Verdeggiar per monti, e valli,
E odorosi vaghi fiori,
Persi, bianchi, rossi, e gialli
Prati, e colli a coronar.

Tutte, Amore, di te son si grand'opre.
Ninfe, e Pastor, cantianne
Le lodi insieme. Ei da i superni giri
Verrà, ch'a nostre labbra i senfi spiri.
Coro
Viva quel dolce ardore,
Che n'empie il core
Di quei bel foco, che felice il fà.
Parte del Coro
Pera pera quell'anima altera,
Che non sente quel dardo possente,
Con cui l'alme impiagando sen và.
Coro
Viva quel dolce ardore,
Che n'empie il core
Di quel bel foco, che felice il fà.
Parte del Coro
Sempre in pene non goda mai bene,
Ne diletto mai senta nel petto
Chi da Amore lontano si stà
Coro
Viva quel dolce ardore,
Che n'empie il core
Di quel bel foco, che felice il fà.

(Parte Uranio con tutti Pastori, e Ninfe.)

Scena settima

Filandro, Orsinda, Corina.
Orsinda
(A Filandro.)
Tutte sen gir le Ninfe,
Ne di te vaga ancor mostrossì alcuna.
Filandro
In amor giornaliera é la fortuna.
Corina
Io, se non altra, in amator t'accetto.
Filandro
Qual gran sorte è la mia! Prendi il mio core
Sempre fedel, sempre costante, e grato.
Orsinda
(O come presto s'è di me scordato.)
Filandro, un grande acquisto oggi facesti.
Volto più bel non v'è tra noi; ma temo
Di tua felicità. Sai che la sorte
Quando del maggior ben colmar ne suole,
E' appunto allorché abbandonar ne vuole.

Scena ottava

Corina, Filandro, poi Dafni.
Corina
Fedele mi amerai, gentil Filandro?
Filandro
Sarò ogn'or teco, e bacierò fin l'orme,
Che su l'erba novella
Stamperà il tuo bel piè. Troppo sei bella.
Corina
(A Dafni.)
Vien, Dafni, e vedi il mio novello amante.
Dafni
Mi dilleggi, Corina?
Corina
(piano a Dafni.)
(I nostri patti?)
Dafni
Veder può ogn'un quanto è di te ben degno.
Filandro
Che gentil Ninfa.
Corina
(A Dafni.)
Non é vago. Dì.
Dafni
(A Corina.)
Crudel.
Corina
(Piano a Dafni.)
(Stà saldo.)
Dafni
Crudel saresti a te, se non l'amassi.
Filandro
O caro amico.
Corina
Dafni,
Siane tu testimon de'nostri affetti,
E se querela mai
Nascesse tra di noi, te sol vogl' io
Giudice, e testimon.
Dafni
(Che duolo è ìl mio!)
Filandro
Di te, ch'io mi quereli? Ah, pria s'arresti
Il Sol nel Ciel...
Corina
Non più. Dafni, intendesti.

Il tuo core in dono accetto,
E lo pongo nel mio petto,
E in mercede
La metà t'offro del mio.

Serba dunque amato amante
Pronti affetti, alma costante,
E con fede
Servi al genio, e al mio desio.

Scena nona

Filandro, Dafni.
Dafni
O Filandro felice
Sol per colei, ch'oltre ogni bella è bella.
Filandro
E' ver; ma se t'aiti,
Amico, il Ciel, dimmi, s'ella è fedele.
Dafni
(Deggio dir vero, o no?)
Filandro
Perchè mai taci?
Dafni
Perché del core altrui ragion non rendo.
Filandro
Ma pure? Io so tacer. Morrei più tosto,
Che palesar... Non mi niegar tal dono.
Dafni
Fidar mi deggio?
Filandro
E vita, e onor impegno.
Dafni
Sappi, che più incostante
Di Corina non v'è. Più d'un'amante
Accoglie, e n' ha vaghezza,
Ma ben tosto lo sprezza, e lo deride.
Filandro
Oimé! Voce quest'è, che il cor m'uccide.
Dafni
(Gli fa cenno, che taccia.)
Ma . . . .
Filandro
T'intendo. Non parlo.
Dafni
Regola ì sensi tuoi.
Filandro
Con qual ripiego?
Dafni
Per indur ad amar Donna superba
Il disprezzarla è il sol rimedio. Intendi?
Se questo adoprar sai, felice sei.
Filandro
Il consiglio mi piace,
E vo, che sia di norma a i sensi miei.

Scena decima

Dafni
Dafni
Un'amante quest'è, per quel, ch'io veggio,
Di prima impressìon. Volesse amore,
Che offendesse Corina,
Perchè restasse a me tutto il suo core.

Si lusinga la mia spene,
Che sìa un giorno del mio bene
Tutto mio quel fiero cor.

D'ingannar anche si provi,
E al mio affetto sia, che giovi
Frode almen, se non amor.

Fine dell'Atto Primo.

ATTO SECONDO

E' sempre una campagna attorniata da Colli con Capanne pastorali, ove si veggono varj esercizj campestri.

Scena prima

Uranio, Corina.
Uranio
Il ver ti narro. Orsinda a me lo disse.
Corina
Cerca affetti Filandro anche da Orsinda?
Sa egli, che tu l'ami?
Uranio
Il sa; ma non per tanto
Suo folle ardir a un bel dover non cede.
Corina
Quando d'amor si tratta,
Non v'è amicizia più, non v'é più fede.
Ma non temer. Sai quanto Orsinda è fida.
Uranio
Nol so, nol so. S'inganna
Chi sue speranze a cor di Donna affida.

Vorrei pur credere,
E in petto ascondere
Quel rio timore
Di gelosia,
Che l'alma mia
Preme, e tormenta.

Ma, ch'io son credulo
Pur troppo, e semplice
Mi dice Amore,
E una lusinga,
Che il cor si finga,
Non vuol, ch'io senta.

Scena seconda

Corina, poi Filandro.
Corina
Siasi pur quanto voglia
Incostante Filandro, io fingo amarlo
Per affinar di Dafni il caro foco
Col gel di gelosìa.
Filandro
(Il consiglio di Dafni ora s'adopri)
Corina
Eccolo. Mio Filandro.
Filandro
A chi favelli?
Corina
A te
Filandro
Tuo non son'io.
Corina
Quel pur tu sei, che con si lieto ciglio
Il tuo cor mi donasti.
Filandro
Or mel ripiglio.
Corina
Perchè, perchè?
Filandro
Ragione a te non rendo
Del mio genio in amore.
Voglio lìbero il core.
Corina
Tal più non è, quando il legò la fede.
Filandro
Che fede? Esser pretendi
Forse tu sola, a cui s'offrano voti?
Corina
Io da te non pretendo ...
Filandro
Pretendi ciò, che vuoi; ma s'io t'amassi,
Sarebbe in me viltade,
In te saria baldanza.
Corina
Ma la cagion qual sia?
Filandro
La tua incostanza.
Corina
Ma chi è quel, che m'accusa?
Filandro
Dafni, quel, che conosce,
E tutte del tuo cor m'aprì le tempre.
Resta. Più non ti curo. O quanto gramo
Son d'aver detto mai: Corina io t'amo.

E ver sei bella alquanto.
Non però tanto tanto
Da far, ch'io per te mora.
Vivere posso ancora
Senza di tua beltà.

Tutte le Pastorelle
Che son di te più belle,
Per me arderan d'amore,
Allora che il mio core
Amor le chiederà.

Scena terza

Corina, poi Dafni con Pastorelli.
Corina
Dafni, tu m'hai schernita; ma vogl'io,
Che ben caro ti costi un simil scherno.
Dafni
Questa de più bei fiori,
(presentandole una ghirlanda.)
Che colsi per tuo onor, vaga ghirlanda,
Corina, prendi, e l'aureo crin t'adorna.
Corina
Quanto m'è cara, acciò al mio novo amante
Ne faccia un dono, e l'abbia
In testìmon de l'amor mio costante.
Dafni
A lui costante, e non a me? Ben sai,
Ch'io primiero t'amai.
Corina
Tu non dovevi
Manifestar del genio mio gl'arcani.
Saprò smentir tuoi detti, e tu vedrai
Quanto giovò tua infedeltà à Filandro.
Dafni
L'intendo, o Dio. Son reo.
Ma quel spergiuro
Estorse dal mìo labbro
Con voto di silenzio il mio segreto.
Perdonami, e non sia,
Ch'ei del mio mal si rida.
(Saggio non è chi d'un rival si fida)
Corina
Per te non v'è perdono.
Dafni
Oh Dio, s'errai,
Emenderò l'errore. Ad ogni patto
Soscrivo, acciò non perda
Quella parte di cor, chi assegnasti.
Corina
Farai ciò che vogl'io?
Dafni
Mi sarà dolce legge il tuo desìo.
Corina
Odimi dunque. Or a Filandro vanne.
Digli, che l'ingannasti, e ch'io sol l'amo;
Che gl'invio questo serto
In testimon d'amor. Ma bene avverti,
Che non mai sappia, che tuo fù quel dono.
Dafni
Facciasi (caro compro un tal perdono.)
Corina
Vo, che dolce, e in atto umile,
Promettendo la mia fede,
Stringa a lui la man gentile,
Che in candor pari non ha.

E vorrei, che in qualche parte
Del bel volto, ove Amor sìede,
Lo bacissi per mia parte,
Ma nol vuol la mia onestà.

Scena quarta

Dafni.
Dafni
Mi tradì quell'infido. O quanto fui
A palesar incauto
In sensì di Corina. Empia Corina,
Maggior dei fallo mio mi dai la pena.
Io pubblicarmi un falso, un mentitore
A un'odiato rival? Misero core!

Povero cor, soffrendo
Vincer potrai chi sà?
Quella crudel beltà,
Ch'a l'alma impera.

Le lagrime, ch'io spendo
Indarno gitterò?
Cor mio, nol creder nò.
Soffri, e poi spera.

(Qui si cangia la Scena per l'intermezzo, e pei ritorna come prima.)

Scena quinta

Orsinda, poi Filandro guidando il suo Gregge.
Orsinda
Quanto care mi siete,
Liete campagne, non perche in voi rida
Eterna primavera;
Ma sol perche tra tante Ninfe, e tante
Sen vive Orsìnda riamata amante.
Filandro
In questo erboso suolo,
Cui porge fresco umor limpido rio,
Pecorelle, vi guido a i dolci paschi.
Addio, patrie contrade.
Il Pastore ora son de la Beltade.
Orsinda
Questo è Filandro.
Filandro
Qual bel volto io miro!
Orsinda
Non mi vedesti ancor?
Filandro
Parmi....
Orsinda
D' Uranio...
Filandro
Or mi rammento Occhi per voi mi moro.
Orsinda
Ma come mai si presto?
Filandro
Oh Dio mi sento
Strugger qual neve al Sol, qual nebbia al vento.
Orsinda
Ma, che dirà Corina?
Filandro
Ella in beltade
Può teco gareggiar? Specchiati al Fonte,
E vedrai qual d'intorno
Servon le Grazie al tuo bel viso adorno.
Orsinda
Scherzi, o m'aduli. In te null'altro veggio
Che false idee, che pensier folli, e vani.
Filandro
Scherzo? Di tua beltà, de l'amor mio
Darò per testimon fin la mìa vita.
M'aprirò questo petto, e in mezzo al core
Vedrai tua immago, che v'impresse Amore.
Orsinda
Troppo t'impegni.
Filandro
E lo vedrai, se il brami.
Orsinda
A la prova.
Filandro
Che più? Con questo dardo
Mi s'apra il seno, ov'entro il ver si legga.
Orsinda
Io mai nol crederò, se pria nol vegga.
Filandro
Vuoi, ch'io m'uccida? Morto poi, ch'io sia?
Orsinda
Ti alzerò Altari, e Templi
Al par di Giove, e Alcide,
Veggendo in te ciò che altra età non vide.
Filandro
(Oimè?)
Orsinda
Che bel pensier d'anima grande!
Filandro
Qual mercè ne trarrò da simil'opra?
Orsinda
La gloria, e l'amor mio.
Filandro
(Per uscir con onor che far poss'io?)
Orsinda
Pentito sei? Già mel credea. Non mento
In dir, che mi dileggi, e il falso approvi.
Filandro
(Guardiam, se mai pietade, o tenerezza
Da si crudo desio trar la potesse)
Giacche lo vuoi, moro per te, mia vita.
Orsinda
Veggiam questa ferita.
Filandro
Or la vedrai.
(Pone il dardo in terra con la punta al petto.)
Sol ti raccordo, ch'ìl mio sangue accolga,
Né pascan le mie membra i Lupi, e gl'Orsi.
Orsinda
Nò nò.
Filandro
Priega riposo a l'alma mia.
Orsinda
Sì si.
Filandro
La tomba mia spargi di fiori,
E una lagrima tua . . .
Orsinda
Ma quando muori?
Filandro
(Altroché tenerezza) Ecco, ch'io cado
Su la punta crudel di questo dardo,
Ecco, ch'io moro à gli occhi tuoi rivolto.
Orsinda
Animo, invitto Eroe.
Filandro
Non son sì stolto.
(Getta il dardo, e fugge.)

Scena sesta

Uranio, Orsinda.
Uranio
Quai trasporti, qual furie?
Orsinda
Il folle amante,
Che fingeva morir per amor mio.
Uranio
Tu, che dicevi?
Orsinda
Ed io
L'animava a la morte.
Uranio
Orsinda, Orsinda,
Perigliosa è la tresca... Un, ch'io raccolsi
Naufrago, abbandonato...
Orsinda
Non dubitar di me. Sai pur, che sei
Il solo oggetto de gli affetti miei.

Se non credi a la mia fede,
Mi fai torto, e mi condanni.
Non t'inganni,
Idol mio, se credi a me.

E' un' offesa a l'amor mio,
Se incostante il temi, e infido;
Cor più fido,
Lo vedrai, del mìo non v'è.

Scena settima

Uranio, poi torna Filandro.
Uranio
Che mi dolgo di Orsinda? Il traditore
De l'amiltà è Filandro.

(Ritorna Filandro con volto basso credendo vi fosse Orsinda.)
Filandro
Ah, mìa adorata Orsinda .....
Uranio
Che pretendi da lei?
Filandro
Fede, ed amore.
Uranio
Il rispetto quest'é, ch' a me tu devi,
Ospite ingrato? A benefìci miei
Si mal rispondi? Ciò che per te feci
Non ti bastò? Sin lei, che l'alma adora,
M'inficj, ed al tuo amor trarla pretendi?
Tal guiderdon mi rendi?
Filandro
Per renderti mercede
Tanto mendico non mi fé il destino.
Saprò..!.
Uranio
Vattene omai,
Nè pensar più di rivveder mìei alberghi.
Lunge da noi chi ha infranto
De l'Ospitalità le leggi sante.

Scena ottava

Filandro, Dafni con in mano la ghirlanda spinto da Corina, che resta addietro.
Filandro
Nacqui pur fortunato.
Dafni
Anzi felice.
Val per mille sventure
Un favor di Corina. Ella t'invia
Questa ghirlanda del suo amore in segno.
Filandro
Sogno! Corina?
Dafni
Che fedel t'adora.
Filandro
Non la dicesti infida? Or come adesso ...
Dafni
Mentì amico, iì mio labro, or tel confesso.
Corina
(Fedelmete adempiuto é il mio comando)
Filandro
Quanto a la bella io deggio, e a te non meno
De le mie gioje messaggier cortese.
Dafni
Tutto farei per te (lo vuol Corina)
Filandro
Credo, che tu non sia
De falsi amici, qual'Uranio.
Dafni
Uranio?
Filandro
Da sua magion cacciommi. E sarà vero
Questo gentil paese
Favorevol cotanto al Forastiero?

(Si avvanxa Corina, ed entra in mezzo.)

Scena nona

Corina, Dafni, Filandro.
Corina
Dafni, intendesti? A te l'onor si serba
Di risarcir il nostro onor perduto.
Ouesto gentil straniero accogli, e mostra,
Chc ne i tempi infelici
Si conoscon gli amici.
Filandro
O fra tutte le Ninfe eccelsa, e grande!
Dafni
Che far degg'io?
Corina
Ciò che nìegolli Uranio.
Dafni
(Anche questo di più?)
Filandro
Che nobil'alma!
Corina
A l'amistà, a l'amor nulla si niega,
E Corina, più ch'altri, ora ten priega.
Dafni
(Son morto) Giacche il vuoi,
I mìe' alberghi sien tuoi con ciò, ch'hai d'uopo.
Filandro
L'onor accetto, e rimembranza eterna
Ne serberò nel cor. Gentil Corina,
Che tal ben mi cercasti, or ti prometto
Renderti il guiderdone
Col più vivace, e più costante affetto.

Scena decima

Corina, Dafni.
Dafni
Sei contenta, Corina?
Corina
Lo sono. Il mio voler bene adempiesti.
Dafni
Ma come puote insieme
Viver l'agnello, e il lupo,
Tale insieme vivran Filandro, e Dafni.
Corina
Se con doglia ubbidisci,
Di tutto ciò, che festi, il merto perdi.
Dafni
Farò dì più di quanto feci ancora.
Ma, cara, qual mercede
In avvenir sperar potrà il mio amore?
Corina
Non te lo dissi? La metà del core.

Scena undicesima

Dafni.
Dafni
Chi mai creduto avria
Costei d'alma si fiera? Al mio dolore
Par, che goda. Se piango, ella si ride,
La fa altera il mio amore,
La inferisce il mio sdegno. Ah, ch'io dovrei
L'ingrata abbandonar, por in obblio
Quel volto a me infedel; ma nol poss'io.

Son troppo dolci, son troppo beili,
Benché rubelli
Per me quegli occhi;
Ma che la tocchi
Spero anche un giorno di me pietà.

Se dura selce batte frequente
Onda cadente,
Al fin la spezza;
E la durezza
D'un cor di donna mai non cadrà?

Fine dell'Atto Secondo.

ATTO TERZO

Montagnetta con grotte, ed animali, ch'escono dalle medesime. Nel fianco Valle dilettevole con piante.

Scena prima

Filandro, Dafni, Uranio, Orsinda, Corina.
Filandro
Qui, Pastor lieti, ove più ameno il bosco,
Meco non vi sia grave
Del nostro dolce stato
Cantar i pregi, e in mezzo a questi colli
Scioglier a balli il piè per l'erbe molli.
Tutti
Che bel piacere
E' guidar l'agne
Per le campagne,
E a l'onda bere
Di fresco rio,
Che mormorando d'intorno và.
Dafni e Uranio
Qui cinte di rose
Le Ninfe amorose
Ci mostran ridente lor vaga beltà
Tutti
Che bel piacere
E' il guidar l'agne
Per le campagne,
E a l'onda bere
Di fresco rio,
Che mormorando d'intorno và.
Corina e Orsinda
Qui ogn'uno è contento,
Di parco alimento;
E par qui rinata de l'Oro l'Età.
Tutti
Che bel piacere
E' guidar l'agne
Per le campagne,
E a l'onda bere
Di fresco rio,
Che mormorando d'intorno và.

Si ritira Uranio, Dafni, Orsinda, Corina, e segue il ballo.

Scena seconda

Filandro, poi Orsinda in dìsparte.
Filandro
Resto qui solo, e n'ho piacer. La sorte
Vo narrar de miei amori a queste piante,
O pure a l'aure, a i venti
Ma nò, ch'hanno per uso
Disperdere gl'accenti. Almen qui forse
Quell'Echo, che ne ì boschi
A le Ninfe, a i Pastor favellar suole.
Orsinda
Si deluda costui,
Se la sorte risponda a le parole.
Filandro
Ninfa, che ascosa in fra le grotte, rendi
Tronche l'ultime note a chi favella,
Dimmi, de le mie belle,
Quall'è, che più risponde al mio desìo?
Orsinda
Io.
Filandro
Tu? (Di me fin'Echo amante io trovo.)
Ma tu non sei che voce. A me sol piace
Palpabil forma, che già tu non hai.
Orsinda
Ahi.
Filandro
Non dolerti, e lascia pur, ch'io goda
Quelle, ch'ardon per me, bellezze nove.
Orsinda
Ove?
Filandro
Tra queste selve, in cui ben spesso
Spargon per amor mio pianti e lamenti.
Orsinda
Menti.
Filandro
Che mento? Le parole, i detti,
Il genio lor credi tu vero, o vinto?
Orsinda
Finto.
Filandro
Perche? Dond'è, che sien scherniti
Cosi gl'affetti mei?
Orsinda
Perche un folle tu sei.
Filandro
Ch'Echo é mai questo! Oltre de l'uso ei parla.
Vcggiam ....
(guarda, e vede Orsinda.)
Meco tu scherzi, o cara Orsinda?
Orsinda
Io quella fui. Che te ne offendi forse?
Filandro
No, pupille adorate,
Anzi grazie mi son gii scherzi tuoi.
Lascia, ch'io bacì quella man ...
Orsinda
Oh Dio,
Vedi Corina. Un satiro l'insegue.
Filandro
Da qual parte?
Orsinda
Dal colle. E non la vedi?
Filandro
Il tuo fulgor nulla veder mi lascia.
Orsinda
Ahi, misera! la tragge entro del bosco.
Filandro
Eh lascia ...
Orsinda
Corri, vola. Ch'ella pera
Su gli occhi tuoi, tu non avrai rimorso!
Filandro
Dunque rapido volo al suo soccorso.

Scena terza

Uranio, Orsinda.
Uranio
Segui pur a scherzar.
Orsinda
Sai pur ch'io rido.
Uranio
Fa de bei colpi Amore.
Pur troppo il nostro sguardo a poco a poco
A spiacevole oggetto, anche s'avvezza;
L'alma al fine l'approva, e sen compiace.
Orsinda
Non quella mai, ch'è di ragion capace.
Uranio
Odi. La prima volta,
Che la Volpe mirò steso su l'erba
Il terribil Leon, di timor piena
Perdè i sensi, e la voce, e via fuggissi.
L'incontrò la seconda, e un po lontano
A vagheggiar si mise
La coda, i fianchi, e la superba giuba.
La terza poi se gl'avvicina, e tanto
Se n'invaghì, che seco
Chiese abitar nel suo medesmo speco
La favola significa . . . .
Orsinda
L'intendo.
Uranio, ancor tel dissi.
Che non dubiti mai de la mia fede,
Non ti dispiaccia, ch'io
Altrui doni parole, a te il cor mio.

Quel sembiante, quel bel volto,
Cosi caro, e cosi bello,
Solo cerco, solo bramo;
Te solo amo,
Nè rivolto
E' il mio core ad altro oggetto.

Il mio affetto solo avrai,
E tu solo esser dei quello,
Onde aver possi quest'alma
Lieta calma,
E sarai
Sempre il caro mio diletto.

Scena quarta

Uranio, Dafni.
Uranio
Ah, so ben io, che de la Donna il labbro
Ha dal core un linguaggio assai diverso.
Dafni
T'intesi. Sei geloso. Anch'io lo sono.
Uranio
Filandro, oh Dio . . .
Dafni
E' di Corina amante.
Uranio
Anche d'Orsinda.
D'ambe egli va altero.
Dafni
Sempre arride la sorte al Forastiero.
Uranio
Ma tù, da me scacciato, il raccogliesti?
Dafni
Fu di Corina impero.
Uranio
A quel, ch'io veggio,
Nel gran male d'amor di me stai peggio.
Dafni
Ma qual tra loro esser mai pon rivali
Due Ninfe tanto amiche?
Uranio
Io nol comprendo.
Certi sensi han le Donne ignoti a noi,
Ma ben spesso tra lor s'intendon poi.

Pensier geloso,
Ch'a questo seno togli il riposo,
Lasciami in pace,
Che più non posso viver così.

Troppo s'avvanza,
Per far, ch'io perda la mia costanza.
Quel sì vorace
Verme, che il core di gel m'empì

Scena quinta

Corina, Dafni.
Corina
Dafni.
Dafni
Corina, io compiangeva adesso
La sventura d'Uranio.
Corina
E che gli avvenne?
Dafni
Ei d'Òrsinda si duol, ch'ama Filandro,
Corina
Vorresti, io 'l sò gittarmi
La gelosia nel cor. Altro non sanno
Gli amanti, per restar in amor soli,
Che mostrarne infedeli i lor rivali.

Ma risparmia con me quella fatica,
Che nulla nulla val quest'arte antica.
Dafni
Arte antica?
Corina
Si sì. Passato è il tempo
Di quella austera fedeltà, con cui
Una fe sì legava a un'altra fede.
Dafni
Legge è d'amor, e d'onestà. Un'amante,
Che l'uso ne ricusa,
Di saper cosa è amor non ben presume.
Corina
Legge più bella oggi ne fa il costume.
Dafni
Non intendo però dir, che non ami
Anche Filandro, e la mia fe ti serbo.
Ma . . .
Corina
Che? Parmi, che teco
Troppo discreta io sia, se di due soli
Amanti, e nulla più, già mi contento.
(Quanta gioja m'apporta il suo tormento.)
Dafni
Anzi di men. Sol la metà del core
Hai di Filandro. Orsinda pure gli ama.
Corina
Lo sò, lo sò. Ma Orsinda ... Basta, basta.
Ella qui attendo. Vanne.
Dafni
Sì. Nel petto
Se un'alma sola tieni, e un solo core,
Lo dei tutto a un'amante, e a un solo amore.

Che dolce cosa sia
L'amar un solo oggetto,
Lo sà l'anima mia,
Se tu nol sai.

Prova per poco almeno
Questo innocente affetto,
Che ogn'or più caro in seno
Il sentirai.

Scena sesta

Corina, Orsinda.
Orsinda
Eccomi a te, Corina.
Corina
Ami Filandro?
Orsinda
Credi, che amar poss'io chi é di te amante?
Corina
Tientelo pur. Diedi il mio core a Dafni.
Orsinda
Et ad Uranio il mio.
Parliam schietto, Corina.
Corina
Io non lo curo.
Orsinda
Ed io ne men. Su la mia fe tel giuro.
Corina
Seco scherzai per tormentar chi adoro.
Orsinda
Da vero tu non l'ami?
Corina
Io amar chi per ogn'una avvampa, e more?
Non ho sì debil core.
Orsinda
Degno è in ver di gran pena uom sì incostante.
Corina
E questa sia l'esser da noi sprezzato.
Orsinda
E sprezzato, e schernito.
Corina
Or la nostra si mostri
Autorità di bel rigore armata.
Più ch'è altera la Donna, è più apprezzata.

Fior, che a spuntar si vede
Dal sen di basso prato,
Negletto, e disprezzato
Calpestasi col piè.

Ma perche in alto siede
La Rosa, in sua Regina
Ogn'altro fior la inchina,
E onor le presta, e fe.

(Si parte Corina, e va incontro a Filandro.)

Scena settima

Filandro, Orsinda, Corina.
Filandro
Amabile mia Ninfa, ove ten vai.
Corina
Ti cerco, e ti sospiro.
(Lo prende per la mano, e lo pone in mezzo di loro.)
Filandro
Ove mi guidi?
Corina
Onde si sappia, ch'un traditor sei.
Orsinda
Un mentitore, un'alma senza fede.
Filandro
Che feci? In che peccai?
Corina
Non fu di te uom più crudel giammai.
Filandro
Eh, più tenero cor non v'è del mio.
Orsinda
Come potesti, oh Dio,
Acciò che al tuo bel foco accesa io mora,
Dir, che mi amasli?
Filandro
E lo confermo ancora.
Corina
Tanto ardir, me presente? e quante volte
Mi giurasti d'Amor su l'Arco d'oro,
Che qual Dea m'adoravi?
Filandro
E ancor t'adoro.
Orsinda
Che si può far? Corina
Fortunata nascesti. Egli sia tuo.
A pianger me n'andrò la mia sventura.
Filandro
Ferma, che se mi lasci,
Senza spirto mi resto, e senza vita.
Corina
Infedel'. M'hai tradita.
M'adori, e per un'altra arder ti senti?
Occhi piangete i pianti miei mal spesi.
Poveri affetti miei.
Filandro
Non pianger più, che l'alma mia tu sei.
Orsinda
Di chi dunque esser dei?
Filandro
Di tutte due.
Corina
Non si dee. D'una sola esser tu puoi.
Orsinda
Quella, che più t'aggrada,
Scegli, e tosto la man dalle di sposo.
Filandro
Qualunque di voi perda è mio gran danno.
Corina
Or via me vuoi?
Orsinda
Esser di me vuoi tù?
Filandro
(Mai più 'l mio core in tanto imbroglio fù.)
Corina e Orsinda
(a due)
Risoivesti?
Filandro
Non anche.
Corina
Idolo mio,
Orsinda
Adorato Filandro,
Filandro
(Divengon pregiudizi i miei gran pregi.)
Corina
Dammi la man di sposo.
Orsinda
Io te la chiedo.
Corina
Ma non risolvi? spose non ne vuoi?
Filandro
Al fin la ritrovai. Sposo esser voglio.
Orsinda
Né altra speme a l'amor tuo rimane.
Filandro
Te sposerò quest'oggi, e te dimane.
Orsinda
Ah vile.
Corina
Ah indegno. In questa guisa tratti,
Con noi sì oneste Ninfe?
Filandro
E che far posso?
Orsinda
Lascia, che noi facciam di te la scelta.
Filandro
Siasi, benché mi spiaccia il perdern'una.
Corina
Orsinda, ei sia tuo sposo. io te lo cedo.
Orsinda
Costui mio sposo? Il Demone più tosto.
Filandro
Cosi? Ti pentirai d'un tanto orgoglio.
Resto dunque a Corina.
Corina
Tù sposo mio? Eh, ch'io nè men ti voglio.
Orsinda
Cerca altrove miglior sorte.
Corina
Io ti lascio a chi ti vuole.
A due
O sia pur di chi vuoi tu.
Orsinda
Abbi sposa anche la morte,
Corina
La mal'aria anche t'invole.
A due
Di te nulla io penso più.

Scena ottava

Filandro.
Filandro
Terra quest'é, dove Ciprigna hà voti?
D'odio più tosto è al tergo, a le cui foglie
Sta fierezza, dispetto, ira, ed affanno.
O tradimento, o Amore,
O Donne senza fede, e senza core.

D'esser già parmi quell'arboscello,
Quello, sì quello,
Che mille pomi spiega da i rami,
E par, che goda di sua beltà;

Quando improvisa fiera procella
Sì lo flagella,
Che fin di foglie, vien, che spoglìe,
E tronco ignudo restar lo fa.

Scena nona

Tempio di Cupido.

Uranio, Dafni, Ninfe, Pastori del Coro.
Dafni
Eccoci al Tempio. Che sperar potìamo?
Uranio
Il fin de nostri affetti.
Dafni
Io non lo spero.
Uranio
Orsinda qui m'attende.
Dafni
E me Corina.
Uranio
Perche dunque si fiacca è in te la speme?
Dafni
Chi nacque sfortunato,
Benche sogni, indovina il mal, che teme.

Scena decima

Corina, Orsinda, Uranio, Dafni.
Corina
Dafni.
Dafni
Corina.
Orsinda
Uranio,
Uranio
O bella Orsinda.
Corina
Qual amor v'è fedel, saldo, e costante,
Che col soffrir non giunga a un lieto fine?
Orsinda
E se tal'or d'amaro
Meschia la gioia il faretrato Amore,
Lo fà, perche i contenti
Sembrino dolci più dopo i tormenti.

Scena ultima

Filandro, e tutti gli altri.
Filandro
Sin nel tuo Tempio a querelarmi io vegno
Con te, barbaro Nume.
Ma qui Orsinda, Corina, Uranio, e Dafni?
Corina
Scendi, o dolce Imeneo,
E co i nostri Pastor lega nostr'alme.
Orsinda
E voi, Ninfe compagne,
Chiamatel di lassù col lieto coro.
Filandro
Dove men venni! Ah, che di rabbia io moro.
Corina
Dafni, mio caro Dafni, ecco la destra.
Dafni
Qual mai core felice é più del mio?
Orsinda
Uranio, sei mio sposo.
Uranio
Disfarmi sento a sì gran gioja il petto.
Filandro
(Io di livor son pieno, e di dispetto.)
Coro
A mille a mille su i nostri petti
Piovan diletti,
E di dolcezze si versi un rio,
E sempre ne sia fausto il cieco Dio.

(Corre nel mezzo Filandro.)
Filandro
Anzi infausto ei vi sia,
E ogn'or v'infestì il fianco
Duolo, sdegno, rancor e gelosia.
(Fugge dal Tempio.)
Corina
Empio.
Orsinda
Profano.
Uranio
Usci dal Tempio.
Dafni
Puossi
Con pace tollerar qualche trasporto
Da chi per ria fortuna
Vien tratto al mar quando posava in porto.
Tutti
Quello, che serba
Sempre in amore
Costanza, e fede,

Dopo l'acerba
Doglia dei core
Trova mercede.

Fine dd Dramma.


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Ultimo aggiornamento 12 gennaio 2022